Jared Diamond, Educazione selvaggia

by gabriella

Jared_diamond

Schoolstorming segnala una riflessione di Jared Diamond sull’educazione nelle società tradizionali, nella quale evidenzia la capacità delle comunità di cacciatori-raccoglitori di sviluppare nei loro giovani “sicurezza emotiva, […] fiducia in sé, […] curiosità e autonomia […] e un precoce sviluppo delle competenze sociali, non soltanto quando sono ormai adulti, ma già da bambini. Queste sono qualità che la maggior parte di noi ammira, qualità che vorremmo vedere nei nostri stessi figli, mentre di fatto noi scoraggiamo lo sviluppo di queste qualità suddividendo i bambini per età, dando loro voti, dicendo loro continuamente che cosa devono fare“. Qui il testo di Educazione selvaggia.

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No Comments to “Jared Diamond, Educazione selvaggia”

  1. Molto interessante. Grazie.

    Mi sembra che quest post faccia il paio con una recente notizia scientifica:
    http://www.repubblica.it/scienze/2012/11/25/news/stupidi_intelligenti-47040690/

    • E’ interessante, si. Un tabu per la società moderna dai tempi di Rousseau. Sulle tesi di questi biologi e genetist sono, come sai, abbastanza critica: 1. l’intelligenza sarebbe nient’altro che la capacità di risolvere problemi, l’uomo intelligente un sopravvissuto alla selezione del più adatto; 2. l’intelligenza è determinata geneticamente, gli individui la trasmettono alla prole via DNA. Non mi convince neanche un po’.

  2. Cara Gabriella,
    a volte anche tra i sacerdoti cristiani sono nati dal letame e non dai diamanti, i fiori.
    Un abbraccio.

    Lettera a una professoressa, libro del 1967 scritto da alcuni ragazzi della scuola di Barbiana, sotto la supervisione di Don Lorenzo Milani.
    http://it.wikiquote.org/wiki/Lettera_a_una_professoressa

    • eh si, più che fiori, direi alberi secolari 🙂

      • Mi piace pensare che la scuola possa in un prossimo futuro
        formare il numero più alto possibile di giovani a questo livello.
        Si può condividere o non condividere filosoficamente la sua ricerca,
        io men che meno, per gli strumenti esigui che padronrggio ma, la
        chiarezza e la serietà con la quale affronta la filosofia di Marx,
        distinguendola dal marxismo, restituendola qundi alla sua originaria
        carica innovatrice e dirompente, mi affascina non poco.
        Credo che solo i giovani, come in ogni epoca di radicali trasformazioni
        è accaduto, ci possono salvare, se vogliono assumersi questo oneroso
        e gratificante compito. Noi, non più giovanissimi anagraficamente,
        daremo una mano con la nostra giovinezza di spirito.

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