1982, in Inghilterra si progetta lo smantellamento del welfare

by gabriella

ThatcherDocumenti ufficiali di Downing Street, da poco resi pubblici, rivelano il piano di Margaret Thatcher per cancellare lo stato sociale, al quale il premier britannico avrebbe rinunciato per l’opposizione del suo stesso esecutivo che lo considerava eccessivamente radicale. Un articolo del Guardian, tradotto da Voci dall’estero,  rilegge la vicenda, concludendo che le condizioni assenti trent’anni fa potrebbero oggi essersi realizzate.

Come mostrano le nuove rivelazioni dei documenti di Downing Street, recentemente pubblicati, nel 1982, Margaret Thatcher e il suo ministro Howe misero a punto un piano politicamente micidiale per smantellare il Welfare State, dal quale il premier britannico prese le distanze dopo ciò che è stato descritto come una sommossa nel suo stesso gabinetto di governo. Le proposte considerate dal suo gabinetto comprendevano l’istruzione scolastica a pagamento e un massiccio ridimensionamento degli altri servizi pubblici. “Questo, naturalmente, significherebbe la fine del Servizio Sanitario Nazionale”, dichiarava il memorandum riservato per il governo redatto dal Central Policy Review Staff nel settembre del 1982, desecretato venerdì dalla National Archives, dopo che sono trascorsi 30 anni.

Nigel Lawson, l’allora segretario all’energia, disse che il rapporto del thinktank ufficiale sulle opzioni per la spesa pubblica a lungo termine provocò “la cosa più simile a una rivolta che sia mai avvenuta nella storia dell’amministrazione Thatcher”. Nelle sue memorie, la Thatcher dice: “Quando vidi questo documento, rimasi inorridita. Feci notare che quasi certamente sarebbe trapelato, dando un’impressione totalmente falsa … Era una vera sciocchezza”, affermando quindi che le proposte non furono mai seriamente considerate né da lei né dai suoi ministri.
Ma i documenti del 1982 mostrano che il piano politicamente esplosivo fu discusso in una speciale riunione di governo il 9 settembre dello stesso anno. Essi mostrano che la Thatcher e Howe avevano incoraggiato il thinktank CPRS a elaborare delle soluzioni radicali a lungo termine di questo tipo sin dal febbraio dello stesso anno e che Howe continuò a difenderlo anche dopo la “rivolta” descritta da Lawson.
In occasione di quella rivolta, una versione annacquata del documento CPRS fu fatta pervenire alla stampa, dando spazio alle accuse dei sindacati che Thatcher avesse un programma segreto per smantellare lo stato sociale del dopoguerra – un’accusa che continua a echeggiare nel corso degli anni.
Thatcher rispose con la famosa promessa, fatta durante conferenza del partito conservatore del 1982 a Brighton, che il NHS “con noi è al sicuro” – un’affermazione che da allora ogni leader conservatore si è sentito in dovere di ripetere.
Ma le carte mostrano che la versione riveduta e corretta del documento del CPRS che era trapelata era piuttosto mite rispetto all’originale – e che l’orrore della Thatcher aveva più a che fare con la fuga di notizie che con il contenuto del documento. La versione trapelata proponeva di introdurre dei voucher che avrebbero posto fine al finanziamento pubblico dell’istruzione superiore, di congelare alcune prestazioni sociali e istituire un servizio sanitario di tipo assicurativo. Ma, come protestò John Sparrow – il banchiere che la Thatcher aveva nominato a capo del CPRS – quando il Primo Ministro gli richiese una versione più cauta, “il documento rivisto perde gran parte della sua forza.” La versione originale andava molto oltre, comprendeva tutta l’istruzione scolastica a pagamento con una “riduzione drastica delle risorse destinate al settore pubblico”, e una copertura totale del costo dell’istruzione universitaria tramite le tasse, spezzando il tipo di rapporto che esisteva allora tra prezzi e prestazioni sociali.
Ma la proposta di privatizzazione più controversa della prima versione riguardava il servizio sanitario: “E’ opportuno prendere in considerazione nel lungo periodo di porre fine alla prestazioni sanitarie per la maggior parte della popolazione, in modo che le strutture mediche siano di proprietà e gestione privata, e coloro che richiedono l’assistenza sanitaria siano tenuti a pagarla.” “Per coloro che non possono permettersela, ci sarebbero degli aiuti dallo stato. attraverso una qualche forma di riduzione o di rimborso.”
L’unica eccezione sarebbe stata l’assistenza pubblica a lungo termine per i “disabili mentali più anziani” che “chiaramente non possono permettersi di pagare.”
Uno di coloro che lavorarono al documento CPRS era il consigliere attuale di David Cameron in materia di criminalità e di polizia, Lord Wasserman. I documenti governativi mostrano che Gordon Wasserman, che fece parte dello staff del thinktank dal 1981 al 1983, in un documento informativo per la sezione istruzione propose di ridurre il 25% degli insegnanti della scuola statale. I documenti governativi mostrano che, lungi dall’essere una sorta di operazione freelance a sorpresa, il rapporto CPRS fu commissionato e incoraggiato da Thatcher e Howe. Già nel mese di febbraio, Howe premeva per un ampio dibattito sul futuro e sulle dimensioni del settore pubblico. I documenti di Downing Street dimostrano che il 28 luglio egli disse alla Thatcher: “In questa fase non dovremmo essere inibiti da considerazioni come … la presunta impossibilità del cambiamento. Una discussione di questo tipo aprirebbe la strada ad alcune decisioni strategiche più importanti che potrebbero influenzare i nostri programmi di governo per la prossima legislatura.”
Alla vigilia della riunione, il segretario di gabinetto, Sir Robert Armstrong, disse che il valore della discussione stava nella possibilità per il governo di “sollevare lo sguardo” dalle problematiche attuali e concentrarsi su come avrebbe voluto che andassero le cose in questo paese alla fine del decennio. “Alla fine, alcuni potrebbero sostenere che una qualsiasi delle proposte radicali discusse dal CPRS era in realtà ben più inaccettabile della prospettiva di mantenere le politiche invariate. Ma l’incontro sarebbe fallito nel suo scopo, se i ministri non fossero stati disposti almeno a contemplare la possibilità di un’azione radicale “ disse Armstrong, che concluse con la raccomandazione che tutte le opzioni avrebbero dovuto essere rinviate ad analisi ulteriori.

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  1. Reblogged this on Mauro Poggi and commented:
    L’onda lunga neo-liberista è partita con circospezione all’epoca in cui bene o male esisteva ancora un regime concorrente con cui doveva confrontarsi. Mano a mano che questo regime si sgretolava il monopolio ideologico andava consolidandosi; senza più ostacoli l’onda lunga si è trasformata in uno tsunami che prima ha devastato le economie emergenti e ora l’Europa.
    Oggi un piccolo burocrate come Monti viene prima spacciato come tecnico insigne e poi come fine politico, e può impunemente riproporre un’agenda che, nell’arco di un solo anno, ha portato al crollo di tutti gli indicatori economici di un’Italia che se all’inizio della cura era sull’orlo di un baratro ora sta precipitando.
    http://mauropoggi.wordpress.com/2012/11/10/non-cos-in-fretta/

    Fra compiacenze pelose e critiche strumentali, gli utili idioti – dopo avere collaborato con entusiasmo alla “cattura cognitiva” del pensiero progressista ad opera del pensiero neo-liberista (Lakoff) – ne aspettano lo sfracello inevitabile, fiduciosi che parte della carcassa toccherà anche a loro. “Ciò che era politicamente impensabile è stato reso politicamente inevitabile” (Milton Friedman).

  2. Nello stesso periodo (1981), i Chicago Boys operativi nel Cile di Pinochet, in un analogo piano di privatizzazioni estreme (oggi si usa chiamarle “liberalizzazioni”), arrivarono a propugnare la vendita, con relativa concessione a soggetti privati del diritto esclusivo di sfruttamento, persino dei fiumi e dei laghi del Paese.
    Nella negazione stessa che potesse esistere un bene comune di interesse collettivo, nell’ambito di una più vasta destrutturazione sociale, i discepoli di Milton Friedman (un pugno di economisti formatisi nell’Università Cattolica e specializzatisi alla scuola dei neo-monetaristi di Chicago), reputavano che tutto potesse essere capitalizzabile e quindi vendibile alla stregua di una qualsiasi commodity, prezzabile sul mercato dei futures all’interno dei boards of trade.
    Ovviamente, il progetto cileno fu condotto a termine dai suoi ostensori, a partire dalla privatizzazione delle acque potabili. Non si privatizzava solo la rete idrica con la relativa distribuzione, ma l’acqua stessa che diventava una proprietà privata grazia ad uno speciale decreto governativo: il “Código de aguas”.
    Il caso cileno è la dimostrazione ’empirica’ di come per i “mercati”, e per il turbo-capitalismo di matrice monetarista, la condizione operativa ideale risieda implicitamente in un sistema dittatoriale, o comunque sia ottimizzabile tramite un’estromissione dell’ordinamento democratico, plasmato in funzione dell’economia secondo i dettami dello “stato minino”.
    Presentata come una valenza di carattere scientifico dal valore universale, si finge (soprattutto presso certo ‘sinistra’) di ignorare come tale dimensione “economica”, lungi dall’essere neutrale, presupponga soprattutto una visione ideologica.
    Ci sarebbe molto da dire, a 30 anni di distanza, sull’esperimento Monti che così tante analogie presenta col famigerato “Chile Project” per contenuti e provvedimenti e struttura di potere…

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