Archive for ottobre, 2011

ottobre 28th, 2011

La lettera del governo all’UE: gli impegni su scuola e università. Italia Oggi, Voti bassi? Il Ministro taglia i fondi. B. Moretto, L’accountability delle scuole: un pesante attacco alla libertà di insegnamento

by gabriella

La lettera del governo italiano all’UE consta di un’introduzione sugli impegni di risanamento finanziario già assunti con le manovre di luglio e agosto e di 2 voci sullo sviluppo: A) I fondamentali dell’economia; B) Creare condizioni strutturali favorevoli alla crescita.

Il governo si impegna a rispettare precise scadenze per varare provvedimenti di sostegno alla crescita (quelli che riguardano scuola e università entro 6 mesi):

Entro 2 mesi, la rimozione di vincoli e restrizioni alla concorrenza e all’attività economica, così da consentire, in particolare nei servizi, livelli produttivi maggiori e costi e prezzi inferiori

Entro 4 mesi, la definizione di un contesto istituzionale, amministrativo e regolatorio che favorisca il dinamismo delle imprese.

Entro 6 mesi, l’adozione di misure che favoriscano l’accumulazione di capitale fisico e di capitale umano e ne accrescano l’efficacia.

Entro 8 mesi, il completamento delle riforme del mercato del lavoro, per superarne il dualismo e favorire una maggiore partecipazione”.

Entro il 15 novembre 2011 il governo si è impegnato a varare il piano di una serie di misure, suddiviso in 9 voci: quella che riguarda scuola e università è la prima: “promozione e valorizzazione del capitale umano”:

a) promozione e valorizzazione del capitale umano
b) efficientamento del mercato del lavoro;
c)  apertura dei mercati in chiave concorrenziale;
d)  sostegno all’imprenditorialità e all’innovazione;
e)  semplificazione normativa e amministrativa;
f)  modernizzazione della pubblica amministrazione;
g)  efficientamento e snellimento dell’amministrazione della giustizia;
h) accelerazione della realizzazione delle infrastrutture ed edilizia;
i)  riforma dell’architettura costituzionale dello Stato.

Ed ecco le misure che riguardano la produzione e la circolazione del sapere in Italia:

a) Promozione e valorizzazione del capitale umano. L’accountability (termine anglosassone che indica la responsabilizzazione delle singole entità produttive verso i propri risultati) delle singole scuole verrà accresciuta (sulla base delle prove INVALSI) – [ovvero, si legherà il finanziamento pubblico alle scuole ai risultati dei test INVALSI per il rilevamento degli apprendimenti], definendo per l’anno scolastico 2012-13 un programma di ristrutturazione per quelle con risultati insoddisfacenti; [vale a dire che le scuole che non raggiungeranno gli standard di apprendimento fissati dai test saranno fatte oggetto di riduzione dei fondi, ispezioni ..] si valorizzerà il ruolo dei docenti (elevandone, nell’arco d’un quinquennio, impegno didattico e livello stipendiale relativo); [ ovvero: cattedre a 20 o 24 ore, salario accessorio per i docenti che conseguono gli obiettivi INVALSI, nessun salario accessorio, mobilità e licenziamento per chi non raggiunge gli obiettivi, secondo il Decreto Brunetta, già legge] si introdurrà un nuovo sistema di selezione e reclutamento [è il cosiddetto T.F.A. (già ribattezzato dai precari TuttoFumonienteArrosto), prevede un tirocinio nelle scuole invece delle S.S.I.S.].

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ottobre 24th, 2011

F. Guerrini, Cinque progetti per liberare il Web

by gabriella

Mai come di questi tempi il Web ha assunto un ruolo centrale nelle nostre vite. Allo stesso tempo, mai come adesso la Rete, come l’abbiamo conosciuta finora, è sotto attacco: da parte di autorità di regimi repressivi, che vogliono impedire ai cittadini di comunicare e informarsi. Da parte delle aziende di telecomunicazioni, a cui il principio della “neutralità della rete”, grazie al quale chiunque può avere accesso a qualsiasi contenuto una volta pagato il canone di connessione alla banda larga, sembra un inaccettabile freno alla libertà di impresa, e di profitto.

Al summit Contact di New York, appena conclusosi, si è parlato proprio di questo: di come riformulare l’architettura di Internet, in modo da favorire l’emergere di protocolli decentralizzati e provenienti “dal basso”, per arrivare alla “Next Net”, la nuova Rete che mantenga davvero le promesse degli esordi. Le idee, si è visto, non mancano: parecchi gruppi di programmatori visionari sono già al lavoro, anche se è difficile dire se le loro creazioni potranno fuoriuscire dal ristretto ambito degli smanettoni e fare presa sulla grande massa di internauti: quella, per intenderci, che tende a confondere la Rete con Facebook. Eccone alcuni fra i progetti più innovativi, e meno conosciuti.

Il progetto Locker
Un progetto open souce per consentire ai navigatori di custodire i dati che condividono, volontariamente o in maniera inconsapevole, sul Web, in un luogo sicuro. E di sfruttarli commercialmente in prima persona, se ne hanno l’intenzione, mediante una serie di applicazioni, sempre open source, che attingano alle informazioni conservate nei locker, le cassaforti del cyberspazio.

Commotion Wireless
Una piattaforma di comunicazione distribuita basata sulle reti per cellulari e il wi-fi che dovrebbe sopravvivere a qualsiasi tentativi di censura della rete Internet imposto dall’alto. L’idea ha preso forma dopo i recenti tentativi di “spegnimento” della Rete verificatisi in Egitto e Tunisia. Una struttura di comunicazione peer-to-peer dovrebbe garantire agli attivisti anche maggiore garanzia di non essere monitorati da parte di provider o servizi di Stato.

Metacurrency
In un’era dove il vero valore è sempre più prodotto dalla conoscenza e il denaro si può trasformare in bit di informazioni, la valuta così come la conosciamo, appare obsoleta. Il progetto di Metacurrency è quello di decentralizzare e ridare alle persone la capacità di attribuire valore alle cose a cui tengono, sperimentando molti tipi di valuta alternativi al denaro. Una serie di presentazioni sul sito del progetto, contribuisce a chiarire questo concetto.

FreedomBox
Creata da un professore della Columbia School of Law, Eben Moglen, la “scatola della libertà” consiste in un piccolo server personale, basato sulla distribuzione Linux Debian e su un qualsiasi cellulare di vecchia generazione che funga da modem. L’idea è quella di creare una rete di piccoli server personali a basso costo (una trentina di dollari), che, con l’utilizzo di strumenti gratuiti e open source, consenta l’invio di email e chiamate Voip criptate.

Connect.me
Un sistema di gestione della reputazione e delle competenze di singoli individui, basato su uno scambio di voucher digitali, che si possono emettere, per segnalare persone di indubbia autorevolezza, o ricevere in segno di apprezzamento da parte di altri utenti. Un modo per sfuggire alla dittatura degli algoritmi impersonali, tipici di servizi come Klout o Grader, che misurano il grado di preparazione solo sulla base di fattori numerici come il numero dei follower su Twitter o quello dei retweet.

tratto da: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&ID_articolo=9647&ID_sezione=38

ottobre 23rd, 2011

Plotino (cenni)

by gabriella

Plotino, nato a Licopoli, in Egitto nel 205 d. C. si era formato alla scuola platonica di Ammonio di Sacca ad Alessandria d’Egitto.

Il suo pensiero si presenta come una riflessione della filosofia platonica e della nuova religione che, tuttavia respinge sia perché forma inferiore, cioè fede, e non epistéme, sia perché i contenuti di questa fede (cioè la tesi di un Lógos fattosi carne per salvare gli uomini) sono in contrasto con l’epistéme.

La filosofia di Plotino rappresenta l’ultima grande sintesi del pensiero antico, cioè la sistemazione un una riflessione complessiva dei contributi della filosofia greca. Anche per Plotino, il Tutto è un Circolo: l’universo deriva da una unità originaria, a cui ritorna.

Come osserva Severino, proprio nei due momenti più alti della filosofia antica (Parmenide, Platone e Aristotele) il Circolo viene meno: in Parmenide si riduce a un punto, perché il filosofo nega molteplicità e divenire, mentre in Platone e Aristotele, il Circolo si spezza in due perché la divinità e la materia restano separati e indipendenti. Epicureismo e stoicismo avvertono per primi la necessità di superare il dualismo e recuperare l’originaria unità dell’essere, ma questo obiettivo è pienamente realizzato in Plotino.

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ottobre 22nd, 2011

Vladimiro Giacché, La crisi spiegata da Karl Marx

by gabriella

Un mondo spiegato a partire dalla centralità del capitale finanziario che stringe nella sua morsa l’economia. È questa la lettura dominante della crisi, relegata a incidente di percorso del capitalismo. Spiegazione che può essere smontata a partire dagli scritti di Marx dedicati al tema e che sono stati raccolti in un volume da oggi in libreria di cui pubblichiamo brani dell’introduzione.

La spiegazione della crisi attuale come una crisi finanziaria che ha contagiato l’economia reale è oggi largamente prevalente. Si tratta della versione contemporanea della concezione, ben nota a Marx, secondo cui la crisi sarebbe dovuta «all’eccesso di speculazioni e all’abuso del credito». Precisamente questa spiegazione della crisi era stata sostenuta dalla commissione incaricata dalla Camera dei Comuni inglese di redigere un rapporto sulla crisi del 1857. Marx contestava questo punto di vista: «la speculazione di regola si presenta nei periodi in cui la sovrapproduzione è in pieno corso. Essa offre alla sovrapproduzione momentanei canali di sbocco, e proprio per questo accelera lo scoppio della crisi e ne aumenta la virulenza. La crisi stessa scoppia dapprima nel campo della speculazione e solo successivamente passa a quello della produzione. Non la sovrapproduzione, ma la sovraspeculazione, che a sua volta è solo un sintomo della sovrapproduzione, appare perciò agli occhi dell’osservatore superficiale come causa della crisi».

Oltre ogni limite

Per Marx i motivi per cui le crisi si presentano come crisi creditizie e monetarie sono senz’altro radicati in alcune caratteristiche di fondo del funzionamento dell’economia capitalistica. Ma le crisi non sono in primo luogo creditizie e monetarie: alla loro base si trova la sovrapproduzione di capitale e di merci. Il fatto è che per Marx il credito è uno dei principali strumenti attraverso cui il capitale tenta di superare i propri limiti. Infatti, grazie al credito i «limiti del consumo vengono allargati dalla intensificazione del processo di riproduzione, che da un lato accresce il consumo di reddito da parte degli operai e dei capitalisti, d’altro lato si identifica con l’intensificazione del consumo produttivo». Inoltre il credito «spinge la produzione capitalistica al di là dei suoi limiti» anche nel senso di porre a disposizione della produzione «tutto il capitale disponibile e anche potenziale della società, nella misura in cui esso non è stato già attivamente investito».

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ottobre 21st, 2011

Jacques Delors: E’ il ritorno del Washington consensus, insegnamo ai paesi in difficoltà a morire guariti

by gabriella

Jacques Delors dénonce le “coup de poker” de Sarkozy et Merkel. Jacque Delors denuncia la mossa di poker di Sarkozy e Merkel. Tratto da Le Monde del 19 ottobre 2011.

Entretien | LEMONDE | 18.10.11 | 13h29   •  Mis à jour le 19.10.11 | 11h22

Ancien président de la Commission européenne (1985-1994), Jacques Delors n’a cessé de militer pour une Union mieux équilibrée. Il propose de corriger les vices de construction de la zone euro en la transformant en zone de coopération renforcée, ce qui la doterait d’une capacité plus gran de de décisions et de moyens.

 Già Presidente della Commissione Europea, Jacques Delors non ha smesso di battersi per una Unione più equilibrata. Egli propone di correggere i difetti di costruzione dell’eurozona trasformandola in una zona di cooperazione rafforzata, ciò che la doterebbe di una migliore capacità di decisione e di mezzi.

L’euro est-il en danger ? L’euro è in pericolo?

J’ai dit cet été que l’euro était au bord du gouffre. Je suis désolé d’avoir eu raison. Les Européens ont réagi trop tard, trop peu et dans un climat de cacophonie. Après l’accord du 21 juillet, que je trouvais plus à la hauteur des enjeux, je pensais que l’on convoquerait d’urgence les Parlements des dix-sept pays de l’Union monétaire pour que les mesures soient opérationnelles dès le mois d’août. Nenni !

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ottobre 20th, 2011

Come convertire un file in pdf

by gabriella

Può succedere di dover convertire un file di testo creato con Word Office perchè dobbiamo spedire un allegato a chi non possiede il programma della Microsoft o, se l’abbiamo scritto con Open Office, perchè chi ha installato Word non legge i file creati con il nostro editor gratuito. Se stiamo usando un Mac, poi, we think different, ma talmente different da non riuscire a dialogare con gli altri.

Capita di dover convertire anche a chi lavora con box.net (le nostre classi virtuali sono realizzate con questo programma), perché (purtroppo) box.net è ottimizzato per la suite Office e genera diversi errori con altri programmi [ma sta migliorando: dall’estate 2012 riconosce i formati Open Office].

Convertire in pdf permette di superare questi problemi perchè il software che crea file con estensione .pdf si scarica grauitamente ed è diffuso ovunque.

Il primo modo per convertire è scaricare un Pdf Creator – ad esempio Pdf24, a mio avviso il migliore – installarlo [cioè cliccare su download, poi sul file eseguibile che avete scaricato] e in due click convertire il file. C’è però un modo più immediato: la “stampa su file”. Consiste nell’utilizzare la stampante virtuale di Acrobat che chiunque abbia installato il programma sul proprio pc possiede.

Il procedimento è semplice: dopo aver lanciato Word o Open Office, cliccare su “stampa” e cambiare stampante (lo so che ne avete una sola, ma quando lo avete installato, Acrobat ha creato una “stampante virtuale” per la stampa su file) scegliendo “pdf creator” o “stampa pdf”. Confermate e salvate il vostro pdf.

ottobre 20th, 2011

Se il tasto chiocciola non funziona usiamo l’ascii

by gabriella

Premere contemporaneamente

Alt Gr + @

oppure

Ctrl + Alt +@

   oppure l’ascii

            Alt + 064 (digitato con il tastierino numerico)

 

Informazioni complete su come dare qualsiasi comando con la tastiera a questa voce interattiva di Wikipedia.

ottobre 18th, 2011

Facebook

by gabriella

C. Leonardi, Utenti di Facebook, siete tutti clienti paganti

Utenti di Facebook,
siete tutti clienti paganti. L’iscrizione al social network non costa nulla, ma la presenza sul sito si ripaga abbondantemente. Sul web bisogna abituarsi a essere clienti e… prodotto.

CLAUDIO LEONARDI Molti utenti di Facebook hanno protestato per le modifiche dell’interfaccia operate a fine estate. Ritenevano un oltraggio non essere stati interpellati. Altri, invece, hanno bacchettato gli “indignados” del network perché a caval donato, si sa, non si guarda in bocca. Insomma, Facebook è gratis, e ti lamenti pure? E’ indiscutibile che nessun iscritto al social network debba sborsare alcunché per accedere ai servizi, ma è proprio vero che Facebook è gratis? Ira Winkler, presidente dell’Internet Security Advisors Group e autore del libro Spies Among Us (Spie tra di noi) non è di questo avviso.

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ottobre 17th, 2011

Eraclito di Efeso

by gabriella
Eraclito (535 - 475 a. C.)

Eraclito (535 – 475 a. C.)

Unico e comune è il mondo per coloro che son desti,
mentre nel sonno ciascuno si rinchiude in un mondo suo proprio e particolare.

DK 22 B 89

La verità ama nascondersi

DK 123

Punto di partenza della filosofia di Eraclito di Efeso [Ἡράκλειτος] è l’uomo: come i filosofi precedenti si interroga sui principi del cosmo, ma per la prima volta l’uomo diventa l’elemento determinante di questa ricerca

«ho indagato me stesso» [DK 22 B101].

Per Eraclito, infatti, la verità va cercata in primo luogo dentro di noi, solo chi se ne è impadronito può dirsi saggio: veramente consapevole è quindi colui che abbandona il mondo ingannevole delle apparenze e impara a vedere nella propria anima. La maggior parte degli uomini, tuttavia, è del tutto ignara di questa verità: gli uomini infatti vivono come in un sogno,

«non sono coscienti di ciò che fanno» [DK 22 B1].

e si muovono con indifferenza, in modo superficiale, mossi solo dall’abitudine, incapaci di comprendere la verità che hanno davanti agli occhi:

«assomigliano a sordi coloro che anche dopo aver ascoltato non comprendono; di loro testimonia il proverbio:

«Presenti, essi sono assenti» [DK 22 B 34].

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ottobre 17th, 2011

Lo stoicismo (cenni)

by gabriella

Il fondatore della scuola detta Stoá Poikile (del Portico dipinto) fu Zenone di Cizio (un’isola presso Cipro), morto suicida come molti altri suoi successori. Era stato allievo del cinico Cratete, per cui lo stoicismo si presenta come la continuazione della dottrina cinica: non la scienza, ma la felicità attraverso la virtù è il fine della filosofia. Questo aspetto, come si vede, lo accomuna a Epicuro.

Secondo Zenone, la scienza stessa è virtù. Il concetto di filosofia coincide così con quello di virtù: il fine della filosofia è raggiungere la sapienza, cioè la «scienza delle cose umane e divine», ma l’unica via per arrivare questo traguardo è l’esercizio della virtù.

La produzione letteraria di tutti i filosofi della scuola dovette essere immensa, ma di essa ci restano solo alcuni frammenti (pp. 19-20, Vol. 1B manuale).

Quella stoica rappresenta una sintesi del pensiero greco che ricompone la frattura platonico aristotelica (dualismo Dio-materia) tornando ad una concezione unitaria del tutto. Gli stoici rilevano che Dio, che è eterno, non potrebbe essere perfetto se la materia (radice del mondo) esistesse indipendentemente da lui : egli produce non solo il sistema delle forme (come in Platone con Chora e il Demiurgo), ma la stessa materia prima di esse. Dio è perciò principio attivo, causa dell’universo e della materia. Per gli stoici Dio è, come per Aristotele, “pensiero che pensa se stesso”, ma mostrano che proprio perché pensa se stesso, il pensiero divino pensa insieme l’universo e pensandolo gli conferisce esistenza, forma ed ordine. Gli stoici chiamano questo pensiero in atto con il termine eracliteo Lógos.

Di qui la teodicea stoica: tutto nel mondo è assolutamente razionale ed è come deve essere.

Questo Tutto è la phýsis, intesa non come parte della realtà (cioè come una natura al di là della quale ci sarebbe il mondo dello spirito), ma come il processo da cui il Lógos produce ogni cosa del mondo e ogni cosa ritorna ad esso. Dire quindi che il Lógos supremo produce il mondo, vuol dire che non sarebbero potuti essere che come sono e che sono perfetti e immodificabili: nel suo insieme, infatti, il mondo è assolutamente perfetto (e dunque retto da una “provvidenza” divina).

Dell’atomismo democriteo gli stoici tengono fermo solo il determinismo, cioè l’idea che tutto ciò che si produce nell’universo, si produce necessariamente e cioè non sarebbe potuto essere diverso da com’è e come tornerà ad essere alla fine del ciclo (il grande anno) dopo la palingenesi che forma il nuovo ordine cosmico (identico al precedente). Come si vede, l’idea stoica che tutto è determinato e necessario si pone in netta contrapposizione con quella di Epicuro, per il quale tutto è casuale (e privo di senso).

Per gli stoici, nessuna libertà dell’uomo può quindi esistere: la vera libertà consiste allora nel volere ciò che il fato vuole (nel mondo romano lo stoicismo si prolungherà in Seneca).

L’importanza dello stoicismo nella tradizione filosofica

Tra le diverse dottrine elaborate dallo stoicismo, la teoria del significato e la logica occupano un posto fondamentale in tutta la tradizione filosofica.

La dottrina stoica del segno, distinto in significato (la rappresentazione mentale legata alla cosa), significante (la parola) e cosa significata (cioè l’oggetto reale, ciò che la linguistica contemporanea chiamerà il referente) è incorporata senza variazioni nella linguistica moderna e può essere considerata il fondamento di scienze contemporanee come la semiotica e la semiologia (p. 22, 1B).

Elaborazione grafica di Clelia (4D)

Quanto alla logica, è fondamentale l’uso stoico dei connettivi logici, cioè delle particelle che collegano le proposizioni (“e”, “o”, “non”, “se .. allora”). In proposito, mentre il sillogismo di Aristotele si fonda sui concetti o termini (perché collega appunto dei termini) quello degli stoici collega proposizioni: gli stoici anticipano così la logica moderna che è, appunto, una logica proposizionale (p. 24, 1B).

Oltre al ragionamento anapodittico (un tipo di ragionamento in cui risulta evidente non solo la premessa ma anche le conclusioni), gli stoici inclusero nella logica i cosiddetti i “discorsi insolubili” (paradossi, antinomie, sofismi, aporie ecc.), tra i quali il “dilemma del coccodrillo”, il paradosso del mentitore, del sorite (e del calvo) e del cornuto.

Nel primo, un coccodrillo, sottratto un bambino alla madre, promette di restituirglielo a patto che la madre indovini la sua intenzione di renderglielo o meno. La madre rispose che il coccodrillo non lo avrebbe restituito e mette il coccodrillo di fronte al dilemma:

  1. Non restituendolo, renderebbe vera la risposta della madre e, in base al patto, dovrebbe rendere il bambino.
  2. Restituendolo, renderebbe falsa la risposta della madre, quindi in base al patto non dovrebbe consegnare il bambino.

In entrambi i casi, il coccodrillo è in uno stato di paralizzante contraddizione con se stesso.

Nel paradosso del mentitore (di origine megarica, attribuito a Eubulide) Epimenide cretese proclamava che tutti i cretesi erano bugiardi: diceva il vero o il falso?

Paradosso del Sorite (o mucchio): quanti chicchi di grano sono necessari per formare un sóros, cioè un mucchio? Poiché un solo chicco non costituisce un mucchio, si aggiungano uno alla volta altri chicchi e si dica quand’è che si avrà un mucchio. Poi li tolga ad uno ad uno e si dica quando non si ha più un mucchio.

Paradosso del Velato: Conosci quell’uomo che si avvicina col viso coperto da un velo? Se si scopre il volto lo conosci? Si. Dunque conosci e non conosci la stessa persona.

Paradosso del Calvo: posto che la perdita di un solo capello non rende calvi, quand’è che un uomo può dirsi calvo?

Paradosso del Cornuto: ciò che non hai perduto lo hai: non hai perso le corna, dunque le hai.

Alcuni di questi paradossi sono sofismi (Velato e Cornuto), altri, come il dilemma del Mentitore, sono autentiche antinomie della ragione e vennero considerati insolubili fino alle ricerche logiche del ‘900, grazie soprattutto al logico e matematico Bertrand Russell, il quale osservò che per dare soluzione a queste antinomie occorre limitare la portata di certe affermazioni universali evitando che si riferiscano a se stesse.

Considerando che l’enigma ha potuto essere sciolto solo osservando che ciò che vale per tutti deve escludere chi parla, solo un’epoca relativista come quella contemporanea avrebbe potuto riuscirci (pp. 25-26, 1B).


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