Archive for giugno, 2014

giugno 30th, 2014

Hobbes

by gabriella

 

Thomas Hobbes (1558 – 1679)

Whatsoever therefore is consequent to a time of Warre, where every man is Enemy to every man; the same is consequent to the time, wherein men live without other security, than what their own strength, and their own invention shall furnish them withall. In such condition, there is no place for Industry; because the fruit thereof is uncertain; and consequently no Culture of the Earth; no Navigation, nor use of the commodities that may be imported by Sea; no commodious Building; no Instruments of moving, and removing such things as require much force; no Knowledge of the face of the Earth; no account of Time; no Arts; no Letters; no Society; and which is worst of all, continuall feare, and danger of violent death; And the life of man, solitary, poore, nasty, brutish, and short.

T. Hobbes, Leviathan, I

Videolezioni: Gianfranco Marini, Hobbes

La figura di Hobbes e la sua ricezione

Homo homini lupus

Homo homini lupus

Il nesso colto da Thomas Hobbes tra paura e potere è un elemento di grande modernità: la paura è al centro del suo pensiero politico sia come paura reciproca tra gli uomini, secondo la formula homo homini lupus, sia come paura dei sudditi nei confronti del sovrano, raffigurato sotto la forma del mostruoso, biblico Leviatano. Così narrava Hobbes la propria nascita:

«E mia madre mise al mondo due gemelli: me stesso e la paura».

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giugno 29th, 2014

Il Rinascimento

by gabriella
Pico

Ignoto XVI secolo, Giovane con la medaglia (probabile ritratto di Pico)

Audiolezione: Il Rinascimento

Per Rinascimento, quale categoria storiografica, si intende il periodo che va dal pieno trecento agli inizi del XVI secolo. Rinascimento fu anche la definizione che diedero di sé e della propria esperienza culturale gli uomini di lettere e di scienza che percepivano il proprio netto distacco dalla tradizione medievale, concepita come chiusa e oscurantista, e la volontà di tornare ai classici, depurati dalle letture posteriori. Si sviluppa per questo, il senso storico della prospettiva e la capacità di collocare le fonti nel contesto appropriato, attraverso un nuovo sguardo filologico.

Giordano

Giordano Bruno  (1548 – 1600)

L’idea della dignitas hominis, il possesso di una dignità superiore a quella di ogni altro essere, enunciata da Pico della Mirandola, portava a rifiutare l’immobilità della tradizione, e a proporsi obiettivi ambiziosi e del tutto nuovi, sul piano della conoscenza ma anche degli assetti costituiti della società – emblematica in proposito la figura di Giordano Bruno. Le gerarchie considerate legittime e riflettenti un ordine cosmico fondato sulla centralità di Dio vengono messe in questione e si affacciano prospettive inedite che troveranno piena espressione nella modernità. Centrale, in questo contesto, è lo spirito delle correnti di riforma che oppongono al mondo chiuso di un potere ecclesiastico arroccato nel godimento delle sue rendite e dei suoi onori, un’idea del valore morale e religioso dei comportamenti umani non dato una volta per tutte ed esteriormente misurabile, ma da conquistare individualmente e misurabile col metro interiore della coscienza.

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giugno 29th, 2014

La Riforma protestante

by gabriella
lutero

Martin Luther (1483 – 1546)

Lutero, in verità, vinse la servitù per devozione mettendo al suo posto la servitù per convinzione. Egli ha spezzato la fede nell’autorità, restaurando l’autorità della fede. Egli ha trasformato i preti in laici, trasformando i laici in preti. Egli ha liberato l’uomo dalla religiosità esteriore, facendo della religiosità l’interiorità dell’uomo. Egli ha emancipato il corpo dalle catene, ponendo in catene il cuore.

Karl Marx, Introduzione alla Critica della filosofia hegeliana del diritto, 1844

 

I concetti che meglio definiscono la modernità sono quelli di crisi d’autorità – della Chiesa, di Aristotele, del sovrano – critica – da Voltaire a Kant – e rivoluzione scientifica ed astronomica, oltre alle rivoluzioni politiche inglese e francese. A Lutero e alla riforma protestante spetta dunque un ruolo di primo piano nella dissoluzione rinascimentale dell’ordine medievale: la teologia luterana e la delegittimazione della Chiesa di cui fu portatrice sono infatti uno dei principali detonatori della crisi moderna.

 

La protesta di Lutero e la teologia protestante

La vicenda del monaco agostiniano Martin Luther inizia nel 1517, anno in cui redige le celebri novantacinque tesi, attaccando frontalmente la Chiesa sulla dottrina delle indulgenze e su questioni teologiche. Tradotte in tedesco e stampate, le tesi circolavano in ambiente universitario e divennero presto un documento notissimo nei territori tedeschi. L’intimazione a ritirare le tesi arriva nel 1520 con la bolla Exurge domine in cui il papa paragona Lutero a un

«cinghiale che devasta la vigna del signore».

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giugno 28th, 2014

Leibniz

by gabriella
Gottfried Wilhelm von Leibniz

Gottfried Wilhelm von Leibniz (1646 – 1716)

Il ritorno ad Aristotele

L’affascinante complessità della figura di Leibniz – ingegno precocissimo e multiforme applicato ai campi più svariati del sapere, dalla matematica alla logica, dalla metafìsica alla linguistica – sembra discostarsi sensibilmente dal solco della filosofia post-cartesiana. Se Descartes aveva ripudiato la propria formazione scolastica, Leibniz rivendica la necessità di restare, almeno in certa misura, fedeli ad Aristotele, e a 15 anni già si chiede se non sia opportuno reintrodurre in metafisica le vecchie e screditate forme sostanziali. Con esse, una parte consistente dei concetti scolastici, che sembravano ormai condannati all’abbandono, torna a penetrare nel pensiero moderno. Nelle mani di Leibniz, tuttavia, essi concorrono a formare un sistema nuovo, originale e coerente, cui nella sostanza – se non nel vocabolario – non si può negare il carattere di modernità. Un esempio si trova nei fondamentali principi logici leibniziani.

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giugno 26th, 2014

Massimo Recalcati, Insegnare significa parlare ai muri

by gabriella
Jacque Lacan

Jacques Lacan (1901 – 1981)

Perché la parola «che si indirizza ai muri ha la proprietà di ripercuotersi» e perché in ogni vero insegnamento non è il maestro che parla, ma qualcosa [ça parle] e tuttavia è la sua voce che ricordiamo … se sa tenerci svegli. Una meditazione sull’insegnamento di Jacques Lacan, nell’interpretazione di Massimo Recalcati. Repubblica, 2 giugno 2014.

Qualcosa sembra accomunare l’esperienza dell’insegnamento a qualunque livello essa avvenga, dalle scuole elementari sino all’Università e oltre. Ogni insegnante, a suo modo, ne ha fatto esperienza sulla sua pelle: ha parlato ai muri. L’insegnamento porta con sé, sempre, una inevitabile esperienza di solitudine nonostante in esso si tratti di trasmettere un sapere, di farlo circolare, di condividerlo con altri. Parlare ai muri è la condizione strutturale di ogni insegnamento perché in ogni insegnamento è in gioco un’impossibilità. Quale? Quella di una trasmissione integrale, senza resti, trasparente del sapere.

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giugno 25th, 2014

Governo, potere e critica in Michel Foucault

by gabriella

Ricordare Foucault, nel trentennale della morte.

Che cos’è la critica? E’ l’arte di non essere eccessivamente governati.

Michel Foucault

Paolo Napoli, Il governo e la critica

Il contesto della ricerca di Foucault

In Qu’est-ce que la critique? [in «Bulletin de la Société Française de Philosophie», avril-juin 1990, 2, p. 35-63; trad. it. Illuminismo e critica, Roma, Donzelli, 1997] é descritta la storia di una virtù e sono spiegate le forme e le ragioni del suo valore permanente. Con felice agilità d’argomenti Michel Foucault invita il lettore a un’incontro originale con l’idea di critica costringendolo a superare entusiasmi e diffidenze che non di rado accompagnano la parola. La critica non appare lo strumento di un’egemonia intellettuale che segna il privilegio di una casta, quella dei critici appunto, é invece una forma di vita che caratterizza l’autonomia etica di ogni individuo, il lavoro progettuale di un’esistenza. Sottratta alla rigidità del metodo, essa resta esperienza pratica in cui concepire l’esercizio della libertà.

A questa nuova visione contribuisce Foucault quando nel maggio 1978 si trova alla Sorbona  […]. Tuttavia per capire il contesto in cui matura in Foucault l’idea di «critica», occorre considerare due elementi: uno occasionale, l’altro più determinante. Il primo è l’incontro con la cultura buddista […] La pratica della meditazione, quale ricerca dell’unione tra il corpo e l’anima, viene avvicinata sulla scorta di una categoria assai pregnante come quella di «governo». Mentre nella pratica dello zen il rappporto col sé mira a una attenuazione della presenza dell’io, lo sforzo delle tecniche cristiane consiste nell’esaltare la presa sul soggetto, nel raggiungere la sua verità più profonda grazie a una strategia globale di goveno dell’uomo.  Ma lo zen in realtà è solo l’occasione per attualizzare un problema che percorre da cima a fondo le lezioni al Collège de France a partire dal 1978: la questione del governo.

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giugno 23rd, 2014

Marco Calamari, 18.000 DNA per un assassino

by gabriella

puntoMarco Calamari, alias Cassandra Crossing, riflette sull’incriminazione biologica e la nuova frontiera scientifica dell’indagine penale. Tratto da Punto informatico.

Roma – Il numero varia a seconda delle fonti, riducendosi a 15.000 o 14.000, ma anche chi non è minimamente interessato alla cronaca nera e non segue CSI potrebbe aver già capito di cosa si tratta. È il numero di analisi del DNA che sono state finora compiute durante le indagini sull’assassinio di Yara Gambirasio, indagini che dopo 4 anni hanno avuto sviluppi clamorosi e portato al fermo di una persona, il cui DNA corrisponde ad una traccia trovata sulla vittima.In attesa di sapere da un processo se l’autore di un efferato delitto sarà stato identificato, assicurato alla Giustizia e condannato, il numero delle analisi svolte, quello delle intercettazioni telefoniche (alcuni articoli apparsi in questi giorni parlano di 130.000) ed il plauso che questi metodi tecnologici di indagine applicati a masse di innocenti ha trovato nei commenti della stampa e degli altri media non sono affatto rassicuranti.

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giugno 23rd, 2014

Luciano Gallino, Cosa alimenta la disoccupazione

by gabriella

disoccupazioneGallino spiega perché le politiche che perseguono l’aumento dell’avanzo primario (contenimento della spesa pubblica e avanzo del prelievo fiscale) aggravino la disoccupazione, in un quadro in cui il pagamento del debito pubblico si rivela impossibile a causa delle politiche recessive e degli effetti perversi dell’interesse composto (lo stato si indebita non solo per pagare il debito, ma anche gli interessi sul debito).

Non è affatto vero che lo Stato spende troppo e bisogna quindi tagliarne le spese per tornare sul terreno virtuoso dello sviluppo. È vero invece che lo Stato spende troppo poco rispetto a quanto incassa, venendo così a mancare all’impegno di restituire ai cittadini le risorse che da loro riceve.

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giugno 20th, 2014

Stefania Maurizi, Wikileaks rivela l’accordo segreto per il liberismo selvaggio

by gabriella
Si, anche noi

Si, anche noi vi sorvegliamo

Forse solo dopo le rivelazioni di Edward Snowden e lo scandalo Prism il mondo ha capito di aver bisogno di un controspionaggio per rivelare l’attacco planetario alla democrazia. Nel 2006, il lavoro di Assange e Wikileaks fece emergere l’opacità clausewitziana – data l’impossibilità di distinguere una decisione politica da un atto di guerra – delle relazioni governamentali; quello di Snowden, nel 2013, la portata della sorveglianza e la trasformazione delle informazioni personali in merci con le quali manipolare l’economia e il consenso.

Oggi, nuove rivelazioni di Wikileaks mostrano dove e come si prendono le decisioni pubbliche che devastano territori ed esistenze individuali, dalle quali emerge come i mercati non si accontentino più della connivenza dei pubblici poteri, ma siano alla ricerca di regole stringenti che impediscano ad eventuali rappresentanze libere di agire a propria difesa. Da un articolo dell’Espresso del 19 giugno 2014.

Si chiama Tisa (Trade in Services Agreement) il documento rivelato grazie all’organizzazione di Assange. Un trattato internazionale di lobby e governi per liberalizzare i servizi: dai dati personali alla sanità passando per le assicurazioni. Sarebbe la vittoria definitiva della finanza sulla politica.

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giugno 17th, 2014

Gilles Deleuze, Foucault

by gabriella

Foucault2Il kantismo di Foucault nelle lezioni a lui dedicate da Deleuze a un anno dalla sua morte: egli non era interessato allo studio delle formazioni storiche, sottolinea infatti Deleuze, ma a quello delle condizioni di possibilità della loro esistenza. Uno stralcio da Il sapere. Corso su Michel Foucault, in corso di pubblicazione per Ombre Corte e anticipato da Alfabeta2.

Il primo periodo di Foucault, direi da Storia della follia a Sorvegliare e punire, ruota attorno agli elementi che ci permetteranno di definire l’“archivio”. Senza dubbio l’archivio ha qualcosa a che fare con la storia, ha per oggetto una formazione storica. Gli archivi rinviano a formazioni storiche. A prima vista, questi sembrano solo giri di parole che non ci fanno fare passi avanti. L’archivio è sempre l’archivio di una formazione. Che cos’è una formazione storica? Foucault in L’uso dei piaceri, dunque in uno dei suoi ultimi libri, afferma che i suoi lavori sono “studi di ‘storia’”, “ma non lavori di ‘storico’”1.

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