Archive for aprile, 2015

aprile 30th, 2015

Gianni Vattimo, La scuola del sospetto

by gabriella
aprile 26th, 2015

Regensburg, Strasbourg

by gabriella

Le due tappe intermedie del viaggio per e dall’Olanda, il 17 e il 24 aprile 2015.OLYMPUS DIGITAL CAMERARegensburg

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aprile 26th, 2015

6th November 2014 – Dungarvan, Ireland

by gabriella

L’incontro alla Christian Brothers School di Dungarvan, nel contesto del Comenius Project.2014-11-06 16.59.512014-11-06 16.59.37

aprile 14th, 2015

Majakovskji

by gabriella

Valdimir Majakovskij (1893 – 1930)

vladimir-majakovskijA tutti. Se muoio, non incolpate nessuno. E, per favore, niente pettegolezzi. Il defunto non li poteva sopportare. Mamma, sorelle, compagni, perdonatemi. Non è una soluzione (non la consiglio a nessuno), ma io non ho altra scelta. Lilja, amami. Compagno governo, la mia famiglia è Lilja Brik, la mamma, le mie sorelle e Veronika Vitol’dovna Polonskaja. Se farai in modo che abbiano un’esistenza decorosa, ti ringrazio. […] Come si dice, l’incidente è chiuso. La barca dell’amore si è spezzata contro il quotidiano. La vita e io siamo pari. Inutile elencare offese, dolori, torti reciproci. Voi che restate siate felici.

Vladimir Majakovskji, Lettera d’addio, 1930

 


Fahrenheit, Intervista all’autrice de Il defunto odiava i pettegolezzi

 

I versi In morte di Vladimir Majakovskij furono dedicati da Boris Pasternak al poeta, morto il 14 aprile 1930, ottantacinque anni fa. Nell’interpretazione di Carmelo Bene.


 

aprile 13th, 2015

Emarginazione e marginalità. Esercitazione per la seconda prova

by gabriella

povertàEseguire l’esercitazione dopo aver letto il vademecum per la seconda prova. Servirsi del dizionario.

Il mondo in cui viviamo è contrassegnato sia da grande ricchezza che da estrema povertà. Vi è in esso una prosperità senza precedenti: il mondo è incomparabilmente più ricco di un tempo. Il massiccio controllo sulle risorse, la conoscenza e la tecnologia che noi ora diamo per scontate sarebbero state difficili da immaginare per i nostri antenati […]

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aprile 10th, 2015

Mravinskij interprete di Shostakovich

by gabriella

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Evgenij Mravinskij (1903 – 1988)

Evgenij Alexandrovic Mravinskij è stato lo storico direttore d’orchestra della Filarmonica di Leningrado, con la quale ha collaborato per oltre cinquant’anni.

Dmitri Shostakovich

Dmitri Shostakovich (1906 – 1975)

Il video sottostante è la bellissima registrazione della sinfonia n. 7, op. 60 Leningrad di Shostakovich, opera che il musicista dedicò alla resistenza della sua città contro i nazisti [qui una guida all’ascolto].

Shostakovich, in Finlandia allo scoppio della guerra, rientrò in patria con l’intenzione di arruolarsi nell’Armata Rossa. Il 15 luglio 1941 iniziò la composizione della sinfonia che finì di scrivere il 27 dicembre.

Venne eseguita per la prima volta, sotto l’assedio tedesco, il 4 marzo 1942 e continuò ad essere eseguita sotto i bombardamenti fino alla liberazione della città,  il 18 gennaio 1944. Nella battaglia contro i nazisti la città aveva perso un milione e duecentocinquantamila abitanti.

 Sotto, la puntata dedicata all’assedio di Leningrado del documentario BBC degli anni ’70 The Unknown War, dedicato al ruolo dell’Unione Sovietica nella seconda guerra mondiale, grande rimosso della guerra fredda.

***

 

shostakovich

L’assedio di Leningrado

 

 

aprile 10th, 2015

Le lettere dei condannati a morte della Resistenza

by gabriella

Radiorai3 ha dedicato le trasmissioni dell’intera giornata del 25 aprile 2012 all’anniversario della Liberazione. Tra i documenti, il video delle Voci della resistenza – diffuso dal sito – e le Lettere di condannati a morte.

Voci della Memoria

aprile 10th, 2015

Raticosa, più forte dell’oblio e dell’odio

by gabriella
vandalismo alla cascina Raticosa

La targa commemorativa prima dell’asportazione – La sottrazione e l’oltraggio

La cascina Raticosa, rifugio e comando della V Brigata Garibaldi, è uno dei luoghi simbolo della lotta partigiana in Umbria.

Si trova tra Ponze e Cupoli, sulla strada di Cancelli e Acqua Santo Stefano, i villaggi di montagna tra Trevi e Foligno (PG) che subirono i rastrellamenti del febbraio 1944. Su quei viottoli, nella notte tra il 2 e il 3 febbraio, ventiquattro giovani partigiani furono catturati dai nazisti e inviati al campo di Mathausen, dal quale la gran parte non fece ritorno.

Nei giorni scorsi, qualcuno si è arrampicato fino alla cascina per tracciare una svastica sul muro del comando partigiano e rimuovere la targa che ne ricorda la storia. Ma, stamattina (3 marzo 2015), Enrico Angelini, uno dei combattenti scampati al massacro, è tornato a riparare l’offesa:

Spero che a oltraggiare questo luogo sia stato qualche giovane esaltato che magari ignora la nostra storia, e che faccia in tempo a ravvedersi.

Enrico Angelini alla cascina Raticosa

Al posto della targa portata via dai vandali, adesso c’è il fiore di Angelini. Dell’ignoranza della nostra storia dovremo occuparci noi.

fiore

 

La Resistenza italiana e il 25 aprile

La fame, la guerra, la fabbrica. Cultura popolare e antifascismo nel 1943

I fascisti perugini nel 1944

Ai quindici di Piazzale Loreto

La storia degli IMI, i militari italiani internati

Ultima lettera di Luigi Rasario: Tra un’ora la nostra sorte”

Risiera di San Sabba, Lettera di Pino Robusti alla fidanzata

Mirka

aprile 4th, 2015

Il professor Coppoli sospeso dall’insegnamento per aver tolto il crocefisso

by gabriella
franco

Il prof. Franco Coppoli

Dopo quattrocento anni dalla rivendicazione dell’autonomia della scienza dalla religione (1615) e dalla forzata abiura di Galilei, è ancora impossibile ottenere che la scienza e l’educazione rispondano solo a se stesse, senza doversi inchinare a entità trascendenti e a poteri mondani a queste riconducibili.

Il collega ternano Franco Coppoli è stato sospeso per un mese dall’insegnamento e dallo stipendio per aver tolto il crocefisso dalle aule in cui insegnava, comportamento che secondo l’Ufficio Scolastico Regionale, configura «violazione dei doveri connessi alla posizione lavorativa cui deve essere improntata l’azione e la condotta di un docente».

galileo

Dalla lettera a Madama Cristina di Lorena Granduchessa di Toscana, marzo 1615: il progresso della scienza non deve essere ostacolato dalla Rivelazione, «l’intenzione dello Spirito Santo essere d’insegnarci come si vadia al cielo, e non come vadia il cielo».

Da anni Franco si batte perche la scuola sia libera da simboli religiosi e nessun credo sia in posizione sovraordinata alla trasmissione del sapere. Contro la decisione del dirigente dell’Ufficio scolastico umbro, ora farà ricorso al giudice del lavoro: «una sanzione ingiustificata. Nell’ordinamento italiano non c’è alcuna legge che impone la presenza del crocefisso in classe nelle scuole superiori pubbliche».

Il sindacato Cobas ha espresso solidarietà al docente, raggiunto ieri dal provvedimento che lo terrà fuori dalla scuola dall’8 aprile al 7 maggio:

“Nel nostro Paese, nel 2015, è ancora vietato rivendicare la separazione tra stato e chiesa e chiedere spazi educativi inclusivi senza simboli religiosi. Continua la crociata integralista, discriminatoria e diseducativa, di quelli che pretendono di imporre la connotazione religiosa delle aule scolastiche della scuola pubblica, nonostante non esista alcuna legge o regolamento che impongano la presenza del crocefisso nelle aule delle scuole superiori”.

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aprile 4th, 2015

Saharawi

by gabriella

Un reportage de La Stampa dai campi profughi Saharawi allestiti in pieno deserto dal Marocco che ha occupato il Sahara occidentale, recintato le terre ricche di acqua e giacimenti ed esiliato quattrocentomila saharawi esercitando su di loro un controllo durissimo, fatto di dipendenza alimentare, mine, repressione.

Quando ventitre anni fa Bechir accettò, come tutti i suoi commilitoni dell’Esercito di Liberazione Popolare Saharawi (ELPS), di riporre in un cassetto le armi e mettere un punto a una guerra ventennale combattuta contro il Marocco per la liberazione del Sahara Occidentale lo fece non senza qualche dubbio. Sapeva che la via diplomatica sarebbe stata ricca di insidie e ostacoli, ma sperava che l’impegno della comunità internazionale avrebbe potuto portare a dei risultati concreti, senza più spargimenti di sangue.

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