Archive for aprile, 2016

aprile 28th, 2016

Jorge Luis Borges, L’immortale

by gabriella

  Dio solo creò Adamo. E
quando volle che Adamo

morisse, cancellò l’aleph,
prima lettera di EMET
(verità). Allora non rimase
altro che MET (morte).

Secondo altri commentatori la formula
magica completa era “Elohim Emet”
“Dio è verità”. Tolta l’aleph diviene
“Dio è morto”.

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aprile 27th, 2016

Davide Cadeddu, CIE e complicità delle organizzazioni umanitarie

by gabriella

cieDomani, a Perugia, discutiamo con l’autore del saggio sui Centri di Identificazione ed Espulsione e la complicità delle organizzazioni umanitarie, dell’evoluzione delle retoriche che hanno accompagnato la cooptazione delle associazioni che si occupano dell’assistenza ai migranti e richiedenti asilo. Mio il compito di introdurre la discussione.

Il giorno dopo il dibattito con l’autore, posso dire che non scorderò questo incontro.

Noi non ce le abbiamo le risposte alle domande che pongono i politici sugli stranieri, sul crimine, sulla sicurezza. Semplicemente perché sono queste domande ad essere mal poste. Secondo noi, non si tratta di domandarsi cosa lo stato debba fare dei richiedenti asilo, dei senza-documenti, dei “clandestini-criminali”. Bisognerebbe invece domandarsi: lo vogliamo un mondo che rinchiude gli esseri umani dentro a delle frontiere, a delle leggi e alle mura delle prigioni? Lo vogliamo un ordine sociale che consegna gli uomini e le donne a uno sfruttamento senza posa, che li imprigiona per mesi e li deporta perché non hanno i documenti di identità in ordine? La vogliamo una società che controlla, che isola, che aliena, che umilia e che, alla fine, toglie ogni umanità?

Letto sui muri di Torino, novembre 2010

La tesi di CIE e la complicità delle organizzazioni umanitarie è che il sistema dei campi con le sue pratiche di liquidazione e annientamento dell’individuo non è finito con la liberazione di Mathausen del 5 maggio 1945, ma si perpetua nei Centri di Identificazione ed Espulsione, ripetendosi

nella quotidianità di una società totalmente amministrata che, nominalmente antifascista e democratica, ha in realtà ereditato il progetto di esproprio totale dell’individuo [p. 9].

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aprile 27th, 2016

Natalia Aspesi, Aiuto, mio figlio è un cretino

by gabriella

ragazzi

Lettera di una madre giunta alla rubrica di Natalia Aspesi su Repubblica alcuni anni fa.

Al giornale è arrivata, da una città del Nord, la lettera di una madre angosciata nel veder crescere il figlio quattordicenne in una specie di Disneyland separata dal mondo vero e chiusa alla realtà. Il tema ci è sembrato attuale e interessante. Pubblichiamo qui di seguito lo scritto che la signora ha pregato di non firmare.

“Mi sento angosciata perché penso che mio figlio è un cretino. Ha 14 anni: è un prodotto di nicchia. Ascolta solo Mtv, non legge giornali, pensa che le beghe dei suoi amici siano cose importanti (le sole). Ma il fatto è che lui non ha colpa di essere un cretino: ciò che mi angoscia di più è la consapevolezza che la colpa è mia, di suo padre, della nostra generazione che evita di trasmettere il proprio sapere.

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aprile 26th, 2016

La Resistenza italiana e il 25 aprile

by gabriella

Ezio Giaccone, 26 anni, ucciso dai fascisti a Bologna nella battaglia dell’Università il 20 ottobre 1944

La guerra di liberazione italiana dal fascismo e dall’occupante nazista nasce dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 e si conclude con le giornate dal 19 al 25 aprile 1945 nelle quali i partigiani proclamano l’insurrezione generale, liberando città, occupando fabbriche, prefetture, caserme, spesso entrando prima degli “alleati” nelle città presidiate da fascisti e tedeschi.

E’ stato un vasto fenomeno di ribellione popolare che ha unito persone di diversa estrazione sociale, ruolo, orientamento politico. Resistettero reparti del regio esercito – dalla Divisione Aqui a Cefalonia ai 650.000 militari (IMI) che, fatti prigionieri dai tedeschi, preferirono la deportazione nei campi di sterminio all’adesione al fascismo e alla collaborazione con la Repubblica di Salò (morirono in 400.000) – disertarono e presero la via della montagna o difesero armati le cittàattaccando reparti tedeschi o carceri e questure fasciste – studenti, operai, maestri. Morirono in cinquantamila, 70 anni fa [All’apertura dell’articolo si attiva automaticamente l’audio del popup di Tutta la città ne parla: scorrere il testo ed escluderlo manualmente].

Quando l’ingiustizia diventa legge,
la resistenza diventa dovere.

Bertold Brecht

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aprile 26th, 2016

Spinoza

by gabriella
Spinoza

Baruch Spinoza (1632 – 1677)

Chi ricerca le vere cause dei miracoli e chi si studia di capire da saggio le cose naturali e non di meravigliarsene come uno stolto,
è ritenuto e proclamato ora eretico ora empio da quelli che il volgo adora come interpreti  della natura e degli dèi.
Essi sanno infatti che, tolta l’ignoranza, viene meno lo stupore,
l’unico mezzo che abbiano per sostener e difendere la loro autorità.

Etica, Parte II

Essere spinoziani è l’inizio essenziale del filosofare.

Georg Wilhelm Hegel

 

Videolezioni: 1. Il fine della conoscenza e il metodo geometrico-matematico; 2. L’unicità della sostanza; 3. La concezione di Dio e del mondo; 4. Il determinismo e l’antifinalismo; 5. L’etica: passioni e appetiti. Le passioni tristi, 6. Il Trattato «forgiato all’Inferno».

Nato ad Amsterdam il 24 novembre 1632 da una famiglia ebrea sefardita originaria del Portogallo, Baruch Spinoza è uno dei massimi razionalisti del XVII secolo.

Come Descartes, Spinoza eredita dalla scolastica concetti e problematiche, in particolare la nozione di sostanza che concepisce come unica, in opposizione alla molteplicità delle sostanze aristoteliche. Il distacco dalla scolastica è tuttavia evidente in entrambi: la fisica aristotelica era infatti modellata sulla biologia e il vivente serviva da paradigma per la comprensione dell’insieme della natura, concepito finalisticamente [tutto tende verso un fine e non c’è dunque nulla di contingente o casuale nel mondo]. Interpreti della rivoluzione scientifica, Cartesio e Spinoza sostituiscono al finalismo aristotelico un modello meccanicistico: di ogni fenomeno si può dar conto attraverso gli urti della materia regolati da leggi. La natura stessa è l’insieme di queste leggi, universali e oggettive, che regolano ogni fenomeno, così che il caos e la contingenza non hanno alcun ruolo nella loro spiegazione.

La natura infatti è sempre la stessa e la sua virtù e potenza di agire è una e medesima dappertutto; cioè le regole e le leggi della natura, secondo le quali tutte le cose divengono, e certe forme si tramutano in altre, sono dovunque e sempre le stesse, e perciò uno e medesimo deve anche essere il modo di intendere la natura di tutte le cose, quali che siano, ossia mediante le universali leggi e regole della natura [Etica, Parte III, P6].

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aprile 25th, 2016

Liberazione: l’ignoranza dei perché

by gabriella

Democracy must be learned anew in each generation.

Gordon Allport, Introduzione a Kurt Lewin, Resolving Social Conflicts, 1967

aprile 25th, 2016

Adriano Prosperi, La mia liberazione

by gabriella

Adriano prosperi

La riflessione di Adriano Prosperi sulla Resistenza e sulla Liberazione. Tratta da Micromega.

La mia liberazione avvenne il 2 settembre del 1944. L’Italia è lunga da risalire. L’esercito alleato, a lungo attestato sul confine della riva sinistra dell’Arno, quel giorno lo superò e arrivò nel nostro paese. Erano attesi da giorni. La notte prima nessuno dei molti abitanti della collina aveva dormito tranquillo. Si trattava di circa due decine di sfollati dalle città vicine, di diversa cultura e condizione sociale, uniti a quel pugno di contadini che ci risiedevano da sempre, condividendo tutto con loro e maturando relazioni anche intense e durevoli di solidarietà umana e politica. Il piccolo nucleo della mia famiglia – una madre, una nonna – dormì non sui letti consueti ma su un giaciglio di coperte stese per terra in cantina, a due passi dal rifugio scavato dietro la casa, dove mio padre faceva la guardia, con le armi a portata di mano.

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aprile 25th, 2016

L’internamento degli ex-partigiani negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari

by gabriella

dalla resistenza al manicomioLa chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari porta alla luce l’internamento di centinaia di ex-partigiani nell’Italia del dopoguerra. In Un’odissea partigiana. Dalla Resistenza al manicomio [Feltrinelli 2015], Mimmo Franzinelli e Nicola Graziano, uno scrittore e un magistrato, hanno raccontano gli atti del manicomio criminale di Aversa. Tratto da Carmilla.

Al termine del secondo conflitto mondiale, in quel periodo complesso che vede l’Italia transitare verso la democrazia, la magistratura processa centinaia di ex partigiani per reati commessi durante la lotta al nazifascismo e nell’immediato dopoguerra. Questa situazione contraddittoria è favorita dalla mancata epurazione fascista (magistrati, funzionari, poliziotti del passato regime non vengono rimossi dai loro incarichi) e condizionata dall’avvio di una nuova fase storica, la Guerra fredda, appena cominciata.

La fallita estromissione di personalità colluse con la dittatura consente un clima di rivalsa e di pregiudizio antiresistenziale, che si concretano nell’uso strumentale del dispositivo giuridico. In estrema sintesi, «il sistema giudiziario rimane quello forgiato nel Ventennio». Per tutelare gli antifascisti incriminati, gli avvocati della difesa ricorrono alla seminfermità mentale, suggerendo il manicomio come alternativa al carcere. L’accorgimento si rivelerà ben presto controproducente. Nel 1946, l’amnistia Togliatti, da cui la detenzione manicomiale è esclusa, genera uno scenario paradossale ma emblematico: la scarcerazione per i fascisti e l’esonero dall’indulto per i partigiani reclusi in manicomio. Riguardo poi l’applicazione dell’amnistia, fin da subito cifre e modalità parlano chiaro:

«Il 30 giugno 1946, a otto giorni dall’emanazione, l’amnistia Togliatti è stata applicata a 7106 fascisti e a 153 partigiani. La giustizia della neonata Repubblica italiana, con una mano rialza i collaborazionisti, con l’altra percuote i partigiani».

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aprile 25th, 2016

Italo Calvino, Un’infanzia sotto il fascismo

by gabriella

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A proposito dell’esonero dalla lezione di religione che i suoi genitori chiesero per lui al liceo Cassiani di Sanremo, Calvino commentava:

Ci si abitua ad avere ostinazione delle proprie abitudini, a trovarsi isolati per motivi giusti, a sopportare il disagio che ne deriva, a trovare la linea giusta per mantenere posizioni che non sono condivise dai più.

 

aprile 25th, 2016

Zerocalcare, A Giuseppe Prono. Partigiano

by gabriella

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Quando dormo sogno senza la punteggiatura e vedo gli occhi di Giuseppe senza la paura.

Il murales dedicato da Zerocalcare a un partigiano delle Brigate Garibaldi che a Montanaro, comune torinese, ha suscitato le rimostranze del sindaco. Il writer lo ha dipinto sul muro della scuola Sandro Pertini per ricordare, nel settantennale della liberazione, il più giovane partigiano del paese, fucilato l’8 marzo 1944. Il 16 agosto 2015 è stato imbrattato dagli stessi che fin dall’inizio hanno mal sopportato l’omaggio antifascista del giovane grafico.

murales imbrattato

Giuseppe-Prono

Giuseppe Prono (1925 – 1944)


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