Archive for giugno, 2016

giugno 23rd, 2016

Le tracce dell’esame di stato

by gabriella

Le tracce ministeriali per i Licei di Scienze umane.

 

Liceo di Scienze umane – LSU

Tema di Scienze umanescuola finlandesedewey

Il valore del lavoro nell’educazione dei giovani – a.s. 2014/15;

Le finalità dei sistemi d’istruzione in Europa – a.s. 2015/16

 

Liceo di Scienze Umane opzione Economico-sociale – LES

paritariawelfare1Tema di Diritto ed Economia politica

Mercato e welfare state nell’epoca della globalizzazione – a.s. 2014/15;

Il diritto all’istruzione e le scuole private – a.s

 

giugno 22nd, 2016

Il tema di scienze umane. Vademecum per la seconda prova

by gabriella

keep calm

APPROCCIO GENERALE

1. Leggere attentamente il testo della prova, cercando di situare l’argomento e l’autore.
2. Consultare il dizionario per capire termini chiave del cui significato non si è certi o per controllare se il significato che si ha in mente è corretto.
3. Evitare di citare gli autori in modo strumentale (evitare cioè di costruire un periodo solo per esporre il pensiero dell’autore) e di sottolineare distinzioni disciplinari che hanno senso solo a scuola (es: “dal punto di vista sociologico .. invece, da quello psicologico ..”). Sviluppare invece un’analisi (se possibile, interdisciplinare) e in quel contesto citare l’autore/gli autori, i testi, i dibattiti.

 

COSTRUZIONE DEL TESTO

1. Riflettere dieci minuti su ciò che si ha da dire sull’argomento. Valutare spassionatamente le affermazioni che si pensa di fare, scartando luoghi comuni e banalità.
2. Stendere uno schema dello svolgimento con la seguente struttura:

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giugno 22nd, 2016

L’educazione nell’Umanesimo

by gabriella

È difficile tracciare un quadro generale e complessivo dell’ideale educativo dell’Umanesimo, centrato sulla riscoperta dell’individualità e della creatività personale, tratto culturale distintivo di questo periodo. Una pluralità di voci e di modelli rendono, infatti, conto della ricchezza del movimento culturale di cui sono espressione.

coluccio

Masaccio, presunto ritratto di Coluccio Salutati (1331-1406) [part. di Resurrezione del figlio di Teofilo e san Pietro in cattedra]

Coluccio Salutati (1331-1406) è considerato il fondatore del movimento umanistico in Italia. L’importanza storica della sua opera risiede soprattutto nel contributo all’affermazione della cultura classica, anche se con giustificazioni per molti versi ancora tipiche del pensiero medievale. Salutati ritenne, infatti, che lo studio delle humanae litterae sia fondamentale nell’educazione di una persona da un lato perché utile alla comprensione delle Sacre Scritture, dall’altro, e qui con un pensiero più prettamente umanistico, perché vedeva una forte continuità tra i valori morali cristiani e classici (virtus latina e paideia greca).

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giugno 18th, 2016

Giacomo Destro, Perché c’è ancora bisogno del voto degli ignoranti

by gabriella

(foto: Getty Images)Wired del 17 giugno 2016 ha pubblicato questa utile introduzione al problema della scelta nella democrazia rappresentativa dal punto di vista liberale. Attraverso ottime infografiche, l’autore mostra l’incidenza dell’alfabetismo funzionale in Italia e le conseguenze dell’esclusione di una base elettorale (il 70% del totale) che, mancando dei requisiti culturali dovrebbe essere privata del diritto di voto. Interessante il riferimento dell’autore alla prassi greco-antica dell’estrazione a sorte [qui l’approfondimento] [nessun richiamo, invece alle riflessioni classiche di Platone e Aristotele].

Nonostante il grande dibattito, a oggi non c’è ancora un meccanismo efficace contro la “dittatura dell’ignoranza” durante le elezioni

Non è certo un dibattito nuovo, ma si è aperto in un momento delicato per le democrazie occidentali, che sembrano sempre più stanche di se stesse: analfabetismo, populismo, bufale rampanti e complottismi d’ogni tipo sembrano far presa su un elettorato chiamato invece a decidere questioni fondamentali, a partire dal governo dei territori per finire al futuro dell’Unione europea (come per il referendum sulla Brexit), passando dall’assetto costituzionale italiano.

“Se non hai la minima idea di ciò che ti sta intorno, hai anche il dovere civile di non soggiogare il resto di noi alla tua ignoranza“.

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giugno 17th, 2016

Christian Raimo, Trentadue punti più uno per la scuola dell’anno che verrà

by gabriella

La manifestazione nazionale contro la Buona scuola, a Roma, il 2 ottobre 2015. - Antonio Masiello, NurPhoto/Corbis/Contrasto

E’ uscito a fine dicembre 2015 su Internazionale, questo bell’articolo di Christian Raimo che confronta le politiche scolastiche del governo in carica con gli effetti di quelle precedenti, alla luce di una serie di studi e interventi recenti. Ne emerge uno spaccato della situazione attuale della scuola in 32 punti che prende in considerazione, tra gli altri aspetti, la condizione economica e giuridica degli insegnanti, la deriva della valutazione,  la retorica della “riforma” e l’assenza del monitoraggio sugli effetti, l’assenza di progettualità per la rimozione degli squilibri strutturali, con un omaggio finale a Giorgio Israel che condivido.

Quando s’insediò al governo nel febbraio del 2013 Matteo Renzi volle da subito chiarire che la priorità per il suo esecutivo sarebbe stata la scuola. Ha continuato a ripeterlo in moltissime occasioni, facendo nel frattempo approvare una riforma in parlamento, la cosiddetta Buona scuola. Ma purtroppo è proprio sulle politiche dell’educazione che l’Italia sta vivendo la sua crisi più grande. Cos’è che non va? Cos’è che potrebbe andare meglio? Quali sono le urgenze e le ambizioni di una politica dell’educazione oggi in Italia?

Ho provato a mettere in fila una trentina di punti, usando molti studi e articoli di dibattito sulla scuola usciti nel 2015 e citando in maniera consistente e spesso quasi testuale due libri recenti: La scuola, le api e le formiche di Walter Tocci (Donzelli) e Senza educazione di Adolfo Scotto di Luzio (Il Mulino) (sull’ultimo numero del domenicale del Sole 24 Ore, c’è già un breve interessante intervento di Sergio Luzzatto su questi due testi).

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giugno 16th, 2016

L’intolleranza sessuale delle religioni monoteiste

by gabriella

bagnasco

Traduco l’ottimo l’articolo – uscito su Le Monde nel dicembre 2012 – dedicato dal drammaturgo francese Olivier Py, all’omofobia cattolica. In coda un articolo di Tahar Ben Jalloun sull’omofobia islamica, uscito su Repubblica  il 15 giugno 2016 e da me tratto da Micromega.

 

Olivier Py, L’intollerabile intolleranza sessuale della Chiesa

LE MONDE | 04.12.2012 à 12h05 • Mis à jour le 04.12.2012 à 12h51 Par Olivier Py, metteur en scène, dramaturge et comédien, ancien directeur du Théâtre de l’Odéon

I cattolici che si oppongono al matrimonio omosessuale e all’omosessualità possono citare le due fonti vetero e neotestamentarie che condannano l’amore tra due uomini (Genesi 19, 1-13; Levitio 18, 22 ; Romani 1, 26-27 ; I Corinzi 6, 9).

Notiamo semplicemente che un cristiano cattolico si rifiuta di prendere l’Antico Testamento o il Nuovo alla lettera, egli sa che l’antica legge deve compiersi, secondo le parole del Cristo, non essere seguita per i secoli dei secoli, cioè che un cristiano deve interpretare le scritture in ragione dell’epoca della loro stesura.

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giugno 15th, 2016

Omofobia

by gabriella

omosessualiCosa hanno scoperto le scienze sull’ostilità verso i gay e, in generale, verso le minoranze? Tratto da Wired con modifiche e integrazioni.

La matrice omofobica della strage di Orlando in Florida ci spinge di nuovo a interrogarci sulla natura di un pregiudizio, quello contro gli omosessuali, così viscerale, diffuso e pericoloso. Come possiamo interpretare la necessità che hanno alcuni individui di aggrapparsi strenuamente a delle categorie, tanto da provare odio,ostilità e rabbia verso persone sconosciute?

Se da un lato, la psichiatria e la psicologia clinica hanno esse stesse sofferto di atteggiamenti tutt’altro che razionali e scientifici nella concettualizzazione dell’omosessualità, oggi le neuroscienze e la psicologia cognitiva e sociale ci consentono di capire meglio i meccanismi alla base dei bias (errori) di ragionamento all’origine degli atteggiamenti negativi verso gli omosessuali o più in generale verso le minoranze.

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giugno 13th, 2016

Federico Batini, NEET

by gabriella

neetLa rivista Lifelong Lifewide Learning ha dedicato il numero 26 alle categorie emergenti di Neet e Dropout inserendoli nel più ampio discorso della crisi economica. Essa ha influito negativamente soprattutto sui giovani, i quali sono infatti prevalentemente occupati con contratti atipici e questo spiega perché sono anche i primi a perdere il lavoro, quando la situazione economica tende al peggioramento.

Il termine Neet è un acronimo inglese: Not engaged in Education, Employment or Training. Fu il governo del Regno Unito ad utilizzarlo per indicare tutti quei soggetti tra i 15 e i 29 anni che non sono impegnati in alcun percorso di istruzione e formazione né nel lavoro (o in percorsi assimilabili). Secondo i dati OCSE del 2012 si evidenzia come la performance peggiore, per la più alta percentuale di Neet, sia del Messico, mentre al secondo posto è stata collocata l’Italia. Nel nostro paese la situazione è di due milioni e quattrocentomila, in continua crescita; di questi solo il 28% cerca di fare qualcosa per trovare un’occupazione. In base al rapporto Istat “Noi Italia 2011, cento statistiche per capire il Paese in cui viviamo” definiamo Neet i giovani che non lavorano, non studiano e non risultano iscritti a corsi riconosciuti dalla Regione di durata non inferiore a 6 mesi o 600 ore.

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giugno 6th, 2016

I paradossi del tempo

by gabriella

tempoPubblicato nel Periodico di Informazione e cultura dell’UniTn.

L’immagine del tempo dominante nel nostro senso comune (di lontana origine aristotelica, ma confermata anche da Newton, che ritiene questo l’unico tempo verum et mathematicum) è costituita da una retta infinita sulla quale scorre, a velocità costante, un punto indivisibile e inesteso, il presente, che avanza separando in maniera irreversibile il passato, che gli sta alle spalle, dal futuro, verso cui procede.

Si tratta, senza dubbio, di un’idea esemplarmente semplice e comoda, di cui ci serviamo continuamente e da cui è difficile staccarci. Ma è anche l’unica vera? Appena affrontiamo la questione, vediamo sorgere diversi paradossi (da intendersi non come assurdità, bensì come affermazioni che vanno contro l’opinione, la doxa, prevalente), dotati di differenti gradi di plausibilità. ‘Aprendo’ il concetto di tempo nelle sue strutture elementari, come un bambino smonta un giocattolo, vedremo, appunto, scaturire da ogni sua componente (il punto, la linea, lo scorrere, la velocità, la divisibilità in parti uguali, la direzione) paradossi o apparenti mostri concettuali. Abbandoniamoci al dubbio su quello che ci sembra evidente e proviamo a logorare e a sabotare l’idea di validità assoluta attribuita alla comune immagine del tempo.

Aurelio Agostino

Aurelio Agostino (354 – 430)

Chi ci assicura, in primo luogo, che il tempo scorra (in modo irreversibile)? Andando contro corrente, Agostino mostra, ad esempio, l’uguale plausibilità di un tempo che non scorre dal passato al futuro attraverso lo snodo del presente. Noi, infatti, non ci spostiamo mai dal presente e viviamo il passato solo nel presente del ricordo e il futuro solo nel presente dell’attesa. Il tempo, presente tridimensionale misurato dall’animo nella sua distensio (cfr. Confessioni, XI, 27, 36), è dunque elastico: si restringe e si concentra quasi in un punto solo nell’attenzione, ma si allarga ‘all’indietro’ nel rammemorare e si prolunga ‘in avanti’ nell’attendere o nel progettare.

Per questo il senso del passato si può modificare nel presente: quel che è accaduto non può certo essere più cancellato, ma il suo peso può certo variare attraverso il perdono, che permette a chi ha commesso il male o a chi lo ha subito, di ricominciare, più leggero, una nuova vita. Ed anche il futuro, per sua natura, incerto, può venire indirizzato e condizionato dalla fiducia, ad esempio, nell’assistenza e nella grazia divina, alimentata dalla speranza, o dalla fede laica nel progresso.

Perché, dunque, sostenere che il tempo scorre, se non ci allontaniamo mai dal presente? […]

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giugno 6th, 2016

Jung

by gabriella

carl-gustave-jungLuigi Zoja ha parlato di Gustav Jung a Wikiradio del 6 giugno 2016.

Pensare è molto difficile. Per questo la maggior parte della gente giudica.
La riflessione richiede tempo, perciò chi riflette già per questo non ha modo di esprimere continuamente giudizi.

Carl Gustav Jung

Repertorio:

– Frammento dal programma televisivo ORIZZONTI – L`UOMO, LA SCIENZA, LA TECNICA 1973 – Archivio RAI;
– Lettura da La realtà dell’anima di Carl Gustav Jung – dal programma Lampi d’inverno 1996- Archivio radio3 RAI;
– Frammento da Il carteggio Freud – Jung – Archivio Radio3 RAi 1977,
– Frammento dall’intervista a Jung – Face to face BBC 1959;
– Definizione di ombra di Jung – da Uomini e profeti – Archivio Radio3 RAI 1994

Qui uno studio di Alfred Adler su Jung

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