Archive for luglio, 2016

luglio 30th, 2016

Storia della schiavitù

by gabriella
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They will remember that we were sold, but not that we were strong. They will remember that we were bought, but not that we were brave. William Prescott, former slave, 1937

20150723_111537Attenzione, questo articolo contiene una trasmissione radiofonica che si apre automaticamente. Scorrere il testo fino a Wikiradio per escludere l’audio o mettere in pausa l’applicazione.

Il traffico di schiavi ha avuto un ruolo determinante nella costruzione della civiltà occidentale, delle sue fortune, del suo splendore. Il Merseyside Museum of Liverpool ricorda la storia dei tre secoli di commercio transatlantico, più del 10% del quale passato proprio dal porto inglese – dal 1780 la capitale del traffico di schiavi -, nel bellissimo International Museum of Slavery, aperto nel 2007. Vi si racconta la storia di circa venti milioni di persone, la cui vita in cattività durava in media cinque anni, durante i quali dovevano subire ogni tipo di violenza e sopraffazione.

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luglio 29th, 2016

Robespierre

by gabriella
Maximilien Robespierre

Maximilien Robespierre (1758 – 1794) Busto in terracotta modellato nel 1791 dallo scultore giacobino sordomuto Claude-André Deseine

Il 29 luglio di duecentoventidue anni fa saliva il patibolo Maximilien Robespierre. Cresciuto con il culto della repubblica romana e di Rousseau, arrestato e condotto ferito alla ghigliottina, il suo corpo fu gettato in una fossa comune del Cimetière des Errancis, con sorte opposta a quella del ginevrino le cui spoglie riposano al Panthéon tra i grandi di Francia.

Un estratto di Études sur Robespierre, il profilo che Albert Mathiez tracciò nel 1958, riaprendo il dibattito storico sull’incorrutibile e sul Terrore [Sul processo del re; La Costituzione del 24 giugno 1793].

In coda al testo il film La révolution française, realizzato per il bicentenario della rivoluzione con il patrocinio dei Ministeri della Difesa e della Cultura [sottitolato in inglese].

«La rivoluzione di un popolo di ricca spiritualità,
quale noi abbiamo veduto effettuarsi ai
nostri giorni, può riuscire o fallire;
essa può accumulare miseria e crudeltà tali
che un uomo benpensante, se anche potesse sperare
di intraprenderla con successo una seconda volta,
non si indurrebbe a tentare a tal prezzo l’esperimento;
questa rivoluzione, io dico,
trova però negli spiriti di tutti gli spettatori (che non sono in questo gioco coinvolti) una partecipazione d’aspirazioni
che rasenta l’entusiasmo, anche se la sua manifestazione non
andava disgiunta da pericolo, e che per conseguenza
non può avere altra causa che una
disposizione morale della specie umana».

Immanuel Kant, Il conflitto delle facoltà, 1798

«La solennità del suo portamento; l’autorità della parola sempre umile, anche se severa; il volto nobilmente alterato dall’abitudine alla meditazione e da una lunga pratica di vita; la fronte spaziosa, lo sguardo pensoso, il tratto fiero delle labbra abituate alla prudenza, tutto lo rendeva simile ai saggi dell’antica Grecia. Di loro aveva la virtù, la penetrazione, la bontà. Persino la sua austerità era di una dolcezza infinita».

Louis Blanc

Nato ad Arras, nel dipartimento del Passo di Calais, il giovane Maxime poté studiare a Parigi, nel prestigioso collegio Louis-Le-Grand, grazie a una borsa di studio. Brillante negli studi, ebbe per compagni Camille Desmoulins, più giovane di lui di due anni, che gli fu amico fino ai tragici giorni della primavera 1794 e Louis-Marie Stanislas Fréron, ministro della repubblica, poi termidoriano e avversario dell’antico compagno di studi.

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luglio 29th, 2016

Lelio De Michelis, L’ordoliberalismo

by gabriella

merkel-draghi-ordoliberismoUno stralcio de L’ordoliberalismo 2.0, articolo molto utile per introdurre alla storia, ai protagonisti e ai concetti chiave di una filosofia economica originale, distinta (ma intrecciata) da quella neoliberale di Mises, Hayek e Friedman. De Michelis parte dalla lettura foucaultiana del liberalismo (Nascita della biopolitica, 1978), illustrando in modo convincente la natura pedagogica dell’ideologia ordoliberale e il funzionamento dei suoi meccanismi totalizzanti. Dal Rasoio di Occam.

 

Di ordoliberalismo si parla spesso anche se – più spesso ancora – si usa il termine generico di neoliberismo per definire le politiche economiche di questi ultimi trent’anni, dimenticando la stretta connessione e convergenza (al di là di alcune pur importanti differenze) tra queste due ideologie – tra queste due biopolitiche. Mario Monti si autodefinisce ordoliberale. Draghi lo ha detto di se stesso e della Bce («La costituzione monetaria della Banca centrale europea è saldamente ancorata ai principi dell’ordoliberalismo»). Renzi lo è con il JobsAct (e Hollande con la sua legge sul lavoro) e con la preferenza per il governo delle élite (anche se non lo è quando nega il decentramento del potere). Lo è ovviamente la Germania di ieri e soprattutto di oggi e quindi l’Europa dell’austerità, del pareggio di bilancio, delle riforme strutturali – che sono strutturali e strutturanti (funzionali) per l’espansione incessante del capitalismo, ma de-strutturanti per la società, la democrazia e per i diritti civili, politici e sociali.

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luglio 29th, 2016

29 luglio 1900, regicidio di Umberto I

by gabriella

 

Il 29 luglio 1900 il re d’Italia Umberto I raggiunse, come quasi tutte le estati, la sua residenza di Monza, città nella quale viveva la sua amante, Eugenia. Era una calda domenica in Brianza e il re, dopo aver cenato, uscì dalla propria dimora per presenziaregaetano bresci a un evento mondano: la premiazione degli atleti della società di ginnastica Forti e Liberi.

Dopo la premiazione, Umberto I salì in carrozza per tornare alla residenza ma, riconoscendo tra la folla un ufficiale, si alzò in piedi per salutarlo: in quel momento venne colpito da tre proiettili di revolver.

Mentre il re aveva già perso conoscenza e la carrozza si avviava velocemente verso la villa reale, l’attentatore era arrestato senza resistenza. Si chiamava Gaetano Bresci, era un anarchico pratese di 31 anni, tessitore di seta, già arrestato e confinato per un anno a Lampedusa per la sua partecipazione ad uno sciopero. Emigrato in America nel 1897, viveva a Paterson.

Durante il soggiorno americano, Bresci aveva continuato a seguire le vicende italiane ed era rimasto sconvolto dalla repressione del regio esercito contro il popolo che reclamava pane a Milano, monzanel 1898. In quella occasione, il generale Bava Beccaris aveva infatti ordinato di sparare ai dimostranti con l’artiglieria pesante, uccidendo oltre cento dimostranti ed era stato per questo insignito della Croce dell’ordine militare dei Savoia.

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luglio 29th, 2016

Maximilien Robespierre, La nuova Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino. Costituzione del 24 giugno 1793

by gabriella

republique_francaiseRobespierre tenne questo discorso, che può essere considerato uno dei testi fondativi della democrazia moderna, il 24 aprile 1793, nel tentativo di riformare in senso democratico ed egualitario, o “repubblicano”, nel linguaggio giacobino, la Déclaration des droits de l’homme et du citoyen del 1789 e dare una nuova costituzione alla Francia [MP3 ascoltabile da Litterature audio.com]. Il testo definitivo della costituzione giacobina sarebbe arrivato dopo pochi mesi (giugno 1793) per essere immediatamente cancellato dal rovesciamento termidoriano. Le traduzioni dei testi sono mie.

Il y a oppression contre le corps social, lorsqu’un seul de ses membres est opprimé.
Il y a oppression contre chaque membre du corps social, lorsque le corps social est opprimé.

art. 28

Les hommes de tous les pays sont frères, et les différents peuples doivent s’entraider selon leur pouvoir, comme les citoyens d’un même Etat.

Art. 35
Celui qui opprime une seule nation se déclare l’ennemi de toutes.

Art. 36

Les rois, les aristocrates, les tyrans quels qu’ils soient, sont des esclaves révoltés contre le souverain de la terre, qui est le genre humain, et contre le législateur de l’univers, qui est la nature.

Art 38

Projet de Déclaration des droits de l’homme

Je vous proposerai d’abord quelques articles nécessaires pour compléter votre théorie sur la propriété. Que ce mot n’alarme personne: âmes de boue, qui n’estimez que l’or, je ne veux point toucher à vostre trésors, quelque impure qu’en soit la source. Vous devez savoir que cette loi agraire dont cous avez tant parlé n’est qu’un fantôme  créé par les fripons pour épouvanter les imbéciles.

Nell’ultima seduta ho chiesto la parola per proporre alcuni importanti articoli aggiuntivi, che si riferiscono alla Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino. Vi proporrò innanzitutto alcuni articoli necessari per completare la vostra teoria sulla proprietà.  Che questa parola non allarmi nessuno. Anime vili che stimate solo l’oro, non intendo affatto intaccare i vostri tesori, per quanto impura ne sia la fonte. Voi dovete ben sapere che questa legge agraria, di cui tanto avete parlato, non è che un fantasma creato dai criminali per spaventare gli imbecilli.

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luglio 29th, 2016

Maximilien Robespierre, Sul processo del re (Sur le procès du roi). Louis Antoine de Saint Just, Sur le jugement de Louis XVI

by gabriella

Il discorso sul giudizio di Louis XVI pronunciato da Robespierre alla Convenzione il 3 dicembre 1792, è uno dei capolavori dell’oratoria politica di tutti i tempi. L’originale francese è in coda alla traduzione italiana. Segue quello di  Saint-Just del 13 novembre [non tradotto].

Que cet événement mémorable soit consacré par un monument destiné à nourrir dans le coeur des peuples le sentiment de leurs droits et l’horreur des tyrans ; et, dans l’âme des tyrans, la terreur salutaire de la justice du peuple.

Maximilien Robespierre

Cittadini,

L’assemblea è stata condotta a sua insaputa lontano dalla vera questione. Qui non c’è affatto un processo da fare. Luigi non è affatto un accusato. Voi non siete dei giudici. Voi non siete, non potete che essere degli uomini di stato e i rappresentanti della nazione. Non avete affatto una sentenza da dare per o contro un uomo, ma una misura di salute pubblica da prendere, un atto di previdenza nazionale da esercitare.

Un re detronizzato, nella repubblica non è buono che a due scopi: o a turbare la tranquillità dello stato e a spezzarne la libertà o a fare l’una e l’altra insieme. Ora, io sostengo che la caratteristica che ha preso fin qui la vostra deliberazione, va direttamente contro lo scopo. In effetti, qual è la decisione che la sana politica prescrive per cementare la repubblica nascente? E’ di incidere profondamente nei cuori il disprezzo della monarchia e di impressionare tutti i partigiani del re.

Pertanto, presentare a tutto il mondo il suo delitto come un problema, fare della sua causa l’oggetto della discussione più impegnativa, più sacra, più difficile alla quale possano accingersi i rappresentanti dei popolo francese, mettere una distanza incommensurabile fra il ricordo di ciò che egli fu e la semplice dignità di un cittadino, significa precisamente aver trovato il segreto per renderlo ancora pericoloso per la libertà.

Luigi fu re, e la repubblica è stata fondata; la famosa questione che vi impegna è decisa da queste sole parole. Luigi è stato detronizzato per i suoi delitti; Luigi ha denunciato il popolo francese come ribelle e ha chiamato in suo aiuto per castigarlo, le armi dei confratelli tiranni. La vittoria del popolo ha deciso che soltanto lui era ribelle. Luigi non può dunque essere giudicato: è già condannato, o la repubblica non è affatto assolta. 

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luglio 26th, 2016

La historia me absolverá

by gabriella

La puntata di Wikiradio dedicata all’assalto alla Moncada e l’autodifesa di Castro davanti al tribunale che lo condannava per avervi partecipato.

castro 26 luglioAldo Garzia racconta su Wikiradio il primo attacco dell’esercito rivoluzionario cubano al regime di Fulgencio Batista, il fallito assalto alla caserma Moncada di Santiago de Cuba.

Repertorio:

Un breve ricordo di Huber Matos membro del movimento “26 luglio”;
Breve commento della repressione batisiana dopo l’assalto alla Moncada della scrittrice cubana Marifeli Perez;
Cronaca dell’adunata a L’Avana intorno a Fidel Castro (Incom del 10.08.1960 – Archivio Luce)
Intervista a Fidel Castro del giornalista inviato della CBS Robert Taber realizzata nella Sierra Maestra(CBS, 1957)
Dichiarazione di Fulgencio Batista subito dopo il golpe del 10 marzo1952
Ricordo di Gino Doné, partigiano italiano che partecipò allo sbarco a Cuba sull’imbarcazione Granma
Fuga di Batista, 1 gennaio 1959, da Orizzonte Cinematografico OC 134 (Archivio Luce).

Brano musicale
Fidel ya leego los Barbudos, eseguito da il Canzoniere internazionale.

Fidel annuncia la morte del Che

Fidel Castro, La historia me absolverá

L’autodifesa pronunciata da Fidel Castro nel processo subito per il fallito assalto alla Caserma Moncada nel dicembre 1953.

Rinunciare alla propria libertà è rinunciare alla qualità dell’uomo, ai diritti dell’umanità, e anche ai doveri. […] Tale rinuncia è incompatibile con la natura dell’uomo; e togliere tutta la libertà alla volontà è togliere ogni moralità alle azioni. […]
 La famosa Dichiarazione Francese dei Diritti dell’Uomo lasciò alle generazioni future questo principio: “Quando il governo viola i diritti del popolo, l’insurrezione e’ per questo il più sacro dei diritti e il più imperioso dei doveri”. Quando una persona si impossessa della sovranità deve essere condannata a morte dagli uomini liberi”.

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luglio 25th, 2016

25 luglio 1943, caduta di Mussolini

by gabriella

Nel settantatreesimo anniversario della caduta di Mussolini, il ricordo dei fatti di INFOAut, e il discorso di Duccio Galimberti tenuto a Cuneo il giorno dopo. Qui il racconto di Emilio Gentile sul 25 luglio su Wikiradio.

Bologna, Piazza Maggiore (già Vittorio Emanuele): i cittadini esultano per la caduta del regime fascista

Bologna, Piazza Maggiore (già Vittorio Emanuele): i cittadini esultano per la caduta del regime fascista

[…] sì, la guerra continua, ma fino alla cacciata dell’ultimo tedesco, fino alla scomparsa delle ultime vestigia del regime fascista, fino alla vittoria del popolo italiano che si ribella contro la tirannia mussoliniana.

Cuneo, 26 luglio 1943, Duccio Galimberti

E’ la notte tra il 24 ed il 25 Luglio 1943, quando Mussolini, alla seduta del Gran Consiglio del Fascismo prende la parola. Dice di aver convocato il Gran Consiglio non per discutere la situazione interna, ma bensì per informarlo della situazione bellica del momento e poter prendere una decisione a livello di strategia militare, da applicare in seguito allo sbarco degli alleati anglo-americani in Sicilia e alle difficoltà riscontrate.

Mussolini, che appare fiducioso e sicuro di sé, da tempo però è oggetto del malcontento di alcuni gerarchi, che trovano in Dino Grandi il loro portavoce. La situazione è grave e richiede decisioni chiare e capaci di creare una reale svolta nella guida del governo.  Terminata la relazione introduttiva, seguita da non poche critiche, prende la parola Grandi che si appresta a leggere il documento preparato e firmato dai dissidenti. Si tratta di un attacco diretto alla persona di Mussolini e di sfiducia nel suo operato, che si trova così con le spalle al muro, costretto ad ammettere tutta la sua colpevolezza.

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luglio 24th, 2016

L’inautentico

by gabriella

marktrainspottingUn gruppo di eroinomani trascina l’esistenza tra fughe, borseggi, equivoci e stordimento, fino a quando Mark decide di tenersi i soldi dell’ultimo spaccio e condurre una vita normale. «Rigo dritto, cambio vita»: è l’abbandono della marginalità verso una normalità inautentica di cui l’eroina è solo il rovescio.

Trainspotting di Danny Boyle, 1996.

luglio 19th, 2016

Nadia Urbinati, Demos ed ethnos

by gabriella

L’intervento di Nadia Urbinati alla puntata di Tutta la città ne parla dedicata al fallito golpe turco, nel quale chiarisce il rapporto tra demos ed ethnos, cioè tra la democrazia, per definizione plurale, e l’omogeneità culturale, religiosa o ideale invocata dalle identità.

stato ebraico

La proclamazione dello stato ebraico

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