Archive for settembre, 2016

settembre 28th, 2016

Sigmund Freud, Il sogno dell’iniezione di Irma

by gabriella
freud-1890

Freud nel 1890

L’autoanalisi di un sogno condotta da Freud ne L’interpretazione dei sogni (1900) è la prima applicazione della psicanalisi alla decifrazione del suo significato (il sogno è la soddisfazione allucinatoria di un desiderio) e della sua articolazione in contenuto latente e contenuto manifesto realizzata dal lavoro onirico.

Premessa

Durante l’estate del 1895 avevo curato con la psicoanalisi una gio­vane signora che era in rapporti di amicizia con me e la mia famiglia. Si può prontamente comprendere come una relazione mista di questo genere possa essere fonte di molti turbamenti per un medico e in par­ticolare per uno psicoterapeuta. Mentre l’interesse personale del me­dico è grande, la sua autorità è minore; qualsiasi fallimento sarebbe una minaccia per l’antica amicizia con la famiglia del paziente. Que­sta cura era finita con un successo parziale; la paziente era guarita della sua angoscia isterica, ma non aveva perso tutti i sintomi somati­ci del processo isterico, così le proposi una soluzione che sembrava non voler accettare. Mentre eravamo così in disaccordo, avevamo interrotto la cura per le vacanze estive. Un giorno venne a trovarmi un collega più giovane, uno dei miei più cari amici, che era stato con la mia paziente, Irma, e la sua famiglia nel luogo dove villeggiavano.

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settembre 28th, 2016

Che cos’è la filosofia

by gabriella

La nascita della filosofia

Tutti gli uomini, per natura amano la conoscenza

Aristotele, Metafisica, A, 980a

Anche se il concetto di filosofia emerge nel V secolo, Aristotele e l’intera tradizione della storia della filosofia considerano filosofi i primi pensatori greci vissuti agli inizi del VI° secolo a. C. nelle colonie greche della Ionia (Asia Minore) – coloro che agli inizi «hanno filosofato intorno alla verità», Aristotele, Metafisica, I- e precisamente nella città di Mileto (Talete, Anassimandro, Anassimene), Efeso (Eraclito), Colofone (Senofane), Clazomene (Anassagora).

Socrate (470-69 - 399 a. C.)

Socrate (470-69 – 399 a. C.)

platone-aristotele

Platone e Aristotele

Protagora

Protagora

Ciò che distingue la sapienza di questi pensatori dalle forme di sapere precedenti (e da quelle nate in Oriente) è che essa si presenta come una ricerca razionale che nasce da un atto di libertà di fronte alla tradizione, al costume e a qualunque credenza accettata come tale. I filosofi polemizzano sin dall’inizio con l’educazione tradizionale, la cultura greca e il mito. Ne sono esempi maturi Socrate, la cui condanna a morte aveva per motivo proprio la critica radicale a cui sottoponeva ogni aspetto della cultura e delle istituzioni ateniesi, nonché Platone e Aristotele nella loro battaglia contro retori (i politici) e poeti (e prima ancora Anassagora e Protagora).

La filosofia greca è una forma di indagine razionale. Ciò significa non solo che le dottrine filosofiche sono un prodotto della ragione di chi le elabora, ma anche e soprattutto, che è possibile discuterle facendo appello ad argomenti razionali, che è possibile criticarle, ed eventualmente confutarle se la ragione ci mostra soluzioni più convincenti.

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settembre 27th, 2016

Il tuo cane si ricorda quello che fai

by gabriella

Fido ha una memoria episodica per certi versi simile a quella umana: è in grado di rievocare esperienze vissute in un passato recente, anche se non si aspetta di essere messo alla prova. Tratto da Focus.it.

canememoria
Attenti a quello che fate: se il vostro cane vi ha visto, se lo ricorderà, almeno per un po’. L’uomo non è il solo a poter vantare una memoria episodica (la capacità di ricordare eventi passati, anche se non particolarmente significativi). Secondo una ricerca pubblicata su Current Biology, anche i cani ne hanno una, per alcuni versi simili alla nostra.

I nostri amici a quattro zampe riescono a rievocare e ripetere un’azione che hanno visto fare all’uomo anche a distanza di un’ora, nonostante non gli sia stato espressamente richiesto di ricordarla. Lo prova un esperimento del MTA-ELTE Comparative Ethology Research Group di Budapest, Ungheria.

IMPRESA ARDUA. Dimostrare l’esistenza di una memoria episodica nel mondo animale è più difficile di quanto si pensi. Non è possibile infatti chiedere direttamente a un cane che cosa si ricordi, e se l’animale viene addestrato, biosogna saper distinguere la sua effettiva capacità di ricordare dalla semplice ripetizione di un’azione in cambio di una ricompensa.

DUE FASI. Per l’esperimento, i ricercatori hanno usato un “trucco” chiamato Do as I do (“fai come faccio io”). Hanno compiuto alcune azioni, come toccare con la mano la punta di un ombrello, e addestrato i cani a ripeterle al comando: Do it! (“fallo!”). Dopo aver addestrato 17 cani a Do as I do, gli scienziati li hanno abituati a guardare una serie di azioni umane e poi sedersi a terra, senza ripeterle e senza ricevere nuovi comandi.

Terminato anche il secondo addestramento, quando ormai i cani non si aspettavano più di dover ripetere l’azione, i ricercatori li hanno sorpresi con il comando: “Do it!”.

IMPRESSA. Gli animali hanno dimostrato di ricordare l’azione che avevano visto sia dopo un minuto, sia dopo un’ora dal suo svolgimento da parte dell’addestratore (anche se la loro memoria è sembrata affievolirsi con il passare del tempo). Il metodo potrebbe essere in futuro utilizzato per testare la memoria episodica di altri animali.

settembre 27th, 2016

Fiat Cassino e Fincantieri

by gabriella

Il lavoro disarticolato e senza diritti a Fincantieri, tra caporali e manodopera straniera a basso costo, dopo voucher e Jobs Act.

settembre 24th, 2016

Treccani, Le parole valgono

by gabriella

Due spot Treccani sull’importanza del codice linguistico come elemento costitutivo della personalità e fattore di distinzione sociale. Poiché le parole costituiscono il mondo, hanno anche il potere di cambiarlo, di qui la campagna di solidarietà promossa da Treccani e Croce Rossa #leparolevalgono.

I limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo

Ludwig Wittgenstein, Tractatus logico-philosophicus 5.6

settembre 24th, 2016

I milesii. Talete, Anassimandro, Anassimene

by gabriella

 

Talete

Mileto

L’acqua è il principio di tutte le cose perché è in tutto e senza di lei non c’è niente. L’acqua è senza forma, perciò può assumere tutte le forme: il divenire perciò si spiega con le trasformazioni dell’elemento originario, costitutivo di tutta la realtà.

Per Talete dì Mileto (626  a.C -548 ca) il principio (archè) di tutte le cose è l’acqua. Secondo Aristotele, Talete ricavò forse questa convinzione constatando che il nutrimento di tutte le cose è umido; che il caldo stesso vive dell’elemento umido; che i semi di tutte le cose hanno natura umida e che l’acqua è il principio naturale delle cose umide.

acqua

Acqua è l’arché

Talete sostenne anche – continua Aristotele – che la terra poggia sull’acqua. Quest’ultima quindi, stando sotto, fonda e sorregge tutte le cose. E’ probabile che Talete sia giunto alla conclusione che l’acqua è il principio della natura sulla base di prove elementari: senza acqua non c’è vita; dunque all’acqua, quell’acqua concreta che beviamo e che è nutrimento per la natura, sono riconducibili tutte le cose.

Con ogni probabilità Talete era mosso anche da considerazioni di ordine pratico: aveva studiato gli effetti delle piene del Nilo ed era influen­zato sia dalla tradizione marinara degli abitanti di Mileto, sia dalle culture fluviali egiziane e mesopotamiche, che lo spingevano a vedere nell’acqua l’elemento indispensabile per la sopravvivenza dell’uomo.

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settembre 21st, 2016

La natura come problema

by gabriella

physis

Physis

Tra l’età di Omero (IX-VIII sec.) e l’età di Socrate (seconda metà del V sec.), all’interno della cultura greca si sviluppa un originale movimento di pensiero che pone come oggetto di studio e di indagine la natura (physis). Aristotele chiama questi pensatori fisici o fisiologi, cioè studiosi della natura o naturalisti. Con essi si è soliti dare inizio alla filosofia.

Il termine italiano natura designa l’insieme delle cose e degli esseri esistenti nell’universo. Esso deriva dalla radice latina gna (in greco gen), che significa generazione, da cui il verbo latino nasci, nascere. Analogamente, la parola greca physis. appartiene alla radice phyo, genero, cresco. La physis è dunque la totalità delle cose che esistono, che nascono, che vivono, che muoiono, cioè il mondo delle cose del cielo e della terra, che si offre al nostro sguardo ed è oggetto della nostra esperienza quotidiana.

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settembre 21st, 2016

La polemica antiinnatista del saggio sull’intelletto umano

by gabriella

john_lockeIn polemica con i neoplatonici di Cambrige, in questo brano del Saggio sull’intelletto umano, Locke mostra che quanto si pretende posseduto universalmente dalla nascita, come i principi logici e le idee morali, è invece acquisito dall’esperienza.

Alcuni ritengono, come opinione incontestabile, che nell’intelligenza vi siano certi principi innati, certe nozioni pri­marie, altrimenti dette nozioni comuni, caratteri, per dir così, impressi nella nostra mente, che l’anima riceve fin dal primo momento della sua esistenza, portandoli con sé nel mondo.

Se i miei lettori fossero liberi da ogni pregiudizio, per con­vincerli della falsità di questa supposizione non avrei che a mostrar loro […] come gli uomini possano acquistare tutte le co­noscenze che hanno mediante il semplice uso delle loro fa­coltà naturali, senza il soccorso di alcuna nozione innata; e co­me possano raggiungere la certezza, senza aver bisogno di al­cuna di tali nozioni o principi originari.

Poiché, a mio avviso, ognuno converrà facilmente che sa­rebbe incongruo supporre le idee dei colori innate in una crea­tura, cui Dio ha dato la vista e il potere di ricevere queste idee mediante gli occhi dagli oggetti esterni. E non sarebbe meno irragionevole attribuire a delle impressioni naturali e a dei ca­ratteri innati la conoscenza che noi abbiamo di molte verità, quando possiamo osservare in noi stessi l’esistenza delle facoltà appropriate a farci conoscere quelle verità con altrettanta faci­lità e certezza come se impresse nella mente fin dall’origine […].

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settembre 20th, 2016

John Locke, L’origine delle idee e dell’idea di sostanza

by gabriella

ideeDa dove vengono le idee che abbiamo

Poiché ogni uomo è consapevole di pensare, e poiché ciò cui il suo spirito si applica mentre pensa sono le idee che vi si trovano, è fuori dubbio che gli uomini hanno nel loro spirito molte idee; come ad esempio quelle espresse dalle parole bianchezza, durezza, dolcezza, pensare, movimento, uomo, elefante, esercito, ubriachezza e così via. La prima domanda da porsi è dunque: come gli vengono queste idee? (1)

So che è dottrina comunemente ammessa che gli uomini ab­biano idee e caratteri originari stampati nel loro spirito fin dal pri­mo momento della loro esistenza. Ho già esaminato diffusamente quest’opinione, e credo che ciò che ho detto nel Libro precedente sarà più facilmente accolto quando avrò mostrato da dove l’intel­letto può procurarsi tutte le idee che ha e in quali modi e gradi esse possono giungere allo spirito: sul che mi appellerò all’osser­vazione e all’esperienza di ognuno (2).

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settembre 20th, 2016

Il caso di Elizabeth von R.

by gabriella

elizabeth von rIl caso di Elizabeth von R. è interessante perché è il primo in cui Freud fa a meno dell’ipnosi e perché introduce al caso di Dora il cui approccio da parte di Freud può essere considerato un vero e proprio trattamento psicoanalitico. Tratto da Sublimazioni di Saverio Tomaselli con integrazioni e modifiche.

Freud prese in cura Elisabeth von R. per dei dolori alle gambe che le si erano presentati due anni prima. Anche se nella paziente non emerge il quadro clinico tipico dell’isteria, dopo alcune sedute Freud confermò la diagnosi d’isteria fatta dal collega che gli aveva inviato la paziente. L’anamnesi del caso aveva evidenziato una serie d’eventi dolorosi che la paziente dava l’impressione d’aver assorbito, riuscendo a vivere con sufficiente serenità: la “belle indifference” delle isteriche, aveva pensato Freud.

I motivi che lo avevano spinto a non servirsi dell’ipnosi, risiedevano, tra l’altro, nella convinzione che la paziente era a conoscenza di ciò che aveva determinato la malattia; si trattava, quindi, di convincerla a rivelare questo suo segreto. Ecco come Freud descrive il trattamento:

“Così, in questa prima analisi completa di un’isteria da me intrapresa, arrivai ad un procedimento che in seguito ho eretto a metodo e introdussi deliberatamente un procedimento di svuotamento strato per strato, che ci piaceva paragonare alla tecnica del dissotterrare una città sepolta. Mi facevo, anzitutto, narrare ciò che era noto alla paziente, badando con attenzione ai punti in cui un nesso rimaneva enigmatico, in cui sembrava mancare un anello nella catena delle cause, e penetravo poi negli strati più profondi della memoria, facendo agire in quei punti l’esplorazione ipnotica o una tecnica equivalente”.

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