Archive for ottobre, 2016

ottobre 31st, 2016

Elisabetta Cannitano, Valentina, a cui non è restato che morire di parto

by gabriella

safe_imageLa ricostruzione dell’atroce morte della giovane di Catania, alla 19esima settimana nella ricostruzione di Elisabetta Canitano, ginecologa e presidente della Associazione Vita di Donna di Roma. Tratto da IlManifesto.info

Il cuore del bambino batte ancora. In tutta Italia nei reparti dei punti nascita religiosi, e dei punti nascita a schiacciante maggioranza religiosa, si usa questa frase per mettere a rischio le donne. Ancora. Ancora vuol dire che la gravidanza è ormai irrimediabilmente compromessa, ma il cuore del feto continua a battere. Per le donne fra la 16esima e la 22esima settimana, con feti che secondo i protocolli internazionali, non vanno rianimati in quanto incompatibili con la sopravvivenza, questa frase rischia di diventare una condanna a morte tutti i giorni.

La maggior parte di queste donne hanno il sacco rotto (non riusciamo a sapere se era anche il caso di Valentina alla 19esima settimana) e la grande parete dell’utero, carne viva, è dunque a contatto con l’esterno, a rischio di grandissima infezione, la setticemia, modernamente chiamata sepsi. Certo, la sepsi non sempre arriva, prima o poi il battito cessa, o arrivano le contrazioni, in qualche modo il corpo della donna riesce a liberarsi del suo contenuto, e non succede niente. Ma lasciarle lì, dicendo «non possiamo intervenire, c’è il battito», per ogni ora aumenta il loro rischio di avere una sepsi mortale.

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ottobre 26th, 2016

Ezio Mauro, la solitudine dell’indigeno italiano

by gabriella

Dodici donne provenienti da Nigeria, Guinea e Costa d’Avorio, una delle quali incinta all’ottavo mese, respinte in piena notte da alcune decine di persone a Gorino, piccola frazione in provincia di Ferrara, Comune di Goro, Delta del Po. Tratto da Repubblica.it.

Qui non c’è niente. Niente per noi, che ci siamo nati: figurarsi per gli altri.

Potrebbe finire sui manuali di storia dei nostri anni complicati questa frase di una cittadina italiana, probabilmente moglie e madre, abitante della frazione di Gorino sul delta del Po, che ha partecipato al blocco stradale del suo paese per impedire l’arrivo di dodici donne immigrate coi loro figli nell’ostello requisito dal prefetto.

Le straniere sono state dirottate in tre altri centri del Ferrarese, Gorino continuerà a non ospitare nemmeno un immigrato, la protesta ha vinto. Smontate le barricate e il gazebo notturno i bambini possono tornare a scuola, i pescatori riprenderanno il mare. Tutto come prima? Non proprio. Quella frase dimostra che dall’egoismo del niente può nascere una vera e propria guerra per il nulla in cui viviamo. Che ci angoscia, ma che non vogliamo dividere con nessuno.

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ottobre 26th, 2016

I fiori del male. Donne in manicomio nel regime fascista

by gabriella

donne-manicomio_copiaSu segnalazione di Chiara (3F), sono andata a vedere la presentazione della mostra dedicata dalla Casa della memoria di Roma alla reclusione femminile in manicomio sotto il fascismo. La mostra è aperta fino al 18 novembre.

[…] i volti di figlie, madri, mogli, spose, amanti vissute durante il Ventennio sono affiancati, in mostra, a diari, lettere, relazioni mediche che raccontano la femminilità a partire dalla descrizione di corpi inceppati e restituiscono l’insieme di pregiudizi che hanno alimentato storicamente la devianza femminile.

Il regime esasperò l’ambito dell’emarginazione e della devianza femminile trasformando i manicomi in luoghi di controllo e repressione dove venivano rinchiuse anche donne non malate, bensì solo riottose ad adeguarsi alle logiche socio-familiari di puro stampo fascista.

L’idea della mostra è nata dalla volontà di restituire voce e umanità alle tante recluse che furono estromesse e marginalizzate dalla società dell’epoca. Spiegano i curatori Annacarla Valeriano e Costantino Di Sante:

donne-manicomio3“Ci è sembrato importante raccontare le storie di queste donne a partire dai loro volti, dalle loro espressioni, dai loro sguardi in cui sembrano quasi annullarsi le smemoratezze e le rimozioni che le hanno relegate in una dimensione di silenzio e oblio. Alle immagini sono state affiancate le parole: quelle dei medici, che ne rappresentarono anomalie ed esuberanze, ma anche le parole lasciate dalle stesse protagoniste dell’esperienza di internamento nelle lettere che scrissero a casa e che, censurate, sono rimaste nelle cartelle cliniche”.

Il manicomio, in questo senso, è stato un osservatorio privilegiato di analisi dei modelli culturali – di matrice positivista – che hanno storicamente contribuito a costruire la devianza femminile e che durante il Ventennio furono ideologicamente piegati alle esigenze del regime. Il lavoro di ricerca e di valorizzazione condotto su questi materiali ha permesso così di recuperare una parte fondamentale della nostra memoria e di restituirla alla collettività.

 

ottobre 26th, 2016

Domani in 3F

by gabriella

Domani concludiamo lo studio della psicanalisi con la storia della lotta al manicomio e la battaglia, iniziata da Freud e proseguita da Basaglia, per ridare dignità ai pazienti psichiatrici.

ottobre 26th, 2016

Ex OPG Materdei, Napoli

by gabriella

O.P.G. - Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Napoli. Criminal lunatic asylum in Napoli. © Roberto Boccaccino / Grazia Neri

Sono appena stata là, ma non ho avuto il coraggio di fotografare gli spazi claustrofobici dove gli internati sono vissuti per anni. Ho tirato fuori l’obiettivo solo all’esterno per gli scatti che sono in fondo all’articolo, prima del servizio di Presa Diretta sull’OPG di Aversa e del documentario sui manicomi giudiziari di Simone Cicalone.

opg2Gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari sono stati chiusi solo il 31 marzo 2015, quello che sorge al centro di Napoli, il Materdei, nel 2008. Il reportage di Fanpage dà un’idea di questo luogo oggi occupato da un collettivo che ne ha fatto uno spazio di denuncia e di memoria, di aggregazione e servizi per il quartiere.

 

Il Materdei

L’Ospedale Psichiatrico Giudiziario “Sant’Eframo” sorgeva nel cuore del rione Materdei, uno dei più antichi e popolosi di Napoli, in un enorme edificio seicentesco sorto come convento francescano (1571). Nel 1925 il complesso religioso fu adibito a “manicomio giudiziario” poi, dal 1975, ad Ospedale Psichiatrico Giudiziario. Questo luogo che oggi suscita sgomento e indignazione, fu modificato allo scopo con soluzioni architettoniche a cabina di nave, con oblò e torri di sorveglianza che escludevano qualsiasi riservatezza e mortificavano la dignità dei ricoverati. Dopo la dichiarazione di inagibilità, nel 2000, gli internati sono stati progressivamente trasferiti in un’ala esterna del carcere di Secondigliano-Scampia. La chiusura definitiva dell’OPG è avvenuta nel 2008.

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ottobre 25th, 2016

Tomaso Montanari all’Università per Stranieri

by gabriella
ottobre 25th, 2016

La rivoluzione scientifica

by gabriella
copernico

Niccolò Copernico (1473 – 1543)

Isaac Newton (1643 - 1727)

Isaac Newton (1643 – 1727)

Tratto, con modifiche e integrazioni, da Abbagnano-Fornero, La ricerca del pensiero, Paravia.

Con il concetto di rivoluzione scientifica ci si riferisce alla profonda trasformazione della visione della natura e del metodo di acquisizione delle conoscenze impostosi tra il XVI e il XVII secolo, tra la pubblicazione del De revolutionibus orbium coelestium di Copernico (1543) e quella dei Principi matematici di filosofia naturale (Philosophiae naturalis principia mathematica) (1687).

Ciò che emerge dalla rivoluzione scientifica, in generale, e dal metodo galileiano, in particolare, è una concezione della natura come ordine oggettivo, strutturato da precise cause e relazioni rette da leggi, e della scienza come sapere sperimentale, matematico e intersoggettivamente valido che ha per scopo la conoscenza del mondo circostante e il suo dominio da parte dell’uomo.

 

La nuova visione della natura

La natura è intesa come un ordine oggettivo poiché essa è vista come una realtà separata e indipendente dall’uomo. In questo senso, mentre la magia e il mondo dei bambini vede il mondo come pieno di spiriti e anime dotate di una volontà che agisce sul mondo, in base a rapporti di simpatia o antipatia con gli altri esseri, il mondo che è oggetto della scienza è del tutto privo di qualità o valori umani.

Galieli

Galileo Galilei (1564 – 1642)

La natura è inoltre intesa come un ordine causale, perché in essa nulla avviene per caso, ma tutto è il risultato di cause precise. Per causalità, si intende infatti, un rapporto costante e univoco tra due fatti (o insiemi di fatti) dei quali dato l’uno è dato anche l’altro, e tolto l’uno è tolto anche l’altro.

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ottobre 23rd, 2016

Raniero la Valle, Approvate il superamento della democrazia parlamentare?

by gabriella
Il marchese di Salina: se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi

Bisogna che tutto cambi, se vogliamo che tutto rimanga com’è

Nell’intervento seguente, pronunciato il 30 settembre davanti al meeting dei Focolari di Loppiano (FI) di cui propongo qualche stralcio, Raniero la Valle ha indicato una questione di verità e una questione di giustizia nel referendum costituzionale, dimostrando che il messaggio di cambiamento che il governo invia è ingannevole e che la sostanza del referendum è iniqua, comportando, nel quadro di norme vigenti, non il solo superamento del bicameralismo paritario, ma quello della democrazia parlamentare. Tratto da Micromega.

Allo stato attuale delle cose, il bicameralismo perfetto consiste in due Camere che hanno gli stessi poteri: danno la fiducia, controllano l’esecutivo e fanno le leggi. Avendo entrambe la stessa dignità e la stessa centralità nel sistema, non c’è una Camera alta e una Camera bassa, tutte e due sono Camere alte.

La diversa misura delle due Camere era invece la caratteristica del Regno d’Italia. Secondo lo Statuto Albertino c’era una Camera alta, che era il Senato del Regno, ed era chiamata alta perché i senatori erano nominati dal Re. La Camera dei deputati, i quali invece erano eletti dal popolo, era detta Camera bassa. Era evidente in quella concezione che il Re era l’alto, e il popolo era il basso. Il Senato, nella varietà delle vicende politiche, doveva garantire la continuità del Regno. Questa è la ragione per cui nel Gattopardo un messaggero del Re va a chiedere al principe di Salina di fare il senatore: perché anche con l’unità d’Italia i signori continuino a regnare come prima e tutto cambi perché tutto resti com’era. La stessa continuità il Senato del Regno doveva assicurare nel passaggio dallo Stato liberale allo Stato fascista, ma Mussolini preferì fare la Camera dei Fasci e delle Corporazioni, sicché fu poi la Costituente che sciolse il Senato; e i costituenti, trovando il terreno vergine, senza Camera né alta né bassa, decisero di fare due Camere, ambedue elette dal popolo e perciò aventi la stessa statura.

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ottobre 19th, 2016

David Hume, La critica alla nozione di causa

by gabriella
David Hume (1711 - 1776)

David Hume (1711 – 1776)

Nel Trattato sulla natura umana (1739/1740) [trad. it. Bari, Laterza, 1982, I, pp. 22-24 e 87-90], la critica alla nozione di causa, affine a quella svolta da Sesto Empirico nell’ambito dello scetticismo antico, ha un ruolo centrale.

Secondo Hume, la causa e l’effetto non sono proprietà delle cose, ma idee prodotte dall’attitudine ­associativa della nostra immaginazione. Di conseguenza, al di fuori della rappresentazione immaginativa, la relazione causale risulta indefinibile, dato che nei fatti non si può trovare nulla che basti a stabilirne il significato oggettivo.

La causalità è, quindi, senza dubbio una relazione indispensabile per la nostra conoscenza, ma è impossibile cercare di verificare se le “cose” stanno veramente così.

1. Se le idee fossero interamente slegate e sconnesse, soltanto il caso potrebbe congiungerle; ma è impossibile che le stesse idee semplici si raccolgano regolarmente in idee complesse (come di solito accade) senza un legame che le unisca tra loro, sen­za una proprietà associativa, sì che un’idea ne introduca un’altra naturalmente. […]

2. Le proprietà che danno origine a quest’associazione e fanno sì che la mente venga trasportata da un’idea all’altra sono tre: ­somiglianza, contiguità nel tempo e nello spazio, causa ed effetto. Io non credo necessario attardarmi a dimostrare che le suddette proprietà producono un’associazione fra le idee, sì che, all’atto in cui se ne presenta una, ne fanno sorgere naturalmente un’altra. E ovvio, infatti, che nel corso del nostro pensiero e nel costante giro delle idee, la nostra immaginazione passa facilmente da un’i­dea ad altre che le somigliano: questa proprietà, da sola, è già un legame e un’associazione sufficiente per l’immaginazione. […]

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ottobre 13th, 2016

Dario Fo

by gabriella

«Perché, seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi» [dalla motivazione dell’attribuzione del premio Nobel per la Letteratura nel 1997].

Per quel poco che abbiamo da vivere, è meglio essere generosi che avari, gioiosi che magonosi. Ritroviamo la gioia di chiamarci compagni, non solo perché dividiamo il pane, ma perché dividiamo la gioia e la volontà di dileggiare i potenti con uno sberleffo. E allora, allegri bisogna stare, perché celebriamo la vita. L’unico grande mistero buffo della nostra esistenza.

Dall’orazione funebre di Carlo Petrini

Il grammelot in Mistero buffo, la denuncia in Morte accidentale di un anarchico, la critica sociale in Ho visto un re, qui interpretata da Enzo Jannacci e Giorgio Gaber.

Troppo in fretta ti sei invecchiato, non hai fatto in tempo a diventare saggio.

Shakespeare, Re Lear

Troppo in fretta mi son invecchiato, non ho fatto in tempo a liberarmi della leggera imbecillità della giovinezza!

Ruzzante

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