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febbraio 5th, 2017

Tullio de Mauro, Analfabetismo strumentale, funzionale e di ritorno

by gabriella

tullio-demauro

Nel giorno della camera ardente di Tullio De Mauro [il 6 gennaio scorso], la nuova ministra ha esteso la sperimentazione della secondaria breve ad altre quaranta scuole, facendo toccare il numero di 100 agli istituti che diplomano gli studenti con un anno di anticipo. Non è chiaro se l’iniziativa, intrapresa dai precedenti governi, abbia altro obiettivo oltre quello di togliere altre risorse alla formazione e far passare più rapidamente i nostri diciottenni dalla condizione di studente a quella di disoccupato, sottooccupato o universitario in difficoltà.

Ed è stata proprio quest’ultima fattispecie ad attirare l’attenzione del Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità che, indifferente ai provvedimenti che continuano a demolire scuola ed università, preferisce concentrarsi sugli effetti, manifestando sconcerto e sorpresa alla scoperta che i nostri diciottenni padroneggiano sempre meno la lingua madre e manifestano in numero crescente gravi difficoltà logico-espressive.

L’appello del Gruppo di Firenze per fronteggiare l’emergenza «analfabetismo funzionale» dei giovani, si risolve così nella richiesta di ritocco delle Indicazioni nazionali per la scuola primaria e di un controllo che gli insegnanti della scuola superiore dovrebbero esercitare sui loro colleghi, partecipando come esterni alle prove degli alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado.

De Mauro avrebbe reagito [qui la sua opinione sulla “buona scuola” e sui continui tagli all’istruzione]. Secondo il linguista appena scomparso, 2 italiani su 3 non sono in grado di capire un testo scritto o di decodificare il significato di un discorso complesso e l’unica possibilità per modificare un quadro così allarmante è potenziare la scuola e investire risorse nel futuro dei cittadini più giovani.

 

L’analfabetismo italiano e la Repubblica fondata sull’ignoranza

Quelle diseguaglianze [sociali] danno luogo a diseguaglianze di trattamento che producono diseguaglianze di trattamento, che producono risultati diseguali, da cui nascono diseguali capacità di orientarsi nei percorsi scolastici, che danno luogo a una molto diversa qualità dei titoli ottenuti, da cui infine si determinano diseguali possibilità di inserimento nel lavoro e nella vita sociale.

Tullio De Mauro, Internazionale, 1176, 21 ottobre 2016

Intervista di Filomena Fuduli Sorrentino a Tullio De Mauro sui nuovi dati dell’analfabetismo in Italia, pubblicata da La Voce di NewYork il 28 marzo 2016.

Professor De Mauro, nel 2010 aveva condotto uno studio sull’analfabetismo in Italia.  Ci fa il punto sui  dati raccolti allora, sulle novità e come si dividono? 

italia unita“Da molti anni, perlomeno dalla Storia linguistica dell’Italia unita del 1963, ho cercato di raccogliere dati sull’analfabetismo strumentale (totale incapacità di decifrare uno scritto) e funzionale (incapacità di passare dalla decifrazione e faticosa lettura alla comprensione di un testo anche semplice) e ho cercato di richiamare l’attenzione dei miei illustri colleghi sul peso che l’analfabetismo ha sulle vicende linguistiche e, ovviamente, sociali in Italia. Avevamo dati sull’analfabetismo strumentale, ma per l’analfabetismo funzionale avevamo solo sondaggi parziali e ipotesi, a elaborare le quali abbiamo lavorato a lungo in diversi, ricordo qui almeno e soprattutto il professor Saverio Avveduto a lungo presidente dell’UNLA (Unione Nazionale per la Lotta all’Analfabetismo).

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