In morte di Fadi Abu Salah

by gabriella


Quelle ruote bloccate per mirare preciso, lo straccio di una camicia per lanciare un pezzo di terra contro chi pensa di poterla prendere tutta e i pantaloni arrotolati sulle gambe perse nei bombardamenti israeliani del 2008, a diciannove anni.

Le labbra strette di Fadi sullo sfondo del deserto in fiamme che i padroni della terra e dell’acqua gli avevano lasciato per casa. Non sappiamo se dopo aver lanciato il suo sasso sia morto per la palla di un cecchino o il tiro di artiglieria dell’esercito che aveva di fronte. E’ stato ucciso il 14 maggio 2018 a ventinove anni, con altri 54 ragazzi e bambini, per mano di quelli che dicono di difendersi dal pericolo delle loro fionde.

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7 Comments to “In morte di Fadi Abu Salah”

  1. Le proteste degli israeliani contro i crimini di guerra dello stato sionista: “state usando l’Olocausto”. Palestina, Palestina!!”

    https://www.facebook.com/431256660252368/videos/1012057408838954/

  2. Gentilissima Professoressa,
    nella sua ultima risposta considera NON democratico lo Stato di Israele (poiché…”emargina una parte dei suoi cittadini per ragioni etnico-religiose”…).
    1) E’ ciò che avviene quotidianamente nella Striscia di Gaza dove non c’è possibilità di sopravvivenza, non dico di rappresentanza, per qualsiasi ebreo. Il regime della Striscia di Gaza si configura come uno Stato Totalitario di tipo nazista.
    2) Nello Stato di Israele [che riconosce ufficialmente tutte e tre le religioni Ebraica, Musulmana e Cristiana] gli arabi di fede musulmana (17% della popolazione) sono democraticamente eletti e rappresentati in Parlamento al 10,64% [dati 2015].
    3) In NESSUN paese arabo/musulmano gli ebrei o i cristianani hanno diritto di rappresentanza democratica nelle istituzioni.
    Cordiali saluti
    Dario Iannelli

  3. Gentilissima Professoressa,

    non mi ritenga pedante se rilevo una carenza di argomentazione nella Sua ultima risposta.

    1) Non comprendo cosa Lei intenda per “qualità dello Stato d’Israele”.

    2) Nel mio intervento riportavo tre punti, forse opinabili: a) Hamas Totalitario; b) e c) Israele Stato democratico parlamentare, unico nell’area Medio orientale, che garantisce libertà di pensiero e di espressione.

    Mi pare che non abbia voluto discutere, confrontarsi – anche negativamente – con tali affermazioni.

    Con i più cordiali saluti.

    Dario Iannelli

  4. Gentile lettore,

    non intendevo tagliar corto o sottrarmi alla discussione, ma solo richiamare rapidamente gli argomenti che ha avuto la pazienza di leggere in privato, quando ha contattato il mio indirizzo di posta.

    Posso sintetizzarli nel seguente modo per noi e per chi vi fosse interessato:

    Credo che commenti e discussioni che nascono a margine della morte di un ragazzo che è vissuto straniero in patria e morto in una azione di protesta contro gli artefici di quella condizione (di cui Israele è stato più volte chiamato a rispondere in sedi internazionali), debbano essere commenti a questa realtà, tutto ciò che la trascura introducendo altri argomenti la nasconde nel tentativo di spostare il discorso su un terreno meno imbarazzante.

    Trovo dunque non pertinente il riferimento al presunto totalitarismo di Hamas che non mi interessa difendere o accusare, il tema di questo articolo è un altro, come lei certo vede.

    PS:I suoi punti erano 2 (non ho visto il terzo) e si limitavano alla dicotomia amico/nemico: Israele è come noi, buono e democratico, Hamas è l’altro, cattivo e totalitario. Mi perdonerà se non adotto volentieri simili semplificazioni.

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