Carlo di Stanislao, 2013 anno del serpente

by gabriella

anno del serpente

Nella notte tra il 9 e il 10 febbraio si festeggia il capodanno cinese, quest’anno particolarmente importante perché chiude un’epoca astrologica (un ciclo di sessant’anni) e ne apre un’altra, sotto il segno del serpente d’acqua.serpente [Tratto dal sito Wu Wei, concetto taoista traducibile con “non-fare”, inazione].

Torna dopo 60 anni; un secolo cinese1 e lo fa con le sinuosità che si infiltrano ovunque, garantendo prosperità2, ma potendo anche portare distruzione e morte3. E’ il Serpente d’Acqua, che aveva già regnato nel 1953 ed ora torna, dal 10 febbraio 2013 al 30 gennaio 2014, a spandere sulla terra le sue doti di diplomazia e sagacia, di eleganza e di saggezza, ma anche la sua potenziale, sotterranea pericolosità.

Nell’Antica Cina, come in tutto l’Estremo Oriente e in Oceania, esisteva un dualismo cosmologico che metteva in opposizione due principi, da una parte la luce, il Sole e il fuoco, dall’altra il buio, la Luna e l’acqua. Il primo principio era generalmente rappresentato da un uccello. In Cina era un corvo. L’Uccello è un concetto emerso sotto la dinastia Shang (商代)4, la prima attestata dall’archeologia. Il secondo principio era raffigurato da un serpente o un animale acquatico. La madre di Shun, uno dei sovrani mitici della Cina, era del clan del Serpente, il padre del clan dell’Uccello. Uccello e Serpente assieme formano il Drago, animale totemico della Cina antica. Passando ad aspetti più medici, nel 2013, la Presidenza Celeste sarà Jue Yin () e la risposta Terrestre Shao Yang (), con il Calore (Shu ) ed il Vento (Feng ) a dominare, il che farà sì che le stagioni siano in anticipo e che saranno favorite le aggressione sul Metallo (Jin ), mentre l’Acqua (Shui ) sarà in pericolo.

Ricordiamo qui che l’Acqua, che è simbolo di vita, può esserlo anche di morte, soprattutto quando non è ben controllata o diviene impura, putrida e stagnate5.Il Serpente, inoltre, è il signore del mondo sotterraneo, che non è solamente luogo di terriccio umido e tiepido, ma anche di sorgenti e grandi corsi d’acqua. Per questo il Serpente è signore non solo della terra ma anche delle acque, che dalla profondità tendono a salire verso l’alto, ad emergere alla luce del sole e nelle quali la vita ha avuto inizio6. La vita ha origine nell’acqua e si sviluppa grazie all’acqua; noi nasciamo nell’acqua, il nostro corpo è costituito per la maggior parte di acqua e il pianeta su cui viviamo è prevalentemente coperto dall’acqua10. Le grandi civiltà del passato hanno avuto origine vicino all’acqua che ne ha consentito lo sviluppo, mentre nei deserti, dove la presenza dell’acqua è molto rara, la vita è pressoché inesistente o, comunque, molto difficoltosa. Se l’Acqua rappresenta la vita7, il Vento rappresenta l’energia che muove la vita. L’assenza di vento provoca il ristagno e nell’acqua stagnante la vita non si sviluppa, ma muore, creando le paludi, dove proliferano le malattie. All’opposto un vento eccessivo crea con l’acqua le mareggiate, i tornado, le alluvioni, che rappresentano la distruzione della vita e non il suo prosperare. E’ quindi necessario che Vento ed Acqua si trovino in equilibrio perché esista l’armonia naturale della vita. E questo spiega perché l’arte geomantica dei luoghi e delle costruzioni si chiama, in Cina, Feng Shui8: Vento ed Acqua, appunto.

Pensando sempre al Serpente, il suo letargo stagionale e, soprattutto, la sua muta, rappresentano il perenne ciclo della Grande Madre, che mostra a coloro che sanno comprendere, come la Vita si trasformi lentamente in Morte e la Morte in nuova Vita. In questo ciclo il Serpente simbolizza particolarmente il passaggio che unisce la Morte alla Rigenerazione, il sonno al risveglio, ovvero il cambio di pelle, la trasmigrazione dell’Anima da un corpo che cessa di vivere ad un altro , nuovamente concepito; oppure la morte iniziatica, la profonda trasformazione nata dal pieno raggiungimento della Consapevolezza divina, alla quale consegue una rinascita spirituale. Per questo nel Serpente vi è il potere della guarigione profonda, intesa sia come annullamento e liberazione da ogni stato oscuro e da ogni malattia spirituale, in seguito al contatto diretto col Divino; sia, su un piano più prettamente materiale, come eliminazione dei mali fisici. Il suo veleno, infatti, anticamente era unito a particolari erbe medicinali e usato, in piccolissime dosi sapientemente preparate, per curare le più gravi malattie. Un rimedio tradizionale ottenuto con bollitura minuziosa del serpente d’acqua, chiamato Olio di Serpente, era considerato, nella Cina tradizionale, capace di alleviare ogni tipo di male. Nel XIX secolo, in America, molti immigrati cinesi che lavorato alla ferrovia10, hanno usato questo e altri rimedi tradizionali per contribuire ad alleviare i dolori associati a tale duro lavoro.

In questo modo l’Olio di Serpente fu ritenuto una vera e propria panacea, ma molti falsi guaritori ne fecero degli inutili succedanei, per cui, oggi, con tale termine, si intende anche una rimedio venduto come miracoloso ma privo di qualsiasi efficacia. La carne di serpente, in Cina, è considerata Salata e Piccante, in grado di sostenere la Weiqi e tonificare Polmone e Rene. Inoltre, la bile di serpente (膽蛇) è impiegata come rimedio principe, nella influenza (Gan Mao甘茂 ) e contro la tosse (Ke Sou 柯搜). Tornando al simbolismo, come richiamo alla forma fallica, ma anche a quella uterina, il Serpente è un animale connesso anche al potere generativo, alla fertilità, alla nascita e alla crescita, ma soprattutto alla sessualità, all’erotismo trascendente e all’unione degli opposti, ovvero dell’Essenza femminile e maschile19, non solo rappresentate dall’uomo e dalla donna comuni, ma soprattutto da quelle energie opposte insite all’interno di ogni singolo essere umano. Queste energie o polarità opposte, sono state raffigurate in diverse culture proprio come due serpenti, uno rosso, corrispondente all’energia positiva e maschile, e uno blu, corrispondente all’energia negativa e femminile, che si intrecciano armoniosamente su per la spina dorsale, creando quella sacra corrente trasformatrice che nella spiritualità induista viene chiamata Kundalini9.

asclepioAnche Kundalini è rappresentata come un serpente tre volte arrotolato alla base della spina dorsale (in un punto particolare tra l’ano e i genitali), dove si dice che dimori, addormentata. Il suo risveglio, seguito a pratiche misteriche segrete, si dice che possa condurre l’iniziato in uno stato di trascendenza divina e ad una ricongiunzione animica con la Divinità. Si tratta quindi di una profonda mutazione interiore, di un Risveglio completo, di una Comunione perfetta e meravigliosa con la Madre primigenia e quindi di una Rinascita ad una nuova vita illuminata dalla Saggezza che è scaturita proprio dal potere del Serpente, la sacra energia creativa della Grande Dea. Tutto questo, in Medicina Cinese, si lega alla Femmina Oscura, al Rene, al Jing ed ai Visceri Curiosi. Il culto del serpente, in occidente, nasce in Grecia, con quello di Asclepio10, presente prima ad Egina e poi ad Epidauro, chiamato anche ‘iathros’, il medico, spesso rappresentato con un bastone fra le mani, al quale era attorcigliato un serpente, simbolo del Dio guaritore e ancora oggi simbolo che ritroviamo comunemente sulle insegne delle “farmacie”.

Il perche’ del serpente e’ facilmente intuibile: esso rappresenta le forze ctonie e sotterranee che si sprigionano dal ventre della terra e che hanno il potere di guarire. Cosi’ il serpente , diventa animale sacro e simbolo legato alla medicina. A Babilonia, per esempio , sono stati rinvenuti degli ex-voto con simboli di serpenti offerti in memoria di avvenute guarigioni. Questi luoghi di culto non erano scelti a caso ma si ergevano in zone di particolare valenza ambientale dove fonti purissime d’acqua sgorgavano naturalmente dalle rocce, o in prossimità di fonti termali e terapeutiche, luoghi, insomma, fortemente legati alla natura e al potere che alla terra conferisce l’acqua25. Nei templi dedicati alla divinita’, i malati usavano dormire ai piedi della statua del dio dopo esser stati sottoposti a cerimoniali molto suggestivi e impressionanti. Il malato, cosi’, durante la notte, riceveva la “visita” della divinita’ che gli avrebbe suggerito i rimedi per debellare la malattia. La consuetudine voleva , poi, che fossero recati ex-voto per le guarigioni avvenute. L’uso di dormire presso i templi resistette tanto a lungo che ancora in epoca bizantina, in piena cristianità , ci troviamo sovente di fronte al costume di dormire presso le chiese per ottenere delle guarigioni. Ma torniamo ad Asclepio-Esculapio. Dalla Grecia il culto si trasferisce anche in Italia, e in particolare a Roma, più propriamente sull’Isola Tiberina.

Questo luogo fu appunto dedicato alla divinita’ quando il serpente consacrato al dio e portato nella citta’ da Epidauro , per debellare la peste del 293 a.C., saltando dalla nave che lo trasportava e, secondo la leggenda, discendendo il Tevere fino all’isola, per scomparire poi nel luogo dove fu costruito il nuovo tempio, inaugurato nel 289 a.C. Attorno al tempio, come ad Epidauro, dovevano sorgere dei portici destinati al ricovero dei fedeli e dei malati, ed è certamente singolare che l’isola abbia continuato ad essere luogo di cura e sede di un ospedale attraverso il Medioevo fino ai nostri giorni. Nelle tradizioni asiatiche, ancora oggi il serpente, definito “piccolo drago”, è sinonimo di saggezza e di conoscenza mistica. Uno dei riti più antichi e particolari d’Abruzzo è la “Festa dei Serpari” o “Festa di S. Domenico”, che si svolge il primo giovedì di maggio o Cocullo, con i fedeli che si recano in pellegrinaggio al Santuario di San Domenico28, per guarire da ogni sorta di malattie e specialmente da morsi di vipere, cani idrofobi e dal mal di denti.

Giuseppe Profeta nel saggio “Un culto pastorale sull’Appennino contro i morsi di Lupi, Serpenti e Cani Rabbiosi – Inchiesta sul culto popolare di S. Domenico di Cocullo”, scrive che le prime documentazioni storiche sulla festa di S. Domenico a Cocullo risalgono al 1392, mentre intorno al 1500 il giorno della festa era già il primo giovedì di maggio. Il rito affascinò anche molti viaggiatori inglesi, ed è menzionato in R. K. Craven ” Excursions in the Abruzzi and thern Provinces of Naples ” (Londra, 1837), E. Lear in “Illustrated Excursions in Italy”, Londra 1846, e Anne MacDonnel, “In the Abruzzi”, Londra 1908, ed Estella Canziani “Through the Appenines and the Lands of the Abruzzi”, Londra 1928. Oggigiorno l’evento genera grande afflusso di turisti e curiosi da tutto il mondo.

Nelle settimane precedenti la festa i serpari (nel passato i serpari erano prevalentemente contadini e pastori, oggi prevalentemente i giovani del paese) si dedicano alla cattura dei rettili. Le specie di serpi presenti nel rito di Cocullo sono innocue, e il loro morso provoca solo una lieve irritazione. Dopo la cattura vengono custodite con estrema cura fino al giorno della festa. Un tempo su riponevano in recipienti di terracotta, attualmente in cassette di legno. Il culto di San Domenico di Cocullo è una tra le più pagane tradizioni cristiane e presenta grande interesse etnografico e storico. San Domenico si fermò a Cocullo per breve tempo, lasciando alla chiesa locale un suo molare e il ferro di una sua mula che sono conservati tuttora come reliquie: il ferro di mula ha il potere di guarire dalle morsicature degli animali, mentre il dente dai morsi di vipere e serpi velenose. La figura di San Domenico chiaramente si sovrappone ad antichissimi riti propiziatori ed usanze di origine pagana. In Abruzzo le serpi sono molto comuni, e nei tempi antichi e il morso dei rettili era frequente causa di morte. I Marsi, popolo di pastori e pescatori che vivevano sulle montagne e lungo le sponde del lago Fucino, adoravano la dea Angizia, dea dei serpenti, il cui culto rimase poi in epoca romana. C’era nei pressi di Luco dei Marsi un bosco detto “lucus Angitiae”, sacro alla dea, alla quale all’inizio della primavera venivano offerte delle serpi come atti propiziatori. Una leggenda narra che Ovidio, poeta latino nato a Sulmona, autore delle “Metamorfosi”, il “poema delle trasformazioni”, perdutamente innamorato di una bella fanciulla dal cuore di ghiaccio, si rifugiò nel bosco di Angizia dove apprese le arti magiche.

I Marsi erano noti nel mondo antico per i loro poteri sui serpenti velenosi e sono menzionati nel I e II secolo d.C. come guaritori e indovini ambulanti a Roma. Nella cultura cinese, vietnamita, coreana e giapponese, si tramandano le leggende dei Long (Yong in Coreano, Ryu in giapponese) , creature a metà tra il piano fisico e il piano astrale, ma raramente descritte in forma umanoide, che possono assumere a piacere la forma umana e quella di rettile. Nel Medio Oriente sono conosciuti i Jinn, uomini serpente o dragoni di cui si parla fin dai tempi più antichi.In un libro apocrifo falsamente identificato come il perduto Libro di Jasher, viene descritta una razza di uomini serpente. Nella Genesi, Dio punisce il serpente per aver convinto con l’inganno Eva a mangiare il frutto della conoscenza. Platone nel “Timeo” asseriva in merito alla natura e al ruolo dei miti che essi rappresentavano il solo modo di trasmettere attraverso il tempo la cronaca di eventi che altrimenti sarebbero stati dimenticati a causa delle vicissitudini storiche dei popoli e delle catastrofi ambientali del pianeta. E, secondo alcuni, il fatto che in tutte le antiche culture orientali ed occidentali si guardi con tanto rispetto al serpente, attiene al ricordo di una stirpe primordiale che abitò il mondo all’alba della creazione e che, da noi, si ricordano come Elohim, dalla figura rettiloide e a cui a cui imputano un intervento a sfavore della specie umana, tanto da causare la sua cacciata dall’Eden38. In seguito la figura del “serpente”, o del “drago”, giungerà ad impersonificare, per la Chiesa cattolica, la figura del demonio, l’incarnazione del male con le cui insidie gli esseri umani debbono continuamente confrontarsi. Altre culture del pianeta invece, come quella ellenica, druidica e cinese, da sempre hanno associato alle creature rettiloidi valori di natura divina e addirittura hanno attribuito ad esse l’origine dell’umanità.

Sia presso l’antica Cina che nel druidismo europeo le creature rettiloidi interpretate nella forma del drago erano considerate modelli di saggezza e di conoscenza da imitare. In alcuni casi i draghi erano anche considerati maestri di vita che potevano portare gli individui all’armonia mistica e alla conoscenza del mistero dell’universo.

Note

1 Il ciclo di 60 anni che compone il secolo cinese si compone di due cicli che interagiscono tra loro. Il primo è il ciclo di dieci Tronchi celesti, che corrispondono ai Cinque Movimenti, Legno, Fuoco, Terra, Metallo, Acqua, suddivisi nei loro aspetti yin e yang e definiti con dodici nomi simbolici. Il secondo è il ciclo dei dodici Rami Terrestri, ovvero dei segni degli animali dello zodiaco, che sono topo, bufalo, tigre, lepre, drago, serpente, cavallo, capra, scimmia, gallo, cane e maiale. La combinazione di Cinque Movimenti nei loro aspetti yin e yang con i dodici animali (10 x 12) porta alla creazione del ciclo di 60 anni. Il ciclo attuale del calendario astrologico cinese è iniziato nel 1984. Essendo quello tradizionale cinese un calendario lunisolare, i mesi iniziano in concomitanza con ogni luna nuova, per cui la data d’inizio del primo mese, e dunque del capodanno, può variare di circa 29 giorni, coincidendo con la seconda luna nuova dopo il solstizio d’inverno, il che può avvenire fra il 21 gennaio ed il 19 febbraio del calendario gregoriano. I segni zodiacali in Cina hanno anche una funzione sociale nel fare intuire, senza dichiararla apertamente, la propria età. Per esempio, piuttosto che chiedere direttamente l’età di una persona, le si può chiedere il suo segno zodiacale. Questo permette di capire, usando il buonsenso, in quale anno, più o meno 12, può essere nata la persona stessa.

2 L’armonia dei Serpenti è la profonda armonia dell’iniziato, il loro equilibrio è il suo equilibrio, il loro potere è il potere che, reso nuovamente attivo, ora traspare da lui e permea la sua vita rendendola veramente Sacra. Emergendo dal suo mondo ombroso, del quale egli è signore, il Serpente non emerge da ciò che è malvagio, ma semplicemente da ciò che è sconosciuto alla comune e limitata mente umana, e porta con sé la Saggezza ancestrale. Abbracciare il Serpente significa riabbracciare la Saggezza della Terra e sentire la sua Voce. Coltivare il potere del Serpente significa alimentarlo per far sì che si risvegli, e che conduca in quei mondi in cui la Sorgente primaria, intatta e purissima, può ancora essere contemplata e conosciuta.

3 Con movenze sinuose emerge dalle profondità terrestri, sorgendo dagli oscuri anfratti nascosti e protetti. La sua dimora sono i grovigli di radici intricate, le cavità terrose, ma anche le sorgenti, i corsi d’acqua e le paludi, i margini dei sentieri battuti dal sole e i rami degli alberi, delicatamente ombreggiati dal fresco fogliame. Animale ctonico e misterioso, custode di un immenso potere primordiale, il Serpente ama celarsi nel tepore del profondo ventre della Grande Madre, luogo primigenio in cui tutti i segreti sono conservati con cura, e le antiche energie terrestri scorrono e si concentrano. Di queste energie il Serpente è figlio e simbolo antichissimo, legato ai movimenti del sottosuolo, ai moti nascosti che danno origine al Mutamento interno, al potere della trasformazione lenta o repentina; profonda e cullante come il battito del cuore terrestre, o tremenda e irrompente come le violente vibrazioni che generano i terremoti.

4 La dinastia Shang si ritiene probabilmente essere il proseguimento della cultura neolitica di Longshan, una delle due fondamentali culture preistoriche cinesi che si sviluppò nella valle del fiume giallo. Nel primo periodo la capitale fu trasferita più volte, finendo poi a Yin (presso l’attuale Anyang, nella provincia del Henan, e da cui deriva il secondo nome di dinastia Yin usato per gli Shang). Gli scavi archeologici dimostrano che all’inizio della dinastia la civiltà cinese aveva ormai raggiunto un livello molto alto, caratterizzato dalle iscrizioni su ossa e corazze di tartaruga e dalla civiltà del bronzo. La conoscenza che abbiamo della cultura e della società Shang derivano dalle iscrizioni a scopo oracolare su carapaci di tartaruga ed ossa, esse sono state ritrovate all’inizio del ventesimo secolo quando qualcuno si accorse che i frammenti di gusci di tartaruga, che i contadini del villaggio di Xiaotung polverizzavano e vendevano come medicina tradizionale, contenevano delle iscrizioni che ricordavano degli antichi caratteri cinesi. Sono stati quindi fatti scavi nella zona, che si è scoperta essere il luogo in cui era edificata l’antica capitale della dinastia Shang Yinxu. Nella capitale erano conservati gli archivi di tutti gli oracoli chiesti dai re Shang, le ossa e i carapaci una volta usati erano attentamente conservati, per questa ragione sono stati trovati ben 160000 reperti archeologici di ossa oracolari con circa 4000 caratteri incisi su di esse, molti dei quali intelleggibili perchè uguali o simili ai caratteri di epoca successiva, diversi dal significato controverso, e una buona parte completamente incomprensibili In quell’arcaico periodo, che va dal 1751 – al 1122 a.C, il re, wang, era la suprema autorità politica, religiosa e militare, grazie al fatto che egli non era sia il capo del suo lignaggio sia del suo clan. Il clan dominante vantava, infatti, uno stretto rapporto con il mondo ultraterreno che era regolato da articolati riti che sfociavano nel culto degli antenati. In quel periodo, il rapporto tra religione e politica era molto stretto. L’oltretomba aveva un’influenza diretta sugli affari terreni. La stirpe reale poteva comunicare con esso quindi in sostanza il vertice dello stato era composto da sciamani e il sovrano era nient’altro chè il capo degli sciamani. Una delle tecniche più diffuse di divinazione era quella per mezzo di scapole o di corazze di tartaruga chiamata più comunemente delle ossa oracolari. Le ossa difatti venivano prima immerse in una sostanza liquida per ammorbidirle; successivamente su un lato di esse, venivano praticati dei fori in modo da permettere, dopo aver esposto le ossa ad una fonte di calore, il crearsi di spaccature che, interpretate, davano il responso. verso l’ultimo periodo Shang si iniziarono ad incidere sulle ossa oracolari molte informazioni secondo uno schema preciso:
1. Prefazione: dove veniva indicato il giorno, talvolta il luogo e il nome del divinatore.
2. Tema: dove veniva descritto il motivo della divinazione.
3. Responso: dove veniva indicato il responso che si era ricevuto.
4. Verifica: dove veniva indicato se il responso si era avverato o meno. Questa parte non sempre è presente nelle ossa oracolari.
Gli Shang ricorrevano alla divinazione molto frequentemente, si può dire difatti, che la loro vita fosse scandita dai responsi divinatori. Le pratiche divinatorie però non erano solo che una piccola parte di un contesto più grande nel quale erano inclusi danze, canti e altri riti. L’elevato numero di recipienti per bevande alcoliche ha permesso di capire che gli Shang si servissero di esse per raggiungere quello stato di trance che gli permetteva di comunicare con l’oltretomba. Anche gli animali erano molto importanti visto che essi fornivano gli strumenti necessari per la divinazione.

5 “Quando l’oscurità fu creata, avvolta a spirale come un serpente, occupò le regioni inferiori. Ne uscì un vapore umido, gemente, da cui vibrò un grido inarticolato”: è l’esordio del mito di creazione ermetico, un verbo misterico, che nei secoli ha mietuto vittime eccellenti. Tra queste è da annoverarsi la nefanda figura del principe Vlad, il Dragone impalatore, il Dracula storico, l’archetipo del Vampiro. Sulla sua presenza si sono stratificati nel tempo i materiali più disparati e deiettivi. Non ultimi i legami con l’alchimia, lo gnosticismo e l’omosessualità. L’omosessualità del Drago iranico è il tramite per capire la latente pederastia del Dracula romanzesco, per via di quei due fluidi demiurgici (sperma e sangue) coinvolti nelle vicende di entrambi gli “eroi”. Sono le “sostanze sconosciute” abilmente mescolate nella Kore Kosmou ermetica per creare le anime. Entità luminose avvolte nella spirale della tenebra, verso il limo del cosmo. La quantità di escrementi che produce in tutta la vita un filosofo, uno scrittore o un poeta, è di gran lunga superiore ai suoi scritti: egli in ogni caso, da buon mortale, si può dire abbia lasciato una “traccia” di sé, del suo genio, del suo estro… E un discorso scatologico per introdurre una disciplina, quella ermetica, sovente raffazzonata da zelanti discepoli; affinché le anime, maculate, trovino nel corpo umano una prigione degna dei loro misfatti.

6 In “Chinatown”, capolavoro cinematografico di Roman Polansky, l’elemento chiave della storia è l’acqua, il principio vitale di tutte le cose, che percorre il film da cima a fondo: “La vita comincia nei ristagni dell’acqua marina”, dice il vecchio Noah Cross, citando il genero assassinato. L’acqua è l’oggetto della detection: le fontane, il mare, le dighe, l’acqua che fa scivolare, investendolo, Gittes dalle rocce verso il mare, si presentano come segnali di morte. Gittes capisce che il proprietario dell’acqua è il vecchio Cross, e il conflitto tra il detective e il vecchio assume dimensioni bibliche (Noah è Noè). L’eroe che vediamo sullo schermo con il naso incerottato paga ancora una volta: a Chinatown un’altra donna perderà la vita senza che lui possa fare niente. Luogo mitico del nero americano, dove sono possibili tutte le corruzioni e ogni delitto, Chinatown, con le sue “ torbide acque”, è anche la sede dell’inconscio e del sottosuolo dove premono forze oscure e inintellegibili. Forget it, Jack, it’s Chinatown, dice a Gittes il poliziotto Escobar (Perry Lopez) alla fine: “lascia perdere, Jack, è Chinatown!”

7 In Cina l’Acqua è Yin, il femminile, la nascita ed il nutrimento. Anche presso i Celti l’acqua si associava al femminile nella sua funzione di generare le forme, ma anche di purificarle o riassorbirle, non a caso nel folclore celtico le acque segnano la frontiera con l’altro mondo e gli amanti vengono dall’aldilà anche dal fondo delle acque. Universalmente diffuso, il simbolismo dell’acqua collegato alla fecondità della vita è racchiuso nel simbolismo della pioggia, concepita come fecondazione della terra da parte del cielo. In occidente l’acqua fecondante femminile è rappresentata, sovente, dalla mezzaluna o falce di luna e la relazione stabilita dall’arte cristiana tra la luna e la Vergine (sovente raffigurata come immacolata sulla falce di luna), è probabilmente in parte collegata anche con i due insiemi semantici della “gravidanza” e del “partorire” in riferimento alla sua fase crescente.

8 Con il termine Feng Shui si intende l’Arte cinese che si interessa dell’indagine, dello studio ed armonizzazione delle energie presenti in un luogo in rapporto alle persone che in esso vivono, tenendo conto di molteplici aspetti, architettonici, geologici, medici, astrologici, astronomici, artistici, psicologici, senza dimenticare il valore affettivo che il focolare domestico ha per ognuno. Vedi: http://www.oloselogos.it/?p=290.

9 Nella letteratura classica dello Hatha Yoga, Kundalini è descritta come un serpente arrotolato alla base della spina dorsale. Di solito è raffigurata da un serpente arrotolato in tre cerchi e mezzo, con la coda in bocca, a avvolta a spirale intorno all’asse centrale (sacrum o osso sacro) alla base della spina dorsale. Il risveglio di questo serpente e la manifestazione dei suoi poteri sono lo scopo principale della pratica dello Yoga Kundalini. Kundalini può essere descritta come una grande riserva di energia creatrice alla base della spina dorsale. E’ inutile però stare con la coscienza fissata in testa e pensare a Kundalini come a una forza straniera che se ne corre su e giù per la nostra spina dorsale. Nella letteratura classica, Kundalini è descritta in tre diverse manifestazioni:
– La prima di queste è l’Energia universale o Para-Kundalini.
– La seconda è la funzione energetica del complesso corpo-mente o Prana-Kundalini.
– La terza è Coscienza o Shakti-Kundalini che simultaneamente riassume e intermedia tra le altre due.
Scorre lungo il principale dei tre canali (nadi) energetici della Medicina Indiana: sushumna, che è forse il più importante dei canali di energia e si situa nel Merudanda (Danda: bastone; Meru: la montagna asse del mondo della mitologia Indu), ovvero nell’asse cerebrospinale che parte dall’estremità inferiore del tronco fino ad arrivare all’estremità della testa, la cosiddetta corona. Sushumna viene descritta come di colore rosso fuoco (Agni). Alcune teorie considerano le nadi affini ai meridiani della medicina tradizionale cinese, dell’Agopuntura e nello Shiatsu nipponico, sebbene nella letteratura tradizionale questa identità non sia consapevolmente riconosciuta e i sistemi siano descrittivamente differenti.Le altre due nadi sono:
– Ida: si avvolge intorno al sushumna trasportando le due polarità energetiche, che termina nella narice sinistra (parte del corpo a polarità negativo-femminile) ed è associata all’energia lunare
– Pingala, si avvolge intorno al sushumna trasportando le due polarità energetiche, che termina nella narice destra (parte del corpo a polarità positivo-maschile) ed è associata all’energia solare.

10 Figlio di Coronide, a sua volta figlia di Flegia re dei Lapiti, amante del dio Apollo. Narrano le leggende che un giorno il dio, dovendosi allontanare da Coronide, ne affidò la custodia ad un corvo (un corvo ancora, come nella Cina degli Shang) dalle penne candide come la neve. Coronide, che era attratta da Ischi figlio di Elato, approfittò dell’assenza di Apollo per accogliere nel suo letto Ischi. Il corvo, che aveva assistito alla scena, corse subito da Apollo per avvertirlo di quanto stava accadendo e questi, accecato dalla gelosia, uccise Coronide ed il suo amante scoccando dal suo arco due frecce: una per l’infedele a l’altra per il suo amante (secondo un’altra versione fu Artemide ad uccidere Coronide su richiesta di Apollo). Coronide in punto di morte rivelò ad Apollo che era incinta e che il bambino sarebbe dovuto nascere di lì a poco. A quel punto Apollo, stravolto dal dolore per il gesto che aveva compiuto, per prima cosa maledisse il corvo che con tanto zelo lo aveva avvertito ma senza dirgli come stavano esattamente le cose condannando lui e tutta la sua progenie ad avere le penne nere come la notte. Secondariamente trasse dal grembo materno il figlio ancora vivo e lo strinse tra le braccia (secondo altre versioni fu Ermes che trasse il neonato dal grembo materno fu esortazione di Apollo). Il fanciullo venne chiamato Asclepio e fu affidato dal padre alle cure ed agli insegnamenti del saggio centauro Chirone presso le pendici del monte Pelo, dove abitava il centauro. Asclepio divenne in breve capace di curare ogni male, soprattutto dopo aver in dono da Atena due fiale: una contenente il sangue colato dalle vene della parte sinistra del corpo della Gorgona Medusa,che aveva il potere di resuscitare i morti; un’altra con il sangue che era colato dalla parte destra dello stesso corpo ma che aveva il potere di dare la morte. A quel punto, Ade, che regnava sul mondo dei defunti si recò da Zeus per chiedergli di fermare Asclepio perchè a suo giudizio stava sovvertendo l’ordine naturale delle cose e le leggi stesse della natura. Zeus, dopo averlo attentamente ascoltato, gli diede ragione e decise che l’operato di Asclepio doveva essere interrotto e così scagliò su di lui le sue folgori, uccidendolo.Apollo, appresa la morte del figlio e disapprovando il comportamento di Zeus, si recò presso la dimora dei Ciclopi, che avevano il compito di creare le folgori per Zeus, e li uccise tutti.


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