Archive for ‘HowTo’

settembre 14th, 2015

Creare un account e un indirizzo di posta elettronica gmail

by gabriella

Benché Google e le sue applicazioni costituiscano un problema per la privacy degli utenti e per la diffusione a fini commerciali delle informazioni personali (insieme alle app gratuite che installiamo sui nostri smartphone, naturalmente), il possesso di un account Google facilita l’utilizzo dei servizi internet creati da individui, enti e istituzioni.

E’ bene quindi avere un indirizzo email per dialogare con questi servizi (ad esempio, per iscriversi all’Università) e utilizzare un indirizzo di posta formato da nome.cognome@dominio. Se lo creeremo con il servizio gmail, il nostro indirizzo sarà, dunque, nome.cognome@gmail.com.

aprile 15th, 2014

Tesina e presentazione del percorso pluridisciplinare

by gabriella

cmapTesina o percorso multidisciplinare. Come scegliere e come realizzare concretamente il materiale da presentare alla commissione.

 

Il colloquio orale

Cosa sia e come si svolga l’esame è disciplinato dal DPR 323/98e dall’OM. 37/2014, art 16

Art. 5. (L. 425, art.3, comma 3 e Regolamento) Il colloquio tende ad accertare la padronanza della lingua, la capacità di utilizzare le conoscenze acquisite e di collegarle nell’argomentazione e di discutere ed approfondire sotto vari profili i diversi argomenti. Esso si svolge su argomenti di interesse pluridisciplinare attinenti ai programmi e al lavoro didattico dell’ultimo anno di corso.

Art. 7. (Regolamento) Il colloquio ha inizio con un argomento o con la presentazione di esperienze di ricerca e di progetto, anche in forma multimediale, scelti dal candidato. Esso, tenendo conto di quanto previsto dal comma 8, prosegue su argomenti proposti al candidato a norma dell’art. 4, comma 5. Gli argomenti possono essere introdotti mediante la proposta di un testo, di un documento, di un progetto o di altra indicazione di cui il candidato individua le componenti culturali, discutendole. Nel corso del colloquio deve essere assicurata la possibilità di discutere gli elaborati relativi alle prove scritte.

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agosto 23rd, 2012

2. Riassumere

by gabriella

Riassumere vuol dire raccogliere in poche righe le idee essenziali di un testo. Per stendere un buon riassunto bisogna rispettare alcune regole e utilizzare determinate competenze. Elencarle richiede più tempo che utilizzarle. Saper fare un riassunto significa infatti aver fatto tutto ciò che è elencato sotto .. senza nemmeno essersene accorti.

Riassumere è il secondo approfondimento dedicato al saper-fare  di base – il precedente è saper leggere, segue prendere appunti e memorizzare efficacemente -, cioè alle competenze che costituiscono il metodo di studio.

1. Innanzitutto, comprendere il testo.
2. Trovarne lidea portante (guarda prima il titolo).
3. Trovare le diverse unità di significato, cioè i paragrafi o le frasi che costituiscono un insieme logico, gli elenchi, fasi importanti del ragionamento ecc. (vedi Saper leggere).
4. Ricavare l’organizzazione logica del testo, cioè il piano del testo (guarda prima l’indice).
5. Riformulare il testo rispettandone il senso, utilizzando poche citazioni e sforzandosi di scegliere le giuste parole ed espressioni che esprimono bene il pensiero dell’autore.
6. Rileggere il testo e il riassunto per verificare di non aver dimenticato nulla.
7. Non oltrepassare il numero di righe assegnato nella consegna: devi allenare la tua capacità di sintesi.

Tratto da Méthode de travail en sciences humaines, Gymnase de Chamblandes et Gymnase de Morges – Jean Cuénot, Louis-Philippe L’Hoste, Gérard Michaud, Grégoire Collet, Jean-Claude Stucky, 2005. Traduzione e integrazioni mie.

marzo 5th, 2012

Ivan Fulco, Come nascondersi da Google. Vademecum per la privacy in rete. Munafò, Cosa sanno di noi i siti che visitiamo?

by gabriella

Dal 1° marzo, tra non pochi dubbi, sono entrate in vigore le nuove regole di privacy di Google. Piccolo viaggio tra i sistemi per regalare il meno possibile di se stessi al sistemi di tracciamento dei servizi di Mountain View di IVAN FULCO

Secondo i teorici del Grande Fratello (quello orwelliano, non quello Endemol), lo scambio non è per nulla equo: ogni giorno, Google permette ai suoi utenti di accedere a decine di servizi online in forma gratuita, ma il prezzo da pagare – per quanto non monetario – è comunque troppo alto. Sono tutti i dati che quotidianamente condividiamo con Mountain View (registrando un Google Account o anche solo eseguendo una ricerca), e che entrano nell’ecosistema del mercato pubblicitario a disposizione di decine di società. Google conosce il tuo nome, la tua posizione geografica, utilizza la tua cronologia di navigazione. Tutto con un obiettivo primario: fornire agli utenti inserzioni pubblicitarie mirate, per alimentare quel business che, solo nel 2011, ha stabilito un nuovo record, con un utile trimestrale di 9,72 miliardi di dollari. 

Dopo l’esordio, Il primo marzo, delle norme unificate sulla privacy1, il fronte degli scettici ha trovato tuttavia nuovi protagonisti. L’Unione Europea ha espresso “profonda preoccupazione” per le nuove regole2, sollevando dubbi sulla loro legalità. Il Presidente Obama3 ha avviato un piano per la protezione dei dati dei consumatori. Per diffondere una maggiore consapevolezza, una start-up italiana, Iubenda, sta sviluppando un servizio4 che mostri in tempo reale la diffusione dei nostri dati in Rete. Ma per un normale utente che non voglia condividere informazioni con Mountain View, qual è la soluzione?

Le armi di Google contro GoogleGli strumenti primari, paradossalmente, sono forniti da Google stessa. La pagina degli “Strumenti per la privacy”5, per iniziare, illustra tutte le procedure attraverso cui monitorare e cancellare i propri dati dagli archivi Google. È possibile eliminare elementi dalla cronologia di ricerca (“Controlli della Cronologia web”) o disattivare la registrazione delle chat (“Chat di Gmail non salvate nel registro”), ma soprattutto usare gli strumenti del “Data Liberation Front” che, per ogni servizio, spiega passo passo come esportare in locale i propri dati per poi cancellarli dai server remoti. 

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ottobre 20th, 2011

Come convertire un file in pdf

by gabriella

Può succedere di dover convertire un file di testo creato con Word Office perchè dobbiamo spedire un allegato a chi non possiede il programma della Microsoft o, se l’abbiamo scritto con Open Office, perchè chi ha installato Word non legge i file creati con il nostro editor gratuito. Se stiamo usando un Mac, poi, we think different, ma talmente different da non riuscire a dialogare con gli altri.

Capita di dover convertire anche a chi lavora con box.net (le nostre classi virtuali sono realizzate con questo programma), perché (purtroppo) box.net è ottimizzato per la suite Office e genera diversi errori con altri programmi [ma sta migliorando: dall’estate 2012 riconosce i formati Open Office].

Convertire in pdf permette di superare questi problemi perchè il software che crea file con estensione .pdf si scarica grauitamente ed è diffuso ovunque.

Il primo modo per convertire è scaricare un Pdf Creator – ad esempio Pdf24, a mio avviso il migliore – installarlo [cioè cliccare su download, poi sul file eseguibile che avete scaricato] e in due click convertire il file. C’è però un modo più immediato: la “stampa su file”. Consiste nell’utilizzare la stampante virtuale di Acrobat che chiunque abbia installato il programma sul proprio pc possiede.

Il procedimento è semplice: dopo aver lanciato Word o Open Office, cliccare su “stampa” e cambiare stampante (lo so che ne avete una sola, ma quando lo avete installato, Acrobat ha creato una “stampante virtuale” per la stampa su file) scegliendo “pdf creator” o “stampa pdf”. Confermate e salvate il vostro pdf.

ottobre 20th, 2011

Se il tasto chiocciola non funziona usiamo l’ascii

by gabriella

Premere contemporaneamente

Alt Gr + @

oppure

Ctrl + Alt +@

   oppure l’ascii

            Alt + 064 (digitato con il tastierino numerico)

 

Informazioni complete su come dare qualsiasi comando con la tastiera a questa voce interattiva di Wikipedia.

settembre 30th, 2011

Tutorial: Presentazioni Prezi

by gabriella

Come sapete, con la versione free di Prezi si possono creare delle presentazioni molto più libere e creative di quanto di possa fare con Power Point (perlomeno con l’ultima versione, perchè anche Microsoft si sta aggiornando) perchè non ci sono limitazioni di slide. Con Prezi, infatti, si può andare avanti a scrivere e mostrare immagini e il programma, invece di mostrarci una una finestra, srotola un foglio infinito.

Adesso è disponibile anche un buon tutorial in italiano per imparare a usarlo.

Dopo averlo letto, entrate nel programma http://prezi.com/index/, registratevi (sign up now) e scegliete la versione free che vi permette di creare presentazioni online.

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settembre 29th, 2011

1. Saper leggere

by gabriella

Saper leggere, cioè decifrare le parole di un testo, non basta per leggere efficacemente. Il saper leggere presuppone infatti la comprensione di ciò che vi è scritto. Per comprendere un testo è essenziale saper leggere velocemente ricavando l’essenziale del messaggio. Più si legge, quindi, più si padroneggia la lettura.

Saper leggere è il primo approfondimento dedicato al saper-fare di base – segue riassumere; prendere appunti e memorizzare efficacemente le principali competenze che costituiscono il metodo di studio.

 

Prima regola: leggi in modo attivo

Non leggere mai automaticamente o pensando ad altro: é una perdita di tempo (allora, meglio una passeggiata); 

Non leggere mai senza matita (evita gli evidenziatori) per sottolineare ciò che ti sembra importante, annotare a margine, ecc.;

Cerca di “situare” il testo, cioè di capire il contesto in cui è stato scritto: non perderne mai di vista l’origine, la tipologia, la data di stesura, l’autore e ricorda che le parole non hanno sempre lo stesso senso e che i modi di pensare cambiano.

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settembre 24th, 2011

Tutorial Grapholite: come costruire mappe concettuali online

by gabriella

GrapholiteHo realizzato questo tutorial per i miei studenti nel 2011, quando Grapholite era interamente free. L’anno scorso il software ha tolto alcune funzioni fondamentali, come il “salvataggio” e l’“esportazione” dalla versione gratuita (è il detestabile stile open source, di cui non si dirà mai abbastanza male), per cui o si continua ad usarlo completando il lavoro con uno screenshot finale, o si passa a Cmap. Personalmente, ho scelto la seconda.

Grapholite è un programma semplicissimo e gratuito che permette, previa registrazione, di creare mappe online, salvarle sul proprio pc ed esportarle nel formato preferito per rimetterle online (ad esempio per pubblicarle – facendo l’upload – nell’aula virtuale della propria classe). [Nell’aprile 2012, il software ha resto esportabili le mappe realizzate con Grapholite solo nella versione premium: suggerisco di continuare a usarelo ed esportarle “fotografandole” con uno strumento di cattura. Io faccio così].

Vediamo come fare.

1. Andare sul sito di Grapholite

2. Cliccate sulla freccia di Start Drawing

3. Registratevi (la prima volta) o eseguite il login (le successive) con il form che appare subito dopo.

4. A questo punto il programma vi propone l’upgrade alla versione premium, ignorate (sdegnosamente) e cliccate sulla scritta celeste a dx Continue with free access.

5. Compare l’area di lavoro di Grapholite

6.  Vediamola in dettaglio.

In alto vediamo la barra degli strumenti, in tutto simile a quella di Word (Office): usando i suoi comandi possiamo salvare la nostra mappa, copiare, incollare, giustificare il testo, colorare, scegliere lo stile del testo, portare in evidenza una parte del disegno o un’altra.

6.1 Al di sotto della barra degli strumenti c’è l’area dei template: i modelli che possiamo scegliere per creare la nostra mappa. A dx possiamo anche scegliere di disegnarla liberamente senza modello, trascinando nell’area di lavoro le forme che si trovano sulla sx. Scrolliamo i template. Nella seconda fila, dopo i primi tre, vediamo Mind Map (mappa concettuale): scegliamola.

6.2: Dopo a ver scelto Mind Map, l’area di lavoro apparirà così:

6.3 Ognuno di questi elementi colorati è modificabile cliccandolo. Iniziate da Main Idea (idea principale). Se dovete fare una mappa sul bullismo, fate doppio clic su Main idea e scriveteci sopra “Bullismo”: la scritta precedente si cancella e compare la vostra. Se una forma non vi piace, cambiatela facendo 2click sull’ovale (sul topic – che vuol dire argomento – colorato di viola, ad esempio) e premendo canc. Dove è rimasto lo spazio vuoto trascinate con il mouse una delle forme che vedete a dx (rettangoli, cerchi, ovali ecc.). Potete cambiare o modificare anche le linee di collegamento che legano un elemento della mappa all’altro.

7. Quando la vostra mappa è finita, cliccate sull’icona “salva” (in alto a sx, sulla barra degli strumenti). Compare un riquadro con su scritto in alto “Save file to server” (salva il file sul server) e in basso “File name:”. Scrivete nello spazio seguente il nome della vostra mappa e cliccate su “save” (salva).

8. Fate clic su “file” (in alto a sx, sulla barra degli strumenti). Appare un menu a tendina. Scegliete “Export” (esporta). Ora dovete scegliere il formato: Jpeg, png, pdf. Sono formati immagine, il terzo è leggibile con Acrobat (il lettore dei file con estensione .pdf, appunto). Per postarli nelle nostre aule virtuali vanno bene tutti e 3, ma preferite il pdf.

9. Se avete scelto di esportare la mappa in formato .pdf, il sistema vi chiederà di nominarla (di nuovo) e ve la salverà sulla cartella (desktop o altro) che indicherete.

FINE

Facile no?


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