Archive for ‘Musica’

luglio 15th, 2016

Diam’s, La Boulette

by gabriella

Boulette vuol dire polpetta. Diam’s ironizza sul suo fisico rotondo, circondata di ragazzi che ripetono “C’est pas l’école, c’est pas l’école qui nous a dicté nos codes”: non è la scuola, non è la scuola a dettarci le regole. Tratto da Dans ma boule.

Ecco il testo e la traduzione che ne ho tentato:

Alors ouais, j’me la raconte, ouais, ouais, je déconne
Nan, nan, c’est pas l’école qui m’a dicté mes codes
On m’a dit qu’t’aimais le rap, voilà de la boulette
Sortez les briquets, il fait trop dark dans nos têtes

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luglio 15th, 2016

Diam’s, Ma France à moi

by gabriella

Il disagio della banlieue parigina nell’interpretazione della più grande rappeuse francese. Attivare i sottotitoli (miei), cliccando sull’icona.

La mia Francia

La mia Francia parla forte, vive in cima ai sogni,
vive in gruppo, parla di sangue e detesta le regole,

Fa salina, il più delle volte per non far niente
Gioca a pallone sotto il sole, spesso con della Coca Cola in gola

E’ l’hip hop che la fa ballare sulle piste
Qualche volta mette un po’ di rock, si, se la melodia è triste

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marzo 12th, 2016

Emerson Lake and Palmer, Pictures at an exhibition

by gabriella

Dal 23:52. Nei miei ricordi Keith Emerson rimarrà per sempre così.

febbraio 13th, 2016

Ezio Bosso a Sanremo. Analisi del discorso

by gabriella
Ezio Bosso

http://www.eziobosso.com/it/

Il discorso e la performance di Ezio Bosso, che l’11 Febbraio scorso ha eseguito a Sanremo Following a Bird, hanno commosso profondamente il pubblico. Prova a spiegare perché, schizzando un’analisi platonico-hegeliana del suo discorso (5D) [prima di poterlo ascoltare ci sono, purtroppo, 30” di pubblicità: stacca l’audio e fa’ due passi o leggiti l’articolo di Massimo Pillera per Il Fatto Quotidiano, Ezio Bosso, il discobolo dell’Ariston] o il Buongiorno di Massimo Gramellini qui sotto.

InsuperAbile

Sanremo, il sito satirico Spinoza ha scritto:

«È davvero commovente vedere come anche una persona con una grave disabilità possa avere una pettinatura da coglione».

La tanta Italia che ha scoperto Bosso soltanto l’altra sera si è indignata, ma lui no.

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settembre 19th, 2015

Bohème, La morte di Mimì

by gabriella

Il 29 settembre del 2009, Felix Breisach ha prodotto una rappresentazione della Bohème in alcuni non luoghi della periferia di Berna: un condominio, un centro commerciale e la stazione degli autobus, dove si è svolto l’epilogo, la morte di Mimì. La toccante interpretazione del tenore Samir Pirgu (Rodolfo) e della soprano Maya Boog (Mimì). In onda su Momus del 19 settembre 2015.

 


giugno 24th, 2015

Dedications to Massimo Urbani

by gabriella

L’avanguardia risiede nei sentimenti, non nelle forme.

Massimo Urbani

Il mio preferito e da sempre maggior rimpianto: quello di aver cominciato ad amare il jazz troppo tardi per poterlo ascoltare a due metri. Spezza il cuore vederlo suonare Lover man tra il brusio e la distrazione di quanti non si resero conto di trovarsi davanti un artista meraviglioso, un poeta, un musicista indimenticabile.

E non si può non piangere entrando in quello sguardo azzurro che si asciuga una lacrima, poi si schermisce, in fondo a Blues for Bird.

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maggio 7th, 2015

Serge Reggiani, Le déserteur

by gabriella
vian

Boris Vian (1920 – 1959)

Il disertore di Boris Vian, una delle prime canzoni antimilitariste degli anni ’50 e ’60 e, forse, la più bella. Stesa durante gli anni della guerra in Indocina, fu registrata il giorno della sconfitta francese di Dien Bien Fu, il 7 maggio 1954. Alla fine della guerra si contarono cinquemila soldati francesi e ottomila vietnamiti morti in combattimento, un numero quadruplo di feriti, sessantun’anni fa.

Serge Reggiani (1922 - 2004)

Serge Reggiani (1922 – 2004)

La sua diffusione scatenò violente reazioni da parte delle autorità che ne impedirono la commercializzazione e la bandirono dalla radio (si veda la lettera aperta scritta da Vian al politico Paul Faber).

Significativo del clima di ostilità e censura che circondava la canzone è la modifica della strofa finale in senso pacifista:

“Prevenez vos gendarmes que je n’aurai pas d’armes et qu’ils pourront tirer” [avverta i suoi gendarmi che non avrò armi e che potranno tirare]. Nella versione originale della canzone, infatti, dopo «avverta i suoi gendarmi», il testo proseguiva con «Que je tiendrai une arme et que je sais tirer», vale a dire «che sarò armato e so tirare».

Nella memorabile interpretazione di Serge Reggiani la canzone è preceduta dal preludio Dormeur de valle, scritto da un sedicenne Arthur Rimbaud già in stato di grazia.

Arthur RimbaudMonsieur le président             Signor presidente
Je vous fais une lettre             Le scrivo una lettera
Que vous lirez peut-être         Che leggerà, può darsi,
Si vous avez le temps.             Se ne avrà il tempo

Je viens de recevoir                 Ho appena ricevuto
Mes papiers militaires            I documenti militari
Pour partir à la guerre            per partire in guerra
Avant mercredi soir.               prima di mercoledì sera

Monsieur le président            Signor Presidemte,
Je ne veux pas la faire            io non la voglio fare
Je ne suis pas sur terre          non sono sulla terra
Pour tuer des pauvres gens. per ammazzare dei poveracci

C’est pas pour vous fâcher,  Non è per disturbarla,
Il faut que je vous dise,         bisogna che le dica
Ma décision est prise,            la decisione è presa
Je m’en vais déserter.            io diserterò

Depuis que je suis né,            Da quando sono nato,
J’ai vu mourir mon père,      ho visto morire mio padre,
J’ai vu partir mes frères        partire i miei fratelli
Et pleurer mes enfants.         e piangere i miei figli      

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aprile 10th, 2015

Mravinskij interprete di Shostakovich

by gabriella

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Yevgeny-Mravinsky

Evgenij Mravinskij (1903 – 1988)

Evgenij Alexandrovic Mravinskij è stato lo storico direttore d’orchestra della Filarmonica di Leningrado, con la quale ha collaborato per oltre cinquant’anni.

Dmitri Shostakovich

Dmitri Shostakovich (1906 – 1975)

Il video sottostante è la bellissima registrazione della sinfonia n. 7, op. 60 Leningrad di Shostakovich, opera che il musicista dedicò alla resistenza della sua città contro i nazisti [qui una guida all’ascolto].

Shostakovich, in Finlandia allo scoppio della guerra, rientrò in patria con l’intenzione di arruolarsi nell’Armata Rossa. Il 15 luglio 1941 iniziò la composizione della sinfonia che finì di scrivere il 27 dicembre.

Venne eseguita per la prima volta, sotto l’assedio tedesco, il 4 marzo 1942 e continuò ad essere eseguita sotto i bombardamenti fino alla liberazione della città,  il 18 gennaio 1944. Nella battaglia contro i nazisti la città aveva perso un milione e duecentocinquantamila abitanti.

 Sotto, la puntata dedicata all’assedio di Leningrado del documentario BBC degli anni ’70 The Unknown War, dedicato al ruolo dell’Unione Sovietica nella seconda guerra mondiale, grande rimosso della guerra fredda.

***

 

shostakovich

L’assedio di Leningrado

 

 

dicembre 12th, 2014

Gggiovani affatto male

by gabriella

Stefano Bollani ritrae una generazione di egotici sprofondata nel proprio particulare, come Jovanotti curiosa del mondo, purché non sia a più di dieci centimetri da sé.

Unico e comune è il mondo per coloro che son desti,
mentre nel sonno ciascuno si rinchiude in un mondo suo proprio e particolare.

Eraclito, DK 22 B 89

luglio 20th, 2014

Shostakovich, Sinfonia n. 10

by gabriella

Composta in occasione della morte di Stalin dal compositore sovietico, più volte censurato durante gli anni dello zdanovismo.

 


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