Archive for ‘Pedagogia’

febbraio 12th, 2017

Francesco Lizzani, Contrappello ai docenti italiani

by gabriella

Per un nuovo 89, 77, 68, 17, l’appello di Francesco Lizzani, professore di Filosofia e Storia al Plauto di Roma, al Terzo stato dell’istruzione:

con una classe cosiddetta dirigente di tale leva non è più il tempo per i cahiers de doléances; nulla potremo più ottenere per una vera buona scuola da questo ceto di governo parassitario e ignorante. È tempo ormai di riprendere in mano il nostro destino comune, di riunire in un fronte comune il nostro “ordine” nella sua interezza, dalla scuola primaria all’università, di riconoscere il nostro “Terzo Stato” come unico e legittimo rappresentante dell’istruzione italiana e dei suoi interessi comuni, contro gli altri due Ordini (quello dei politici-demagoghi e quello della burocrazia pervasiva) che hanno scippato le chiavi di casa nostra, e trasformato il nostro esercito in una massa di manovra per ordini sbagliati e contrari alle finalità per cui siamo (mal) retribuiti.

In coda altre lotte per le stesse ragioni: la battaglia persa dagli insegnanti messicani nel 2006 e quelle vinte dalla scuola canadese e dagli insegnanti di Chicago nel 2012.

Seicento docenti universitari si sono appellati al governo per denunciare la diffusione di lacune ormai ai limiti dell’analfabetismo nell’italiano degli studenti che approdano alle loro aule. La notizia sorprende non certo per il problema, con cui il mondo della scuola si confronta da anni, ma perché il grido di allarme si leva ora dal piano più alto del sistema formativo. Come’è possibile, in effetti, che il progresso secolare della scolarizzazione e poi dell’informazione globale producano un effetto simile?

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febbraio 6th, 2017

Marco Romito, Classificare e competere. La scelta della scuola superiore e l’ossessione per il ranking

by gabriella

Un prezioso studio sociologico dedicaro al significato del ranking scolastico e della falsa neutralità di strumenti come Eduscopio, la cui logica di funzionamento agisce da moltiplicatore delle diseguaglianze. Tratto da Lavoro culturale.org.

Entro la fine della giornata chiunque abbia un figlio o una figlia iscritti all’ultimo anno della scuola media, dovrà effettuare l’iscrizione a una scuola superiore. Si tratta di un momento nei percorsi scolastici di migliaia di ragazzi e ragazze spesso enfatizzato, caricato di significati fatali e fatalistici, del quale tuttavia non vengono quasi mai approfondite e indagate le motivazioni. Cosa sappiamo di come viene effettuata la scelta della scuola superiore?

Sappiamo che la scelta della scuola superiore condiziona la qualità dell’esperienza scolastica, culturale e relazionale dei ragazzi e delle ragazze, le probabilità di abbandono scolastico, le probabilità di accesso al mondo universitario, quelle di conseguire una laurea, il tipo di carriera occupazionale a cui si potrà avere accesso[1].

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febbraio 5th, 2017

Tullio de Mauro, Analfabetismo strumentale, funzionale e di ritorno

by gabriella

tullio-demauro

Nel giorno della camera ardente di Tullio De Mauro [il 6 gennaio scorso], la nuova ministra ha esteso la sperimentazione della secondaria breve ad altre quaranta scuole, facendo toccare il numero di 100 agli istituti che diplomano gli studenti con un anno di anticipo. Non è chiaro se l’iniziativa, intrapresa dai precedenti governi, abbia altro obiettivo oltre quello di togliere altre risorse alla formazione e far passare più rapidamente i nostri diciottenni dalla condizione di studente a quella di disoccupato, sottooccupato o universitario in difficoltà.

Ed è stata proprio quest’ultima fattispecie ad attirare l’attenzione del Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità che, indifferente ai provvedimenti che continuano a demolire scuola ed università, preferisce concentrarsi sugli effetti, manifestando sconcerto e sorpresa alla scoperta che i nostri diciottenni padroneggiano sempre meno la lingua madre e manifestano in numero crescente gravi difficoltà logico-espressive.

L’appello del Gruppo di Firenze per fronteggiare l’emergenza «analfabetismo funzionale» dei giovani, si risolve così nella richiesta di ritocco delle Indicazioni nazionali per la scuola primaria e di un controllo che gli insegnanti della scuola superiore dovrebbero esercitare sui loro colleghi, partecipando come esterni alle prove degli alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado.

De Mauro avrebbe reagito [qui la sua opinione sulla “buona scuola” e sui continui tagli all’istruzione]. Secondo il linguista appena scomparso, 2 italiani su 3 non sono in grado di capire un testo scritto o di decodificare il significato di un discorso complesso e l’unica possibilità per modificare un quadro così allarmante è potenziare la scuola e investire risorse nel futuro dei cittadini più giovani.

 

L’analfabetismo italiano e la Repubblica fondata sull’ignoranza

Quelle diseguaglianze [sociali] danno luogo a diseguaglianze di trattamento che producono diseguaglianze di trattamento, che producono risultati diseguali, da cui nascono diseguali capacità di orientarsi nei percorsi scolastici, che danno luogo a una molto diversa qualità dei titoli ottenuti, da cui infine si determinano diseguali possibilità di inserimento nel lavoro e nella vita sociale.

Tullio De Mauro, Internazionale, 1176, 21 ottobre 2016

Intervista di Filomena Fuduli Sorrentino a Tullio De Mauro sui nuovi dati dell’analfabetismo in Italia, pubblicata da La Voce di NewYork il 28 marzo 2016.

Professor De Mauro, nel 2010 aveva condotto uno studio sull’analfabetismo in Italia.  Ci fa il punto sui  dati raccolti allora, sulle novità e come si dividono? 

italia unita“Da molti anni, perlomeno dalla Storia linguistica dell’Italia unita del 1963, ho cercato di raccogliere dati sull’analfabetismo strumentale (totale incapacità di decifrare uno scritto) e funzionale (incapacità di passare dalla decifrazione e faticosa lettura alla comprensione di un testo anche semplice) e ho cercato di richiamare l’attenzione dei miei illustri colleghi sul peso che l’analfabetismo ha sulle vicende linguistiche e, ovviamente, sociali in Italia. Avevamo dati sull’analfabetismo strumentale, ma per l’analfabetismo funzionale avevamo solo sondaggi parziali e ipotesi, a elaborare le quali abbiamo lavorato a lungo in diversi, ricordo qui almeno e soprattutto il professor Saverio Avveduto a lungo presidente dell’UNLA (Unione Nazionale per la Lotta all’Analfabetismo).

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febbraio 4th, 2017

Franco Lorenzoni, I voti e le bocciature fanno male agli studenti e alla scuola

by gabriella

Per una giusta valutazione, tutti devono sostenere la stessa prova: salite sull’albero!

Nel cinquantennale della Lettera ad una professoressa, la riflessione di un maestro sull’isteria valutativa e sulla fabbrica di impotenze apprese che, per l’effetto, la scuola, non soltanto Primaria, sta inevitabilmente diventando. Tratto da Internazionale 10 febbraio 2017.

Alla fine i voti sono rimasti anche nella scuola primaria e media. Ministra e governo hanno avuto paura di andare contro l’opinione prevalente degli insegnanti, già abbondantemente irritati per alcune pessime conseguenze della legge della buona scuola, e contro diversi opinionisti di peso, che vedono nei voti e nelle bocciature i simboli di una scuola seria e rigorosa.

Insegno nella scuola elementare da 38 anni e continuo a domandarmi come sia concepibile affibbiare a un bambino un voto in geografia, italiano o matematica nei primi anni di scuola. A chi stiamo dando quel voto? Al grado di istruzione della sua famiglia? Al grado di ascolto che hanno avuto le sue prime parole a casa? Alle esperienze che ha avuto la fortuna di fare? Al destino che ha fatto giungere proprio qui la sua famiglia da campagne analfabete o dalle periferie di qualche megalopoli africana o asiatica?

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gennaio 1st, 2017

La valutazione

by gabriella

La puntata dedicata da Tutta la città ne parla all’invio alle Camere da parte del governo [l’audio si avvia automaticamente, escluderlo manualmente].

I voti servono? si chiedono stamattina due ascoltatori di Prima Pagina, prendendo spunto dai dei decreti attuativi della Legge 107, uno dei quali riguarda la valutazione. La puntata di oggi di Tutta la città ne parla (RadioRai3) si concentra sull’utilità del voto e sulle differenze tra sistemi di valutazione. Numeri, lettere, giudizi, cosa alimenta la competizione, cosa porta a una scuola più inclusiva, democratica? Ospiti Mila Spicola (insegnante e pedagogista), Sergio Govi (TuttoScuola), Roberto Contessi (autore di Scuola di classe, 2016), Marco Casolino (fisico, ricercatore tra la Sapienza di Roma e il Giappone) e Pino Boero (Università di Genova).

novembre 22nd, 2016

La scuola svedese

by gabriella

Dal minuto 4:06, la scuola più povera di Stoccolma.

all’inizio del video il Liceo più antico e prestigioso di Stoccolma

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novembre 17th, 2016

Conoscenze, abilità, competenze

by gabriella

euI concetti di conoscenze, abilità e competenze declinati nella Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio sulla costituzione del Quadro europeo delle Qualifiche e dei Titoli per l’apprendimento permanente secondo Lisbona 2000 [qui l’intero documento; qui il sito Education and training della Commissione europea].

pp. 15 e 16

 

(g) Conoscenze indicano il risultato dell’assimilazione di informazioni attraverso l’apprendimento. Le conoscenze sono l’insieme di fatti, principi, teorie e pratiche, relative a un settore di studio o di lavoro. Nel Quadro europeo delle Qualifiche e dei Titoli (European Qualifications Framework – EQF), le conoscenze sono descritte come teoriche e/o pratiche;

competenza(h) Abilità indicano le capacità di applicare conoscenze e di usare know-how per portare a termine compiti e risolvere problemi. Nel Quadro europeo delle Qualifiche e dei Titoli, le abilità sono descritte come cognitive (uso del pensiero logico, intuitivo e creativo) e pratiche (che implicano l’abilità manuale e l’uso di metodi, materiali, strumenti );

(i) Competenze indicano la comprovata capacità di usare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e/o metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e/o personale. Nel Quadro europeo delle Qualifiche e dei Titoli le “competenze” sono descritte in termini di responsabilità e autonomia.

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novembre 7th, 2016

Dropout

by gabriella

dropoutI cosiddetti dropout sono studenti rinunciatari che, per diverse ragioni, si sono ritirati dagli Istituti scolastici. Il termine drop-out, infatti, significa “caduti fuori”, e si riferisce appunto a quei ragazzi che “abbandonano”. Per “abbandono scolastico” si intende l’abbandono dell’istruzione e della formazione prima del completamento dell’istruzione secondaria superiore o dei suoi equivalenti nella formazione professionale.

Secondo i dati Eurostat dell’11/04/2013 nel nostro paese il tasso di abbandono scolastico relativo al 2011/2012 è del 17,6%, mentre in Europa la tendenza è in calo con una media del 12,8%, ormai sempre più vicina al 10 per cento indicato dall’Unione Europea come obiettivo da raggiungere entro il 2020 (Strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione). La dispersione è un problema molto serio che segnala non soltanto la difficoltà scolastica del minore ma un suo disagio più vasto che riguarda spesso l’ambiente sociale e familiare in cui vive. L‘insuccesso scolastico a sua volta può innestare una serie di conseguenze negative non solo sul presente ma soprattutto sul futuro del ragazzo che non ha competenze e capacità atte a fronteggiare un mercato del lavoro sempre più difficile oltre alla complessità della vita stessa (come sostiene Save the Children ITALIA).

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settembre 24th, 2016

Treccani, Le parole valgono

by gabriella

Due spot Treccani sull’importanza del codice linguistico come elemento costitutivo della personalità e fattore di distinzione sociale. Poiché le parole costituiscono il mondo, hanno anche il potere di cambiarlo, di qui la campagna di solidarietà promossa da Treccani e Croce Rossa #leparolevalgono.

I limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo

Ludwig Wittgenstein, Tractatus logico-philosophicus 5.6


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