Archive for ‘Sociologia’

luglio 24th, 2017

Andrea Aimar, Quale società per industria 4.0?

by gabriella

certificazione idustria 4.0

Le trasformazioni tecnologiche di Industria 4.0 ci pongono di fronte due strade: subire questo progetto di trasformazione guidato dall’interesse di pochi oppure tentare di guidarlo nell’interesse dei più.  Uno stralcio dell’articolo uscito su Sbilanciamoci.

Sono nomi di computer ad alta potenza di calcolo, softwarestart up, piattaforme: YuMi, StasMonkey, Watson, Tug, Sedasys, Coursera, Shutterstock, Digits, Warren, e-discovery, Baxter, Iamus, Workfusion, Sawyer. Rappresentano il presente dell’innovazione e l’anticipazione di un futuro probabile dove il lavoro umano diminuirà.

49% [1]o 47%[2]le ipotesi più radicali, 9% [3]quelle più caute, 35%[4] per chi preferisce una via di mezzo: dietro le percentuali i posti di lavoro che verrebbero bruciati dall’innovazione tecnologica. Tecnologie delle reti e dell’informazione, robot, macchine potentissime, big data: è più o meno questa la ricetta che si aggira per il mondo promettendo rivoluzioni digitali e industrie 4.0.

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luglio 1st, 2017

Giacomo Russo Spena, Steven Forti, Barcellona vs Airbnb

by gabriella

Tra i giovani è boom delle vacanze low cost con Airbnb, ma la community fa profitti imponendo un modello di città che caccia dal centro i residenti e li sostituisce con turisti e super ricchi (la cosiddetta gentrification). L’articolo passa in rassegna le problematiche della città di Barcellona e la lotta della nuova amministrazione contro le dinamiche urbane imposte dalla sharing economy. Tratto da Micromega.

Un servizio comodo e confortevole. Una manna dal cielo per chi non può permettersi alberghi di lusso. Airbnb è il portale on line che coniuga domanda ed offerta del turismo low cost: una community che dà la possibilità a chi ha una camera libera nella propria abitazione di affittarla. È un modo di viaggiare più economico e “social” della classica sistemazione in hotel. Una rivoluzione, negli ultimi anni, che si è affermata soprattutto tra i giovani.

Ma non è tutto oro quel che luccica perché la politica di Airbnb ci parla infatti di nuova urbanistica e di modelli di città differenti. Per anni siamo stati abituati ad una politica latente che ha dato mano libera ai privati che hanno saccheggiato liberamente gli spazi urbani. Roma, in tal senso, ne è emblema visto lo strapotere di palazzinari e cricche del mattone: nella Capitale si è rotto il legame tra la comunità degli uomini e la città materiale. I Comuni delegano al privato la soluzione dei problemi sociali, come l’emergenza abitativa, con la conseguenza di speculazioni, sperpero di denaro pubblico e mancata soluzione delle questioni (vedi la creazione dei residence). Le nostre città, più in generale, stanno diventando non/luoghi, eppure la cittadinanza è il pieno dei vissuti e il territorio dovrebbe essere inteso come bene comune.  È la fine dell’urbanistica, e dunque la fine della città pubblica.

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giugno 23rd, 2017

Stefano Rodotà, Verso una società postumana. Vademecum per la felicità

by gabriella

Una sintesi della lezione tenuta il 23 aprile all’università di Perugia, pubblicata su Repubblica del 28 aprile 2015.

Nel 1950 Norbert Wiener pubblica le sue riflessioni su cibernetica, scienza e società, e sceglie come titolo L’uso umano degli esseri umani. Parole in cui si coglie l’eco di un tempo cambiato dalla bomba atomica, che indurrà nel 1956 Guenther Ander a dire che L’uomo è antiquato, e a scrivere:

«Come un pioniere, l’uomo sposta i propri confini sempre più in là, si allontana sempre più da se stesso; si “trascende” sempre di più — e anche se non s’invola in una regione sovrannaturale, tuttavia, poiché varca i limiti congeniti della sua natura, passa in una sfera che non è più naturale, nel regno dell’ibrido e dell’artificiale».

Questo congedo dall’umano era cominciato almeno un quarto di secolo prima.

Quando Julien Huxley aveva inventato il termine “transumanismo”, riferito poi alla «tecnologia che permette di superare i limiti della forma umana», molte trasformazioni sono già visibili, si parla del corpo come un nuovo “oggetto connesso”, una “nanobio- info-neuro machine”, che annuncia la fine dell’età umana. Quale spazio rimarrebbe per quell’attività umana che consiste nell’agire libero e nel dare regole all’agire? Scomparirebbero i diritti “umani”, e con essi i principi di dignità e eguaglianza? L’orizzonte si è dilatato, la definizione del postumano non è riferita solo alle innovazioni legate a biologia e genetica, ma è il risultato della convergenza di elettronica, intelligenza artificiale, robotica, nanotecnologie, neuroscienze. Alla realtà “aumentata” dall’elettronica si accompagna la prospettiva dell’uomo “aumentato”.

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giugno 23rd, 2017

Stefano Rodotà, Sull’onore

by gabriella

corruzione_001Una riflessione di Stefano Rodotà sull’onore e la responsabilità politica, i concetti smarriti dell’etica pubblica italiana, tratta da Micromega.

Non possiamo distogliere lo sguardo dai mali profondi dell’Italia, quelli che continuano a corrodere la società. Abbiamo appena assistito all’accettazione strutturale della corruzione, visto che condannati e inquisiti non sono stati non dico almeno biasimati, ma dotati di un paracadute politico con candidature alle elezioni europee e locali. Vi è una morale da trarre da questa vicenda? Ve ne sono almeno tre. La prima riguarda il significato assunto dalle leggi in queste materie; la seconda evoca l’onore perduto della politica; la terza richiama l’impossibile ricostruzione di un’etica civile.

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giugno 23rd, 2017

Stefano Rodotà, Sul presidenzialismo e le riforme costituzionali

by gabriella

repubblicaTraggo da Micromega, la riflessione di Rodotà su presidenzialismo, autoritarismo e ingegneria sociale nei progetti di “riforma” allo studio del nuovo esecutivo.

Come nei primi anni Novanta sembra tornare oggi il tempo di una ingegneria costituzionale che appare ignara del contesto in cui la riforma delle istituzioni dovrebbe funzionare. Che cosa diranno gli odierni sostenitori di variegate forme di presidenzialismo quando il “leaderismo carismatico” renderà palesi le sue conseguenze accentratrici, oligarchiche, autoritarie?

di Stefano Rodotà, da Repubblica, 7 giugno 2013

Nel tempo ingannevole della “pacificazione”, il conflitto giunge nel cuore del sistema e mette in discussione la stessa Costituzione. Una politica debole, da anni incapace di riflettere sulla propria crisi, compie una pericolosa opera di rimozione e imputa tutte le attuali difficoltà al testo costituzionale. Le forze presenti in Parlamento non ce la fanno a sciogliere i nodi tutti politici che hanno reso impossibile una decisione sull’elezione del Presidente della Repubblica? Colpa della Costituzione. “Je suis tombé par terre, c’est la faute à Voltaire”.

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giugno 19th, 2017

Sharing economy, Gig economy

by gabriella

Gig economy (David Horsey, Los Angeles Time)

La distruzione del lavoro tra Gig economy e automazione.

La sharing economy è una presenza consolidata nei Paesi occidentali e non solo: da Uber a Airbnb  è inevitabile che ciascuno di noi, prima o poi, si trovi a fruire di un servizio di condivisione. I vantaggi sono molteplici, e non soltanto per i consumatori, ma non mancano certo le zone grigie, a partire dal problema del lavoro.

In questo contesto, non esistono, infatti, più posti di lavoro – né a tempo determinato, né indeterminato – e l’offerta di prestazioni lavorative, prodotti o servizi avviene solo “on demand”, quando c’è richiesta. Per qualcuno si tratta di una nuova forma di caporalato, il  “caporalato digitale”.

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giugno 17th, 2017

Gianfranco Marini, Identità digitale e E-reputation

by gabriella
Gianfranco ha tradotto un’infografica dedicata alla cura dell’identità digitale e alla salvaguardia della propria reputazione in rete. L’insieme è un’utile ricognizione di ciò che occorre sapere quando lasciamo le nostre tracce online perché tutto ciò diciamo o facciamo in rete resta per sempre e può essere rintracciato da chiunqueTratto da AulaBlog.
In un “vecchio” Post pubblicato su Mashable l’11/02/2011 e intitolato “Protecting Your Online Reputation: 4 Things You Need to Know“, viene presentata un’infografica che fornisce utili consigli e suggerisce tecniche per “coltivare” la propria “reputazione digitale“. Il tema della “e-reputation” o “digital identity” è uno dei più importanti e cruciali problemi del nostro tempo.

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maggio 29th, 2017

La conquista dell’identità

by gabriella

Alla ricerca dell’identità dalla psicologia alla sociologia, con un ampio stralcio dell’intervento di Giovanni Jervis per l’Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche e una conclusione basata su un libro di Ulrich Beck.

 

 

Giovanni Jervis, Che cos’è l’identità?

JERVIS: Mi chiamo Giovanni Jervis e sono sia psichiatra, sia psicologo. Insegno Psicologia dinamica all’Università di Roma: con il termine Psicologia dinamica si indica quel ramo della disciplina che si occupa dei problemi affettivi ed emozionali. In realtà mi sono anche interessato alla Psicologia sociale e ho scritto un paio di libri sul tema dell’identità, ovvero sull’argomento di cui discuteremo oggi. La Psicologia sociale si trova all’incrocio fra la psicologia degli affetti e delle emozioni – la psicologia individuale – e gli aspetti più interpersonali della vita quotidiana. Vediamo insieme una breve scheda filmata che ci introdurrà all’argomento.

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maggio 25th, 2017

Fabio Chiusi, L’era dei robot e la fine del lavoro

by gabriella

Tratto da ValigiaBlu.

È un giorno qualunque, nell’era dei robot, e il lavoratore tipo esce di casa per recarsi in ufficio. Le macchine, per strada, si guidano da sole. Il traffico pure: si dirige da sé. Lo sguardo può dunque alzarsi sopra la testa, dove, come ogni giorno, droni consegnano prodotti e generi alimentari di ogni tipo – oggi, per esempio, il pranzo suggerito dal frigorifero “intelligente”. Sul giornale – quel che ne resta – gli articoli sono firmati da algoritmi. Giunto alla pagina finanziaria, il nostro si abbandona a un sorriso beffardo: il pezzo, scritto da un robot, parla delle transazioni finanziarie compiute, in automatico, da altri algoritmi.

Entrato in fabbrica, poi, l’ipotetico lavoratore di questo futuro (molto) prossimo si trova ancora circondato dall’automazione; per la produzione, ma anche per l’organizzazione, la manutenzione, perfino l’ideazione del prodotto: a dirci cosa piace ai clienti, del resto, sono ancora algoritmi. Quel che mi resta, pensa ora senza più sorridere, è coordinare robot, o robot che coordinano altri robot. Finché ne avranno bisogno.

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maggio 15th, 2017

Gli stereotipi sulle migrazioni

by gabriella

Detroit nel 1900Un modulo di storia sugli stereotipi intorno alle migrazioni di Cesare Grazioli, uscito su Novecento.org, n. 4, 2015.

Premessa: perché tematizzare gli stereotipi sulle migrazioni

Tra le molte questioni “socialmente vive” legate al tema Nord/Sud del Mediterraneo, quella delle migrazioni è senza dubbio la più intensa, quella che più di ogni altra è impressa nelle menti, nei cuori e nelle pance degli studenti, attraverso i più diversi canali (dalle immagini televisive sulle “tragedie del mare”, ai commenti captati in famiglia, alle battute tra coetanei). Queste “preconoscenze”, è superfluo aggiungerlo, sono basate in gran parte su luoghi comuni, stereotipi, pregiudizi, presenti negli studenti come nell’insieme della società. Da questo presupposto mi sembrano ricavabili tre conseguenze:

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