Archive for ‘Storia’

agosto 23rd, 2017

23 agosto 1927, l’esecuzione di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti

by gabriella

Novant’anni fa la condanna a morte dei due anarchici italiani, operai immigrati aderenti al sindacato americano IWW. La loro storia raccontata da Marcello Flores su Wikiradio.

Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti erano due anarchici italiani. Accusati di rapina a mano armata e omicidio, morirono innocenti sulla sedia elettrica il 23 agosto 1927 nel penitenziario di Charlestown, dopo sei anni trascorsi nel braccio della morte.

Nel 1977 il governatore dello Stato del Massachusetts riconobbe ufficialmente gli errori commessi nel processo e riabilitò completamente la loro memoria, ma la confessione del responsabile dell’omicidio di cui erano accusati (1925) e la persecuzione giudiziaria subita a causa della loro adesione all’IWW (Industrial  Workers of the World) fa sì che la loro condanna sia ricordata come un omicidio politico piuttosto che come un errore giudiziario.

Il coraggio con cui lottarono contro l’ingiustizia nella loro condizione di operai immigrati e con cui affrontarono la morte, ne fece un simbolo della lotta contro l’oppressione.

“Here’s to you Nicola and Bart
rest forever here in our heart
the last and final moment is yours
that agony is your triumph!”

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agosto 2nd, 2017

2 agosto 1980, La strage di Bologna

by gabriella

Strage alla stazione di BolognaIl 2 agosto 1980, l’esplosione di una bomba nella sala d’aspetto della stazione di Bologna causa la morte di  85 persone e il ferimento di oltre 200. La strage raccontata da Giovanni De Luna su Wikiradio.

Repertorio:
– GR1 delle 8 di mattina di sabato 2 agosto 1980 (2′ 06″ – dove si parla dell’esodo biblico, del 35 % dei passeggeri in piedi negli oltre 9000 treni in viaggio in Italia in quei giorni)
– GR1 – edizione straordinaria 2 agosto 1980 (2’15”)
– GR1 – edizione flash (1’27” – rivendicazione Nar e dichiarazione Pertini commosso)
– comunicazioni radioamatori 2 agosto 1980 (1’58” e 58″ la seconda soprattutto interessante)
– l’autista del 27 (2’29” – alcune salme furono trasportate con l’autobus 27, come ricorda breve notiziario in occasione ventennale strage

bologna 2ago

Ma per i giovani bolognesi sono state le BR o gli anarchici.

 

luglio 28th, 2017

Robespierre

by gabriella
Maximilien Robespierre

Maximilien Robespierre (1758 – 1794) Busto in terracotta modellato nel 1791 dallo scultore giacobino sordomuto Claude-André Deseine

Il 28 luglio 1794 saliva il patibolo Maximilien Robespierre. Cresciuto con il culto della repubblica romana e di Rousseau, arrestato e condotto ferito alla ghigliottina, il suo corpo fu gettato in una fossa comune del Cimetière des Errancis, con sorte opposta a quella del ginevrino le cui spoglie riposano al Panthéon tra i grandi di Francia.

Un estratto di Études sur Robespierre, il profilo che Albert Mathiez tracciò nel 1958, riaprendo il dibattito storico sull’incorrutibile e sul Terrore [Sul processo del re; La Costituzione del 24 giugno 1793].

In coda al testo il film La révolution française, realizzato per il bicentenario della rivoluzione con il patrocinio dei Ministeri della Difesa e della Cultura [sottitolato in inglese].

«La rivoluzione di un popolo di ricca spiritualità,
quale noi abbiamo veduto effettuarsi ai
nostri giorni, può riuscire o fallire;
essa può accumulare miseria e crudeltà tali
che un uomo benpensante, se anche potesse sperare
di intraprenderla con successo una seconda volta,
non si indurrebbe a tentare a tal prezzo l’esperimento;
questa rivoluzione, io dico,
trova però negli spiriti di tutti gli spettatori (che non sono in questo gioco coinvolti) una partecipazione d’aspirazioni
che rasenta l’entusiasmo, anche se la sua manifestazione non
andava disgiunta da pericolo, e che per conseguenza
non può avere altra causa che una
disposizione morale della specie umana».

Immanuel Kant, Il conflitto delle facoltà, 1798

«La solennità del suo portamento; l’autorità della parola sempre umile, anche se severa; il volto nobilmente alterato dall’abitudine alla meditazione e da una lunga pratica di vita; la fronte spaziosa, lo sguardo pensoso, il tratto fiero delle labbra abituate alla prudenza, tutto lo rendeva simile ai saggi dell’antica Grecia. Di loro aveva la virtù, la penetrazione, la bontà. Persino la sua austerità era di una dolcezza infinita».

Louis Blanc

Nato ad Arras, nel dipartimento del Passo di Calais, il giovane Maxime poté studiare a Parigi, nel prestigioso collegio Louis-Le-Grand, grazie a una borsa di studio. Brillante negli studi, ebbe per compagni Camille Desmoulins, più giovane di lui di due anni, che gli fu amico fino ai tragici giorni della primavera 1794 e Louis-Marie Stanislas Fréron, ministro della repubblica, poi termidoriano e avversario dell’antico compagno di studi.

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luglio 25th, 2017

25 luglio 1943, caduta di Mussolini

by gabriella

Nel settantaquattresimo anniversario della caduta di Mussolini, il ricordo dei fatti di INFOAut, e il discorso di Duccio Galimberti tenuto a Cuneo il giorno dopo. Qui il racconto di Emilio Gentile sul 25 luglio su Wikiradio.

Bologna, Piazza Maggiore (già Vittorio Emanuele): i cittadini esultano per la caduta del regime fascista

Bologna, Piazza Maggiore (già Vittorio Emanuele): i cittadini esultano per la caduta del regime fascista

[…] sì, la guerra continua, ma fino alla cacciata dell’ultimo tedesco, fino alla scomparsa delle ultime vestigia del regime fascista, fino alla vittoria del popolo italiano che si ribella contro la tirannia mussoliniana.

Cuneo, 26 luglio 1943, Duccio Galimberti

E’ la notte tra il 24 ed il 25 Luglio 1943, quando Mussolini, alla seduta del Gran Consiglio del Fascismo prende la parola. Dice di aver convocato il Gran Consiglio non per discutere la situazione interna, ma bensì per informarlo della situazione bellica del momento e poter prendere una decisione a livello di strategia militare, da applicare in seguito allo sbarco degli alleati anglo-americani in Sicilia e alle difficoltà riscontrate.

Mussolini, che appare fiducioso e sicuro di sé, da tempo però è oggetto del malcontento di alcuni gerarchi, che trovano in Dino Grandi il loro portavoce. La situazione è grave e richiede decisioni chiare e capaci di creare una reale svolta nella guida del governo.  Terminata la relazione introduttiva, seguita da non poche critiche, prende la parola Grandi che si appresta a leggere il documento preparato e firmato dai dissidenti. Si tratta di un attacco diretto alla persona di Mussolini e di sfiducia nel suo operato, che si trova così con le spalle al muro, costretto ad ammettere tutta la sua colpevolezza.

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luglio 7th, 2017

Eccidio di Reggio Emilia, 7 luglio 1960

by gabriella

57 anni fa, la polizia sparava sulla folla riunita per una manifestazione antifascista, uccidendo 5 operai tra i diciannove e i quarant’anni. I manifestanti protestavano contro l’appoggio esterno del MSI (partito di esplicita ispirazione fascista) al governo democristiano guidato da Fernando Tambroni. Le foto d’archivio. Mimmo Franzinelli racconta la storia dell’eccidio su Wikiradio.

La sera del 6 luglio la CGIL reggiana proclamò lo sciopero cittadino di protesta contro le violenze dei giorni precedenti. La prefettura proibì gli assembramenti nei luoghi pubblici e concesse unicamente i 600 posti della Sala Verdi per lo svolgimento del comizio.

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giugno 2nd, 2017

Fabrizio Gatti, Il naufragio dei bambini

by gabriella

Il servizio dell’Espresso che rivela come la sala operativa della Guardia costiera omise i soccorsi chiesti dai profughi per tre volte, le ultime quando molti erano già in acqua, allontanando la nave Libra che incrociava a poche miglia.

Una telefonata di due minuti e cinquantasette secondi, che pubblichiamo in parte in questa anticipazione, ribalta quanto i vertici della Marina militare hanno fatto riferire alla Camera dal ministro della Difesa, Roberta Pinotti.

L’Espresso, nel nuovo videoracconto “La legge del mare” che vedrete integralmente su questo sito da lunedì 5 giugno, ha raccolto le comunicazioni tra gli ufficiali del Comando della squadra navale della Marina, il Cincnav di Roma, cioè il braccio operativo dello Stato maggiore. E anche le telefonate tra gli ufficiali del Cincnav e la centrale della Guardia costiera.

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giugno 2nd, 2017

2 giugno 1946: la repubblica, il voto delle donne

by gabriella

Era un giorno bellissimo, quando i presentimenti neri mi opprimono
penso a quel giorno e spero.

Anna Banti

e_nata_la_repubblica_italianaUn tempo il 2 giugno era la festa della Repubblica, non delle forze armate. Il commento di Ascanio Celestini, tratto da Il fatto quotidiano.

Perché il 2 giugno si festeggia con una parata militare? Si celebra la Repubblica non un colpo di stato. Un motivo ci sarà. Forse più d’uno anche se non riesco ad inquadrarlo nell’Italia del 2014. Non sono esperto di divise, né di celebrazioni.

Qualche decennio fa l’Italia ha chiuso col passato monarchico dopo aver sconfitto quello fascista. C’è stato un referendum che ha aperto il nostro paese alla democrazia. Dovremmo sfilare con matite copiative, schede e urne elettorali. E invece in piazza ci stanno pistole e fucili. Sa la nostra Repubblica democratica è fondata sul lavoro potremmo sfilare coi lavoratori. Anche quello del militare lo è. E in una sfilata di lavoratori democratici (nonostante qualche tentennamento rispetto all’articolo 11 della Costituzione) i militari ci possono stare. Fino a qualche anno fa la leva era obbligatoria e, in un modo o nell’altro, era un esercito di popolo. Ma ora è sotto molti punti di vista un mestiere come tanti altri.

Anche loro avrebbero diritto ad esserci, ma non loro soltanto. Anche operai e contadini, insegnanti e bidelli, artigiani e artisti. E pure i precari e i disoccupati. Sarebbe più allegra una parata dove spunta solo qualche pistola in mezzo ad una selva di zappe e chiavi inglesi, gessetti e cancellini, scalpelli e martelli, trombe e tamburi […].

maggio 28th, 2017

28 maggio 1974, Piazza della Loggia

by gabriella

piazza della loggiaStrage_della_Loggia_esplosioneIl 28 maggio 1974, una bomba esplode in Piazza della Loggia, a Brescia, durante una manifestazione antifascista, uccidendo otto persone (cinque giovani insegnanti, tre operai, un pensionato) e ferendone oltre cento.

Quarant’anni dopo la strage, la Cassazione ha riaperto il caso giudiziario autorizzando un nuovo processo d’appello contro l’assoluzione dei neofascisti imputati nel delitto: il medico veneziano Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte, uomo dei servizi infiltrato in Ordine Nuovo. La verità giudiziaria è arrivata 43 anni dopo con la loro condanna.

«Ora gli italiani sanno che l’inquinamento delle prove, i depistaggi investigativi, le connivenze degli apparati dello stato con l’eversione neofascista erano parte di una vita democratica incompiuta e minacciata».

Alfredo Bazoli, padre di Giulietta, 34 anni, insegnante

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maggio 15th, 2017

Gli stereotipi sulle migrazioni

by gabriella

Detroit nel 1900Un modulo di storia sugli stereotipi intorno alle migrazioni di Cesare Grazioli, uscito su Novecento.org, n. 4, 2015.

Premessa: perché tematizzare gli stereotipi sulle migrazioni

Tra le molte questioni “socialmente vive” legate al tema Nord/Sud del Mediterraneo, quella delle migrazioni è senza dubbio la più intensa, quella che più di ogni altra è impressa nelle menti, nei cuori e nelle pance degli studenti, attraverso i più diversi canali (dalle immagini televisive sulle “tragedie del mare”, ai commenti captati in famiglia, alle battute tra coetanei). Queste “preconoscenze”, è superfluo aggiungerlo, sono basate in gran parte su luoghi comuni, stereotipi, pregiudizi, presenti negli studenti come nell’insieme della società. Da questo presupposto mi sembrano ricavabili tre conseguenze:

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maggio 1st, 2017

Storia del Primo maggio, da Piazza Haymarket al Job Act

by gabriella

haymarketThe day will come when our silence will be more
powerful than the voices you are throttling today

Haymarket Martyr’s Monument

HaymarketMartyrs

In alto: Parsons, Fielden, Lingg; al centro Spies; in basso Shwab, Engel, Fisher

La storia del primo maggio affonda le sue radici nelle lotte operaie per le otto ore che infiammarono gli Stati Uniti tra il 1860 e il 1880. Il 4 maggio 1886, uno sciopero a Chicago assunse dimensioni particolarmente vaste. Per disperdere gli scioperanti durante un comizio, le autorità fecero esplodere una bomba in piazza Haymarket. Contro gli scioperanti fu aperto il fuoco.

Iniziò così una rappresaglia di massa contro gli operai, non solo a Chicago, il centro principale del movimento, ma in tutto il paese. Vennero arrestati centinaia di lavoratori ed otto di loro vennero processati. Nonostante non fossero state trovate prove della responsabilità degli operai nell’attentato, il Tribunale di Chicago condannò a morte sette degli imputati: Albert Parsons, August Spies, Samuel Fielden, Michael Schwab, Adolf Fischer, George Engel e Louis Lingg; l’ottavo, l’imputato Oscar Neebe, a 15 anni di carcere. Lingg morì durante la permanenza in carcere. Parsons, Spies, Engel e Fischer vennero giustiziati l’11 novembre 1897.

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