Educazione ai media. Struttura del modulo

by gabriella

1. La comunicazione nella società della partecipazione (participatory culture, 2006 Jenkins)

Distributed cognition The ability to interact meaningfully with tools that expand mental capacities.
Collective intelligence The ability to pool knowledge and compare notes with others toward a common goal.
Judgment The ability to evaluate the reliability and credibility of different information sources.
Networking The ability to search for, synthesize, and disseminate information.
Negotiation The ability to travel across diverse communities, discerning and respecting multiple perspectives, and grasping and following alternative norms.

Smartphone, o della connessione perpetua

 

2. Capire la rete (storia e specificità) (distributed cognition and collective intelligence)

Arturo di Corinto, La vera storia di Arpanet che NON nacque come progetto militare

La rivoluzione digitale

Breve storia di Internet con quadrifarmaco per le intossicazioni da mercato

Arturo Di Corinto, Che cos’è il Dark Web e perché non ci fa paura

Stefano Rodotà, Una costituzione per Internet

 

3. Capire le fonti (judgement and networking)

Domenico Talia, Sciame digitale e psicopolitica

 

Cyberbullismo

1. La Rete non dimentica

Tutto ciò che postiamo o pubblichiamo in rete non si cancella più. Facciamo quindi attenzione a ciò che scriviamo, riflettiamo prima di condividere qualcosa (think before post).

Evitiamo di postare immagini o video dai contenuti forti, spiacevoli e/o privati e facciamo attenzione ad esternare sentimenti, emozioni e pensieri

 

2. Fenomenologia del bullying

2.1 Storie di cyberbullismo

«Le parole fanno più male delle botte»

 




2.2 La specificità del cyberbullismo

Bullismo vs Cyberbullismo

Il cyberbullismo è una variante del bullismo, ma per le caratteristiche della società della partecipazione, gli attacchi dei cyberbulli sono più pervasivi, più incisivi, più dolorosi.

Web Reputation

Entra in gioco infatti la nostra reputazione, non soltanto in uno dei nostri contesti di vita, ma in tutti gli ambiti della nostra esistenza, visto che ogni cosa che facciamo è legata alla nostra immagine virtuale.

Decontestualizzazione

Il cyberbullismo è spesso più violento e aggressivo (rispetto all’immagine della vittima) delle forme di bullismo relazionale che gli individui mettono in atto nei luoghi fisici di incontro e convivenza. Ciò in quanto la comunicazione web è, in genere, meno empatica (e, proprio per questo, più rabbiosa) di quanto lo sia  lo scambio verbale interpersonale offline.

 

2.3 I tipi di azione del cyberbullismo

Flaming

Il conflitto verbale portato all’estremo. E’ il divampare di violenti diverbi e conflitti di opinione che trascendono spesso l’oggetto della discussione e aggrediscono la persona che ha espresso l’opinione.

 

Put down

Sono le azioni dirette a distruggere la reputazione di qualcuno (ad esempio, postare immagini in cui il soggetto fa qualcosa di censurabile)

 

Hacking

Si può bulleggiare hackerando le credenziali di un profilo d’accesso a un social network e pubblicando contenuti con quel profilo  (Afterschholup).

 

Sexting

E’ l’invio via Internet di immagini o messaggi a sfondo sessuale che il ricevente, a cui sono stati inviati in via riservata, può diffondere.
Banning
Internet Polling
Cyberbashing

 

 

4. Cosa dobbiamo fare per prevenirlo

Limitiamo la pubblicazione informazioni personali
Evitiamo di pubblicare materiale riservato
Evitiamo il sexting
Non condividiamo le nostre password
Se siamo spettatori, evitiamo di «rinforzare» i bulli
Se siamo vittime, non chiudiamoci in noi stessi

5. Cosa fare in caso di bulleggiamento

Blocchiamo/filtriamo i messaggi
Non cancelliamo i messaggi dei bulli
Cambiamo email, numero di telefono, password
Parliamone con un adulto di fiducia
Teniamo conto che chiedere aiuto non è un segno di debolezza!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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