Loredana Lipperini, Maternità e sacro

by gabriella

lippariniPerché nella maternità adoriamo il sacrificio? Donde è scesa a noi questa inumana idea dell’immolazione materna?

Sibilla Aleramo, Una donna, 1906

Di mamma ce n’è più d’una” è l’ultimo libro della trilogia dedicata da Loredana Lipperini alla condizione femminile – dopo Ancora dalla parte delle bambine (2007), e Non è un paese per vecchie (2010) usciti per Feltrinelli.

Quest’opera analizza la fase centrale della vita di una donna, segnata dall’esperienza della maternità (o del suo rifiuto):

La scelta del materno, in Italia, è una scelta che pesa come un macigno. Eppure l’immaginario ci sospinge verso la madre equilibrista e onnipresente.

Mito pericoloso e sovraccaricante, come mostrano i casi di cronaca degli ultimi decenni, che ha inoltre contropartite simboliche e psicologiche non meno inquietanti:

L’investimento eccessivo sui figli sta contribuendo al fiorire di un narcisismo generazionale che li danneggia. Quella che nasce come una sana autostima può rapidamente tramutarsi in una percezione di sé gonfiata, in un egocentrismo in base al quale tutto sembra dovuto. Di pari passo con l’autostima cresce anche l’incidenza di ansia e depressione.

Le conseguenze sono sotto agli occhi di tutti, basta farsi un giro su internet, spiega Lipperini:

A chi non è capitato, di questi tempi, di imbattersi in quel rancore sordo di cui la rete trabocca? Un rancore fatto di ambizioni frustrate che si trasforma in odio, subito, al primo rifiuto?

Un tema affrontato nel libro è la domanda su quante possibilità hanno i padri di contribuire seriamente alla crescita del figlio? Quante possibilità lascia loro una società che ha stigmatizzato la madre quale angelo esclusivo del focolare? Cambiano le famiglie, eppure non cambiano le loro rappresentazioni mediatiche o religiose. Cala il tasso di nuzialità – anche se molti sono disposti a fare follie per esibire una cerimonia matrimoniale extra-lusso – e i figli tendono a prolungare la permanenza sotto al tetto d’origine, ad esempio. A riprova delle mutazioni, Loredana Lipperini segnala un workshop dell’Istat (2011), in cui le metamorfosi del nucleo vengono passate in rassegna punto per punto:

ci si separa di più (più 37% rispetto al 1998 e una crescita dei divorzi in ragione del 62%), aumenta l’età media alla nascita del primo figlio (da 26,9 a 30) e triplica la quota di nascite naturali: dal 6,5% al 20,4% nel 2009.


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  1. Preghiera

    con le calze di nylon o scalza
    stracolma d’orgoglio o curva come l’amore
    ramoscello o patibolo
    beccamorto o ballerina al vento
    lo stesso vento ma fetido di porci
    polline che dà la tosse o rosa
    fantastica crudele diversa da tutto

    fare a meno dell’apparecchiatura
    da sala operatoria
    essere immune da ogni danno fisico
    conoscere l’amore senza eccezione
    essere santa in qualsiasi forma
    Patty Smith

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