Michel Foucault, Lineamenti pedagogici della vita non fascista

by gabriella

Uno stralcio della Prefazione scritta da Michel Foucault per l’edizione americana dell’Anti-Oedipe di Deleuze e Guattari  (1977), oggi nel terzo volume di Dits et écrits (Paris, Gallimard, 2001, pp. 133-136), contenente otto punti per scongiurare il ritorno della chiusura autoritaria, identitaria, comunitaristica nelle forme di aggregazione e nella lotta politica. Ed evitare, soprattutto di amare

«il nemico maggiore, l’avversario strategico: il fascismo (laddove l’opposizione de L’Anti-Edipo agli altri suoi nemici costituisce semmai un impegno tattico). E non soltanto il fascismo storico di Hitler e Mussolini, che ha saputo mobilitare e impiegare così bene il desiderio delle masse, ma anche il fascismo che è in noi, che possiede i nostri spiriti e le nostre condotte quotidiane, il fascismo che ci fa amare il potere, desiderare proprio la cosa che ci domina e ci sfrutta.

Si potrebbe dire che l’Anti-Edipo sia un’introduzione alla vita non fascista. Questa arte di vivere contraria a tutte le forme di fascismo affermate o vicine ad esserlo si accompagna ad un certo numero di principi essenziali che riassumerei come segue se dovessi fare di questo libro un manuale o una guida di vita quotidiana:

* Liberate l’azione politica da ogni forma di paranoia unitaria e totalizzante;

* Fate crescere l’azione, il pensiero e i desideri per proliferazione, giustapposizione e disgiunzione piuttosto che per suddivisione e gerarchizzazione piramidale;

* Affrancatevi dalle vecchie categorie del negativo (la legge, il limite, la castrazione, la mancanza, la lacuna), che il pensiero occidentale ha da così tanto tempo sacralizzato come forma di potere e modo d’accesso alla realtà.

* Preferite ciò che è positivo e multiplo, la differenza all’uniforme, il flusso alle unità, i dispositivi mobili ai sistemi. Considerate che ciò che è produttivo non è sedentario, ma nomade;

* Non immaginate che sia necessario essere tristi per essere militanti, anche se quello che si combatte è abominevole. È il legame del desiderio con la realtà (e non la sua fuga nelle forme della rappresentazione) che possiede una forza rivoluzionaria;

* Non utilizzate il pensiero per dare a una pratica politica un valore di verità, né l’azione politica per screditare un pensiero, come se esso non fosse che pura speculazione. Utilizzate la pratica politica come un intensificatore del pensiero, e l’analisi come un moltiplicatore delle forme e dei domini d’intervento dell’azione politica;

* Non esigete dalla politica che ristabilisca dei diritti dell’individuo quali la filosofia li ha definiti, l’individuo è il prodotto del potere. Ciò che occorre è deindividualizzare attraverso la moltiplicazione e lo spostamento i diversi dispositivi. Il gruppo non deve essere il legame organico che unisce degli individui gerarchizzati, ma un costante generatore di “deindividualizzazione”;

* Non vi innamorate del potere.

 

  1. ” […] On pourrait dire que l’Anti-Œdipe est une Introduction à la vie non-fasciste.

Cet art de vivre contraire à toutes les formes de fascisme, qu’elles soient installées ou proches de l’être, s’accompagne d’un certain nombre de principes essentiels, que je résumerais comme suit si je devais faire de ce grand livre un manuel ou un guide de vie quotidienne :

* libérez l’action politique de toute forme de paranoïa unitaire et totalisante ;

* faites croître l’action, la pensée et les désirs par prolifération, juxtaposition et disjonction, plutôt que par subdivision et hiérarchisation pyramidale ;

* affranchissez-vous des vielles catégories du négatif (la loi, la limite, la castration, le manque, la lacune), que la pensée occidentale a si longtemps sacralisées comme forme du pouvoir et mode d’accès à la réalité.

Préférez ce qui est positif et multiple, la différence à l’uniforme, le flux aux unités, les agencements mobiles aux systèmes. Considérez que ce qui est productif n’est pas sédentaire, mais nomade ;

* n’imaginez pas qu’il faille être triste pour être militant, même si la chose qu’on combat est abominable. C’est le lien du désir à la réalité (et non sa fuite dans les formes de la représentation) qui possède une force révolutionnaire ;

* n’utilisez pas la pensée pour donner à une pratique politique une valeur de vérité ; ni l’action politique pour discréditer une pensée, comme si elle n’était que pure spéculation. Utilisez la pratique politique comme un intensificateur de la pensée, et l’analyse comme un multiplicateur des formes et des domaines d’intervention de l’action politique ;

* n’exigez pas de la politique qu’elle rétablisse des “droits” de l’individu tels que la philosophie les a définis, l’individu est le produit du pouvoir. Ce qu’il faut, c’est désindividualiser par la multiplication et le déplacement les divers agencements. Le groupe ne doit pas être le lien organique qui unit des individus hiérarchisés, mais un constant générateur de “désindividualisation” ;

* ne tombez pas amoureux du pouvoir.”

Mai 68: Foucault, Deleuze e Sartre solidarizzano con il movimento studentesco

 

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