Pierre Bayle, Pensieri sulla cometa

by gabriella

I brani seguenti sono tratti dai Pensieri sulla cometa (1682), testo polemico redatto da Pierre Bayle in occasione del passaggio di una cometa nel 1705 dedicata ad Halley, l’astronomo che ne calcolò l’orbita – che era stato sfruttato propagandisticamente dalla Chiesa cattolica e dalla cultura d’apparato per diffondere l’idea di imminenti castighi divini e instillare odio contro chi non si conformasse alla religione e alla visione del mondo dominanti.

Fingendosi «cattolico romano» e impegnato in un dialogo epistolare con un «dottore della Sorbona», Bayle affronta una lunga disamina delle cause psicologiche, politiche, filosofiche e storiche della mentalità che attribuiva all’ira di Dio fatti e prodigi naturali e nel corso dell’opera ne dissolve le premesse, descrivendo l’eticità di un mondo ateo e argomentando conclusivamente che la coscienza morale è più profonda e fondamentale di quella religiosa e confessionale e costituisce anzi, l’unica base della comunicazione e del confronto tra gli uomini.

I Pensieri sulla cometa, insieme al Dizionario storico critico (è accessibile in rete il testo in lingua originale) furono tra i primi strumenti di critica militante che i Lumi opposero alla superstizione, all’oscurantismo e all’uso strumentale della paura e della credulità popolare.

Né la tradizione generale, né l’unanime consenso degli uomini possono sostituirsi alla verità, altrimenti bisognerebbe anche ammettere che le superstizioni sugli auguri e sui prodigi, che i Romani avevano apprese dagli Etruschi, e tutte le sfrontatezze dei pagani sulle divinazioni, fossero altrettante verità incontestabili, visto che tutti ci credevano, come credevano ai presagi delle comete.

Pensieri sulla cometa, (Roma-Bari, Laterza, 1979, 45, p. 91)


No Responses to “Pierre Bayle, Pensieri sulla cometa”

  1. Chissà perché mi vengono in mente le considerazioni di Roberto De Mattei, Vice Presidente del CNR (ripeto: Vice Presidente del CNR), su Radio Maria a proposito dello Tsunami 2011, citando l’arcivescovo di Rossano Calabro Mazzella:
    … Le grandi catastrofi sono una voce terribile ma paterna della bontà di Dio… Se la terra non avesse catastrofi eserciterebbe su di noi un fascino irresistibile e dimenticheremmo che è un luogo di esilio… Le catastrofi sono un’esigenza della giustizio divina…
    Se Bayle sentisse queste oscenità teologiche probabilmente penserebbe di essere precipitato in pieno medio evo anziché proiettato nel XXI secolo…
    Nel caso non lo avessi già ascoltato ti allego il link dell’intero sproloquio, nove minuti da non perdere.

    http://www.diredonna.it/radio-maria-de-mattei-del-cnr-tsunami-in-giappone-dono-di-dio-32144.html

    • già, non mi era tornato in mente, ma l’anno scorso quella dichiarazione non era passata inosservata. Non so se mi colpì di più quella o il confronto dei TG nazionali con quelli tedeschi e inglesi sulla contaminazione nucleare .. Grazie di condividere con me tutto questo.

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