Se 18 ore vi sembran poche

by gabriella

18 ore18 ore di cattedra significano

Nel mio caso (ma c’è a chi va peggio): 130 studenti, 130 compiti a settimana da correggere, 130 verifiche al mese da progettare, correggere, restituire con commento appropriato, 130 genitori da ricevere o contattare trimestralmente, 18 ore di lezioni da progettare, studiare, ripensare o modificare.

Non includono

Le ore di presenza a scuola tra una lezione e l’altra [usate per programmare o progettare iniziative con i colleghi della stessa classe, comunicare con le segreterie-con il dirigente, preparare materiale didattico], le riunioni pomeridiane del Collegio, dei Dipartimenti, dei consigli di classe, per gli scrutini, per i colloqui con i genitori, per le elezioni della componente genitori, per la consegna delle pagelle, per i corsi di recupero.

Tre mesi di ferie?

Le lezioni terminano alla fine della prima settimana di giugno. Durante la seconda si riuniscono i Dipartimenti e iniziano i corsi di recupero. Nella terza iniziano gli esami di stato, che si protraggono fino a metà luglio. Poi iniziano le ferie che finiscono il 20 o 25 agosto, quando ricominciano i corsi di recupero, seguiti dagli esami di settembre e dagli scrutini. Il primo settembre si riunisce il Collegio e iniziano gli scrutini, si riuniscono anche i Dipartimenti, la settimana dopo iniziano le lezioni del nuovo anno scolastico.

Per tutto questo un insegnante percepisce nel primo decennio di impiego uno stipendio variabile tra i milleduecento e i milletrecento euro, a seconda delle detrazioni e carichi familiari, per tredici mensilità, successivamente, lo stipendio aumenta di poche decine di euro al mese (peraltro i cosiddetti “scatti di anzianità” ci sono stati già “congelati”).

Risulterà quindi chiaro che gli insegnanti sono il personale della pubblica amministrazione meno pagato (in assoluto e in rapporto alla qualifica) e più oberato di lavoro qualitativamente sensibile e quantitativamente, già oggi, insostenibile.

Per questo siamo in agitazione e stiamo discutendo le forme di protesta.

A tutti gli insegnanti

Già, perché abbiamo una folla di colleghi, persino sensibili, che non sciopererebbe nemmeno se la ripagassero con premio di produzione, perché convinta che la protesta in sé sia un’arma del passato e che oggi i “moderni” non possano che sedersi a “un tavolo” e discutere razionalmente della migliore delle scuole possibili. Riconoscerete il collega cislino.

Abbiamo poi una folla di colleghi, persino sensibili, che sciopera solo se è il PD-CGIL a dirci che abbiamo di che essere arrabbiati e non perché non lo capisca da sé, ma perché ogni altra forma di resistenza a questo stato di cose é di-per-sé-minoritaria-e-dunque-velleitaria. Riconoscerete il collega piddino e/o cigiellino, quello che ti dice spassionatamente che là, cioè in quelle scelte antipopolari ma “di mediazione” di cui il suo partito-e-sindacato sono maestri, si esaurisce l’orizzonte del possibile (va da sé che se il terzo stato avesse avuto il PD alla sua testa saremmo ancora nell’ancien régime) .

C’è poi il collega, la collega, che ti siede a fianco ad ogni riunione e si chiede con te quali forme non abbiamo ancora pensato per far alzare il professorale didietro dalla sedia e capire che non c’è più tempo per salvare la scuola pubblica e che ci stiamo giocando non solo la sorte dei colleghi precari (colpevoli solo di essere più giovani di noi e talvolta nemmeno di quello), o di scongiurare la prospettiva di un lavoro schiavile, estorto e non retribuito con il ricatto di ulteriori tagli, ma l’opportunità stessa di dare a tutti un’istruzione che ne faccia soggetti capaci di pensiero e quindi di protesta, capaci cioè di pretendere per sé e per noi la propria parte di futuro.

Senza questa componente di pensiero, di intelligenza delle cose (che richiede la conoscenza storica almeno degli ultimi trent’anni di vita politica e sindacale italiana), ogni forma di protesta rischia di vederci in pochi, perché i “tanti” sono ancora mobilitabili a comando proprio dai partiti e dai sindacati che in questi 30 anni (appunto) hanno determinato lo stato di cose presente e andrebbero per questo non tempestati di mail di protesta, ma assunti consapevolmente a nemico da battere per ricostruire l’Italia e la sua scuola pubblica.

Oggi però é possibile, con la minaccia della cattedra a 24 ore, che il pacifico gregge degli insegnanti mainstream si spazientisca e cominci a dubitare dei buoni propositi del pastore che li ha fin qui guidati. D’altra parte, é solo quando il fattore impugna il coltello che l’agnello comprende la verità: la filosofia nasce dalla meraviglia.

E un altro mondo non può nascere «until lambs became lions».

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24 Comments to “Se 18 ore vi sembran poche”

  1. Ciao Gabriela, mi sono iscritta da te, ma dico subito che non commento la politica 😉 abbi una serena settimana Rebecca

    • come mai? hai fatto voto di prenderle tacendo? Mi stai prendendo in giro ..

      • Io di principio non parlo di politica, lascio solo il mio voto.. 😉

        • ma come matura la tua scelta se ti senti cittadina solo per cinque minuti ogni cinque anni?

          • Ora ti spiego una cosa non sono mai andato a voltare, ne in austria mio paese natale, e nemmeno qui in italia.. per me la politica è un business, ognuno dei politici pensa ai soli e propri interessi… anche se andrei votare non cambia niente, perche sono sempre loro che comandano… la politica e la piaga anzi il cancro del mondo.. non sono una ignorante, rispetto la legge pago le mie tasse, e voglio vivere in pace con chi mi sta intorno… tutto qui

            • se le cose stessero come dici (vivo da giusto e chiedo solo che la politica mi lasci in pace) nessuno potrebbe obiettare. Il problema é che è la politica a interessarti di te, quando le sue scelte ti danno o non ti danno un lavoro, una casa, una scuola che funzioni, un ospedale che ti curi … Non hai dunque che una scelta: pensare ed agire da protagonista della tua vita o subire passivamente le scelte di altri.

              Per quanto mi riguarda, prima di morire voglio vivere, possibilmente una vita da essere umano, libera e ad occhi aperti (sapere aude: abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza http://www2.units.it/storia/Docenti/Abbattista/Moderna_03/Kant_Was%20ist%20aufklaerung.htm)

              • Allora non credo che ho mancanza di intelligenza se non seguo una politica da cui sopratutto non posso apettare nulla di buono…

                • é proprio perché da questa politica non possiamo aspettarci nulla di buono che dobbiamo cominciare ad occuparcene (guarda che Kant non parla di mancanza di intelligenza, ma di mancanza di coraggio nell’uso della propria intelligenza).

                • Io penso per me e meglio di impegnarmi in cose dove poi alla fine vedo veramente cambiamenti.. lavoro come volontaria in un canile, e questo mi regala serenità e flicità… non ho fiducia in un governo creato da uomini senza buon senso e rispetto… viviamo in un mondo brivo d’amore, siamo giudati soltanto dal nostro egoismo… e pensiamo soltanto al nostro benessere… e la vera fratellanza e una parola estranea… vedo che un cane sa donare amore e se stesso a cui che lo vuole bene… una cosa di cuoi non siamo essere capace… la politica e un pò come la religione tanti predicatori e niente fatti…

                • capisco bene il tuo punto di vista: oggi le persone migliori sono portate ad allontanarsi con disgusto da questo spettacolo, eppure è proprio ciò che non ci possiamo permettere se vogliamo che cambi. Persino i tuoi cani, se potessero, ti chiederebbero di scegliere un amministratore comunale che investa nella chiusura dei lager per animali e promuova parchi, assistenza e cure ai randagi, sostegno alle adozioni dei meticci ..

                • Sei simpatica, io pensavo un paio di anni fa il successo mi regala sodisfazione, noi mio marito e io ervaviamo anche attivo in un gruppo politico qui a Verona.. pensavo di realizzare qualcosa di grande.. ma l’unica cosa che ho ottenuto da questa vita stressante un infarto… oggi prendo la vita dal aspetto positivo, evito la tv e tutto quello trasmette negatività… ho trovato un vero senso nella mia vita dedicare il mio amore a persone che hanno bisogno e ai miei fratelli gli animali… e questo mi rende felice … si ci sono canili lager… ed io non posso cambiare il mondo ma posso dare il meglio di me per rendere qualche essere vivente felice… e questo voglio fare … sperò che mi capisci …

                • ti capisco benissimo e ti ringrazio della tua cortesia, ma se c’è una qualità di cui oggi mi sento sprovvista é proprio la simpatia. Rido e scherzo continuamente con i miei studenti, eppure non c’è allegria, solo affetto e rabbia.

                • so cosi gira il mondo… e triste ci mancano i buoni valori come una volta… ti credo un donna in gamba, hai una grinta persone come te fanno bene alla nostra società..

                • grazie, dobbiamo crescere e moltiplicarci 🙂

                • siamo già in tanti… sarebbe meglio che si sveglia la nostra coscienza…

          • ops vollevo dire votare ovviamente

  2. C’è un proverbio che esprime con uno splendido anacoluto la situazione che descrivi, e che è estensibile dalla categoria degli insegnanti a tutti i lavoratori: “Chi si fa pecora, il lupo se lo mangia”.
    E’ in corso una sistematica spoliazione di diritti che sta facendo precipitare la qualità della democrazia e dello stato sociale a livelli fino a pochi anni fa impensabili, e tuttavia le reazioni sono a dir poco tiepide, con un’arrendevolezza sindacale che non riesco a spiegarmi e uno spirito di accettazione da parte dei lavoratori altrettanto misterioso.
    Ci siamo fatti pecora… Mi chiedo quando è successo, e come è potuto accadere.
    Qualche tempo fa pensavo che la gente, con tutta evidenza, avesse ancora troppo da perdere per ribellarsi; ora però quel “troppo” per i più si è esaurito, e tuttavia non vedo ancora segnali che facciano pensare a un’imminente cambio di atteggiamento. Si lotta, e duramente, in Spagna, in Grecia, in Portogallo – perfino in Francia; qui invece i sindacati – quei sindacati che dovrebbero promuovere un coordinamento a livello europeo e invece non riescono neppure ad armonizzarsi a livello nazionale – minacciano, evocano, preannunziano senza decidersi a proclamare alcuna concreta forma di protesta.
    Nel frattempo il lupo si sta rimpinzando.

    • la risposta che mi do alla tua e nostra domanda é contenuta in questo post polemico e si chiama “ideologia”: abbiamo assorbito via centro sinistra tutta la docilità che oggi esprimiamo. In nessun altro paese come nel nostro si è infatti assistito al sistematico disinnesco di ogni accenno di insofferenza popolare, e non é certo stata la destra a compiere il miracolo. Una stampa asservita, un sistema di partiti delegittimato, un sindacato connivente o prono, hanno potuto tanto.

      So che é difficile crederlo, ma i miei colleghi non scioperano proprio per le ragioni che ho descritto. C’è da ricostruire tutto, Mauro.

  3. La capacità di contenere i mutamenti sociali, l’innovazione in tutti i sensi,costituisce il successo più evidente della nostra società, in grado di domare e deviare le forze che possono perturbare il sistema, a mezzo della razionalità tecnologica, del potere consumistico e mediatico.
    Ciascuno è indotto a scegliere nel variegato “supermercato” consumistico,la soddisfazione immediata di un suo bisogno,desiderio, impulso o pulsione.
    La nostra società è vecchia, prima di tutto anagraficamente, i giovani a loro volta sono indotti a rifugiarsi nella sottocultura contagiosa dei consumi ed a desiderare “tutto e subito”.
    La scuola, forse il più colossale investimento del paese in termini economici, ma soprattutto di valore, dalla materna all’università coinvolge 10 milioni di persone, manca a mio modo di vedere, di leaders educativi.
    Essa deve svolgere il ruolo che Dante nel XXII Canto del Purgatorio affida a Virgilio:”facesti come quei che va di notte…”. La scuola come grande fucina di pensiero per formare i giovani.
    Comprendo il tuo stato d’animo…..c’è una possibile meta, ma intorno c’è il deserto, si tocca con mano il vero senso della solitudine.
    Bisogna avere una feroce determinazione, la battaglia che conduci è giusta…la speranza ha senso quando c’è disperazione.
    Grazie per il tuo impegno.

    • grazie a te Piero, forse é un po’ eccessivo dichiararmi erede di Virgilio, ma nel mio piccolo mi batto.

      • Volevo dire che la scuola, i docenti, devono illuminare, fare luce, formare….va bene se ti considero erede di …..Prometeo?
        Condivido la tua analisi sulle cause del disastro non solo nella scuola.
        Direi che i principi enunciati dal Guicciardini il “particulare” permeano la vita di molti di noi.
        Posso aggiungere una piccola cosa? Come possono parlamentari che non hanno neanche superato il primo scoglio pubblico valoriale, ad esempio la laurea, promuovere e valorizzare la scuola, la cultura?Mi riferisco in particolare a Veltroni…perito cinematografico, D’alema…non laureato, Rutelli…non laureato, l’ex ministro Matteoli….geometra e tanti altri che magari hanno superato tale scoglio con l’aiuto del partito di appartenenza.
        Voglio dire che questa gente ha introiettato un’abissale frustrazione che cerca di colmare…compensare con l’occupazione delle cariche pubbliche.
        Con questo non voglio dire che la politica deve essere appannaggio solo dei laureati….ci mancherebbe. Anzi ritengo che al posto di banchieri o uomini delle grandi banche, imprenditori più o meno di successo,potrebbero ben figurare come protagonisti anche in importanti cariche pubbliche, operai…impiegati….insomma gente che sa che vuol dire vivere col sudore della propria fronte.
        Con simpatia
        Piero

        • in effetti, credo che la frustrazione di cui parli sia molto più diffusa della ristretta cerchia dei potenti illetterati: una volta tanto ecco una delle colpe vere della scuola (don Milani, tra gli altri, ce le ha illustrate impietosamente).

          Erede di Prometeo? Certo, ogni testa calda (insegnante o meno) lo è a buon diritto. Come scriveva Marx nella sua tesi di laurea:

          La confessione di Prometeo «francamente io odio tutti gli dèi», è la confessione della filosofia, la sua sentenza contro tutte le divinità, celesti e terrestri […] Nessuno può starle al fianco. Alle tristi lepri marzoline che gioiscono dell’apparentemente peggiorata condizione civile della filosofia, essa replica quanto Prometeo replica al servo degli dèi, Ermete: «Io ti assicuro, non cambierei la mia misera sorte con la tua servitù. Molto meglio stare qui incatenato a questa rupe piuttosto che essere fedele messaggero di Giove». Prometeo, questo personaggio indocile, ribelle, indisciplinato, che non accoglie la tirannide di Zeus, è il più grande santo e martire del calendario filosofico.

          Ciao

  4. STRALCIO IN COMMISSIONE BILANCIO?

    Registro a scuola la nuova impennata di illusione/disillusione salvifica in relazione allo stralcio delle 24 ore in Commissione Bilancio http://www.flcgil.it/rassegna-stampa/nazionale/mancato-stralcio-delle-ore-24-in-commissione-bilancio-chiarimento-del-pd.flc.

    Gli insegnanti italiani stiano tranquilli, il PD farà in modo di stralciare il provvedimento (di cui è responsabile avendo votato fiscal compact e spending review), salvo reintrodurlo ad agosto “non potendo fare diversamente”, cioè giusto dopo aver conquistato il consenso di una categoria che non batte ciglio davanti ai licenziamenti dei colleghi precari e si ricorda di tenersi informata solo quando viene investita da un treno.

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