Posts tagged ‘Accademia’

marzo 28th, 2017

Platone

by gabriella

Platone, cioè la filosofia

Platone

Platone (427 – 347 a. C.)

L’intera storia della filosofia non è che
note a margine al pensiero di Platone.

Alfred  N. Whitehead

  1. Eutifrone, Apologia, Critone, Fedone [commento al Fedone]
  2. Cratilo, Teeteto, Sofista, Politico
  3. Parmenide, Filebo, Simposio, Fedro
  4. Alcibiade maggiore, Alcibiade minore, Ipparco, Amanti
  5. Teagete, Carmide, Lachete, Liside
  6. Eutidemo, Protagora, Gorgia, Menone
  7. Ippia maggiore, Ippia minore, Ione, Menesseno
  8. Clitofonte, Repubblica, Timeo, Crizia
  9. Minosse, Leggi, Epinomide, Lettere

 

Audiolezioni: 1. La vita come parresia e il significato pratico (o politico) della filosofia2. L’opera e l’evoluzione del pensiero platonico; 3. Il problema della giustizia: Protagora, Gorgia, Lettera VII; 4. Il problema della conoscenza: Teeteto (1; 2), Menone, Simposio; 5. La verità come educazione dell’anima; 6. L’intrasmissibilità della conoscenza: Fedro, Lettera VII; 7. Conoscenza e città giusta; 8. L’anima e la natura umana: Fedone, Fedro, Repubblica; 9. Giustizia, uguaglianza e libertà nella Repubblica; 10. L’idea, la sua esistenza e il rapporto con il mondo sensibile: Parmenide, Sofista.

 

Il senso della filosofia platonica

Platone, il cui nome era in realtà Aristocle, è secondo Diogene Laerzio (Vite dei filosofi, III) il soprannome forse attribuito al filosofo dal suo maestro di ginnastica in virtù della fronte spaziosa o delle spalle ampie o, secondo un’altra interpretazione, in virtù di quell’ampio stile (in greco platus significa infatti “ampio”) che da sempre riempie d’ammirazione.

Appartenente a una famiglia dell’aristocrazia ateniese che vantava una discendenza da Codro e Solone, Platone fu allievo del filosofo eracliteo Cratilo, poi di Socrate la cui morte rappresenta una svolta decisiva nella sua riflessione. Il problema della giustizia, di cosa essa sia e se sia conoscibile e insegnabile è dunque il movente essenziale della sua ricerca; come ha scritto Alexandre Koyré

tutta la vita filosofica di Platone è stata determinata da un avvenimento eminentemente politico, la condanna a morte di Socrate.

Il problema che la morte del maestro pone al filosofo è quindi quello di rifondare la città e riportarvi la giustizia, dopo la dimostrazione che nessuna forma di stato è per se stessa garante di buon governo (Socrate è condannato dalla corrotta democrazia ateniese succeduta al governo sanguinario dei trenta tiranni).

In Platone, come già per Socrate, la ricerca della verità non è mai dunque fine a se stessa, ma in funzione dell’azione, cioè della trasformazione di se stessi e della vita pubblica, della polis.

 

 

 

La vita come parresia e il significato pratico (o politico) della verità

morte di Socrate

La verità è un fatto di giustizia, non solo di forma logica.

Michel Foucault, Discorso e verità nella Grecia antica

La funzione pratica, non intellettualistica, della filosofia è testimoniata dalla vita di Platone nella quale la ricerca filosofica è sia dialogo, cioè ricerca, esercizio in comune del pensiero, che pratica della giustizia e coraggio della verità. Come racconta Diogene Laerzio nelle Vite dei filosofi, Platone fu quindi parresiastes (vedi anche Parresia) ebbe, cioè, come Socrate il coraggio della verità.

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maggio 5th, 2016

Aristotele, Protreptico

by gabriella

aristotele

Raccolgo i passi più significativi dell’Esortazione alla filosofia di Aristotele – nell’edizione curata da Diego Fusaro – con uno stralcio del saggio introduttivo dedicato all’opera da Enrico Berti [E. Berti, Protreptico, Torino, UTET, 2008, pp. XXIII-XVIII].

Se si deve filosofare, si deve filosofare e se non si deve filosofare, si deve filosofare; in ogni caso dunque si deve filosofare. Se infatti la filosofia esiste, siamo certamente tenuti a filosofare, dal momento che essa esiste; se invece non esiste, anche in questo caso siamo tenuti a cercare come mai la filosofia non esiste, e cercando facciamo filosofia, dal momento che la ricerca è la causa e l’origine della filosofia.

Aristotele, Protreptico

Nell’anno 353 a.C. Isocrate scrisse un’orazione intitolata Antidosis, che significa “scambio”, perché in essa, a riprova della sua innocenza dall’accusa di essersi arricchito illecitamente, il famoso retore si dichiarava disposto a scambiare tutti i suoi beni con quelli dei  suoi accusatori. In essa egli fece l’apologia di tutta la propria vita, rispondendo anche alla polemica condotta contro di lui dagli Accademici [Antidosis, 258]. A costoro si riferiscono infatti inequivocabilmente alcuni paragrafi dell’Antidosis, in cui Isocrate allude a certi ferventi dell’eristica che calunniavano i discorsi comuni e utili, non ignorando il valore di essi né quanto rapidamente essi giovino a chi li usa, ma sperando così di rendere più stimabili i propri [Antidosis, 258]. Nella denominazione di eristi, Ioscrate acomuna tutti i socratici, noti per le loro discussioni dialettiche, ma tra essi distingue i platonici, che disprezzano il valore dei discorsi utili e tuttavia sanno il valore della retorica. Da questi Isocrate dichiara di essere stato attaccato aspramente [Antidosis, 259-60] – accennando sicuramente all’esordio del corso di retorica tenuto da Aristotele:

«é turpe tacere e lasciare che parli Isocrate».

[Aristotele aveva peraltro tacciato di servilismo lo scritto isocrateo dedicato a Grillo, figlio di Senofonte, in occasione della morte in battaglia del giovane nel 362. NDR.] e a lui risponde mediante una valutazione critica della paideia accademica.

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agosto 20th, 2013

Centri culturali e luoghi di produzione del sapere nell’Umanesimo

by gabriella

L’accademia

marsilioUn’istituzione nuova, tipica del 1400 (perché nata in stretta interdipendenza con la corte) è l’accademia. Poiché tra gli intellettuali umanisti diventa sentito il carattere “dialogico” della cultura, cioè che la cultura si produce essenzialmente nello scambio di idee, nel confronto e nella discussione libera, nasce l’esigenza di trovare un’istituzione, un luogo in cui poter esercitare tutto questo. E siccome siamo in un’epoca in cui prevale l’imitazione dei classici, si prenderà come riferimento l’accademia platonica, per il fatto che tutto il suo pensiero è basato proprio sul dialogo. Si tratta dunque di cenacoli dove persone dotte, spesso amiche tra loro, si riuniscono per conversare, per discutere, per scambiarsi opinioni e per condurre una vita comune.

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marzo 9th, 2012

La paideia filosofica, Platone

by gabriella
Platone

Platone (427 – 347 a. C.)

La riflessione di Platone (427 – 347 a. C.) prende avvio dallo scandalo dell’uccisione di Socrate decretata dalla corrotta polis democratica il cui governo era succeduto a quello sanguinario e tirannico dei trenta. Il problema che la morte del maestro pone al filosofo è quindi quello di rifondare la città e riportarvi la giustizia, dopo la dimostrazione che nessuna forma di stato è di per sé garante di buon governo.

 

La vita come parresia

La funzione spiccatamente pratica (non astratta o intellettualistica) della filosofia è testimoniata dalla vita di Platone, nella quale la ricerca filosofica è, inscindibilmente, esercizio in comune del pensiero, pratica della giustizia, coraggio della verità. Come racconta Diogene Laerzio nelle Vite dei filosofi, Platone fu quindi parresiastes ebbe, cioè, come Socrate il coraggio della verità a rischio della vita e dell’onore.

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