Posts tagged ‘bioetica’

marzo 26th, 2018

Marco Lorenzi, Senzienza, antispecismo e aborto

by gabriella

embrioniTraggo da Asinus novus l’intervento di Marco Lorenzi nel dibattito bioetico sull’acquisizione dei diritti soggettivi da parte dei viventi.

Amavo tutti gli animali a sangue caldo, che hanno un’anima come la nostra e con i quali – così pensavo – ci comprendiamo d’istinto, perché essi sono così vicini a noi e partecipano della nostra ignoranza. Siamo accomuinati ad essi da gioia e dolore, amore e odio, fame e sete, paura e fiducia – da tutti gli aspetti essenziali dell’esistenza, ad eccezione della parola, di un’acuta coscienza, della scienza.

Carl Gustav Jung, Ricordi, sogni, riflessioni 

Il dibattito etico sui diritti degli animali e sull’aborto condividono una strana sorte, quella di essere da sempre funestati dallo stesso problema e di aver bisogno dello stesso approccio razionale per giungere ad una soluzione condivisa. Il problema che accomuna i dibattiti è la palese inadeguatezza delle argomentazioni addotte dalle parti che si contrappongono nel dibattito pubblico, incapaci di andare al di là di slogan strillati tanto più forte quanto meno sono ragionati.

Gli antiabortisti sostengono che l’aborto equivale ad un omicidio dato che la persona umana è “sacra” fin dal concepimento. Dal mero incontro tra uno spermatozoo e un ovocita umano si avrebbe la creazione di una “persona” che in quanto umana è “sacra” e dunque da difendere a qualunque costo. In una prospettiva antiabortista cristiana l’immoralità dell’aborto è dunque assoluta, implicita nella stessa idea che si possa sopprimere una vita umana a qualunque stadio, per qualunque motivo. Seguono le solite accuse di omicidio per le donne che abortiscono e per i medici che praticano interruzioni di gravidanza oltre che di eugenetica nazista in caso di aborto di feti portatori di patologie congenite.

Nel dibatto pubblico i fautori della liceità dell’aborto spesso rispondono a queste accuse con argomentazioni francamente deboli, non decisive e che comunque non affrontano alla questione etica di fondo sollevata dagli abortisti. Argomentare infatti che l’aborto legale è il minore dei mali perché si minimizzano i rischi per la salute delle donne o che queste ultime hanno il diritto di gestire liberamente il loro corpo e dunque anche la gravidanza e la sua interruzione, è pienamente legittimo solo dopo aver argomentato persuasivamente che lo status morale dell’embrione e del feto è fondamentalmente diverso da quello del neonato o dell’adulto.

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novembre 30th, 2014

Walter Piludu, Ho la SLA, voglio decidere quando morire

by gabriella

Tratto da Repubblica, 29 novembre 2014.

Stefano Borgonovo, nella fase terminale della SLA

Stefano Borgonovo, nella fase terminale della SLA

Caro Augias,

ho 64 anni, nell’agosto del 2011 mi è stata diagnosticata la Sla. Scrivo grazie ad un computer a comandi oculari. Da metà del 2013 sono immobilizzato, con un tubo che collega, 24 ore al giorno, il mio naso ad un respiratore meccanico. Non avendo più il riflesso difensivo della tosse mangio e bevo con il terrore che qualcosa vada di traverso — mi è già successo: una situazione terribile di soffocamento.

Ad onta della mia condizione, non penso al suicidio, anzi, facendo leva sulle mie residue risorse intellettuali, sulla vicinanza di alcune care amicizie e, soprattutto, sugli affetti familiari, riesco tuttora a trovare un senso alla mia esperienza umana. Però, sempre che non intervenga prima una fatale crisi respiratoria, so di essere condannato a perdere le mie funzioni vocali. A tale evento ho deciso di collegare il punto finale della mia vita. Appunto perché la vita è una unica, irripetibile esperienza, deve poter essere vissuta senza che diventi un’insopportabile prigione.

C’è, insomma, un diritto inalienabile, di dignità e di libertà, che deve essere garantito a tutti. Chiedo: perché costringermi ad andare in Svizzera invece di poterlo fare vicino ai miei affetti, nella mia terra, nella mia patria? Al momento la sola alternativa che ho sarebbe lasciarmi morire di fame e di sete. È accettabile, umano, pietoso costringere una persona e i suoi cari ad un tale fardello di prolungata, indicibile sofferenza?

Walter Piludu, Cagliari

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