Posts tagged ‘Brecht’

dicembre 1st, 2016

Bertold Brecht, Fulgenzio e Galilei

by gabriella
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Bertold Brecht (1898 – 1956)

Galileo Galilei

Galileo Galilei (1564 – 1642)

Nell’VIII scena di Vita di Galilei, Brecht colloca il colloquio tra il vecchio scienziato e il discepolo, l’ecclesiastico Fulgenzio che difende l’idea dell’utilità compassionevole della credenza e dell’ignoranza.

Fulgenzio ricorda i propri genitori, poveri contadini che avevano nel ciclo della semina l’unica sicurezza di una vita di sofferenze e nella certezza del Paradiso la ricompensa per le rinunce e i dolori terreni. In ciò si comporta come il discepolo migliore dello scienziato, capace di trarre tutte conseguenze culturali, sociali e politiche della nuova astronomia che il Galilei storico non vide mai.

 



VIII.

Palazzo dell’ambasciata fiorentina a Roma.
Galileo sta parlando con frate Fulgenzio.

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giugno 1st, 2014

Bertold Brecht, Lode dell’imparare

by gabriella

BrechtImpara quello che è più semplice!
Per quelli il cui tempo è venuto
non è mai troppo tardi!
Impara l’a b c: non basta, ma
imparalo! E non ti venga a noia!
Comincia! Devi sapere tutto, tu!
Tu devi prendere il potere.

Impara, uomo all’ospizio!
Impara, uomo in prigione!
Impara, donna in cucina!
Impara, sessantenne!
Tu devi prendere il potere.

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aprile 2nd, 2013

Pierluigi Pellini, Letteratura e finanza

by gabriella

aviditàLe parole e le cose pubblica questo bel saggio di Pierluigi Pellini sull’evoluzione della narrazione letteraria del denaro e dell’homo oeconomicus tra ottocento e novecento.

Il denaro è tema letterario di lunga durata, fin dall’antichità. Ma solo con il novel e il teatro del Settecento – da Defoe a Goldoni – le vicende economiche si fanno al tempo stesso motore dell’azione (oggetto del desiderio, motivo di conflitti e rivalità) e principio assiologico: in un contesto mercantile che non riconosce altro valore né altra autorità. Perché i soldi diventino però l’esclusiva ragione di vita non di un tipo presentato come abnorme – come l’avaro, da Plauto a Molière – ma della quasi totalità dei personaggi romanzeschi; perché tutti i valori della tradizione (virtù, onore, amore) cedano il passo alla logica del profitto; perché insomma l’homo fictus della narrativa si tramuti in homo oeconomicus, si dovrà attendere La Comédie humaine.

Nel romanzo dell’Ottocento, non si contano avari, accumulatori, speculatori. In Balzac, il vecchio Grandet guadagna con il commercio una ricchezza enorme, che lesina ai familiari con patologica grettezza (Eugénie Grandet); l’onesto profumiere César Birotteau fa il passo più lungo della gamba, lanciandosi in disastrose speculazioni, e finisce rovinato: fra debiti, cambiali e loschi profittatori (Histoire de la grandeur et de la décadence de César Birotteau); per l’usuraio protagonista di Gobseck, oro e denaro sono strumenti di potere demiurgico e oggetti del desiderio esclusivi, su cui riversare, in un parossismo al tempo stesso esemplare e patologico, ogni energia libidica. Il denaro, per impiegare la terminologia degli alienisti coevi (Esquirol), è la monomania di tutti i personaggi balzachiani. Perfino il patetico protagonista del Père Goriot, vittima dell’interesse e dell’egoismo imperante, non esita a dichiarare che «l’argent, c’est la vie»; e a ammettere che il soldo, quasi personificato, «fa tutto» («monnaie fait tout»).

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agosto 14th, 2012

Bertold Brecht, Odio di classe

by gabriella

miseriaQuelli che portano via la carne dalle tavole
insegnano ad accontentarsi.
Coloro ai quali il dono è destinato
esigono spirito di sacrificio.

I ben pasciuti parlano agli affamati
dei grandi tempi che verranno.
Quelli che portano all’abisso la nazione
affermano che governare è troppo difficile
per l’uomo qualsiasi.

agosto 14th, 2012

Pierluigi Vuillermin, Brecht: “Cinque difficoltà per chi scrive la verità”

by gabriella

Chi ai nostri giorni voglia combattere la menzogna e l’ignoranza e scrivere la verità, deve superare almeno cinque difficoltà. Deve avere il coraggio di scrivere la verità, benché essa venga ovunque soffocata; l’accortezza di riconoscerla, benché venga ovunque travisata, l’arte di renderla maneggevole come un’arma; l’avvedutezza di saper scegliere coloro nelle cui mani essa diventa efficace; l’astuzia di divulgarla fra questi ultimi.

Bertold Brecht

In questo saggio1 mi propongo di rileggere, e in un certo senso riattualizzare, un famoso testo brechtiano degli anni Trenta. Si tratta di uno scritto politico-letterario che Brecht pubblica nel 1935, dopo l’avvento di Hitler al potere, in cui il drammaturgo tedesco, ormai in esilio, rivolgendosi agli artisti e agli intellettuali, enuncia le regole programmatiche (quasi un manuale di strategia militare) per dire la verità ai deboli e combattere la menzogna dei potenti.

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agosto 14th, 2012

Bertold Brecht, Il nemico, Dalla parte del torto, Eppure noi sappiamo, Generale, Potessi tu trasformare il mondo, Lode della dialettica, Lode del comunismo

by gabriella

BrechtIl nemico

Al momento di marciare
molti non sanno
che alla loro testa marcia il nemico.

La voce che li comanda
è la voce del loro nemico.
E chi parla del nemico
è lui stesso il nemico.

 

Dalla parte del torto

Ci sedemmo dalla parte del torto
visto che tutti gli altri posti erano occupati.

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luglio 22nd, 2011

La Commune de Paris, 1871

by gabriella

Visto che non ce la farete mai
a procurarci un salario decente
ci mettiamo noi a dirigere le fabbriche
visto che, fatti fuori voi, sarà sufficiente.

Visto che allora ci minaccerete
coi fucile e coi cannoni
abbiamo deciso che una vita infame
la temeremo d’ora in poi più della morte.

Bertold Brecht, Resolution

[La Comune di Parigi] è stata un governo della classe operaia, risultato della lotta delle classi produttrici contro le classi possidenti, la forma politica finalmente scoperta con la quale si sarebbe potuto lavorare all’emancipazione economica del lavoro […] Parigi operaia, con la sua Comune, sarà celebrata in eterno, come l’araldo glorioso di una nuova società. I suoi martiri hanno per urna il grande cuore della classe operaia. I suoi sterminatori, la storia li ha già inchiodati a quella gogna eterna dalla quale non riusciranno a riscattarli tutte le preghiere dei loro preti.

Karl Marx, La guerra civile in Francia

Federati e comunardi difendono Parigi

Federati e comunardi difendono Parigi

I proletari della capitale, in mezzo alle disfatte, all’incapacità e ai tradimenti delle classi che governano, hanno compreso che era arrivata l’ora di salvare la situazione prendendo in mano la direzione dei pubblici affari.

18 marzo 1871, Comune insurrezionale di Parigi

1871-2011: nel 140ennale della Comune di Parigi la municipalità parigina dedica alla ricorrenza una mostra all’Hôtel de Ville (la sede del municipio). In coda al post il video di presentazione (in francese) e i canti della Comune sottotitolati in italiano e con testo originale sottostante.

Après la proclamation de la IIIe république et la signature d’un armistice avec l’armée prussienne, des élections ont lieu afin de former une Assemblée nationale. De ces élections, qui se déroulent le 8 février 1871, sort une assemblée fortement conservatrice, et favorable à la paix. Réunie à Bordeaux, elle permet de former enfin, le 19 février 1871, un premier gouvernement, sous la direction d’Adolphe Thiers.

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