Posts tagged ‘Condorcet’

marzo 25th, 2015

L’illuminismo e il diritto all’istruzione

by gabriella

Il pensiero pedagogico dell’Illuminismo francese è compreso tra due cesure storiche: la cacciata dei Gesuiti dalla Francia, nel 1762, e la Rivoluzione del 1789.

Fino al 1762, il dibattito sull’educazione si applica criticamente alle istituzioni esistenti o all’elaborazione di teorie fondate su nuove concezioni antropologiche che trovano nell‘Émile la formulazione più avanzata. La cacciata del principale ordine insegnante richiede però che i philosophes trasformino la loro critica in proposta: la questione pedagogica diviene così anche esplicitamente politica e riceve un impulso straordinario dalla Rivoluzione.

Dibattito educazione in Francia

Claude Adrien Hélvetius

Claude Adrien Hélvetius (1715 – 1771)

In Dello Spirito, Hélvetius (1715-71) sottolinea il forte rapporto tra ambiente e sviluppo della personalità e chiede perciò una riforma sociale e politica in grado di assicurare un positivo sviluppo della personalità umana. Scopo dell’educazione è dunque per Hélvetius il raggiungimento della felicità

Nell’opera, il filosofo indica nel monopolio educativo della Chiesa è un ostacolo al raggiungimento di questo fine, la corruzione generale mostra infatti che la Chiesa non ha saputo assolvere al suo compito. Spetta invece allo stato rendere gratuita e obbligatoria la scuola per tutti, riformando le leggi e migliorando le condizioni dei poveri. E’ la miseria infatti che non permette di essere virtuosi: non si è delinquenti per natura, la miseria è una condizione favorente.

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marzo 25th, 2015

Condorcet, L’educazione come emancipazione

by gabriella

condorcetA Condorcet (Jean-Antoine de Caritat, marchese di Condorcet) si deve la teoria più completa della scuola repubblicana che il filosofo sviluppa in due testi capitali: i Cinq mémoires sur l’instruction publique, pubblicato nel 1791, e il Rapport sur l’instruction publique, del 1792. Nelle Cinque memorie, per la prima volta l’idea filosofica dell’istituzione scolastica è pensata nella sua complessità e in rapporto con la sovranità popolare, cioè con l’idea che l’istruzione (pubblica statale) sia l’unico strumento capace di rendere effettivo l’esercizio dei diritti di libertà ed eguaglianza.

Proteggere i saperi da ogni potere, vedere in ogni allievo un titolare di diritti, difendere l’istruzione pubblica dagli interessi particolari e dall’utilità immediata, sono gli altri temi cruciali di quest’opera. Condorcet pensa che istruire non significhi né informare,conformare, quanto costruire un’educazione nazionale, cioè creare le condizioni per il progresso e il benessere del popolo francese e di ogni altro popolo libero. Di seguito la traduzione della Prima memoria condotta da Mauro Poggi e me sulla versione digitale dell’opera curata dall’Università del Québec (Uqac). E’ lasciato in azzurro il testo in lingua originale delle altre quattro memorie e del Rapport sur l’instruction publique.

 

Cinque memorie sull’istruzione pubblica

Prima memoria: Natura e oggetto dell’istruzione pubblica

I. La società deve al popolo un’istruzione pubblica
II. La società deve anche un’istruzione pubblica relativa alle diverse professioni
III. La società deve ancora l’istruzione pubblica come strumento di perfezionamento della specie umana
IV. Motivi per stabilire più livelli nell’istruzione comune
V. L’educazione pubblica deve legarsi all’istruzione
VI. E’ necessario che le donne condividano l’istruzione data agli uomini

Seconda Memoria: Dell’istruzione comune per i bambini

I. Primo grado di istruzione comune
II. Studi del primo anno
III. Dei maestri

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giugno 10th, 2014

Piefranco Pellizzetti, Demofobia. Il demos come minaccia del kratos

by gabriella
Edward-Snowden

Edward Snowden

condorcet

Condorcet

Un’utile ricognizione di Pellizzetti sul nucleo conflittuale e la cattiva coscienza della democrazia liberale e i meccanismi di dominio attraverso cui le oligarchie mantengono i propri privilegi al costo di dilaganti diseguaglianze. Tratto da Micromega.

 «La democrazia origina da, mobilita e ri-dà forma al
conflitto popolare. Eppure c’è una caratteristica fondamentale
di questa interdipendenza […] limita in modo
consistente le forme di rivendicazioni collettive e pubbliche
tali da minacciare la vita e la proprietà, sostituendole
con una varietà di interazioni altrettanto
visibili ma molto meno distruttive»

Charles Tilly[1]

«In generale, qualsiasi potere, di qualunque
natura esso sia, quali che siano le mani in cui
è riposto e in qualunque maniera esso è stato
conferito, è naturalmente nemico dei lumi»[2].

Marie Jean Antoine Nicolas de Caritat, marchese di Condorcet

Plutodemocrazia: Dr. Jekyll e Mr. Hyde

Lo scandalo Datagate, l’immenso apparato coperto per il controllo di qualsivoglia comunicazione veicolata dalle reti mondiali telefoniche e internet, predisposto dalla National Security Agency americana con il programma informatico PRISM (e ora smascherato dall’ex tecnico della CIA Edward Snowden, l’ultimo di quelli che Ignacio Ramonet chiama i “paladini della libertà di espressione”[3]), stupisce per le dimensioni quantitative del fenomeno (svariati miliardi di intercettazioni); non sorprende certo per le logiche che sottende. Saremmo forse in presenza – secondo lo stereotipo marxiano rivisitato – del solito governo “comitato d’affari”, strumento del quartier generale legge e ordine?

La faccenda è ben più complicata (e introversa) del semplice quanto consapevole camuffamento di interessi dominanti. Sebbene saldature tra élites politiche ed economiche siano perennemente all’ordine del giorno nella fisiologia del potere e i governi tengano sempre in estrema considerazione quelli che sono i concreti rapporti di forza in campo. Non di questo si parla.

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