Posts tagged ‘controllo’

gennaio 1st, 2014

Alessandro De Giorgi, La paura neoliberista. Il governo penale della miseria

by gabriella

carcere

Questo ottimo articolo di Alessandro De Giorgi uscito su Alfabeta2, [n. 30, giugno 2013] fa luce sui meccanismi simbolici e sociologici della cosiddetta governamentalità neoliberale della paura, una razionalità di governo incentrata sulla guerra al nemico pubblico individuato nel marginale e sulla criminalizzazione di massa delle popolazioni urbane segregate, rese economicamente superflue dalla ristrutturazione capitalistica postindustriale.

Il 14 ottobre 1982 Ronald Reagan teneva un importante discorso in cui illustrava la svolta punitiva alla base della nuova politica criminale della sua amministrazione:

«La crescita di una classe criminale senza scrupoli è stata in parte il risultato di una filosofia sociale sbagliata, che in modo utopico considera l’uomo come prodotto del suo ambiente, mentre la trasgressione è vista sempre come conseguenza di condizioni socio-economiche svantaggiate. Questa filosofia predica che dove si verifica un crimine è responsabile la società, non l’individuo. Ma il popolo americano sta finalmente riaffermando alcune verità indiscutibili: il bene e il male esistono, gli individui sono responsabili delle proprie azioni, il male è spesso frutto di una scelta, e la pena deve essere certa e immediata per chi si fa strada a danno degli innocenti».

A trent’anni da quella dichiarazione di guerra alla criminalità la popolazione carceraria degli Usa ha raggiunto la quota di 2,4 milioni di individui confinati in oltre 5000 istituti penali, per un tasso di incarcerazione di 756 soggetti per 100.000abitanti. Nel complesso 7,2 milioni di persone sono sottoposte a controllo penale: il 2,4% della popolazione. Sebbene trascurata dai media e dal dibattito politico, la situazione carceraria statunitense rappresenta una vera e propria emergenza sociale, risultato di quarant’anni di simbiosi tra liberismo economico e governo punitivo della povertà.

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dicembre 3rd, 2013

Il potere

by gabriella

leviathanQuello del popolo «è più onesto fine che quello de’ grandi, volendo questi opprimere, e quello non essere oppresso».

Niccolò Machiavelli, Il Principe

Potere come forza, potere come consenso

Da un punto di vista sociologico, il potere non è una cosa, ma una relazione tra individui. Max Weber lo definisce come la capacità di ottenere obbedienza:

Il potere – infatti – è la possibilità che un individuo, agendo nell’ambito di una relazione sociale, faccia valere la propria volontà anche di fronte a un’opposizione [M. Weber, Economia e società].

A questa visione del potere come forza, cioè come capacità di ottenere un determinato comportamento anche contro la volontà degli individui, si aggiunge quella del potere come consenso, cioè come abilità (autorità) di suscitare consensoobbedienza nelle persone. Si tratta di una distinzione già anticipata da Machiavelli quando, nel Principe, si riferisce alle qualità del leone e delle volpe, metafore della forza e della persuasione.

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giugno 19th, 2013

Pier Luigi Fagan, A cosa serve davvero Prism

by gabriella

Questo ottimo articolo di Pier Luigi Fagan spiega perchè per capire Prism non basti più la prospettiva della sorveglianza, ma occorra allargarla a quella del controllo a largo spettro e della guerra economica in corso.

prismIl Datagate si allarga a macchia d’olio ma qualcuno ancora non vede a cosa realmente serva questa forma di spionaggio a grana grossa. La grana grossa sono i meta-data, l’oggetto concreto che il programma PRISM produce, dove siamo, dove andiamo, chi contattiamo, quante volte, di cosa ci interessiamo, le nostre “cerchie” etc. . Apparentemente non c’è ascolto di alcun contenuto, cioè di nessuna conversazione o scrittura privata, solo di comportamenti, interessi, relazioni. Per farne cosa?

Lazlo-BarabasiCe lo disse in parte, in un pubblico libro, Albert-László Barabási, fisico di origine rumeno-ungherese conosciuto per la sua teoria delle reti. Il libro è tutt’altro che uno scoop complottista, ma un saggio di divulgazione scientifica pubblicato nel 2011 da Einaudi (Albert-László Barabási, Lampi, Einaudi, Torino, 2011) che segue un precedente dello stesso autore, per lo stesso editore (Albert-László Barabási, Link, La scienza delle reti, Einaudi, Torino, 2004), più o meno sullo stesso argomento.

Il giovane professore (Indiana, Boston) è conosciuto nell’ambito della Teoria delle reti che è un sottoinsieme della più vasta cultura dei Sistemi e della Complessità, per aver descritto il concetto di “reti ad invarianza di scala” soggette alla legge di potenza. Non è nostro specifico interesse inoltrarci qui nella spiegazione precisa del concetto. Basterà dire che la rete metabolica, le reti sociali, la rete delle interrelazioni economiche, Internet come rete di router e server così come la rete dei link delle pagine web, nonché i social network, il concetto dei “sei gradi di separazione”, i sistemi di circolazione delle informazioni, le reti di possibile diffusione dei virus, nonché vari tipi di sistemi fisici, alcune reti logistiche, le reti commerciali, rispondono tutti alle descrizioni di questa nuova disciplina. Il fine della disciplina è sistematizzare i dati empirici onde trarne inferenze statistiche utili a prefigurare una conoscenza del comportamento di questi sistemi, per prevederli, controllarli, riprodurli. Per come lo sintetizzano K.Cukier e V.Mayer-Schoenberger parte del cui libro è ripreso nell’ultimo numero di Internazionale, questo approccio dello sguardo scientifico usa dati non pochi ma molti, non precisi ma disordinati, accontentandosi di sistematizzare le correlazioni in luogo della ricostruzione della causalità. E’ una forma di conoscenza di come funzionano taluni sistemi complessi.

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