Posts tagged ‘corpo’

ottobre 11th, 2017

L’identità e i processi di soggettivazione

by gabriella

Il tema dell’identità attraversa problemi e concetti trasversali a tutte le scienze umane e richiede di essere studiato con strumenti antropologici, sociologici, storici, giuridici, psicologici e pedagogici.

Nel testo seguente cerchiamo di mettere a fuoco il problema della costruzione del Sé (collettivo, attraverso l’appartenenza a gruppi – famiglia, classi, nazione ecc. – e individuale, attraverso la formazione della personalità) e dell’Altro, partendo dalla definizione dell’identità sociale per arrivare a quella fisica e psicologica.

1. La questione dell’identità

1.1 Appartenenza e distinzione
1.2 Il campanile e il palo sacro

2. Il corpo

2.1 La conoscenza incorporata
2.2 Modellare il corpo, differenziarsi dalla natura

2.2.1 Capelli 
2.2.2 Decorazioni temporanee e tatuaggi
2.2.3 Modellamento
2.2.4 Mutilazioni
2.2.5 Vestirsi e svestirsi

2.3 Il caso del velo islamico
2.4 Il mercato di organi: una forma di neocannibalismo contemporaneo

3. In tutte le culture l’uomo è soggetto (o persona), solo per l’Occidente è individuo

3.1 Sesso e genere

4. Emozioni e sentimenti come elementi costitutivi del sé
5. Identità e alterità collettive

5.1 Hutu e Tutsi
5.2 Classi e caste
5.3 Classi o caste nel Medioevo: la società dei tre ordini

Videolezioni: 1. Introduzione all’identità

Test: Introduzione

 

1. La questione dell’identità

operaiGli esseri umani percepiscono e organizzano concettualmente il mondo che li circonda (la natura e i fatti umani) attraverso gli strumenti forniti loro dalla cultura.

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maggio 10th, 2017

Nietzsche

by gabriella
Nietzsche

Friedrich Nietzsche (1844 – 1900)

Un giorno sarà legato al mio nome il ricordo di qualcosa di enorme – una crisi quale mai si era vista sulla terra, la più profonda collisione della coscienza, una decisione evocata contro tutto ciò che finora è stato creduto, preteso, consacrato.

Io per primo ho scoperto la verità, proprio perché per primo ho scoperto la menzogna come menzogna, l’ho fiutata […] Il mio genio è nelle mie narici. Io vengo a contraddire come mai si è contraddetto, e nondimeno sono l’opposto di uno spirito negatore. Io sono un lieto messaggero […] solo a partire da me ci sono nuove speranze.

Nietzsche, Ecce homo

Quando Friedrich Nietzsche (1844-1900) muore, il 25 agosto 1900, ha alle spalle dodici anni di silenzio trascorsi nella follia, dopo la crisi che lo aveva colto a Torino, il 3 gennaio 1889 quando, in lacrime, aveva abbracciato un cavallo frustato dal suo cocchiere, gridando:

Tu, disumano massacratore di questo destriero.

Nato a Röcken (un villaggio della Sassonia prussiana, nei pressi di Lipsia) nel 1844, da un pastore protestante che lo lascia prematuramente orfano, educato nel prestigioso collegio di Pforta grazie a una borsa di studio, pubblica la sua prima grande opera, La nascita della tragedia dallo spirito della musica, nel 1871.

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marzo 29th, 2017

Schopenhauer

by gabriella
Arthur Schopenhauer

Arthur Schopenhauer (1788 – 1860)

E’ davvero incredibile come insignificante e priva di senso, vista dal di fuori, e come opaca e irriflessiva, sentita dal di dentro, trascorra la vita di quasi tutta l’umanità.

E’ un languido aspirare e soffrire, un sognante traballare attraverso le quattro età della vita fino alla morte, con accompagnamento d’una fila di pensieri triviali.

Gli uomini somigliano a orologi che vengono caricati e camminano, senza sapere il perché; ed ogni volta che un uomo viene generato e partorito, è l’orologio della vita umana di nuovo caricato,per ripetere ancora una volta, fase per fase, battuta per battuta, con variazioni insignificanti, la stessa musica già infinite volte suonata.

Sei lezioni sul Mondo come volontà e rappresentazioneLibro I. Il mondo come rappresentazione (gnoseologia); Libro II, Il mondo come volontà (metafisica); Libro III. Il mondo come rappresentazione (estetica); Libro IV. Il mondo come volontà (etica). In coda i paragrafi 67 e 68 del Libro IV dedicati alla compassione universale.

 

La reazione ad Hegel

Presentandosi come l’ultimo grado di sviluppo della realtà e parola definitiva della filosofia, l’idealismo hegeliano suscitò forti riserve tra i contemporanei, tra i quali Schopenhauer che, con Kierkegaard, incarnò la più schietta reazione ad Hegel, indicato sprezzantemente come filosofo «delle università», un «sicario della verità» al servizio del successo e del potere, un «ciarlatano pesante e stucchevole» contro il quale Schopenhauer rivendica, in un linguaggio agguerrito, la libertà della filosofia.

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ottobre 7th, 2016

Umberto Galimberti, Il corpo in Occidente

by gabriella

Umberto Galimberti, Corpo from gabriella giudici on Vimeo.

Il testo della lectio magistralis tenuta al Festival di Filosofia di Modena il 18 settembre 2011.

 

La nascita dell’anima

La nozione di anima è greca. La tradizione giudaico-cristiana non la conosce 

Purtroppo noi veniamo da una tradizione che ci ha abituato a pensare che siamo composti da anima e corpo e questa persuasione non ci ha ancora abbandonato. Vedremo il vantaggio di pensarci in questa maniera. Ma da dove viene questo dualismo, questo modo di pensarci così lacerato?

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settembre 21st, 2013

Sossio Giametta, Schopenhauer in cinque piccole lezioni

by gabriella

giamettaIl Rasoio di Occam propone in anteprima uno stralcio del volume di prossima pubblicazione L’oro prezioso dell’essere di Sossio Giametta – collaboratore della prestigiosa edizione Colli-Montinari di Nietzsche – dedicato alla rilettura di Schopenhauer. L’ipotesi di partenza di Giametta è classica: Schopenhauer rappresenta la reazione ad Hegel, un Hegel ottimisticamente panlogista, apologeta dello spirito assoluto incarnato nello stato prussiano.

Contro lo spirito, la natura; contro la divinizzazione del mondo, la diabolicizzazione del mondo; dopo il noumeno e fenomeno, la volontà e rappresentazione, dopo il razionalismo, l’irrazionalismo: queste le svolte impresse alla storia della filosofia occidentale da Schopenhauer, filosofo, moralista e artista, come approdo finale del processo negativo innescato dal decline and fall del cristianesimo, su cui rimbalzerà l’affermazione tragica di Nietzsche, la sua fondazione della religione laica.

In effetti, Schopenhauer reagì alla propria ricezione di Hegel, inaugurando la perpetua riduzione della sua  filosofia all’ultima figura del sistema che affligge ancora oggi la manualistica filosofica. Giametta ha comunque il merito di ricordarci come la letteratura scientifica più aggiornata abbia finalmente capito il ruolo di Schopenhauer nell’anticipazione di concetti chiave della contemporaneità, a partire dalla centralità del corpo e della logica materiale del vivente.

1. Natura vs spirito

Il filosofo impara dalla vita e non dai libri. Ma per capire bene un filosofo bisogna vedere a quale filosofo reagisce. L’ha detto Bergson, e non ha detto una cosa peregrina: ogni filosofo pensa in reazione a un altro pensatore. Ai filosofi si applica la legge che uno dei primi filosofi greci, Anassimandro, applica a tutti gli enti: essi sono connessi alla fine, “secondo l’ordine del tempo”, per una legge di giustizia. Cioè perché, con l’unilateralità che ciascuno rappresenta e non può non rappresentare, infrangono l’unità, la compattezza, l’integrità, l’universalità della vita. È come il reato che, con la sua sporgente unilateralità, sfonda l’ordine giuridico. Il filosofo successivo è la correzione e l’incremento, per contrasto e integrazione, del filosofo precedente, in corrispondenza della successione delle epoche, che i filosofi sempre rappresentano e che sono, come ha detto Platone, le facce cangianti dell’eternità.

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agosto 10th, 2013

Francescomaria Tedesco, Galateo e disciplinamento sociale

by gabriella

GalateiLa relazione tra buone maniere e disciplinamento, corpi docili e ordine sociale ne Il mantra della sobrietà ai tempi di Mario Monti, da L’Indice dei libri.

C’è qualcosa di sinistro nel mantra della sobrietà. La buona educazione, le buone maniere sono un modo di disciplinare la società, di rendere il corpo sociale più docile e più malleabile, più addomesticato. La storica Luisa Tasca ha studiato il fenomeno in relazione ai codici di comportamento nell’Ottocento:
essi fornirono alle élites dell’Italia risorgimentale e postunitaria schemi per ordinare il corpo sociale secondo modelli più gerarchici che democratici, più equitari che egualitari, più classisti che abilitanti alla mobilità sociale, più disciplinanti che non fiduciosi nel libero protagonismo della società civile (L. Tasca, Galatei. Buone maniere e cultura borghese nell’Italia dell’Ottocento, Le Lettere, Firenze 2004, p. 17).
La buona educazione serviva a comporre il conflitto sociale, rendendo i subalterni remissivi e non contestativi: che le masse operaie sapessero qual era il posto che gli spettava nella società.
Per essere beneducati bisogna: non mettere i gomiti sulla tavola, camminare senza fare sporgere le scapole e senza ancheggiare, tenere in dentro il ventre, mangiare senza far rumore, non soffiare, non sbuffare, tenere la bocca chiusa, ecc., cioè tappare e limitare il corpo in ogni maniera, smussare i suoi spigoli (M. Bachtin, L’opera di Rabelais e la cultura popolare, Einaudi, Torino 2001, p. 353).

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giugno 20th, 2013

Eleonora de Conciliis, Elias Canetti e l’esperienza del potere

by gabriella

elias-canettiUno dei tre saggi di Eleonora de Conciliis su Elias Canetti pubblicati da Kainòs. Gli altri due sono: Identità e rifiuto: appunti per un’antropologia del postmoderno; Le metamorfosi della carne.

   Raggiungere l’immortalità è l’apice del potere.

Michel Foucault

Prologo

Come ben sanno coloro che studiano la sua opera a partire dagli specialismi di una disciplina (ad esempio provenendo dai recinti della germanistica, della filosofia politica, dell’antropologia o della sociologia), Elias Canetti non si lascia facilmente etichettare o imprigionare: la difficoltà principale incontrata dal lettore smaliziato, sia che prenda in esame la produzione narrativa – Auto da fé e l’autobiografia[1] –, sia che s’immerga nel freddo mare degli aforismi e dei saggi [2] o nei sofisticati giochi del suo teatro[3], sia, infine, che s’inoltri nella prismatica mole di Massa e potere[4], consiste nel dover immediatamente rinunciare tanto al proprio lessico concettuale, quanto ad ogni velleità d’interpretazione unitaria ed esaustiva. E questo non perché un’interpretazione non sia possibile, ma perché essa diventa tale solo a patto di non sovrapporre ai testi canettiani la miope gabbia definitoria di un singolo ‘campo’ accademico[5]: solo una sorta di libertà trasversale consente agli specialisti di leggere Canetti senza rimpicciolirsi, ovvero senza pagare un prezzo alla sciocca pretesa di ridurlo a se stessi.

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maggio 28th, 2011

Girolamo De Michele, Foster Wallace come antidoto al citatismo (l’analfabetismo degli adolescenti, la lingua dei giovani)

by gabriella

Foster Wallace, Considera l'aragostaIl genio di Foster Wallace come lacerazione del velo di Maja su una molteplicità di cose, come l’apprendimento degli adolescenti, l’uso dei dialetti, l’inutilità di certi critici, la libertà, l’alienazione..

La libertà è ciò che facciamo con ciò che ci è stato fatto

Jean Paul Sartre

Mentre sgranocchia biscotti Chips Ahoy! e fissa intensamente un evento dell’Associazione golf professionale alla televisione, ad esempio, l’adolescente che fuma viene colpito dalla spaventosa possibilità che, per es., quello che vede come il colore verde e quello che altre persone chiamano “il colore verde” forse in realtà non sono affatto le stesse esperienze di colore: che tanto lui quanto un’altra persona chiamino verde i prati dei campi da golf e il segnale di via libera di un semaforo sembra garantire solo che c’è una costanza analoga nella loro esperienza del colore dei campi da golf e luci del via libera, ma non che l’autentica qualità soggettiva di quelle esperienze di colore sia la medesima; […] finché l’intero ragionamento diventa così complesso e sfiancante che l’a.f.d.e. finisce per accasciarsi, ricoperto di briciole e paralizzato, sulla poltrona [1].

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