Posts tagged ‘disturbi d’apprendimento’

settembre 15th, 2017

L’apprendimento negli ambienti d’apprendimento

by gabriella

ragazza studiosaNegli ambienti d’apprendimento, come la scuola, si impara in molti modi diversi. Aspetti consapevoli ed inconsci entrano in gioco nella motivazione, nell’osservazione, nella ristrutturazione cognitiva, nel rinforzo e in una serie di vincoli e condizionamenti che agiscono attraverso la didattica, la relazione docente-allievo, il clima di classe.

Audiolezioni: 1. L’analisi del livello di aspirazione e del timore dell’insuccesso

 

La motivazione ad apprendere

«Scegli un lavoro che ami e non dovrai lavorare un solo giorno in vita tua».

Confucio, Massime, VI secolo a. C.

Il primo fattore ad influenzare la qualità e la velocità dell’apprendimento è la motivazione, vale a dire la spinta emotiva a studiare e l’interesse per l’oggetto dell’apprendimento che fanno nascere il desiderio (eros) di impadronirsene.

Nel pensiero occidentale il primo ad affermare che educazione ed apprendimento hanno a che fare con l’eros è stato Platone (V a.C.) e a lui si richiamano molti autori successivi. Recentemente, gli psichiatri Miguel Benasayag e Carl Schmit hanno parlato della pulsione epistemofilica, termine con cui hanno indicato quel«la volontà di sapere e comprendere per abitare il mondo», capace di sconfiggere la tristezza e il vuoto dell’epoca contemporanea [Benasayag, Schmit, L’epoca delle passioni tristi, 2004].

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agosto 31st, 2012

Daniela Lucangeli, Learning disabilities: difficoltà vs disturbo

by gabriella

LucangeliLa conferenza sui disturbi dell’apprendimento tenuta a Perugia dalla professoressa Lucangeli (Univ. Padova) alla fine di maggio 2012, è stata tra gli interventi conclusivi della formazione per gli insegnanti umbri sulla Legge 170/2011. Proprio la sua collocazione al termine di un percorso che valorizzava gli strumenti della legge l’ha resa socraticamente preziosa, perché capace di mettere in crisi la credenza nella natura biologica di molte difficoltà d’apprendimento (qui le slide).

L’intervento di Daniela Lucangeli permette di capire che i ragazzi dislessici non hanno bisogno di strumenti burocratici per essere inclusi, ma che sono la scuola e l’insegnamento ad aver bisogno di strumenti e di potenziamento per includerli davvero. Al netto del risultato legislativo sui DSA si registra, al contrario, la tendenza ormai ventennale a togliere alla scuola sempre più mezzi e capacità di intervento educativo.

Apprendimento e cervello

Abbattere l’insuccesso scolastico, realizzare gli obiettivi scolastici e creare benessere.

Daniela Lucangeli

Fin dall’esempio con cui esordisce, appare evidente il rifiuto della professoressa Lucangeli di aderire al biologicismo delle neuroscienze. Un museo espone in una teca otto cervelli, una targa ricorda a lato che sono appartenuti a quattro scienziati e quattro criminali, ma la loro struttura e fisionomia esteriore sono identiche: né il crimine, né il genio sono dunque nel nostro cervello [si veda per questo Alva Noë, Perché non siamo il nostro cervello, Nota mia].

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settembre 15th, 2011

Le problematiche della comprensione nei ragazzi con DSA

by gabriella

Davanti a una diagnosi di dislessia o altro disturbo specifico d’apprendimento, molti insegnanti si chiedono per quale ragione il loro studente non comprende adeguatamente anche quando non deve leggere, cioè quando ascolta la spiegazione dell’insegnante o può avvalersi di ausili visivi, ad esempio, degli schemi o delle mappe concettuali che di solito inglobiamo nelle nostre lezioni.

Si tratta di domande cruciali, che presuppongono attenzione per i disturbi specifici d’apprendimento, ma che non trovano risposta se non si riflette su cos’è e come funziona il processo d’apprendimento.

In mancanza di questa riflessione si rischia di adottare un atteggiamento scettico-nominalistico verso la diagnosi di dislessia, pensando che si tratti del nuovo nome al vecchio problema dell’apprendimento per il quale non c’è che da applicarsi e studiare.

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