Posts tagged ‘divenire’

dicembre 20th, 2017

Hegel

by gabriella
Georg Wilhelm Hegel

Georg Wilhelm Hegel (1770 – 1831)

La filosofia di Georg Wilhelm Friedrich Hegel (Stoccarda, 1770 – Berlino, 1831) nasce dall’aspirazione, condivisa con il movimento romantico, di veder conciliate le contraddizioni tra soggetto e oggetto, sentimento e ragione, individuo e società, finito e infinito, umano e divino, termini che la cultura moderna e illuministica aveva invece contrapposto.

Hegel accusa i filosofi moderni e, particolarmente Kant, di restare ancorati alle rigidità dell’intelletto (definirà seccamente il modo di pensare moderno, o kantiano, frutto di un «intelletto tabellesco» Pref. Fenom., pp. 40-41) e mantenere la loro riflessione sul livello astratto della distinzione uomo/natura – per quanto riguarda il piano conoscitivo – e dell’opposizione di essere/dover essere su quello etico, senza cogliere il nesso razionale e necessario che lega i singoli aspetti della realtà.

Hegel sarà infatti il sistematore di quella linea di pensiero che, a partire da Fichte, rifiuta la concezione dogmatica dell’essere, inteso come realtà oggettiva e indipendente dal soggetto e la riconduce all’attività creativa dello spirito.

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settembre 21st, 2016

La natura come problema

by gabriella

physis

Physis

Tra l’età di Omero (IX-VIII sec.) e l’età di Socrate (seconda metà del V sec.), all’interno della cultura greca si sviluppa un originale movimento di pensiero che pone come oggetto di studio e di indagine la natura (physis). Aristotele chiama questi pensatori fisici o fisiologi, cioè studiosi della natura o naturalisti. Con essi si è soliti dare inizio alla filosofia.

Il termine italiano natura designa l’insieme delle cose e degli esseri esistenti nell’universo. Esso deriva dalla radice latina gna (in greco gen), che significa generazione, da cui il verbo latino nasci, nascere. Analogamente, la parola greca physis. appartiene alla radice phyo, genero, cresco. La physis è dunque la totalità delle cose che esistono, che nascono, che vivono, che muoiono, cioè il mondo delle cose del cielo e della terra, che si offre al nostro sguardo ed è oggetto della nostra esperienza quotidiana.

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maggio 5th, 2016

Kierkegaard

by gabriella
Soren Kierkegaard (1813 - 1855)

Søren Kierkegaard (1813 – 1838)

L’esistenza non può essere pensata senza movimento e il movimento non può essere pensato sub specie aeterni. Trascurare il movimento non è propriamente un capolavoro, e introdurlo come passaggio nella logica, e con esso il tempo e lo spazio, non è che una nuova confusione.

Infatti, nella misura in cui il pensiero è eterno c’è una difficoltà per l’esistente. L’esistenza è come il movimento: è molto difficile avere a che fare con essa. Se li penso li abolisco e quindi neanche li penso più. Sembra pertanto che sia esatto dire che c’è qualcosa che non si lascia pensare: l’esistere. Ma la difficoltà ritorna, e ciò per il fatto che il pensatore esiste, e il pensare pone insieme l’esistenza […]. L’esistere è per l’esistente il suo supremo interesse e l’interessamento ad esistere è la sua realtà. Ciò in cui consiste la realtà non può essere esposto nel linguaggio dell’astrazione. La realtà è un inter-esse tra l’unità ipotetica dell’astrazione di essere e pensiero […].

Dio non pensa, Egli crea; Dio non esiste, Egli è eterno. L’uomo pensa ed esiste e l’esistenza separa pensiero ed essere, li distanzia l’uno dall’altro nella successione […].

Kierkegaard, Postilla conclusiva non scientifica

 

Vita di Søren

Nella vita di Søren Kierkegaard c’è un grande scarto tra la esiguità degli avvenimenti esteriori e la complessità di un’esperienza interiore che rimane in più punti indecifrabile, nonostante le migliaia di pagine del Diario e i numerosissimi spunti autobiografici presenti nelle opere. Il filosofo stesso ha voluto che così fosse:

«dopo la mia morte, nessuno troverà fra le mie carte (e questa è la mia consolazione) una sola spiegazione di ciò che propriamente ha riempito la mia vita».

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