Posts tagged ‘etica protestante’

agosto 5th, 2014

Weber

by gabriella
max_weber

Max Weber (1864 – 1920)

E’ terribile pensare che il mondo potrebbe un giorno essere pieno di nient’altro
che di piccoli denti di ingranaggio, di piccoli uomini
aggrappati a piccole occupazioni che ne mettono in moto altre più grandi […].

Questo affanno burocratico porta alla disperazione […]
e il mondo potrebbe un giorno conoscere nient’altro che uomini di questo stampo:
è in un’evoluzione di tal fatta che noi ci troviamo già invischiati,
e il grande problema non verte quindi sul come sia possibile
promuoverla e accelerarla,
ma sui mezzi – viceversa – da opporre a questo meccanismo,
al fine di serbare una parte dell’umanità da questo smembramento dell’anima,
da questo dominio assoluto di una concezione burocratica della vita.

Max Weber, Discorso in occasione di una riunione del Verein für Sozialpolik, 1909

Nato da una facoltosa famiglia di industriali, Weber si trovò immerso fin dall’infanzia nel clima intellettuale del cosiddetto storicismo tedesco, i cui protagonisti frequentavano il salotto di sua madre. Questi intellettuali animavano una polemica antipositivistica nel contesto delle scienze dell’uomo, insistendo sulla rilevanza degli aspetti storici ed ermeneutici che rendono i fatti umani essenzialmente diversi da quelli studiati dalle scienze dure, fatti che si tratta essenzialmente di spiegare e di comprendere, più che di descrivere e misurare.

Anziché sposare fedelmente le tesi storiciste, Weber fuse nell’approccio originale della sociologia comprendente elementi ermeneutici e positivisti, dando rilievo alla soggettività e al senso che gli attori sociali attribuiscono alle loro azioni, ma prefiggendosi la più ampia generalizzazione dei risultati, attraverso una fondamentale riflessione sul metodo delle scienze storico-sociali.

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agosto 5th, 2014

Max Weber, L’ascesi intramondana e lo spirito del capitalismo

by gabriella
Max Weber

Max Weber (1864- 1920)

In questo brano dell’Etica protestante e lo spirito del capitalismo, Weber prende in esame gli scritti del predicatore puritano Richard Baxter, autore in cui si trova, a suo giudizio, la forma più compiuta ed influente del particolare tipo di ascesi intramondana proprio dell’ethos capitalistico. A differenza dell’etica protocristiana e paolina, la morale puritana non condanna la ricchezza, ma l’adagiarsi nel possesso e nell’ozio improduttivo, eticamente smidollato e odioso agli occhi di Dio che prescrive invece il lavoro a sua lode e gloria. E’ di qui che nasce anche la caratteristica condanna della povertà e la colpevolizzazione di chi resta ai margini tipica del sentire tory.

Per individuare i nessi che collegano le rappresentazioni religiose fondamentali del protestantesimo ascetico con le massime della vita economica quotidiana, occorre in primo luogo menzionare quegli scritti teologici che sono sicuramente nati dalla prassi della cura delle anime. Poiché in un’epoca in cui l’aldilà era tutto, dall’ammissione all’eucaristia dipendeva la posizione sociale del cristiano, l’opera dei religiosi, con la cura delle anime, la disciplina ecclesiastica e la predica, esercitava un’influenza che noi moderni non possiamo neanche più immaginare […] le forze religiose che si affermano in tale praxis hanno plasmato il «carattere popolare» in maniera decisiva e determinante.

Richard Baxter

Richard Baxter (1615 – 1691)

[…] Ora, se prendiamo in mano l’Eterna quiete dei santi di [Richard] Baxter e il suo Christian Directory, o anche lavori affini di altri, i giudizi sulla ricchezza e sulla sua acquisizione colpiscono immediatamente […]. La ricchezza in quanto tale è un grande pericolo, le sue tentazioni sono continue, il suo desiderio e la sua ricerca non sono solo assurdi, rispetto al valore incomparabilmente superiore del Regno di Dio, sono anche moralmente incresciosi.

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