Posts tagged ‘evidenza’

febbraio 8th, 2017

Cartesio

by gabriella

Réné Descartes (1596 – 1650)

Soltanto con Cartesio […] perveniamo propriamente a una filosofia autonoma, consapevole di derivare in modo indipendente dalla ragione, consapevole che l’autocoscienza è momento essenziale del vero. […] Ormai possiamo dire di trovarci in essa proprio a casa nostra e, come il navigatore dopo lungo errare sul pelago infuriato, possiamo gridar “terra”!; a Cartesio infatti mette capo veramente la cultura dell’età moderna, il pensiero della filosofia moderna, dopo che a lungo si era andati avanti sulla vecchia via.

Réné Descartes è un eroe che ricominciò da capo
l’impresa e restituì alla filosofia quel terreno
alla quale essa tornò soltanto adesso dopo trascorsi mille anni
.

Hegel, Lezioni di Storia della filosofia, 3, II

 

Il metodo

L’elemento biografico da cui si deve partire per inquadrare la filosofia di Cartesio (italianizzazione di Cartesius, nome latinizzato di René Descartes, (La Haye, 1596-1650), è la critica dei saperi appresi presso il collegio gesuita di La Flèche, scuola tra le migliori del tempo, dove il giovane filosofo era stato inviato a completare i suoi studi dalla famiglia di modesto rango nobiliare. Nel Discorso sul metodo (scritto introduttivo che accompagna tre trattati di fisica pubblicati dal filosofo nel 1637) Cartesio nega l’utilità di quanto appreso a La Flèche con una critica dell’autorità che ricorda l’avversione per la pedanteria degli aristotelici di Galilei e la condanna della loro vuota logica formale di Bacone.

Le conoscenze acquisite a La Flèche sono dunque dichiarate da Cartesio insufficienti per fornire un orientamento sicuro all’indagine razionale della realtà e alla ricerca di questo metodo per distinguere il vero dal falso, il filosofo dedicherà i suoi sforzi, dopo avere avuto l’intuizione  notturna, il 10 novembre 1619, dei

fondamenti di una scienza mirabile» alla quale si accinge «pieno di entusiasmo.

Cartesio è convinto che il metodo per ben condurre la ragione debba avere validità universale ed essere guida sicura sia sul piano teoretico che pratico: come Bacone, il filosofo è infatti convinto che la nuova conoscenza deve essere «non puramente speculativa, ma anche pratica, per la quale l’uomo possa rendersi padrone e possessore della natura» e per la quale possa godere senza fatica dei frutti della terra e mirare alla conservazione della propria salute ed altre comodità. Il metodo per acquisire nuovo sapere dovrà perciò essere unico e semplice, guida in campo teoretico e pratico e finalizzato all’utilità per l’uomo nel mondo.

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luglio 9th, 2014

Husserl

by gabriella
Edmund Husserl (1859 - 1938)

Edmund Husserl (1859 – 1938)

L’orizzonte del mondo quale orizzonte di un’esperienza possibile di cose. Cose: cioè pietre, animali, piante, uomini, anche, e formazioni umane; ma tutto, qui, è soggettivo- relativo anche se normalmente, nella nostra esperienza e nella cerchia sociale che è legata a noi in una comunità di vita, noi perveniamo a fatti “sicuri”. […] Ma se noi siamo gettati in un ambiente estraneo, tra i negri del Congo, tra i contadini cinesi, ecc., ci accorgiamo che le loro verità, i fatti che per loro sono assodati e verificati o verificabili non sono affatto quelli che noi riteniamo tali. Ma se noi ci poniamo il fine di una verità concernente gli oggetti che sia incondizionatamente valida per tutti i soggetti, a partire da ciò su cui, malgrado la relatività, sono d’accordo gli europei normali, gli indù normali, i cinesi, ecc. – da ciò che rende identificabili, per noi come per loro gli oggetti del mondo-della-vita a tutti comuni, dalla forma spaziale, dal movimento, dalle qualità sensibili, ecc. -, noi veniamo a trovarci sulla via che porta alla scienza obiettiva.

E. Husserl, La crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale, § 36

Husserl e la fenomenologia

Edmund Husserl, matematico e filosofo moravo di origine ebrea, ha inaugurato agli inizi del novecento un insieme di ricerche e un nuovo metodo di indagine filosofica che ha preso il nome di fenomenologia ed ha avuto una grande influenza sulla cultura del secolo. Il termine fenomenologia, che compare già in Kant ed Hegel, è usato da Husserl in modo specifico, per identificare un obiettivo: assicurare alla filosofia una base certa e farne una scienza rigorosa; e un metodo, consistente nel ricavare questa certezza originaria con la riduzione fenomenologica.

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