Posts tagged ‘Google’

settembre 4th, 2013

I quindici anni di Google

by gabriella

Google ci spiaIl 4 settembre 1998 due studenti di informatica a Stanford, Sergey Brin e Larry Page, presentavano domanda per la creazione di una società che poi si sarebbe chiamata Google. Ieri ricorreva l’anniversario e il Guardian ha deciso di celebrare la data raccontando 15 cose che la maggior parte delle persone non sa su Google. Il Sole24Ore le ha raccolte e integrate [dimenticando “qualcosa”, come big data, lobby e sorveglianza].

1) Brin e Page già nel 1996 iniziarono a lavorare insieme a un motore di ricerca chiamato BackRub. Il nome originale di Google, dunque, era BackRub. Venne utilizzato sui server della Stanford University per più di un anno, occupando alla fine troppa larghezza di banda per poter essere adatto all’università. Una pagina del fratello maggiore di Google è conservata qui. I due decisero poi di usare un gioco di parole che deriva dal termine “googol”, un termine matematico che indica il numero caratterizzato da un 1 iniziale seguito da 100 zeri. Il termine rispecchia, spiega Google, il loro scopo di organizzare una quantità apparentemente infinita di informazioni sul web. Una pagina del primo Google è qui.

2) Google ha acquisito una media di un’azienda a settimana dal 2010.

3) Il primo Doodle fu dedicato al festival Burning Man nel 1998. Brin e Page lo usarono per avvertire gli utenti che per quel weekend non erano in ufficio. Per sapere di più della storia dei Doodle, vai a questo articolo.

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marzo 5th, 2012

Ivan Fulco, Come nascondersi da Google. Vademecum per la privacy in rete. Munafò, Cosa sanno di noi i siti che visitiamo?

by gabriella

Dal 1° marzo, tra non pochi dubbi, sono entrate in vigore le nuove regole di privacy di Google. Piccolo viaggio tra i sistemi per regalare il meno possibile di se stessi al sistemi di tracciamento dei servizi di Mountain View di IVAN FULCO

Secondo i teorici del Grande Fratello (quello orwelliano, non quello Endemol), lo scambio non è per nulla equo: ogni giorno, Google permette ai suoi utenti di accedere a decine di servizi online in forma gratuita, ma il prezzo da pagare – per quanto non monetario – è comunque troppo alto. Sono tutti i dati che quotidianamente condividiamo con Mountain View (registrando un Google Account o anche solo eseguendo una ricerca), e che entrano nell’ecosistema del mercato pubblicitario a disposizione di decine di società. Google conosce il tuo nome, la tua posizione geografica, utilizza la tua cronologia di navigazione. Tutto con un obiettivo primario: fornire agli utenti inserzioni pubblicitarie mirate, per alimentare quel business che, solo nel 2011, ha stabilito un nuovo record, con un utile trimestrale di 9,72 miliardi di dollari. 

Dopo l’esordio, Il primo marzo, delle norme unificate sulla privacy1, il fronte degli scettici ha trovato tuttavia nuovi protagonisti. L’Unione Europea ha espresso “profonda preoccupazione” per le nuove regole2, sollevando dubbi sulla loro legalità. Il Presidente Obama3 ha avviato un piano per la protezione dei dati dei consumatori. Per diffondere una maggiore consapevolezza, una start-up italiana, Iubenda, sta sviluppando un servizio4 che mostri in tempo reale la diffusione dei nostri dati in Rete. Ma per un normale utente che non voglia condividere informazioni con Mountain View, qual è la soluzione?

Le armi di Google contro GoogleGli strumenti primari, paradossalmente, sono forniti da Google stessa. La pagina degli “Strumenti per la privacy”5, per iniziare, illustra tutte le procedure attraverso cui monitorare e cancellare i propri dati dagli archivi Google. È possibile eliminare elementi dalla cronologia di ricerca (“Controlli della Cronologia web”) o disattivare la registrazione delle chat (“Chat di Gmail non salvate nel registro”), ma soprattutto usare gli strumenti del “Data Liberation Front” che, per ogni servizio, spiega passo passo come esportare in locale i propri dati per poi cancellarli dai server remoti. 

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