Posts tagged ‘Io’

novembre 15th, 2017

Le teorie della personalità

by gabriella

γνῶθι σαυτόν

 

Per quanto tu possa camminare, e neppure percorrendo intera la via,
tu potresti mai trovare i confini dell’anima:
così profonda è la sua essenza.

Eraclito

 

Una definizione

La personalità è un’organizzazione più o meno durevole di forze nell’ambito dell’individuo.

Queste forze persistenti della personalità contribuiscono a determinare la risposta in varie situazioni, e a queste si può quindi attribuire in gran parte la coerenza del comportamento, sia esso verbale o corporeo.

Ma il comportamento, per quanto coerente, non è la stessa cosa che la personalità (vedi lo studio di Richard Lapiere sulla percezione americana degli asiatici nel 1934, NDR) la personalità sta dietro al comportamento e all’interno dell’individuo. Le forze della personalità non sono risposte ma disposizioni alla risposta […].

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ottobre 18th, 2017

La psicanalisi

by gabriella
freud

Sigmund Freud (1856-1939)

Videolezioni: 1. L’intervista di Freud alla BBC: The struggle is not yet over 2. Le origini della psicanalisi: dall’ipnosi al metodo catartico 3. Il sogno dell’iniezione di Irma e la nascita della nuova scienza 4. Le rappresentazioni della mente 5. Le fasi dello sviluppo psicosessuale e la crisi edipica 6. I meccanismi di difesa 7. L’antropologia, Totem e tabù

Integrazioni, chiarimenti, sintesi: Freud e la nascita della psicoanalisi [dopo la videolezione 1]

Materiali CLIL: Freud Museum London 1. What is Psycoanalysis Part 1: Is it Weird? 2. What is Psychoanalysis? Part 2: Sexuality 3. What is Psychoanalysis? Part 3: The Oedipus Complex 4. What is Psychoanalysis? Part 4: The Ego, the Id and the Superego

Valutazione degli studenti

L’intervista alla BBC alla fine della vita di Freud

Il 7 dicembre 1938, Freud rilascia un’intervista alla BBC in cui legge un comunicato di appena due minuti. È a Londra dal giugno, dopo aver abbandonato Vienna, nelle mani dei nazisti, per sottrarsi alle persecuzioni antiebraiche. Morirà nove mesi dopo per gli esiti di un cancro alla mascella di cui soffriva da vent’anni.

Si tratta dell’unica intervista concessa da Freud ed è dunque significativo il contenuto di questa dichiarazione dello scienziato morente [videolezione 1].

intervista

Il sogno dell'iniezione di Irma

Il sogno dell’iniezione di Irma

La psicanalisi

Il termine psicanalisi compare per la prima volta in uno scritto del 1896, L’ereditarietà e l’eziologia della nevrosi, in cui Freud lo utilizza al posto di altri usati in precedenza per illustrare i suoi metodi osservativi e terapeutici di alcuni disturbi psichici. Un anno prima, il medico viennese aveva iniziato ad elaborare una spiegazione simbolica dei sogni, lavorando su un suo sogno personale [videolezione 3] elaborato nella notte tra il 23 e il 24 luglio 1895 e noto come «il sogno dell’iniezione di Irma».

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settembre 13th, 2017

David Hume, La critica all’io e all’identità personale

by gabriella

David Hume (1711 – 1776)

Secondo Hume, l’identità dell’io non è giustificata da nessuna esperienza, né esiste argomentazione che possa dimostrarla. Se ci atteniamo all’esperienza, infatti, rileviamo solo “fasci di percezioni” mentre, se cerchiamo un’argomentazione logica, dobbiamo riconoscere che l’idea di identità non può coincidere con quella dell’io. L’io infatti è una composizione di relazioni, ma la nozione di relazione non è quella di identità. La sovrapposizione dell’identità all’io avviene quindi solo attraverso un’inferenza extraempirica ed extralogica come la nozione di “persona” che ha caratteri etici, religiosi o pratico-vitali, cioè sempre metaforici rispetto alla “sostanza metafisica” che dovrebbe corrisponderle.Trattato sulla natura umana, Bari, Laterza, 1982, I, pp. 263-266.

Ci sono alcuni filosofi, i quali credono che noi siamo in ogni istante intimamente coscienti di ciò che chiamiamo il nostro io: che noi sentiamo la sua esistenza e la continuità della sua esistenza; e che siamo certi, con un’evidenza che supera ogni dimostrazione, della sua perfetta identità e semplicità. Le sensazioni più forti, le passioni più violente, dicono essi, invece di di­strarci da tale coscienza, non fanno che fissarla più intensamente e mostrarci, col piacere e col dolore, quanta sia la loro influenza sull’io. Tentare un’ulteriore prova di ciò sarebbe, per essi, indebolirne l’evidenza: non c’è nessun fatto del quale noi siamo così intimamente coscienti come questo; e se dubitiamo di questo, non resta niente di cui si possa esser sicuri.

Disgraziatamente, tutte queste recise affermazioni sono contrarie all’esperienza stessa da essi invocata: noi non abbiamo nessun’idea dell’io, nel modo che viene qui spiegato. Da quale impressione potrebbe derivare tale idea? […] Ci vuol sempre una qualche impressione per produrre un’idea reale. Ma l’io, o la persona, non è un’impressione: è ciò a cui vengono riferite, per supposizione, le diverse nostre impressioni e idee. Se ci fosse un’impressione che desse origine all’idea dell’io, quest’impressione dovrebbe rimanere invariabilmente la stessa attraverso tutto il corso della nostra vita, poiché si suppone che l’io esista in questo modo.

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ottobre 21st, 2013

Francesca Borrelli, Massimo De Carolis, Francesco Napolitano, Massimo Recalcati, Nuovi disagi nella civiltà

by gabriella

nuovi disagiIl rapporto tra natura e condizione umana, dopo il dibattito di Eindhoven. Tratto da Le parole e le cose.

Francesca Borrelli Più o meno tutte le diverse letture dei mutamenti sociali intervenuti negli ultimi anni danno per scontato che sulla scena del mondo contemporaneo si sia affacciato un individuo di tipo nuovo: c’è chi pensa che le novità non siano tali da alterare i fondamenti antropologici dell’uomo, e c’è chi invece ipotizza una mutazione così profonda da investire i suoi requisiti specie-specifici, a cominciare dalla funzione simbolizzatrice, che deriva all’uomo dalla facoltà di linguaggio. Sono passati più di quarant’anni da quando Noam Chomsky e Michel Foucault si incontrarono per la prima e unica volta a Eindhoven, nel tentativo di definire il concetto di natura umana. Avevano alle spalle una lunga tradizione filosofica, secondo la quale la natura umana e la condizione umana non avrebbero granché da spartire, perché in nessun modo il rapporto dell’uomo con il mondo sarebbe riduzionisticamente riconducibile ai suoi requisiti biologici, essendo piuttosto un fattore culturale, storicamente determinato.

Nel corso di quel colloquio tra Chomsky e Foucault il tentativo di tenere legate biologia e storia, invariante specie-specifica e variante socio-politica, subì un ennesimo scacco. Per un verso, Foucault respingeva l’idea stessa di natura umana come scientificamente inconsistente, sottolineando come essa fosse, invece, una costruzione dipendente da fattori e da prospettive storico-sociali. D’altra parte, Chomsky insisteva sul carattere innato della facoltà di linguaggio, ma da un lato trascurava ogni relazione con la storia e dall’altro pretendeva di dedurre dalla linguisticità dell’uomo il modello di una società giusta.

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