Posts tagged ‘Matrix’

maggio 23rd, 2016

Matrix

by gabriella

matrix

Il testo di Matrix (1999), grande metafora cyberpunk della platonica lotta per la conoscenza e la liberazione.  In coda al testo l’esercitazione, pensata come compito di realtà, per una terza liceo di Scienze umane.

CYPHER: Sì?
TRINITY: Tutto procede bene?
CYPHER: Non toccava a te darmi il cambio?
TRINITY: Lo so, ma non so stare senza fare niente.
CYPHER: Lui ti piace, ammettilo, ti piace osservarlo.
TRINITY: Non essere ridicolo.
CYPHER: Dovremo sacrificarlo.
TRINITY: Morpheus è convinto che sia l’eletto.

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marzo 1st, 2014

Le società di controllo 2. Paradigma Matrix: Big Data, Prism, sorveglianza e business

by gabriella

matrixIn questa seconda lezione sulle società di controllo, esaminiamo le forme contemporanee di dominio e la loro tendenza a concentrarsi sul controllo dell’informazione a fini di sicurezza e di sfruttamento economico.

Dopo aver analizzato il paradigma della sorveglianza basato sulla prevenzione del crimine (Minority Report) ci avviciniamo perciò ad una forma di biopotere che fonde manipolazione delle coscienze e controllo a fini di sfruttamento economico dell’uomo (un «deserto del reale» che non può essere visto se non dopo essere passati per una forma brutale di risveglio neuronale. Matrix 24:43-44).

Come suggerisce Age of Big Data, un’inchiesta BBC del 2013 – qui tradotta quasi integralmente – e un altro videoclip BBC disponibile qui, l’era dei grandi dati ha reso le informazioni prodotte dai e sui cittadini il principale strumento di potere e sviluppo economico. La predicibilità e la modellizzazione dei comportamenti umani estratti dai Big Data sono ora la fonte planetaria del controllo e della creazione di ricchezza [la traduzione del documentario è lasciata in nero, il commento è evidenziato in amaranto].

Ad ogni tipo di società […] si può far corrispondere un tipo di macchina […]
Ma le macchine non spiegano nulla, si devono invece analizzare i concatenamenti collettivi
di cui le macchine non sono che un aspetto.

Gilles Deleuze, Controllo e divenire, 1990

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gennaio 15th, 2012

Armando Massarenti, Bevanda al gusto di latte macchiato

by gabriella

Pensate a un pianeta identico al nostro in ogni aspetto, tranne per il fatto che al posto dell’acqua c’è un composto chimico che non è H2O ma, poniamo, XYZ. Tra le due «acque», in realtà, dal punto di vista macroscopico, non vi è alcuna differenza. Entrambe sono liquide, trasparenti, ci si può nuotare dentro. Solo un’analisi chimica accurata svolta da un esperto può appurare che sono sostanze diverse. Per il resto, lassù c’è un tipo identico a noi che per esempio dice al suo bambino (identico al nostro): «Puoi berla. E potabile».

E’ il celebre esperimento menatle condotto dal filosofo Hilary Putnam per rispondere alla domanda: i due gemelli, quando dicono «acqua» nei rispettivi pianeti, si riferiscono alla stessa cosa o a due cose diverse? La risposta di Putnam, di tipo realistico, è che si tratta di due cose distinte: un gemello si riferisce ad H2O, l’altro a XYZ, anche se nessuno dei due è in grado di percepire la differenza.

Non tirerei in ballo problemi difficili come questi del «realismo» e del «riferimento» se non me li trovassi di fronte ogni volta che vado a prendere il caffé in una di quelle classiche macchinette aziendali. Introdotte le monetine, si deve scegliere tra diverse opzioni, disposte in due file di pulsanti. Nella prima c’è scritto:  CAFFE’ ESPRESSO, CAPPUCCINO, CAFFE’ LUNGO, eccetera. Dunque è chiaro, se pigio CAFFE’ ESPRESSO uscirà un caffè espresso.

La seconda fila  presenta le cose in modo sottilmente diverso. Vi è una scritta più piccola che dice «Bevanda al gusto di» seguita, in grande, da TE’ AL LIMONE, CIOCCOLATO, fino all’inquietante Bevanda al gusto di LATTE MACCHIATO. Se non ci fosse la scritta piccola saremmo esattamente nella situazione delle «terre gemelle». Sorseggeremmo il nostro thé al limone senza sapere che in realtà si tratta di una «Bevanda al gusto di thé al limone» (qualunque cosa di nasconda dietro qusta vaghissima definizione). A partire da quella scritta invece, ci bastano pochi semplici passaggi logici per immaginarci nella scena chiave del celeberrimo film Matrix, quando Morpheus ci dice: «Benvenuti nel mondo reale».

A. Massarenti, Il lancio del nano, Milano, IlSole24Ore, 2007, pp. 17-18.


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