Posts tagged ‘metacognizione’

settembre 25th, 2017

Thibauld Prévost, Perché i meno capaci tendono a sopravvalutarsi

by gabriella

L’effetto eccesso di fiducia

Un famoso fenomeno psicologico, l’effetto Dunning-Kruger, porta i più ignoranti e meno capaci a credersi migliori degli altri.  Ciò significa che, all’inizio di un percorso di formazione, è comune la tendenza alla sopravvalutazione delle proprie capacità e competenze; fenomeno che diminuisce e tende alla normalizzazione con l’aumentare delle esperienze e delle capacità cognitive.

In contesti di apprendimento possono quindi verificarsi discrepanze tra l’immagine di sé e i risultati  ottenuti, con carico di frustrazioni e ansia sulle quali può innestarsi la sindrome da impotenza appresa e lo sviluppo dell’aggressività verso compagni e insegnanti.

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aprile 3rd, 2012

Il disturbo specifico di comprensione del testo scritto

by gabriella

La lettura è un’abilità complessa che coinvolge vari elementi. Lo scopo della lettura non è solo quello di decifrare le parole scritte su un foglio, ma è quello di comprendere il significato del testo, cioè cogliere il significato di ciò che si sta leggendo. Partendo da questo, si può cercare di analizzare in cosa consiste il disturbo specifico di comprensione del testo scritto.

In fondo al testo una serie di grafiche illustra le strategie didattiche di potenziamento.

 

Che cos’è il disturbo specifico di comprensione del testo

Rientra nei disturbi specifici dell’apprendimento e si manifesta durante la fanciullezza e la prima adolescenza (e va quindi riconosciuto e affrontato tempestivamente, perché il potenziamento annulli lo svantaggio). Il disturbo di comprensione si caratterizza per la difficoltà a comprendere in modo adeguato il significato del testo.

Bisogna fare attenzione a distinguere la difficoltà di comprensione dal disturbo di comprensione. Nella difficoltà di comprensione il problema che il ragazzo incontra può essere ricondotto a bassa stimolazione culturale e linguistica, quale effetto dello svantaggio socio-economico (un problema tutt’altro che risolto, che sta invece crescendo con la diminuzione del tempo scuola e l’aumento delle diseguaglianze), mentre questo non è alla base del disturbo di comprensione. 

Le caratteristiche che un soggetto con tale disturbo incontra durante la lettura sono:
1. Una prestazione al di sotto della norma in prove specifiche che valutano la comprensione del testo;
2. Un livello intellettivo nella norma e comunque consistentemente più elevato rispetto agli esiti nella prova di comprensione;
3. Nessuna situazione di svantaggio socioculturale o di carenza di istruzione che possa spiegare per se stessa la difficoltà;
4.  Nessun ritardo mentale o deficit di tipo sensoriale (visivo o uditivo), cui possa essere attribuibile il deficit di comprensione.

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luglio 20th, 2011

L’intelligenza

by gabriella

Approcci teorici e approcci psicometrici

La psicologia non possiede ancora una descrizione e una definizione condivise di cosa sia l’intelligenza. Una definizione di carattere generale po­trebbe indicare l’intelligenza come quel processo che consente agli organismi viventi di risolvere problemi che richiedono un nuovo modo di rapportarsi all’ambiente (problem solving attraverso la capacità di apprendimento). Una simile definizione non tiene però conto delle diverse sfaccettature con cui l’intelligenza si manifesta e pone in evidenza solo le capacità inventive rispetto all’uso di procedure consolidate.

George Katona

George Katona (1901-1981)

Wolfgang Kohler

Wolfgang Kohler (1887 – 1967)

Se si fa riferimento alla psicologia della Gestalt, l’intelligenza si pone più sul piano del pensiero produttivo (creatività) che di quello riproduttivo (problem solving). Teorici come Köhler, Wertheimer e Duncker, hanno spiegato il comportamento intelligente attraverso il concetto di struttura: l’intelligenza è la capacità di risolvere problemi ristrutturando percettivamente (l’insight di Köhler) e cognitivamente (pensiero produttivo di Wertheimer e Duncker) l’ambiente. Con Katona i gestaltisti evidenziano come l’intelligenza si manifesti nell’attività organizzativa di tutti i processi cognitivi, dalla percezione al pensiero e alla memoria. Tale interdipendenza dei processi cogni­tivi viene ulteriormente accentuata dagli psicologi cognitivisti che considerano l’intelligenza come la manifestazione del fun­zionamento del sistema cognitivo nel suo insieme. I soggetti intelligenti presentano una memoria funzionale ed efficiente, in tutte le sue articolazioni, dalla MBT (a breve termine), alla MLT (a lungo termine), alla memoria di lavoro. Per la psicologia cognitiva, l’intelligenza appare legata alla capacità di adoperare in modo flessibile le singole abilità mentali, sapendo trasfe­rire ciò che si è appreso in un certo contesto a un contesto diverso (abilità o competenze). Un altro aspetto legato a tale flessibilità è la metacognizione, vale a dire il grado di conoscenza che i soggetti hanno dei propri processi mentali. Una consapevolezza e una conoscenza appropriata di tali processi rende la mente delle persone più efficiente. Per esempio, con una buona metacognizione è più facile scegliere la strategia più adeguata per risolvere un problema o per memorizzare del­le informazioni.

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