Posts tagged ‘minorità’

gennaio 9th, 2017

Kant e l’ascensore. E’ possibile un’etica della libertà? Cioè un mondo giusto senza regole, prescrizioni e autorità?

by gabriella

KantstudentiDa qualche anno, affrontando l’etica kantiana, propongo ai miei studenti un delicato quesito morale: è giusto prendere l’ascensore della scuola (l’uso è stato riservato dalla Preside al personale scolastico e alla disabilità motoria, ma molti studenti lo violano)? E’ libero chi lo fa?

Tra gli ottimi compiti di quest’anno c’è quello di Lucrezia che osserva quanto sia difficile uscire dallo stato di minorità ed eterodirezione a causa della tutela educativa imposta da piccoli e diventata un’abitudine; quello di Sonia che scandisce con precisione la differenza tra massima e imperativo, cioè tra un comportamento che si impone per sé, necessariamente, e ciò che giova solo al singolo, e quello di Benedetta, che analizza non tanto la minorità diffusa e soffocante, ma la naturale libertà e razionalità dell’uomo, quale possibilità sempre (e per tutti) a portata di mano e da scegliere con coraggio.

 

Problema

Nella Risposta alla domanda Che cos’è l’Illuminismo, Kant oppone la minorità e l’eterodirezione al sapere e all’autonomia. Ma cosa vuol dire esattamente essere “autonomi”? Che rapporto c’è tra l’autonomia e il “fare di testa propria”? E’ autonomo chi agisce in base alla propria opinione?

Tenendo conto che, nella Critica della ragion pratica, Kant esprime questa relazione con il rapporto tra massime e imperativo categorico, esamina il caso dell’ascensore: nella nostra scuola è vietato agli studenti usare l’ascensore perché riservato agli insegnanti e a tutto il personale scolastico. Si tratta di una norma spesso disattesa. Perché alcuni studenti la violano? Con quale ragione? Si tratta di un comportamento autonomo, cioè libero, in senso proprio o no? Quale sarebbe il comportamento libero, rispetto al caso in questione? 

 

Materiali

Commento alla Critica della ragion pratica e Risposta alla domanda “Che cos’è l’Illuminismo”? in Kant, e Kant. L’educazione come umanizzazione.

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ottobre 25th, 2016

Kant

by gabriella
Kant

Immanuel Kant (1724 – 1804)

Io ho avuto la felicità di conoscere un filosofo, che fu mio maestro.

Nei suoi anni giovanili, egli aveva la gaia vivacità di un giovane, e questa, credo, non lo abbandonò neppure nella tarda vecchiaia.

La sua fronte aperta, costruita per il pensiero, era la sede di una imperturbabile serenità e gioia; il discorso più ricco di pensiero fluiva dalle sue labbra; aveva sempre pronto lo scherzo, l’arguzia e l’umorismo, e la sua lezione erudita aveva l’andamento più divertente.

Con lo stesso spirito col quale esaminava Leibniz, Wolff, Baumgarten, Crusius, Hume, e seguiva le leggi naturali scoperte da Newton, da Keplero e dai fisici, accoglieva anche gli scritti allora apparsi di Rousseau, il suo Emilio e la sua Eloisa, come ogni altra scoperta naturale che venisse a conoscere: valorizzava tutto e tutto riconduceva a una conoscenza della natura e al valore morale degli uomini priva di pregiudizi.

La storia degli uomini, dei popoli e della natura, la dottrina della natura, la matematica e l’esperienza, erano le sorgenti che avvivavano la sua lezione e la sua conversazione. Nulla che fosse degno di essere conosciuto gli era indifferente; nessuna cabala, nessuna setta, nessun pregiudizio, nessun nome superbo, aveva per lui il minimo pregio di fronte all’incremento e al chiarimento della verità. Egli incoraggiava e costringeva dolcemente a pensare da sé; il dispotismo era estraneo al suo spirito.

Quest’uomo, che io nomino con la massima gratitudine e venerazione, è Immanuel Kant: la sua immagine mi sta sempre dinanzi.

Johann Gottfried Herder

Videolezioni1. Introduzione a Kant 2. Gli scritti precritici 1755-1763 3. Verso la svolta critica: gli scritti tra il 1766 e il 1770 4. Il «tribunale della ragione» e la «rivoluzione copernicana» 5. La fondazione della conoscenza oggettiva: i giudizi sintetici a priori 6. L’estetica trascendentale 7. L’Analitica trascendentale 8. Fenomeno e noumeno 9. La dialettica trascendentale 10. La Critica della ragion pratica 11. La Critica del giudizio 12. La Risposta alla domanda: Cos’è l’Illuminismo?

Integrazioni, chiarimenti, sintesi: Immanuel Kant visto da vicino (Loescher); [dopo la videolezione 1] Maurizio Ferraris, Kant e l’Illuminismo; [dopo la videolezione 4] Gianfranco Marini, La mossa di Kant; filosofojoe, La differenza tra trascendente e trascendentale;  [dopo la videolezione 6] filosofojoe, Spazio e tempo; [dopo la videolezione 9] filosofojoe, La Critica della ragion pura in tre minuti; Perché ci Sono Cose che Puoi Conoscere e Altre No]

Valutazione degli studenti

Immanuel Kant nacque a Könisberg (Prussia), oggi Kaliningrad (Russia), in una famiglia di modeste condizioni economiche – il padre era maniscalco. Compì i suoi studi nella città natale, dove fu avviato alla matematica, alla fisica e istruito sulla filosofia leibniziano-wolffiana.

Il suo pensiero rappresenta il punto più alto raggiunto dall’Illuminismo e, al tempo stesso, l’inizio della sua dissoluzione, contenendo gli elementi per il superamento (idealistico) della sua filosofia (il criticismo).

sapere-aude« L’Illuminismo è l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a se stesso. Minorità è l’incapacità di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Imputabile a se stesso è questa minorità, se la causa di essa non dipende da un difetto d’intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di far uso del proprio intelletto senza essere guidati da un altro. Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza! È questo il motto dell’Illuminismo ».

 

Il dibattito sulla conoscenza ai tempi di Kant

 

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Gli scritti precritici (1755 – 1763)

La visione quantitativa e meccanicistica del cosmo

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Il terremoto di Lisbona del 1755

I suoi primi scritti vertono intorno a questioni di fisica, cosmologia e geologia e testimoniano come l’avvio della sua riflessione sia caratterizzato dalla graduale assimilazione della prospettiva scientifica newtoniana e dunque dall’accettazione di un modello di spiegazione quantitativo e meccanicistico del cosmo.

Uno in particolare, la Storia naturale della natura e teoria del cielo, del 1755, vede Kant applicare le leggi della fisica newtoniana alla spiegazione dell’origine dell’universo e formulare l’ipotesi – alla quale perverrà autonomamente in seguito lo scienziato francese Laplace – di una nebulosa primitiva.

L’anno seguente pubblica tre scritti sui terremoti – argomento divenuto di bruciante attualità dopo il sisma che aveva distrutto Lisbona (1755) – legando il fenomeno alle forze magmatiche presenti nelle cavità terrestri ed escludendo ogni ricorso a fantomatiche punizioni divine.

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