Posts tagged ‘mito’

novembre 17th, 2016

Introduzione alla psicologia sociale

by gabriella

Videolezioni: 1. L’attribuzione e l’errore fondamentale d’attribuzione 2. L’effetto Lucifero e l’origine del male 3. L’obbedienza all’autorità e l’esperimento di Milgram 4. Gli atteggiamenti 5. Il conformismo e l’esperimento di Solomon Asch 6. La costruzione dell’ostilità sociale e gli esperimenti di Muzafer Sherif 7. Stereotipi e pregiudizi 8. Le opinioni e il senso comune

Valutazione degli studenti

Il compito principale della psicologia sociale è di analizzare come l’attività mentale delle persone viene condizionata dalla realtà sociale.

Gli studi di psicologia sociale sono stati fortemente influenzati dagli avvenimenti della seconda guerra mondiale, dopo la quale si trattava di capire, come scrisse Max Horkheimer, come erano stati possibili

«la persecuzione e lo sterminio meccanizzato di milioni di esseri umani in quella che era considerata la cittadella della civiltà occidentale» [Premessa agli studi sul pregiudizio, in T. W. Adorno et al., La personalità autoritaria, 1949].

Fondamentali, in proposito, sono stati gli studi che il teorico della scuola di Francoforte Theodor W. Adorno, e l’esponente della scuola psicanalitica viennese Else Frenkel-Brunswik, entrambi fuggiti negli Stati Uniti per sottrarsi alla persecuzione antiebraica, svolsero negli Stati Uniti con un gruppo di psicologi sociali sulla personalità autoritaria, cioè la formazione di un tipo umano che teorizza e pratica la violenza nei confronti delle minoranze [gli ebrei, gli stranieri – o i migranti -, gli “zingari”, gli omosessuali, come un tempo gli eretici e le streghe] e sulle ragioni profonde di questa aggressività.

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settembre 28th, 2016

Che cos’è la filosofia

by gabriella

La nascita della filosofia

Tutti gli uomini, per natura amano la conoscenza

Aristotele, Metafisica, A, 980a

Anche se il concetto di filosofia emerge nel V secolo, Aristotele e l’intera tradizione della storia della filosofia considerano filosofi i primi pensatori greci vissuti agli inizi del VI° secolo a. C. nelle colonie greche della Ionia (Asia Minore) – coloro che agli inizi «hanno filosofato intorno alla verità», Aristotele, Metafisica, I- e precisamente nella città di Mileto (Talete, Anassimandro, Anassimene), Efeso (Eraclito), Colofone (Senofane), Clazomene (Anassagora).

Socrate (470-69 - 399 a. C.)

Socrate (470-69 – 399 a. C.)

platone-aristotele

Platone e Aristotele

Protagora

Protagora

Ciò che distingue la sapienza di questi pensatori dalle forme di sapere precedenti (e da quelle nate in Oriente) è che essa si presenta come una ricerca razionale che nasce da un atto di libertà di fronte alla tradizione, al costume e a qualunque credenza accettata come tale. I filosofi polemizzano sin dall’inizio con l’educazione tradizionale, la cultura greca e il mito. Ne sono esempi maturi Socrate, la cui condanna a morte aveva per motivo proprio la critica radicale a cui sottoponeva ogni aspetto della cultura e delle istituzioni ateniesi, nonché Platone e Aristotele nella loro battaglia contro retori (i politici) e poeti (e prima ancora Anassagora e Protagora).

La filosofia greca è una forma di indagine razionale. Ciò significa non solo che le dottrine filosofiche sono un prodotto della ragione di chi le elabora, ma anche e soprattutto, che è possibile discuterle facendo appello ad argomenti razionali, che è possibile criticarle, ed eventualmente confutarle se la ragione ci mostra soluzioni più convincenti.

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giugno 26th, 2013

Jean-Pierre Vernant, L’età dell’oro: uomini e dèi

by gabriella

Tratto da L’univers, les dieux, les hommes. Récits grecs des origines (1999), trad it. L’universo, gli dèi, gli uomini. Il racconto del mito, Torino, Einaudi, 2000, pp. 49-51.

Lucas Cranach il vecchio, L'età dell'oro, 1540 ca

Lucas Cranach il vecchio, L’età dell’oro, 1540 ca

Zeus siede sul trono e da lassù domina l’intero univer­so. Il mondo possiede un proprio ordine. Gli dèi si sono dati battaglia, alcuni di loro hanno trionfato. Tutto quan­to esisteva di malvagio nel cielo etereo è stato cacciato via, o imprigionandolo nel Tartaro, o spedendolo sulla terra, presso i mortali. E agli uomini, che cosa accade ? Che co­sa ne è di loro ?

La storia ha inizio non proprio con l’origine del mon­do, ma piuttosto nel momento in cui Zeus è già re, quan­do il mondo divino ha trovato cioè un suo ordine e una sua stabilità. Gli dèi non vivono unicamente sull’Olimpo, ma dividono con gli uomini degli angoli di mondo. Esiste in particolare un luogo in Grecia, vicino a Corinto, una pia­nura, a Mekone, in cui uomini e dèi vivono insieme, me­scolati gli uni con gli altri. Banchettano in compagnia, sie­dono alla stessa tavola, partecipano a feste comuni: ciò si­gnifica che per uomini e dèi che vivono insieme, ogni giorno è un giorno di festa e di felicità. Si mangia, si be­ve, si sta in allegria, si ascoltano le Muse cantare la gloria di Zeus e le avventure divine. In poche parole: tutto pro­cede nel migliore dei modi.

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giugno 26th, 2013

Il mito, i simboli e il loro uso politico

by gabriella

Raccolta di testi per esplorare la natura del mito in relazione alla costitutiva incompletezza della natura umana (Vernant; Guidorizzi) e al suo uso politico. I testi di Levi-Strauss, Barthes, Escobar sono pensati per introdurre all’uso politico del mito e del simbolico.

Jean-Pierre Vernant, Il mito greco

Non sono soltanto racconti. Contengono un tesoro di pensieri,
forme linguistiche, fantasie cosmologiche,
precetti morali, ecc.
che costituiscono il patrimonio comune dei greci dell’epoca preclassica.

Jacques Roubaud

zeus

Tratto da L’Univers, les Dieux, les Hommes (1999) trad. it. L’universo, gli dei, gli uomini, Torino, Einaudi, 2000.

Secondo Lévy-Strauss, un mito (μύθος) quale che sia la sua provenienza, si riconosce per la sua differenza dal racconto storico. La differenza con la narrazione storica è così ben marcata che in Grecia la historia (ἱστορία) si è formata contro il mito, come il resoconto esatto di fatti abbastanza vicini nel tempo perché testimini affidabili avessero potuto attestarli. Il mito si presenta invece come

un racconto venuto dalla notte dei tempi e che esisteva già prima che qualsiasi narratore iniziasse a raccontarlo [J.-P. Vernant, L’universo, gli dèi, gli uomini. Il racconto del mito, Torino, Einaudi, p. 5].

Il mito greco è un corpus di racconti arrivato a noi solo nel momento del declino, sotto forma di testi scritti che appartengono alle opere letterarie maggiori dell’epopea, della poesia, della tragedia, della storia e persino della filosofia, nelle quali, ad eccezione dell’Iliade, dell’Odissea e della Teogonia di Esiodo, compaiono dispersi, in modo frammentario, a volte allusivo. La condizione d’esistenza del mito è infatti l’oralità che permette alla polisemicità del racconto di svilupparsi e prendere forma in infinite variazioni ad ogni narrazione. Il racconto mitico presenta sempre varianti, versioni multiple.

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gennaio 28th, 2013

Giulio Giorello, Prometeo e la tecnica nella versione giapponese dei manga e delle anime

by gabriella

Il mito di Prometeo come potente leva di comprensione non solo nelle epoche passate, ma anche nella nostra. Secondo Giorello, pubblicato oggi dal Rasoio di Occam, il senso di questo mito riemerge nel destino dei personaggi dei cicli di fumetti (manga) e dei film di animazione (anime). Ma, si chiede il filosofo, manga e anime del nuovo Giappone possono dare indicazioni efficaci nella ricerca di antidoti alla componente distruttiva del prometeismo dell’Occidente?

Ricordate Genesi 1,26? «Poi Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza, ed abbia dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra”». Comunque si attenui nelle nuove versioni della Bibbia quell’allusione al dominio della creatura umana sulla natura, resta che quel mandato divino (basato sulla «immagine e somiglianza» con il Signore) separa Homo sapiens da ogni altro organismo vivente. E se gli odierni teologi tendono a interpretare quel dominio come un’assunzione di responsabilità piuttosto che un potere assoluto, ben strana appare quella divina provvidenza che ha affidato il nostro Globo alle mani dei discendenti di Eva e di Adamo, i quali si sono rivelati capaci nel corso della storia di tante e tali violenze sull’ambiente: è un po’ come voler affidare alla responsabilità del (Real) Collegio delle Fanciulle a… Jack lo Squartatore.

mangascienzaLe narrazioni della Bibbia sono miti, anch’essi pieni di fascino e di mistero non meno che i loro corrispondenti nella cultura greca e latina. In questo libro, Fabio Bartoli valorizza soprattutto la vicenda di Prometeo, il dio spodestato e condannato per aver troppo amato le creature umane, donando loro non solo il fuoco (cioè tecnica ed energia) ma anche l’arte dei numeri (ossia matematica e scienza) e «cieche aspettative» (ovvero l’ignoranza del giorno della propria morte). E chi sono i moderni Prometeo? Nella immaginosa rappresentazione di William Blake, quel ruolo è affidato a Isaac Newton, vero e proprio titano della scienza che quasi confonde le sue membra con le rocce di un’ardua montagna, mentre è intento a mettere su carta calcoli e schemi delle orbite dei pianeti; per Immanuel Kant toccava all’americano Benjamin Franklin il compito di controllare i fuochi venuti dal cielo (cioè i fulmini), non più saette di Zeus ma fisiche manifestazioni dell’elettricità; per Percy Bysshe Shelley le catene di Prometeo venivano spezzate ogni volta che tecnologia e scienza erano messe al servizio della libertà e dell’uguaglianza, mentre la sua consorte Mary già disegnava nel Frankenstein il ritratto di un creatore terrificato a tal punto dalla propria «creazione» da dimenticare qualsiasi responsabilità nei suoi confronti.

Basterebbero questi brevi accenni alle trasformazioni di Prometeo nella nostra cultura a indicare come il mito non si riduca a un residuo di epoche non ancora rischiarate dalla luce del progresso, ma costituisca ancor oggi una potente leva non solo di emozione ma di comprensione, soprattutto là ove Prometeo «scatenato» appare come un benefattore davvero bizzarro (il primo santo laico del calendario, come amava dire Karl Marx), giacché i suoi doni appaiono gravidi di minaccia. «Vivono nel terrore gli scienziati / e la mente europea s’arresta», leggiamo nel frammento dal CXV dei Cantos di Ezra Pound: il poeta vergò queste parole in quello stesso 1952 cui risalgono i primi test sulla bomba all’idrogeno, ovvero la «superbomba» la cui potenza distruttiva doveva – stando ai suoi stessi progettatori – far impallidire quella degli ordigni atomici scagliati dall’aviazione militare USA sulle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki. Si tende troppo spesso a dimenticare che la seconda Guerra Mondiale è stata pure la prima guerra atomica della storia. In uno dei più intelligenti film di Orson Welles, la trasposizione cinematografica del Processo di Kafka, alla grottesca uccisione del protagonista un fungo atomico si leva all’orizzonte.

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