Posts tagged ‘Neanderthal’

21 Agosto, 2013

Le penne dei Neanderthal

by gabriella

Un’eccezionale scoperta italiana: la specie ormai estinta si adornava il corpo con penne di uccelli proprio come il “cugino” sapiens sapiens.

Neandertaldi Marco Peresani, Università di Ferrara

Una recente scoperta archeologica cambia il nostro modo di considerare l’Uomo di Neanderthal, lontano cugino scomparso tra 50 e 40 mila anni fa dal nostro continente. Abilissimo cacciatore,  questo europeo adattato da centinaia di migliaia di anni ai climi glaciali, rivela tutta la sua sensibilità verso l’ornamentazione del proprio corpo e dei propri abiti, utilizzando polveri coloranti  ricavate dalla triturazione di ossidi di ferro, conchiglie marine e denti perforati, ma soprattutto piume estratte dalle ali di grandi rapaci: un comportamento considerato “moderno” a tutti gli effetti, se si escludono le eccezionali opere d’arte realizzate dai primi sapiens.

(Leggi anche: “La dieta dei Neanderthal”)

Proprio l’emergenza di questo comportamento è oggetto di un acceso dibattito scientifico internazionale, che impegna centinaia di studiosi a discutere se fossero proprio le popolazioni neanderthaliane ad avere realizzato, indipendentemente, certe invenzioni nella scheggiatura della pietra, nella lavorazione dell’osso e, appunto, ad avere “praticato” l’ornamentazione, oppure se tutto questo non fosse il risultato dell’incontro con gli invasori sapiens sapiens che decretarono la definitiva estinzione dei nativi Neanderthal.

(05 maggio 2011)

Tratto da: http://nationalgeographic.it

21 Agosto, 2013

Nella Russia subartica gli ultimi Neanderthal

by gabriella

La scoperta di un kit di utensili indicherebbe che la specie sia sopravvissuta più a lungo – e più a nord – di quanto si pensava. Gli attrezzi scoperti di recente (nel riquadro) fanno pensare che i Neandertal europei si spinsero più a nord dell’area che finora si riteneva avessero abitato.

Un gruppo di Neandertal potrebbe essere sopravvissuto più a lungo del resto della loro in un remoto avamposto nella Russia settentrionale: lo rivelerebbe la scoperta nell’area di un kit di strumenti litici.

Il luogo del ritrovamento, situato sugli Urali,

“potrebbe essere stato l’ultimo rifugio dei Neandertal”,

afferma il responsabile della ricerca Ludovic Slimak, archeologo della Université de Toulouse le Mirail in Francia. I Neandertal dominarono l’Europa per circa 200.000 anni, finché gli uomini moderni (Homo sapiens) iniziarono a diffondersi nella regione, circa 45.000 anni fa. Le due specie probabilmente condivisero per qualche tempo il territorio, ma ciò che accadde in quell’arco di tempo, quanto durò la convivenza e perché alla fine Homo sapiens ebbe la meglio resta un mistero.

(Vedi anche: Siamo tutti un po’ Neandertal)Le testimonianze archeologiche ritrovate finora collocavano gli ultimi avamposti neandertaliani nella penisola iberica.
“Non a caso, è stato proprio in zone ‘marginali’ che i Neandertal sono sopravvissuti più a lungo”,
dice il paleontologo Erik Trinkaus, della Washington University di St. Louis, Missouri, che non ha preso parte allo studio.Ora però, le centinaia di strumenti in pietra rinvenuti a Byzovaya, un sito russo alla stessa latitudine dell’Islanda, potrebbero ridisegnare la mappa della diffusione del Neandertal in Europa.

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21 Agosto, 2013

Giorgio Manzi, Il cranio di Neandertthal del Monte Circeo

by gabriella

cranio NeanderrthalIl 25 febbraio 1939 il paleontologo Alberto Carlo Blanc scopre un cranio di Neanderthal in una grotta presso il Monte Circeo.

Repertorio: frammenti dalla trasmissione televisiva “Testimoni oculari” del 9 novembre 1959, nella quale Alberto Carlo Blanc viene intervistato da Gianni Bisiach sulle tappe più importanti della sua carriera di paleontologo.

Brano musicale: Così parlò Zarathustra di R. Strauss.

Giorgio Manzi è professore associato presso il Dipartimento di Biologia Ambientale della SAPIENZA Università di Roma, dove insegna a studenti della facoltà di Scienze M.F.N. e della Scuola di Specializzazione in Archeologia. Direttore del Museo di Antropologia “Giuseppe Sergi” della SAPIENZA Università di Roma. Premio internazionale “Fabio Frassetto” 2006 per l’Antropologia fisica, conferito dall’Accademia Nazionale dei Lincei. Membro del Consiglio Direttivo dell’Istituto Italiano di Paleontologia Umana (IsIPU), del quale è stato Segretario Generale dal 1999 al 2006. Associato a varie società scientifiche nazionali e internazionali. Come divulgatore scientifico collabora con quotidiani, magazines, riviste di divulgazione scientifico-naturalistica e sitiweb; ha inoltre partecipato a trasmissioni radiofoniche e televisive e abitualmente tiene conferenze sia in Italia cheall’estero. Attualmente ha una rubrica mensile su Le Scienze. Per l’editore Il Mulino di Bologna ha pubblicato Homo sapiens (2006), L’evoluzione umana (2007), Uomini e ambienti (2009, con A. Vienna) e Scimmie (2011, con J. Rizzo).

 

 

 


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