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maggio 5th, 2017

Homo sapiens, la filogenesi umana

by gabriella

Homo sapiens

Indice

1. La filogenesi della specie Sapiens, genere Homo

1.1 Gli attuali interessi dei paleoantropologi
1.2 La comparsa casuale della specie Sapiens

2. La Rift Valley
3. L’evoluzione umana
4. Il genere Homo
5. Out of Africa
6. L’evoluzione del cervello umano

6.1 Conclusioni: encefalizzazione, linguaggio e cultura negli ominidi

6.2 Cavalli Sforza, Evoluzione culturale ed evoluzione biologica
6.3 Homo sapiens. La grande storia della diversità umana

 

1. La filogenesi della specie Sapiens, genere Homo

L’uomo è una fune tesa tra il bruto e il superuomo – una fune sopra l’abisso.
Pericoloso l’andare alla parte opposta, pericoloso il restare a mezza via,
pericoloso il guardare indietro, pericoloso il tremare e l’arrestarsi.
Ciò ch’è grande nell’uomo è l’essere un ponte, non una meta:

ciò che si può amare nell’uomo è l’essere una transizione e un tramonto.

Friedrich Nietzsche, Così parlò Zarathustra

1.1 Gli attuali interessi dei paleoantropologi

Negli ultimi decenni, l’interesse dei paleoantropologi si è rivolto agli ultimi 6 milioni di anni, mettendo in luce l’origine africana degli ominidi (la nostra famiglia zoologica formatasi circa 23 milioni di anni fa, dalla quale si sono separati i primati e le australopitecine)la comparsa di primati bipedi in un habitat semiforestale (le cosiddette australopitecine), il loro adattamento agli ambienti più aperti delle savane in Africa orientale e meridionale, la comparsa del genere Homo e l’inizio dell’aumento in dimensioni e facoltà del nostro cervello, la diffusione extraafricana degli uomini nel Paleolitico inferiore (out of Africa), le traiettorie e le dinamiche filogenetiche che da questo momento si instaurarono in un contesto pluricontinentale, fino alla recente nascita di Homo sapiens come specie (l’unica esistente senza sottospecie, convissuta probabilmente fino a 30.000/25.000 anni fa con l’HomoNeanderthalensis e fino a 12.000 con l’HomoFlorensiensis) alla sua espansione geografica e alla sua (nostra) affermazione [vedi anche Lo sviluppo della vita].

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novembre 1st, 2013

Lo sviluppo della vita

by gabriella

Lo sviluppo della vita lungo le ere geologiche (4 miliardi e mezzo di anni), la comparsa dei mammiferi (nel Cretaceo, l’ultimo periodo dell’era Mesozoica) e dei primati (il Proconsul, nel Miocene, 18 milioni di anni fa), la biforcazione tra le scimmie antropomorfe e la specie Homo da 3 a 5 milioni di anni fa, tra Miocene, Pliocene e Pleistocene [il gibbone si separa 18 milioni di anni fa, l’orango 14, il gorilla 7, gli scimpanzé e il bonobo da 3 a 5].

Ere geologiche

Pangea e la deriva dei continenti

Nel Paleozoico, e per buona parte del Triassico, le terre emerse formavano un unico supercontinente, Pangea, la cui frammentazione è iniziata 200 milioni di anni fa. La prima spaccatura (Nord/Sud) contrappone Laurasia (Europa, Asia e Nordamerica) a Gondwana (Sud America, Africa e Oceania).

 

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agosto 21st, 2013

F. Clark Howell, Il processo di ominazione

by gabriella

Lascaux (Dordogna). Arte rupestre 17.000 anni fa

Lascaux (Dordogna). Arte rupestre 17.000 anni fa

[p. 37] I moderni studi paleoantropologici cercano di comprendere, sia nella prospettiva biologica sia in quella culturale, i fattori che hanno determinato l’evoluzione dell’uomo. L’antropologo biologicamente orientata si interessa soprattutto della natura delle principali trasformazioni anatomiche e fisiologiche nell’evoluzione del corpo da un primate superiore scimmiesco alla specie variabile unica, Homo sapiens, e della loro importanza per l’adattamento. Egli deve interessarsi inoltre dell’origine e dell’evoluzione di modelli tipicamente umani di comportamento, specialmente delle capacità di cultura e delle manifestazioni di tali capacità, e non solo delle loro basi biologiche.

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