Posts tagged ‘parità di genere’

ottobre 11th, 2017

Identità culturale e diritti individuali. Traccia per una simulazione della seconda prova

by gabriella

Quella sottostante è la traccia del tema di scienze umane impiegato in classe come simulazione della seconda prova dell’esame di stato.

 

 L’identità

 

PRIMA PARTE

Il candidato, avvalendosi anche della lettura e dell’analisi dei documenti riportati, illustri la questione dell’identità, soffermandosi poi sul possibile contrasto tra identità culturale (o etnica) e parità di genere.

Per femminismo intendo la convinzione che le donne non debbano essere svantaggiate dal loro sesso, che debba essere loro riconosciuta una pari dignità rispetto agli uomini, e la stessa possibilità degli uomini di vivere una vita soddisfacente e liberamente scelta.

“Il multiculturalismo [… per l’aspetto che qui interessa] è la tesi, in contesti di democrazie fondamentalmente liberali, che le culture o gli stili di vita minoritari non sono protetti a sufficienza dalla garanzia di diritti individuali ai loro membri. Perciò le culture devono essere protette per mezzo di speciali diritti di gruppo o privilegi.

Nel caso francese, ad esempio, il diritto a concludere matrimoni poligamici è chiaramente un diritto di gruppo, indisponibile al resto della popolazione. In altri casi, i gruppi richiedono diritti per autogovernarsi, per avere rappresentanze politiche garantite, o l’esenzione da leggi generalmente applicabili [Susan Moller Okin, Diritti delle donne e multiculturalismo, Boston Rewiew, ott.-nov. 1997].

La maggior parte delle culture sono imbevute di pratiche e ideologie che hanno a che fare col genere. Poniamo, allora, che una cultura approvi e faciliti il controllo sulle donne da parte degli uomini in vari modi (anche se informalmente, nella sfera privata della vita domestica). Immaginiamo anche che ci siano differenze di potere abbastanza chiare fra i sessi, tali che gli appartenenti al sesso più forte, i maschi, siano in genere anche coloro che si trovano nella posizione di determinare e articolare le credenze, le pratiche e gli interessi del gruppo. In tali condizioni, i diritti di gruppo sono potenzialmente e in molti casi attualmente antifemministi. Essi limitano in maniera significativa la capacità delle donne e delle ragazze di quella cultura di vivere con una dignità umana pari a quella degli uomini e dei ragazzi e con una pari libertà di scelta [Ivi].

 

SECONDA PARTE

Il candidato risponda a due dei seguenti quesiti:

1. Spiega perché, in una prospettiva multiculturalista, la diversità culturale dovrebbe essere difesa.

2. Illustra il rapporto tra la forma di integrazione sociale nota come “melting pot” e la prospettiva multiculturalista.

3. Illustra i miti di fondazione che conosci dell’antichità greca e romana, del giudaismo, del cristianesimo e dell’Islam che giustificano il controllo e la subordinazione delle donne.

4. Nell’articolo, Susan Okin cita le difese culturali spesso adottate nei processi penali americani a carico di membri di minoranze, uomini o donne, macchiatisi di violenze contro le donne o contro i bambini. Commentale alla luce del conflitto tra identità culturale e diritti individuali.

 

 

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Durata massima della prova: 6 ore (in questo caso 2)
È consentito l’uso del dizionario di lingua italiana.
È consentito l’uso del dizionario bilingue (italiano-lingua del paese di provenienza) per i candidati di madrelingua non italiana.
Non è consentito lasciare l’Istituto prima che siano trascorse 3 ore dalla dettatura del tema (non operante in questa prova).

marzo 8th, 2015

Elisabetta Santori, Pensiero de-genere e femminismo della crusca

by gabriella

laura boldriniUna critica filosofico-linguistica delle derive politically correct che stanno banalizzando il femminismo e la lingua italiana. La propongo notando come l’autrice si dolga per la violenza linguistica al “maschile inclusivo”, tacendo però sull’inaridimento formale del femminismo [di cui qui] questione, a mio avviso, molto più urgente. Tratto da Micromega.

Da Presidente della Camera, Laura Boldrini ha promosso la gender equality nel linguaggio e l’uso della forma femminile per le professioni e gli incarichi istituzionali ricoperti ormai sempre più spesso da donne.

Nel luglio 2014, auspice proprio Boldrini, è stato presentato alla Camera Donne, grammatica e media. Suggerimenti per l’uso dell’italiano della linguista Cecilia Robustelli (consulente dell’Accademia della Crusca), una guida all’uso non sessista della lingua italiana.

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