Posts tagged ‘paura’

11 Dicembre, 2012

Michaël Foessel, Dopo la fine del mondo. Critica della ragione apocalittica

by gabriella

FoesselPARIGI – Il 21 dicembre 2012 s’avvicina. Una data a cui molti guardano con un misto di curiosità e apprensione, per via della profezia del calendario Maya che per quel giorno fatidico ha annunciato la fine del mondo.
In Francia, se ne parla molto, anche perché, secondo antiche leggende, Bugarach, un paesino vicino ai Pirenei, avrà la fortuna di essere risparmiato dall’apocalisse prossima ventura. Motivo per cui la località è presa d’assalto da frotte di turisti e curiosi, al punto che il prefetto ha deciso di vietarne l’accesso ai non residenti.

Di fronte a queste paure e credenze più o meno diffuse, di solito si parla di superstizione, irrazionalità e ignoranza. Tuttavia, secondo Michaël Foessel, un giovane e brillante filosofo che insegna alle università di Digione e Berlino, l’ossessione della fine del mondo deve invece essere letta e analizzata come un sintomo della condizione contemporanea, dominata dalla precarietà e dall’alienazione. Tesi spiegata diffusamente in un interessantissimo saggio da poco arrivato nelle librerie francesi e già al centro di molte discussioni, Après la fin du monde. Critique de la raison apocalyptique (Seuil).

“L’attenzione per le profezie apocalittiche contemporanee è molto marcata soprattutto in Occidente, mentre è quasi del tutto inesistente nel resto del mondo. In Messico, ad esempio, della profezia dei Maya si parla pochissimo”, spiega lo studioso francese, già autore di un mezza dozzina di saggi molto apprezzati. “Secondo me, l’ossessione occidentale per la fine del mondo va messa in relazione con la sensazione della fine del “nostro” mondo, vale a dire il declino storico dell’Occidente. La globalizzazione del pianeta ha tolto al mondo occidentale la sua posizione dominante. Da qui il fascino della decadenza e del crollo, che trova la sua concretizzazione estrema nelle paure apocalittiche. La paura della fine del mondo nasce insomma dalla sensazione che il nostro mondo, i nostri valori, la nostra ricchezza, i nostri punti di riferimento siano sul punto di scomparire. In fondo, tali paure indicano innanzitutto il rifiuto di adattarsi alle conseguenzedella mondializzazione”. Non sono anche un modo per esorcizzare la paura della morte?”In effetti, la fine del mondo è la versione democratica della morte, consente di condividere in modo egualitario qualcosa di molto singolare e non condivisibile, vale a dire la propria morte. Di fronte all’apocalisse saremo tutti uguali. Paradossalmente, in un mondo sempre più dominato dall’individualismo e dalla disuguaglianza, la catastrofe consente di ricreare una certa comunità di destini”.

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30 Settembre, 2012

La propaganda elettorale del 1948

by gabriella

Riprendo da storiadigitale.it i manifesti della Democrazia Cristiana per la campagna elettorale del 1948.

Si tratta di manifesti prodotti dalla Spes e promossi dai cosiddetti comitati civici, creati solamente nel febbraio del 1948, a pochi mesi dalle elezioni, ma che riuscirono a produrre ugualmente un volume di propaganda notevole.

Il fondatore dei comitati civici fu Luigi Gedda, personaggio legato agli ambienti della Chiesa e che dalla Chiesa, direttamente dalla persona del Papa Pio XII aveva ottenuto di fondare i comitati civici allo scopo di far fronte alla organizzazione capillare del Partito Comunista Italiano. E’ fondamentale ricordare che la struttura messa in opera da Gedda, servì a dare voce alle altre associazioni cattoliche che non potevano fare politica dovendo attenersi alle norme concordatarie del 1929 che proibivano alla Chiesa di fare propaganda. Oltre ai cinquanta manifesti citati vi fu una grande produzione di volantinaggio e la stampa di un periodico in 250.000 copie denominato il “Collegamento” e che ebbe grande diffusione nel Paese.

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18 Agosto, 2012

Pierre Bayle, Pensieri sulla cometa

by gabriella

I brani seguenti sono tratti dai Pensieri sulla cometa (1682), testo polemico redatto da Pierre Bayle in occasione del passaggio di una cometa nel 1705 dedicata ad Halley, l’astronomo che ne calcolò l’orbita – che era stato sfruttato propagandisticamente dalla Chiesa cattolica e dalla cultura d’apparato per diffondere l’idea di imminenti castighi divini e instillare odio contro chi non si conformasse alla religione e alla visione del mondo dominanti.

Fingendosi «cattolico romano» e impegnato in un dialogo epistolare con un «dottore della Sorbona», Bayle affronta una lunga disamina delle cause psicologiche, politiche, filosofiche e storiche della mentalità che attribuiva all’ira di Dio fatti e prodigi naturali e nel corso dell’opera ne dissolve le premesse, descrivendo l’eticità di un mondo ateo e argomentando conclusivamente che la coscienza morale è più profonda e fondamentale di quella religiosa e confessionale e costituisce anzi, l’unica base della comunicazione e del confronto tra gli uomini.

I Pensieri sulla cometa, insieme al Dizionario storico critico (è accessibile in rete il testo in lingua originale) furono tra i primi strumenti di critica militante che i Lumi opposero alla superstizione, all’oscurantismo e all’uso strumentale della paura e della credulità popolare.

Né la tradizione generale, né l’unanime consenso degli uomini possono sostituirsi alla verità, altrimenti bisognerebbe anche ammettere che le superstizioni sugli auguri e sui prodigi, che i Romani avevano apprese dagli Etruschi, e tutte le sfrontatezze dei pagani sulle divinazioni, fossero altrettante verità incontestabili, visto che tutti ci credevano, come credevano ai presagi delle comete.

Pensieri sulla cometa, (Roma-Bari, Laterza, 1979, 45, p. 91)

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