Posts tagged ‘propaganda’

febbraio 18th, 2016

La modernizzazione

by gabriella

Un cambiamento sociale globale

geografia della modernizzazione

Storia e geografia della modernizzazione

La modernizzazione è un processo di cambiamento che ha interessato i paesi occidentali per alcuni secoli ridefinendo completamente la fisionomia di queste società. Si tratta quindi un cambiamento sociale globale (investe tutti gli ambiti della vita individuale e sociale) che, come tale, può essere paragonato alla rivoluzione neolitica (passaggio dall’economia di caccia e raccolta), sebbene sia stato molto più rapido di questa. La consapevolezza che un cambiamento di questa portata interessava l’insieme dei rapporti sociali e la natura delle istituzioni economiche, politiche, culturali europee, cioè ciò che con un nuovo concetto venne chiamata società, fu una delle condizioni di sviluppo della nascente sociologia. I padri fondatori della sociologia cercarono infatti di capire e di dare un nome a ciò che gli uomini comuni avvertivano come un cambiamento irresistibile e profondo: i termini impiegati per descriverlo furono industrializzazione, capitalismo e modernizzazione.

 

La nozione di modernizzazione

In sociologia e nelle altre scienze sociali il termine “modernizzazione” si è imposto nella seconda metà del ’900, sostituendo le nozioni di “industrializzazione“ o “capitalismo“, dichiarate parziali o eccessivamente connotate in senso critico. L’industrializzazione è infatti uno dei cambiamenti che si registrano nella modernizzazione, ma non l’unico, mentre il concetto di capitalismo, coniato da Karl Marx, ha un ruolo centrale nella critica marxiana dell’economia politica.

Nairobi

Nairobi: piscine e grattacieli in downtown

slum di Kibera (Nairobi)

Nairobi, lo slum di Kibera

Si è sostenuto che la nozione di modernizzazione ha il vantaggio di raccogliere tutte le grandi trasformazioni che hanno portato alle società moderne, nonostante il riconoscimento che la sostantivazione dell’aggettivo “moderno” è di per sé equivoca, inducendo a pensare che le società “moderne” siano migliori o più progredite delle società tradizionali. Anche il termine di modernizzazione é quindi connotato (cioè portatore non dichiarato di significati ulteriori rispetto all’oggetto denotato), perché suggerisce implicitamente l’idea di un progresso verso il meglio che la sociologia, in quanto scienza, non accoglie.

Un esempio nelle immagini a sinistra che ritraggono Nairobi, la moderna capitale del Kenia, dotata di grattacieli e impianti sportivi d’avanguardia, ma anche circondata da una delle periferie più degradate del mondo, lo slum (baraccopoli) di Kibera. Gli esempi sottostanti di drammatica diseguaglianza sono di Città del Messico.

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settembre 30th, 2012

La propaganda elettorale del 1948

by gabriella

Riprendo da storiadigitale.it i manifesti della Democrazia Cristiana per la campagna elettorale del 1948.

Si tratta di manifesti prodotti dalla Spes e promossi dai cosiddetti comitati civici, creati solamente nel febbraio del 1948, a pochi mesi dalle elezioni, ma che riuscirono a produrre ugualmente un volume di propaganda notevole.

Il fondatore dei comitati civici fu Luigi Gedda, personaggio legato agli ambienti della Chiesa e che dalla Chiesa, direttamente dalla persona del Papa Pio XII aveva ottenuto di fondare i comitati civici allo scopo di far fronte alla organizzazione capillare del Partito Comunista Italiano. E’ fondamentale ricordare che la struttura messa in opera da Gedda, servì a dare voce alle altre associazioni cattoliche che non potevano fare politica dovendo attenersi alle norme concordatarie del 1929 che proibivano alla Chiesa di fare propaganda. Oltre ai cinquanta manifesti citati vi fu una grande produzione di volantinaggio e la stampa di un periodico in 250.000 copie denominato il “Collegamento” e che ebbe grande diffusione nel Paese.

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agosto 12th, 2011

Noam Chomsky sulla fabbrica del consenso e il mito dei media liberi

by gabriella

http://it.wikipedia.org/wiki/Modello_di_propaganda

luglio 1st, 2011

Rodolfo De Angelis, Una volta non c’era Mussolini, Ma cos’è questa crisi, Bravo ma come parla bene

by gabriella

La discografia degli anni ’30 di Rodolfo De Angelis riassume i topoi più significativi della cultura fascista che una propaganda fatta anche di canzonette attivava e faceva circolare. Così, in Una volta non c’era Mussolini va in scena il disprezzo fascista per la discussione e la negoziazione liberale e il culto del duce decisore.


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