Posts tagged ‘psicanalisi’

ottobre 12th, 2016

Sigmund Freud, Analisi della fobia di un bambino di cinque anni, 1909. Il caso del piccolo Hans

by gabriella
Freud_hans

Freud con Herbert Graf (nato nel 1903) nel 1905 circa

Il primo esempio di analisi infantile eseguito da Freud attraverso il resoconto del padre del bambino. Lo psichiatra ricostruisce l’origine della nevrosi del piccolo Herbert, figlio del musicologo Max Graf, di cui cambia il nome in Hans per poterne includere il caso nei suoi diari.

La nevrosi di Hans, che si manifesta con l’emergere della fobia del piccolo per i cavalli, si sviluppa, nelle circostanze descritte nei diari, durante la fase edipica dello sviluppo psicosessuale del bambino. Freud ne illustra la complessità, portando il bambino alla guarigione attraverso il metodo catartico, una terapia della parola (talking cure la definirà la paziente del dott. Breuer) che permette l’accesso alla coscienza dei sentimenti e dei desideri istintuali che erano stati rimossi perché ritenuti inaccettabili. S. Freud, Opere, Boringhieri, Torino, 1989, vol. V, pp. 508-511, 587-589. Tratto da Filosofico.net.

 

Freud, Analisi della fobia di un bambino di cinque anni, 2, 3, poscritto

Quel pomeriggio padre e figlio erano venuti a consultarmi nel mio studio. Conoscevo già il bricconcello, tutto sicuro di sé ma tanto simpatico che mi faceva sempre piacere vederlo. Non so se si ricordasse di me, ad ogni modo si comportò in modo impeccabile, come un ragionevolissimo membro del consorzio umano. La visita fu breve. Il padre cominciò col dire che, nonostante tutte le spiegazioni, la paura dei cavalli non era diminuita. Dovemmo anche convenire che tra i cavalli, di cui aveva paura, e i moti palesi di tenerezza verso la madre, non c’erano molte relazioni.

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ottobre 5th, 2016

Sigmund Freud, Cinque conferenze sulla psicanalisi

by gabriella
Clark University

Clark University – Boston

Tra il 6 e il 10 settembre 1909,  Freud tenne le cinque seguenti conferenze sulla psicoanalisi alla Clark University di Worcester (Boston).

 

Prima conferenza

Signore e signori, è per me un’esperienza nuova, direi quasi imbarazzante, tenere una conferenza davanti a un pubblico di studiosi del Nuovo Mondo. Credo di dovere tale onore al fatto che il mio nome è associato al tema della psicoanalisi e, di conseguenza, è della psicoanalisi che vi parlerò.

Cercherò, dunque, di darvi in forma succinta un panorama storico delle origini e dei successivi sviluppi di questo nuovo metodo di ricerca e di cura. Posto che sia un merito l’aver creato la psicoanalisi, questo merito non è mio. Io ero solo uno studente, tutto preso a superare gli ultimi esami, quando un altro medico viennese, il dottor Joseph Breuer (1), applicò per la prima volta questo metodo al caso di una ragazza isterica (1880-1882). Dobbiamo perciò occuparci subito della storia e del trattamento di detto caso, che troverete descritto in dettaglio in Studi sull’isteria, che Breuer e io pubblicammo in un secondo tempo (2).

Josef-Breuer

Joseph Breuer (1842 – 1925)

Ma consentitemi prima un’osservazione. Ho notato con grande soddisfazione che la maggior parte degli ascoltatori non appartiene alla classe medica. Non preoccupatevi: per seguire la mia esposizione non occorre una preparazione medica specifica.

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ottobre 2nd, 2016

La psicanalisi

by gabriella
freud

Sigmund Freud (1856-1939)

Videolezioni: 1. L’intervista di Freud alla BBC: The struggle is not yet over 2. Le origini della psicanalisi: dall’ipnosi al metodo catartico 3. Il sogno dell’iniezione di Irma e la nascita della nuova scienza 4. Le rappresentazioni della mente 5. Le fasi dello sviluppo psicosessuale e la crisi edipica 6. I meccanismi di difesa 7. L’antropologia, Totem e tabù

Integrazioni, chiarimenti, sintesi: Freud e la nascita della psicoanalisi [dopo la videolezione 1]

Materiali CLIL: Freud Museum London 1. What is Psycoanalysis Part 1: Is it Weird? 2. What is Psychoanalysis? Part 2: Sexuality 3. What is Psychoanalysis? Part 3: The Oedipus Complex 4. What is Psychoanalysis? Part 4: The Ego, the Id and the Superego

Valutazione degli studenti

L’intervista alla BBC alla fine della vita di Freud

Il 7 dicembre 1938, Freud rilascia un’intervista alla BBC in cui legge un comunicato di appena due minuti. È a Londra dal giugno, dopo aver abbandonato Vienna, nelle mani dei nazisti, per sottrarsi alle persecuzioni antiebraiche. Morirà nove mesi dopo per gli esiti di un cancro alla mascella di cui soffriva da vent’anni.

Si tratta dell’unica intervista concessa da Freud ed è dunque significativo il contenuto di questa dichiarazione dello scienziato morente [videolezione 1].

intervista

Il sogno dell'iniezione di Irma

Il sogno dell’iniezione di Irma

La psicanalisi

Il termine psicanalisi compare per la prima volta in uno scritto del 1896, L’ereditarietà e l’eziologia della nevrosi, in cui Freud lo utilizza al posto di altri usati in precedenza per illustrare i suoi metodi osservativi e terapeutici di alcuni disturbi psichici. Un anno prima, il medico viennese aveva iniziato ad elaborare una spiegazione simbolica dei sogni, lavorando su un suo sogno personale [videolezione 3] elaborato nella notte tra il 23 e il 24 luglio 1895 e noto come «il sogno dell’iniezione di Irma».

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settembre 28th, 2016

Sigmund Freud, Il sogno dell’iniezione di Irma

by gabriella
freud-1890

Freud nel 1890

L’autoanalisi di un sogno condotta da Freud ne L’interpretazione dei sogni (1900) è la prima applicazione della psicanalisi alla decifrazione del suo significato (il sogno è la soddisfazione allucinatoria di un desiderio) e della sua articolazione in contenuto latente e contenuto manifesto realizzata dal lavoro onirico.

Premessa

Durante l’estate del 1895 avevo curato con la psicoanalisi una gio­vane signora che era in rapporti di amicizia con me e la mia famiglia. Si può prontamente comprendere come una relazione mista di questo genere possa essere fonte di molti turbamenti per un medico e in par­ticolare per uno psicoterapeuta. Mentre l’interesse personale del me­dico è grande, la sua autorità è minore; qualsiasi fallimento sarebbe una minaccia per l’antica amicizia con la famiglia del paziente. Que­sta cura era finita con un successo parziale; la paziente era guarita della sua angoscia isterica, ma non aveva perso tutti i sintomi somati­ci del processo isterico, così le proposi una soluzione che sembrava non voler accettare. Mentre eravamo così in disaccordo, avevamo interrotto la cura per le vacanze estive. Un giorno venne a trovarmi un collega più giovane, uno dei miei più cari amici, che era stato con la mia paziente, Irma, e la sua famiglia nel luogo dove villeggiavano.

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settembre 20th, 2016

Il caso di Elizabeth von R.

by gabriella

elizabeth von rIl caso di Elizabeth von R. è interessante perché è il primo in cui Freud fa a meno dell’ipnosi e perché introduce al caso di Dora il cui approccio da parte di Freud può essere considerato un vero e proprio trattamento psicoanalitico. Tratto da Sublimazioni di Saverio Tomaselli con integrazioni e modifiche.

Freud prese in cura Elisabeth von R. per dei dolori alle gambe che le si erano presentati due anni prima. Anche se nella paziente non emerge il quadro clinico tipico dell’isteria, dopo alcune sedute Freud confermò la diagnosi d’isteria fatta dal collega che gli aveva inviato la paziente. L’anamnesi del caso aveva evidenziato una serie d’eventi dolorosi che la paziente dava l’impressione d’aver assorbito, riuscendo a vivere con sufficiente serenità: la “belle indifference” delle isteriche, aveva pensato Freud.

I motivi che lo avevano spinto a non servirsi dell’ipnosi, risiedevano, tra l’altro, nella convinzione che la paziente era a conoscenza di ciò che aveva determinato la malattia; si trattava, quindi, di convincerla a rivelare questo suo segreto. Ecco come Freud descrive il trattamento:

“Così, in questa prima analisi completa di un’isteria da me intrapresa, arrivai ad un procedimento che in seguito ho eretto a metodo e introdussi deliberatamente un procedimento di svuotamento strato per strato, che ci piaceva paragonare alla tecnica del dissotterrare una città sepolta. Mi facevo, anzitutto, narrare ciò che era noto alla paziente, badando con attenzione ai punti in cui un nesso rimaneva enigmatico, in cui sembrava mancare un anello nella catena delle cause, e penetravo poi negli strati più profondi della memoria, facendo agire in quei punti l’esplorazione ipnotica o una tecnica equivalente”.

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maggio 6th, 2016

Sigmund Freud, L’avvenire di un’illusione. L’illusione di un avvenire

by gabriella
Freud

Sigmund Freud (1856 – 1939)

L’avvenire di un’illusione (1927), è dedicato da Freud al ruolo svolto dalla religione nel mantenimento della convivenza sociale, la civiltà che il padre della psicanalisi vedeva edificata sulla rinuncia alla scarica delle pulsioni sessuali e aggressive.

Disagio civiltàLe forme di religiosità più arcaiche sono ricondotte da Freud a una trasfigurazione delle forze della natura in termini paterni, legata al bisogno di protezione dal rischio dell’annientamento. Il sentimento religioso ha dunque origine nel vissuto di radicale impotenza sperimentato da ognuno durante l’infanzia, significato che emerge esplicitamente nell’immagine del Dio ebraico.

La componente allucinatoria rinvenuta nelle rappresentazioni religiose, del tutto affine alle altre produzioni dell’inconscio quali i sintomi e i sogni, porta lo scienziato a definire la religione «la nevrosi ossessiva universale dell’umanità», la cui carica affettiva rende solida un’eredità arcaica e infantile che l’umanità stenta a lasciarsi alle spalle.

«L’insieme è così manifestamente infantile, così irrealistico, da rendere doloroso,
a un animo amico dell’umanità, pensare che la grande maggioranza dei mortali
non sarà mai capace
di sollevarsi al di sopra di questa concezione della vita».

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maggio 6th, 2016

Il significato filosofico della psicanalisi

by gabriella
Salpêtrière

Pierre André Brouillet, Charcot spiega agli studenti il caso di Blanche Wittman, 1887

La rilevanza della psicoanalisi per la filosofia e le scienze umane consiste in una nuova definizione dell’uomo come soggetto, in una reinterpretazione della sintomatologia psicopatologica individuale e sociale, e infine in una revisione della stessa pratica terapeutica e medica in generale.

La psicoanalisi freudiana definisce il soggetto come elemento parziale del sistema psichico (in quanto connesso ad altre istanze quali l’Es e il super-Io), derivato e non originario (nasce infatti per differenziazione di uno strato dell’Es). La sintomatologia psicopatologica costituisce l’aspetto essenziale che testimonia precarietà e limitatezza del soggetto cosciente, il quale, lungi dall’essere padrone della propria consapevolezza ed espressività, è attraversato dalle manifestazioni dell’inconscio (lapsus, atti mancati, sogni, associazioni verbali ecc.).

La stessa concezione di normalità psicologica ed esistenziale viene messa in questione da queste tesi: l’anormalità psichica, infatti, non si configura più come una malattia di origine biologica o cerebrale, bensì come un disturbo nella realizzazione della personalità cosciente, che è sempre, in generale, un processo drammatico, difficile e angoscioso. Da ciò si ricava in primo luogo il costitutivo stato di sofferenza psichica dell’umanità, cosicché a rigore non esistono una normalità perfetta e un’integrazione definitiva del singolo nel contesto affettivo e sociale: si ricordino, al proposito, le tesi freudiane sulla “nevrosi dell’umanità” e sul “disagio della civiltà”.

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maggio 6th, 2016

Cornelius Castoriadis, L’individuo privatizzato. Psicanalisi e immaginazione radicale del soggetto.

by gabriella

kastoriadisNei due testi che seguono, L’individu privatisé  – un intervento tenuto dal filosofo alcuni mesi prima di morire [qui il sito a lui dedicato] – e Psicanalisi e immaginazione radicale del soggetto – intervista rilasciata a Sergio Benvenuto il 7 maggio 1994, Castoriadis illustra i concetti di autonomia, libertà e democrazia alla luce del compito emancipativo del soggetto assegnato da Freud alla psicanalisi – e dai greci alla paideia.

 

L’individuo privatizzato [Tolosa, 22 marzo 1997]

La filosofia non è tale quando non esprime un pensiero autonomo. Cosa significa autonomo? Il termine “autos- nomos”,“che si dà la sua propria legge”, ha in filosofia un significato chiaro: darsi la propria legge vuol dire porre domande, e non accettare nessuna autorità; neppure quella del proprio pensiero anteriore.

Ma qui tocchiamo un punto dolente, poiché quasi sempre i filosofi costruiscono sistemi chiusi come un uovo (si veda Spinoza, si veda soprattutto Hegel, e in qualche misura anche Aristotele), o restano attaccati a talune forme che hanno creato, e che non riescono a rimettere in questione. Gli esempi contrari sono pochi: uno è Platone; un altro, anche se nel campo della psicanalisi e non della filosofia, è Freud. L’autonomia del pensiero è l’interrogazione illimitata, che non si ferma davanti a nulla e rimette costantemente in discussione se stessa. Non è però un’interrogazione vuota, che non avrebbe alcun significato: perché abbia un senso, occorre aver già posto un certo numero di termini come provvisoriamente incontestabili; altrimenti quel che rimane non è un’interrogazione filosofica, ma un semplice punto interrogativo. L’interrogazione filosofica è articolata, salvo a riconsiderare gli stessi termini a partire dai quali si è articolata.

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febbraio 4th, 2016

Riccardo Antoniucci, Il matrimonio gay nel dibattito filosofico contemporaneo

by gabriella

MANIFESTATION CONTRE LE MARIAGE POUR TOUSQuesto ottimo articolo di Riccardo Antoniucci, pubblicato dal Rasoio di Occam il 7 marzo 2013, mostra come il dibattito sui diritti degli omosessuali infuriato in Francia nel 2013 abbia messo in questione l’eredità critica del pensiero filosofico francese.

Osservando la torsione degli argomenti dello strutturalismo operata dai teorici conservatori, non si può che ripensare al dibattito di Eindhoven (Chomsky vs Foucault) per constatare quanto Foucault avesse ragione:

Le regole a cui ogni singolo si conforma e da cui eventualmente devia – sosteneva – non sono innate, ma prendono corpo nelle pratiche economiche, sociali, politiche.

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settembre 30th, 2013

Aldo Carotenuto, Identità e ipseità. Il principium individuationis

by gabriella

carotenuto trattato psicologia personalitàTratto da Trattato di psicologia della personalità, Milano, Raffaello Cortina Editore, 1991, pp. 242-251.

[O]gni lavoro psico­logico [è] un compito interminabile. In questo secondo me si cela il fascino della psicologia del profondo: la psiche non è mai statica ma è un elemento continuamente cangiante, come la vita stessa, del resto. Infatti, solo la rigidità, psichica e fisica, è morte. È per questo moti­vo che utilizziamo la felice espressione di psicologia dinamica, una definizione assai più pregnante rispetto al termine psicoanalisi o psicologia analitica, perché corrisponde alla realtà della psiche, che è dynamis, movimento. Rimanda quindi a una concezione del­l’uomo come essere in continua evoluzione: il che rappresenta la nostra più grande libertà al confronto di un’esistenza legata al destino, il passato o a un’immodificabile eredità genetica.

[…]

Principium individuationis: una teleologia dell’esistenza

carl-gustav-jung

Carl Gustav Jung

È spontaneo a questo punto chiedersi quale possa essere la via per conquistare un certo margine di libero arbitrio rispetto ai condi­zionamenti interni ed esterni. Il tema costituisce il punto cardine della teoria di Jung: nel suo concetto di inconscio è insita l’idea di una pulsione alla realizzazione della personalità individuale, per cui l’uomo è naturalmente proteso a emanciparsi dai valori collettivi e quindi a conquistare una sua soggettività. A tale processo Jung dà il nome di individuazione. Sono parte integrante di questo modello tutti gli altri concetti junghiani che abbiamo già avuto modo di trat­tate, anzi possiamo affermare che l’individuazione è il contenitore teorico che racchiude, organizza, e dirige in una dinamica finalistica le dìverse parti del sistema junghiano.

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