Posts tagged ‘RSI’

luglio 25th, 2017

25 luglio 1943, caduta di Mussolini

by gabriella

Nel settantaquattresimo anniversario della caduta di Mussolini, il ricordo dei fatti di INFOAut, e il discorso di Duccio Galimberti tenuto a Cuneo il giorno dopo. Qui il racconto di Emilio Gentile sul 25 luglio su Wikiradio.

Bologna, Piazza Maggiore (già Vittorio Emanuele): i cittadini esultano per la caduta del regime fascista

Bologna, Piazza Maggiore (già Vittorio Emanuele): i cittadini esultano per la caduta del regime fascista

[…] sì, la guerra continua, ma fino alla cacciata dell’ultimo tedesco, fino alla scomparsa delle ultime vestigia del regime fascista, fino alla vittoria del popolo italiano che si ribella contro la tirannia mussoliniana.

Cuneo, 26 luglio 1943, Duccio Galimberti

E’ la notte tra il 24 ed il 25 Luglio 1943, quando Mussolini, alla seduta del Gran Consiglio del Fascismo prende la parola. Dice di aver convocato il Gran Consiglio non per discutere la situazione interna, ma bensì per informarlo della situazione bellica del momento e poter prendere una decisione a livello di strategia militare, da applicare in seguito allo sbarco degli alleati anglo-americani in Sicilia e alle difficoltà riscontrate.

Mussolini, che appare fiducioso e sicuro di sé, da tempo però è oggetto del malcontento di alcuni gerarchi, che trovano in Dino Grandi il loro portavoce. La situazione è grave e richiede decisioni chiare e capaci di creare una reale svolta nella guida del governo.  Terminata la relazione introduttiva, seguita da non poche critiche, prende la parola Grandi che si appresta a leggere il documento preparato e firmato dai dissidenti. Si tratta di un attacco diretto alla persona di Mussolini e di sfiducia nel suo operato, che si trova così con le spalle al muro, costretto ad ammettere tutta la sua colpevolezza.

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aprile 22nd, 2017

La storia degli IMI, i militari italiani internati nei lager nazisti

by gabriella

internati-militari-italianiI militari italiani internati (IMI) nei lager tedeschi furono 700.000. Di loro, oltre 600.000, davanti alla possibilità di aderire alla Repubblica di Salò ed essere liberati, si rifiutarono, preferendo conservare la loro dignità di soldati, rigettare la guerra e respingere il fascismo, ora visto con chiarezza nelle responsabilità condivise con l’alleato nazista.

Tra i novantamila che giurarono fedeltà alla Repubblica Sociale Italiana, moltissimi rientrarono in patria per disertare e per formare bande partigiane. In Liguria, sul Monte Rosa, interi battaglioni erano composti di soli IMI.

Come racconta Luca Borzani [La guerra di mio padre, Genova, Il Nuovo Melangolo, 2013], si trattò di un fenomeno imponente che coinvolse quasi tre milioni di famiglie [tra le quali quella di mio nonno]; un fenomeno, come osserva, Ercole Ongaro [Storia della Resistenza nonviolenta in Italia, Bologna, I libri di Emil, 2013] non compreso immediatamente dagli storici che, nel dopoguerra si concentrarono sui partigiani di montagna [al fine di difenderne la memoria, precocemente infangata].

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