Posts tagged ‘tagli’

novembre 8th, 2012

Province: chiuderemo le scuole

by gabriella

Gaetano Bucci ci aveva messi sull’avviso: il pareggio di bilancio è incostituzionale. La riduzione della spesa sta ridisegnando il patto sociale e il sistema dei diritti. Viene tagliata infatti la spesa “sociale”, TAV, ponte sullo stretto e F35 non sono invece in discussione. Per questo trovo il comportamento di Saitta l’unico “consono all’istituzione che rappresenta”.

Aggiornamento del 9 novembre: il giorno dopo la dichiarazione  di Saitta, il Tg2 delle 13 ne ridicolizza il coraggioso atto d’accusa, scatenando contro l’incauto la reazione della scuola pubblica. Va così in onda la triste pesca di presidi ed insegnanti che abboccano prontamente all’amo: “la scuola ha già pagato”, “che taglino piuttosto le auto blu”.

E’ battaglia tra governo e Province italiane. A dichiararla è l’appena nominato presidente dell’Upi, Antonio Saitta: “Le Province faranno ricorso ai Tar contro i tagli del governo”, ha annunciato. “E’ una decisione non più rinviabile: i 500 milioni di tagli imposti alle province con la spending review non sono sopportabili”. E a breve decideranno la chiusura dei riscaldamenti nelle scuole e il conseguente aumento delle vacanze per gli studenti.

E mentre per la nomina a presidente dell’Unione delle Province italiane sono arrivati i complimenti del ministro per la Pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi, e i suoi auguri ad avere un comportamento “più consono all’Istituzione che rappresenta”, Saitta ha invocato un’iniziativa comune per esortare gli amministratori delle Province ad “aprire uno scontro con gli organi dello Stato”, alzando i toni. “Chiediamo solo rispetto. Non siamo una lobby economica, siamo un pezzo elettivo dello Stato e chiediamo rispetto” [infatti, se foste una lobby economica lo avreste, NDR] ha replicato il neopresidente delle Province d’Italia rispondendo alle affermazioni del ministro della Pubblica amministrazione che questa mattina, intervenendo ad Agorà, su RaiTre aveva parlato di “abolizione totale delle province” ma “su revisione costituzionale e solo se se ne è convinti”.

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maggio 27th, 2012

La scuola non è un servizio ma un diritto

by gabriella

Sotto i governi degli sfruttatori, il ragionare è considerato cosa bassa e volgare. Si giudica basso e volgare ciò che è utile a quelli che sono tenuti in basso.

Bertold Brecht, Cinque difficoltà per chi scrive la verità

febbraio 1st, 2012

Silvia di Fresco, Matteo Vescovi, L’arrestabile ascesa della scuola delle competenze. Alcune riflessioni sui cambiamenti in atto nel sistema scolastico italiano

by gabriella

Un’ottima ricognizione degli antefatti, delle mistificazioni e degli scopi inconfessabili di vent’anni di programmatico declino scolastico italiano. Bello anche il titolo che mi fa venire in mente la brechtiana “resistibile ascesa” di Hitler e la necessità che gli insegnanti italiani escano dal torpore inconsapevole che li ha avvinti e rifiutino di collaborare alla “soluzione finale”.

State pur tranquilli
ci saranno sempre
più poveri e più ricchi
ma tutti più imbecilli

G. Gaber, La razza in estinzione

1. Società della conoscenza/società del controllo di Silvia Di Fresco

Sulle pagine della rivista «L’ospite ingrato» dedicata al tema della conoscenza, Sergio Bologna1, dopo aver sottolineato l’inefficacia dell’attuale sistema formativo, concludeva il suo articolo chiedendosi quale possa essere il futuro degli studi umanistici in un contesto in cui il lavoro, e il suo linguaggio, sono altamente dominati dalla tecnologia. Il problema ovviamente non riguarda solo l’Italia e non coinvolge solo aspetti interni alla didattica, ma riguarda il modello di società che saremo in grado di immaginare per risolvere i giganteschi problemi ecologici e sociali che il pianeta si trova ad affrontare. È quella che recentemente Martha Nussbaum ha definito come «crisi dei saperi socratici» [Internazionale, 870, pp. 36-42], cioè di quei saperi che sviluppano competenze non misurabili come la capacità di confrontarsi e mettersi in discussione, di assumere il punto di vista dell’altro, di produrre soluzioni innovative (e non esecutive) rispetto ai contesti in cui sorgono i nostri problemi. Saperi che rappresentano le finalità di un’educazione rivolta alla costruzione di una comunità democratica, all’interno della quale l’insegnamento di materie letterarie e scientifiche va salvaguardato rispetto a un’educazione schiacciata sui saperi tecnici e specialistici. Sostiene la Nussbaum che tali insegnamenti hanno persino una finalità economicistica indiretta in quanto

l’innovazione richiede intelligenze flessibili, aperte, creative. La letteratura e le arti stimolano queste facoltà. Quando mancano, la cultura aziendale perde colpi in fretta2.

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