Posts tagged ‘termodinamica’

luglio 6th, 2016

Mario Porro, Prigogine e la natura del tempo

by gabriella
Ilya Prigogine

Ilya Prigogine  (1917 – 2003)

Tratto da Il Manifesto del 29 maggio 2003.

Ilya Prigogine compone nel 1945 una tesi di dottorato che segna l’inizio della sua impostazione originale nel campo della termodinamica: in condizioni lontane dall’equilibrio, possono prodursi in modo aleatorio delle fluttuazioni da cui si sviluppano nuovi sistemi, le strutture dissipative che, grazie all’energia ricevuta dall’esterno, mantengono una stabilità dinamica. Nell’irreversibilità può costituirsi un ordine mediante fluttuazioni; la fisica non si riduce all’ordine ripetitivo o alla deriva necessaria verso la dissipazione, prevista dal secondo principio. La freccia del tempo non scorre soltanto verso la morte, la direzionalità dei fenomeni procede anche verso l’innovazione. Già in ambito fisico-chimico appaiono processi di auto-organizzazione, che anticipano quelli propri del vivente. Da questi studi, per i quali Prigogine ricevette nel `77 il Nobel per la chimica, prende avvio una ricerca feconda che ha trovato la sua migliore espressione nel libro scritto con Isabelle Stengers La nuova alleanza (Einaudi, 1981).

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febbraio 15th, 2015

Paolo Bussotti, Il concetto di causa

by gabriella

principio di causalitàUn estratto dell’articolo pubblicato dalla Rivista della scuola superiore dell’economia e delle finanze.

 

1. Il principio di causalità nel pensiero moderno

Il principio di causa-effetto è una correlazione tra due fenomeni per cui il secondo, l’effetto, è prodotto dal primo, la causa. Di questa proposizione si danno essenzialmente due interpretazioni: una ontologico-oggettivistica e una gnoseologico-soggettivistica. Secondo la prima sono i fenomeni in quanto tali ad essere legati dal nesso di causalità; vi sarebbe pertanto una forma di necessità in base alla quale, avvenuto un fatto, ne avviene un altro da questo causato. L’altra interpretazione afferma invece che il principio di causa-effetto non sussiste necessariamente nel mondo esterno, ma è un postulato generale inventato dall’uomo come criterio conoscitivo e ordinatore che consente di mettere in correlazione insiemi di fatti e di orientarci in un universo altrimenti caotico. Per questa seconda interpretazione si pone il problema di spiegare come un principio di ragione consenta di dar conto dei fenomeni. In genere si intende il nesso causa-effetto come una corrispondenza biunivoca, cioè un effetto è prodotto da una sola causa e viceversa una causa produce un solo effetto. Tuttavia questa ulteriore condizione non è necessaria e può ben darsi che una causa produca una molteplicità di effetti e che un effetto sia occasionato da una pluralità di cause.

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marzo 26th, 2013

Philip K. Dick

by gabriella

philip dick

Introduzione a Lessico dickiano di Antonio Caronia e Domenico Gallo.

Fascism is the enemy, wherever it appears.

Philip K. Dick, 1977

Solo chi è alla ricerca spasmodica di un senso e di un ordine può dare voce e respiro all’insensatezza e al disordine del mondo. Philip K. Dick cercò quest’ordine e questo senso lungo tutta la vita. Nel 1979 annotava nel suo interminabile diario notturno, l’Exegesis:

è evidente che all’epoca di The Dark-Haired Girl stavo disperatamente cercando un centro (omphalos) per la mia vita, ma non c’ero riuscito; ero ancora ‘apolide’. Adesso ho trovato l’autenticità – sein.

Si trattava ancora una volta di una situazione instabile. Dick non approdò mai davvero a una situazione di quiete interiore, né a un’ipotesi sul mondo che lo soddisfacesse appieno. Per questo fu capace di descrivere alcuni tra i più formidabili, strutturati, paranoici incubi di tutto il Novecento.

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