Archive for Giugno, 2012

15 Giugno, 2012

Il prepuzio del buon cittadino

by gabriella

I maschi greci sopportavano anche dolorose operazioni chirurgiche pur di ostentare un prepuzio conveniente a un uomo libero.

E’ un tratto biologico dell’homo sapiens il fatto che, in gioventù, quella parte del pene che chiamiamo prepuzio assuma una notevole lunghezza, sino a più di tre quarti di quella del pene. Questo fatto anatomico non è privo di conseguenze culturali o artistiche. Nella sua ricerca sulle immagini genitali nella pittura vascolare greca, Kenneth Dover nota come le rappresentazioni di soggetti interessanti, virtuosi, eroici o divini mostrino sempre un prepuzio di lunghezza impressionante. Potrebbe trattarsi di un preciso riferimento a una norma etica, un tratto culturale fortemente radicato, centrato su un’idealizzazione del pene; oppure, in altre immagini, la rappresentazione realistica di un prepuzio deliberatamente allungato. In ogni caso, un prepuzio ben proporzionato, per i greci, era molto lungo, con una caratteristica forma conica o tubolare.

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12 Giugno, 2012

Volos: la dracma? no il trueque

by gabriella

Le epoche di crisi di solito fanno germinare soluzioni ingegnose dirette a superare le difficoltà. Nel caso della città greca di Volos (una piccola località di 100.000 abitanti) la creazione della cosiddetta Rete di Interscambio e Solidarietà, due anni fa, non è derivata tanto dalla grave situazione economica che attraversa il Paese, ma dalla necessità di articolare un’alternativa da opporre all’attuale sistema economico [30 maggio 2012].

L’idea di fondo è partita dalle molteplici esperienze di comunità di trueque [1], che scambiano prodotti e servizi senza utilizzare alcuna moneta. Nel caso di Volos l’idea è stata perfezionata con la creazione di un modello di interscambio, il TEM (Unità Alternativa Locale, in greco), e di un avanzato sistema informatico così semplice nel suo funzionamento quanto efficace nei risultati.

“L’euro ce l’ha solo chi lavora, il TEM ce l’hanno tutti”.

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12 Giugno, 2012

Debtocracy

by gabriella

[Cliccare sul simbolo CC per attivare i sottotitoli in italiano].

8 Giugno, 2012

Breve storia delle politiche monetarie italiane

by gabriella

Traggo dal blog Voci dall’estero, questo utile articolo ispirato al libro di Francesco Carlucci, L’Italia in ristagno, Milano, Angeli, 2008.

Il Serpentone

Nel 1973 l’Italia aderì al primo tentativo fatto in Europa di integrazione monetaria denominato “serpente monetario”, dove i paesi aderenti si impegnavano a mantenere le proprie valute ancorate al marco entro una banda di oscillazione, e insieme fluttuare nei confronti del dollaro. Le autorità di governo allora si accorsero abbastanza presto che la creazione di un sistema di cambi fissi tra economie non perfettamente integrate può fortemente danneggiare alcune delle economie avvantaggiandone altre, e che l’Italia non era in grado di migliorare nel breve periodo le debolezze strutturali della sua economia per adeguarne la competitività a quella dei partners più forti, quindi per evitare di mandare il paese in stagnazione, decisero velocemente di uscire dal serpente.

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7 Giugno, 2012

L’abbandono scolastico in Italia

by gabriella

Due ragazzi su 10 lasciano gli studi prima del diploma [dati 2012]. Sono 114mila all’anno, tra i 14 e i 17 anni. L’Europa: obiettivo 10% entro il 2020. Il governo in campo contro la dispersione.

https://www.valigiablu.it/abbandono-scolastisco-istat/

https://ec.europa.eu/info/sites/info/files/file_import/european-semester_thematic-factsheet_early-school-leavers_it.pdf

MILANO – Disoccupazione, difficoltà ambientali, necessità di lavorare per portare qualche soldo in più a casa, cura dei fratelli più piccoli, o delle faccende domestiche. Ma anche problemi pratici come la distanza dalla scuola, la mancanza di adeguati servizi di trasporto. O la noia, la disaffezione per lo studio. A volerle analizzare, le ragioni dell’abbandono scolastico hanno molte facce. Alcune forse persino «assolutorie». Ma il dato che le riassume è uno e inequivocabile: i giovani «dispersi», quelli che hanno un’età compresa tra i 14 e i 24 anni (gli «early school leavers») e non terminano gli studi, in Italia raggiungono una soglia altissima, il 18,8%. Quasi due studenti ogni dieci. Per confrontarci con il resto d’Europa, il 5 per cento più della media. E troppi punti percentuali più dell’obiettivo fissato dalla Strategia Europa 2020, che pone un limite massimo di abbandoni prematuri al 10 per cento,con almeno il 40% dei giovani laureati o diplomati. Un fenomeno che ha effetti negativi sull’occupazione (solo il 46,4 per cento dei giovani che hanno abbandonato prematuramente gli studi ha un lavoro) e sulla mobilità sociale: sugli abbandoni precoci pesa un livello d’istruzione dei genitori più basso, che finisce per perpetuarsi generazione dopo generazione.

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6 Giugno, 2012

Ray Bradbury

by gabriella

Cresciuto in biblioteca, appassionato di fumetti, Ray Bradbury aveva un rapporto speciale con i libri e la lettura. E proprio per questo, nel suo capolavoro Fahrenheit 451 (la temperatura alla quale la carta dei libri prende fuoco) aveva immaginato negli anni ’50 un apocalittico futuro senza lettura, in cui i possessori di libri sono dei pazzi e a dominare sono le immagini e la televisione. Un futuro imprecisato, comunque dopo il 1960, non tanto lontano dalla realtà attuale che il visionario scrittore americano, morto la scorsa notte a Los Angeles a 91 anni, voleva forse esorcizzare con quella scena del rogo di libri di Fahrenheit 451 entrata anche nella storia del cinema con il film che nel 1966 Francois Truffaut ha tratto dal romanzo, uscito nel 1953, e in prima edizione italiana nel 1956. […]

Tratto da: http://www3.lastampa.it/cultura/sezioni/articolo/lstp/457206/

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=0I6xkVRWzCY]

Sandro Moisio, L’autunno del patriarca

planet.jpgE’ scomparso all’età di 91 anni l’ultimo patriarca della fantascienza americana.
Forse Bradbury non avrebbe gradito questa definizione, considerato la sua costante volontà di rivendicare la propria appartenenza, come scrittore, più al genere fantastico che a quello fantascientifico, ma è indubitabile che la sua fama internazionale sia indissolubilmente legata a due opere che hanno segnato, nel bene e nel male, soprattutto la science-fiction.

The Martian Chronicles (1950 – qui l’ebook italiano) e Fahrenheit 451 (1953) hanno contribuito infatti a modificare la percezione della letteratura fantascientifica. Nel primo caso, la tradizionale space-opera avventurosa veniva trasformata in una delicata e nostalgica descrizione della colonizzazione futura e del successivo abbandono del pianeta rosso da parte della specie umana. Mentre nel secondo la tradizione dell’utopia negativa di George Orwell e Aldous Huxley veniva stemperata nelle pagine destinate al più vasto pubblico della letteratura di genere.

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5 Giugno, 2012

Dove nascono i ritardi della scuola italiana

by gabriella

La sottosegretaria all’istruzione Elena Ugolini ed Andrea Gavosto della Fondazione Agnelli hanno discusso al Festival dell’economia di Trento (31 maggio-2 giugno 2012) delle origini dei ritardi della scuola italiana davanti a un pubblico di insegnanti civilmente inferocito e una Silvia dal Pra, scrittrice e insegnante precaria romana, nel cui quotidiano scolastico molti di noi si sono riconosciuti integralmente. Il puro nulla della Ugolini esce abbastanza malconcio dal confronto facendo da parafulmine allo stipendiato della Fondazione Agnelli, think thank non meno nocivo e aggressivo di un ministero montiano.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=o9UkIpfceWY&feature=youtu.be]

5 Giugno, 2012

Gregory Bateson, Perché le cose finiscono in disordine?

by gabriella

Bateson scrisse questo geniale dialogo sul disordine, oggi contenuto in Verso un’ecologia della mente [Milano Adelphi, 1998, pp. 35-40] nel 1948.

5 Giugno, 2012

Gianluca Gabrielli, L’autorappresentazione del regime fascista nei testi didattici di matematica elementare

by gabriella

Tra il 1925 e il 1943 la scuola italiana subì il fenomeno della fascistizzazione, cioè il massiccio ed esplicito processo di strumentalizzazione dell’istituzione scolastica ai fini politici ed ideologici del regime.
Le gerarchie fasciste si servirono a questo fine di vari strumenti, dalla trasformazione dell’assetto istituzionale alla creazione delle strutture giovanili, dal disciplinamento degli insegnanti fino ad una marcata ideologizzazione delle materie di insegnamento nelle scuole elementari e medie.
A partire dagli anni Settanta numerosi studiosi hanno affrontato quest’ultimo aspetto del problema attingendo soprattutto alle fonti più evidenti che si offrivano allo storico: libri di lettura, temi, dettati.

La prospettiva particolare di queste ricerche permetteva di porre in campo un problema decisivo come quello della ricerca del consenso e del controllo sulla società, cioè “dell’estensione del controllo capillare delle masse, della loro omologazione” che ha contraddistinto il fascismo come dittatura novecentesca ed ha sempre catalizzato l’attenzione degli storici. A quei lavori non ha però ancora fatto seguito un’analisi completa della didattica degli anni Venti e Trenta. Tra gli aspetti rimasti in ombra, vi è il ruolo di veicolo ideologico che si trovarono a ricoprire anche materie classicamente considerate “neutre” come Matematica o Grammatica.

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