Archive for Maggio 5th, 2016

Maggio 5th, 2016

Kierkegaard

by gabriella
Soren Kierkegaard (1813 - 1855)

Søren Kierkegaard (1813 – 1838)

L’esistenza non può essere pensata senza movimento e il movimento non può essere pensato sub specie aeterni. Trascurare il movimento non è propriamente un capolavoro, e introdurlo come passaggio nella logica, e con esso il tempo e lo spazio, non è che una nuova confusione.

Infatti, nella misura in cui il pensiero è eterno c’è una difficoltà per l’esistente. L’esistenza è come il movimento: è molto difficile avere a che fare con essa. Se li penso li abolisco e quindi neanche li penso più. Sembra pertanto che sia esatto dire che c’è qualcosa che non si lascia pensare: l’esistere. Ma la difficoltà ritorna, e ciò per il fatto che il pensatore esiste, e il pensare pone insieme l’esistenza […]. L’esistere è per l’esistente il suo supremo interesse e l’interessamento ad esistere è la sua realtà. Ciò in cui consiste la realtà non può essere esposto nel linguaggio dell’astrazione. La realtà è un inter-esse tra l’unità ipotetica dell’astrazione di essere e pensiero […].

Dio non pensa, Egli crea; Dio non esiste, Egli è eterno. L’uomo pensa ed esiste e l’esistenza separa pensiero ed essere, li distanzia l’uno dall’altro nella successione […].

Kierkegaard, Postilla conclusiva non scientifica

 

Vita di Søren

Nella vita di Søren Kierkegaard c’è un grande scarto tra la esiguità degli avvenimenti esteriori e la complessità di un’esperienza interiore che rimane in più punti indecifrabile, nonostante le migliaia di pagine del Diario e i numerosissimi spunti autobiografici presenti nelle opere. Il filosofo stesso ha voluto che così fosse:

«dopo la mia morte, nessuno troverà fra le mie carte (e questa è la mia consolazione) una sola spiegazione di ciò che propriamente ha riempito la mia vita».

read more »

Maggio 5th, 2016

Aristotele, Protreptico

by gabriella

aristotele

Raccolgo i passi più significativi dell’Esortazione alla filosofia di Aristotele – nell’edizione curata da Diego Fusaro – con uno stralcio del saggio introduttivo dedicato all’opera da Enrico Berti [E. Berti, Protreptico, Torino, UTET, 2008, pp. XXIII-XVIII].

Se si deve filosofare, si deve filosofare e se non si deve filosofare, si deve filosofare; in ogni caso dunque si deve filosofare. Se infatti la filosofia esiste, siamo certamente tenuti a filosofare, dal momento che essa esiste; se invece non esiste, anche in questo caso siamo tenuti a cercare come mai la filosofia non esiste, e cercando facciamo filosofia, dal momento che la ricerca è la causa e l’origine della filosofia.

Aristotele, Protreptico

Indice

1. L’Accademia contro i retori: la risposta del Protreptikos all’Antidosis
2. Il Protrettico

Nell’anno 353 a.C. Isocrate scrisse un’orazione intitolata Antidosis, che significa “scambio”, perché in essa, a riprova della sua innocenza dall’accusa di essersi arricchito illecitamente, il famoso retore si dichiarava disposto a scambiare tutti i suoi beni con quelli dei  suoi accusatori.

In essa egli fece l’apologia di tutta la propria vita, rispondendo anche alla polemica condotta contro di lui dagli Accademici [Antidosis, 258]. A costoro si riferiscono infatti inequivocabilmente alcuni paragrafi dell’Antidosis, in cui Isocrate allude a certi ferventi dell’eristica che calunniavano i discorsi comuni e utili, non ignorando il valore di essi né quanto rapidamente essi giovino a chi li usa, ma sperando così di rendere più stimabili i propri [Antidosis, 258].

Nella denominazione di eristi, Isocrate accomuna tutti i socratici, noti per le loro discussioni dialettiche, ma tra essi distingue i platonici, che disprezzano il valore dei discorsi utili e tuttavia conoscono il valore della retorica. Da questi Isocrate dichiara di essere stato attaccato aspramente [Antidosis, 259-60] – accennando sicuramente all’esordio del corso di retorica tenuto da Aristotele:

«è turpe tacere e lasciare che parli Isocrate».

[Aristotele aveva peraltro tacciato di servilismo lo scritto isocrateo dedicato a Grillo, figlio di Senofonte, in occasione della morte in battaglia del giovane nel 362. NDR.] e a lui risponde mediante una valutazione critica della paideia accademica.

read more »

Maggio 5th, 2016

La paideia filosofica, Aristotele

by gabriella

audio[Attenzione: questa pagina incorpora una trasmissione radiofonica che si apre automaticamente. Per evitare di ascoltare l’audio prima del necessario ed escludere la pubblicità, scorrere il testo fino a “Come resistere al tempo della barbarie” ed escluderlo manualmente].

 

Aristotele (

Aristoteles (384 – 324 a. C.) Raffaello, La scuola di Atene, 1509

Gli fu domandato quanto differiscano gli educati dagli ineducati e la sua risposta fu: «Tanto quanto i vivi dai morti».

Diogene Laerzio, Vite dei filosofi

Aristotele nacque a Stagira, una città ionia vicina all’odierna Salonicco nel 384 a.C.. A diciassette anni si recò ad Atene per frequentare la scuola di Platone dove rimase per vent’anni, fino alla morte del maestro.

Si dice che Platone avesse grande stima delle capacità intellettuali del suo allievo, tanto da soprannominarlo nous, la «chiara intelligenza» o «la mente» mentre, a proposito della relazione tra i due, Diogene Laerzio riferisce l’amara osservazione di Platone:

«Aristotele mi prese a calci come i puledri la madre che li generò» (V, 1, 2).

read more »


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: